Droga leggera

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fiori di canapa. Sono ben evidenti i cristalli bianchi contenenti il THC e altri cannabinoidi

Droga leggera è una locuzione di uso comune per indicare sostanze stupefacenti incapaci di creare dipendenza nel senso medico del termine, e le cui proprietà psicotrope sono piuttosto trascurabili. In particolare, con questa locuzione si identificano le piante del genere Cannabis (canapa) e le sostanze psicotrope da esse ricavabili, principalmente marijuana e hashish.

Indice

Analisi [modifica]

C'è in genere molta confusione e scarsa conoscenza scientifica, a livello di opinione pubblica, in tema di "droghe"[1][2]; già una dicitura del genere è da ritenersi sostanzialmente priva di fondamento, in quanto accomunerebbe tutte le sostanze dotate di un qualche effetto psicotropo o neuronale e in grado d'indurre "dipendenza"[3] in un unico insieme, per quanto gli elementi che lo compongono non abbiano alcuna reale attinenza botanica, chimica o scientifica fra loro.

Lo scrittore francese Jaques Derrida ad esempio, autore di Rhétorique de la drogue del 1986, nel discutere il concetto di droga affermò: "Non si può non concludere che il concetto di droga sia un concetto senza base scientifica, istituito sulla base di valutazioni politiche o morali".[4] Dipendenza e droga sono in tal senso due concetti che vengono spesso demonizzati psicologicamente dall'opinione pubblica, suscitano moti d'animo e opinioni in genere preconcette senza che si possieda una reale conoscenza dei fenomeni, delle dinamiche e delle sostanze coinvolte. Sono concetti in grado di spostare milioni di voti e miliardi di dollari.

Questo è un preludio fondamentale per capire come la dicotomia tra "droghe leggere e pesanti" sia solo un semplicistico riferimento, vagamente basato sull'oggettiva differenza quanto ad effetti, induzione di dipendenza fisica ed incidenza sociale dei derivati della pianta di Cannabis rispetto ai derivati di piante come il papavero o la coca; semplicistico riferimento perché ad esempio, in questo senso, bisognerebbe senza indugio considerare in base agli stessi parametri di pesantezza degli effetti, dipendenza fisica ed incidenza sociale anche l'alcool come una "droga pesante", percepita diversamente dalle succitate sostanze solo in virtù del proprio status legale che la vede tollerata in tutto il mondo occidentale.[5][6] L'espressione "droghe pesanti e droghe leggere" è da ritenersi dunque un termine principalmente colloquiale per indicare, rispettivamente, sostanze psicoattive particolarmente dannose[7] e sostanze che sono ritenute non induttrici di dipendenza (o induttrici di dipendenza ridotta) e meno dannose di quelle pesanti.[8] L'espressione "droghe leggere" è considerata controversa dai critici della medesima perché implica che la sostanza causi danni nulli o insignificanti.[8]

Va quindi notato come in quest'ottica non esista un reale, marcato confine, così come le più diffuse sostanze psicotrope non hanno spesso la benché minima attinenza chimica, botanica, psicoattiva o culturale l'una con le altre: il principale denominatore comune delle sostanze psicotrope è, oltre la caratteristica di avere un effetto di qualche tipo sull'organismo, il fatto che siano tutte considerate illegali e che soggiacciano quindi alle medesime dinamiche sociali e regole di mercato (quasi sempre commisto, questo) in quanto "droghe". Non evidenziare la totale estraneità fra Cannabis, coca, oppio, caffè, alcool, tabacco eccetera è un errore scientifico; evidenziarla equivale a mettere in discussione il concetto di "droga" come è generalmente percepito.

Giancarlo Arnao, noto medico e ricercatore italiano, scrisse nel libro Cannabis: Uso e Abuso[9]:

« Dal punto di vista farmacologico, si definiscono "droghe" tutte le sostanze che "modificano la psicologia o l'attività mentale" (definizione dell'O.M.S.). Tale modifica è definita "effetto psicoattivo". Il termine "droga" è spesso sostituito da quello di "sostanza stupefacente" (o "narcotico"), di cui è considerato equivalente. Il significato di questo termine è però diverso, a seconda del contesto. In senso strettamente scientifico, sì intendono per "sostanze stupefacenti" una serie dì sostanze che hanno effetti Farmacologici analoghi a quelli tipici degli oppiacei: sedazione, stato stuporoso, sonno. Nel linguaggio legale e burocratico, che è adottato spesso anche dai mass media, il termine "stupefacente" non ha alcun significato descrittivo degli effetti farmacologici, ma è semplicemente una definizione applicata a tutte le sostanze illegali. Da questo equivoco semantico deriva un equivoco concettuale. Infatti, gran parte dell'opinione corrente ritiene che alcune sostanze (le "droghe") siano siate messe fuori legge perché hanno in comune una fondamentale qualità farmacologica, quella cioè di essere "stupefacenti", quando invece è vero il contrario: esse sono definite "stupefacenti" solo perché sono illegali. Negli ultimi decenni si è affermata nell'opinione corrente la distinzione fra droghe "leggere" e "pesanti": di queste ultime si da per scontata una maggiore tossicità e la possibilità di provocare tossicodipendenza. La cannabis viene tradizionalmente definita come "droga leggera", eroina e cocaina come "droghe pesanti". Questa classificazione non ha basi scientifiche: infatti accomuna sostanze assai diverse come l'eroina e la cocaina e lascia inclassificate altre sostanze, come l'alcool, che pure provocano tossicodipendenza. Può essere accettabile soltanto in quanto sottolinea la diversità della cannabis da altre sostanze più nocive[10]»
(Giancarlo Arnao, "Cannabis: Uso e Abuso")

Storia [modifica]

In questo frangente la dicitura "droghe leggere" ha una precisa collocazione storica.

Annuncio pubblico distribuito dal 1935 dal Federal Bureau of Narcotics

Il proibizionismo moderno sulla Cannabis è iniziato nel 1937 con il Marijuana Tax Act statunitense[11]; questa legge infatti (promossa presso il Congresso USA da Harry Anslinger con ogni mezzo, fra cui campagne promozionali oggi considerate propaganda allarmistica e oscurantista, "reinterpretazioni" di articoli dai giornali riguardo ai più brutali omicidi commessi nel paese come se fossero stati causati dall'uso di Marijuana, "documentari" palesemente faziosi come "Reefer Madness" (1936), viaggi in tutti gli Stati Uniti mettendo in allarme la società sui pericoli dell'"assassina della gioventù", "erba del diavolo" o "mostro davanti il quale perfino Frankstein sarebbe impallidito")[11][12] diede il via al proibizionismo su scala mondiale, istituito dall'ONU nel 1961 su forte pressione degli Stati Uniti. Il rappresentante americano della Commissione ONU per le droghe stupefacenti era, ancora, Harry Anslinger.

A titolo esemplificativo rispetto quanto sopra detto, si ricorda una delle frasi utilizzate da Anslinger nel 1937 al fine di convincere il Congresso a bandire la pianta di Cannabis e i suoi derivati: "Ci sono 100.000 fumatori di marijuana negli Stati Uniti, e la maggior parte sono negri, ispanici, filippini ed intrattenitori; la loro musica satanica, jazz e swing, è il risultato dell'uso di marijuana. Il suo uso causa nelle donne bianche un desiderio di ricerca di relazioni sessuali con essi."[13]

O ancora:

- "La ragione fondamentale per illegalizzare la marihuana è il suo effetto sulle razze degenerate"

- "La marihuana è una droga che dà dipendenza fisica e produce in chi la usa pazzia, criminalità e morte"

- "Fuma uno spinello e probabilmente ucciderai tuo fratello"

- "La marihuana è la droga più in grado di causare violenza nella storia del genere umano".[13]

Degni di nota sono anche i così detti "Gore File", una serie di citazioni da rapporti di polizia, descritti dai detrattori di Anslinger come narrativa di casi brutali in stile poliziesco, la maggior parte non convalidati da prove, utilizzati per collegare crimini particolarmente cruenti con la Marijuana[14] ed avallare la propria tesi proibizionistica:

"Un'intera famiglia è stata assassinata da un giovane drogato in Florida. Quando gli agenti giunsero all'abitazione, trovarono il giovane che barcollava in un mattatoio umano. Aveva ucciso con un'ascia suo padre, la madre, due fratelli e la sorella. Sembrava essere stordito. Non ricordava di aver commesso i plurimi omicidi. Gli agenti lo conoscevano normalmente come un giovane sano e abbastanza tranquillo; ora era pietosamente impazzito. Cercarono il motivo. Il ragazzo disse che era dipendente dal fumare qualcosa che i suoi giovani amici chiamavano "muggles", nome giovanile per la marijuana."[15]

"Studenti di colore presso l'Università del Minnesota fanno festa con studentesse femmine (bianche), fumando (marijuana) e ottenendo le loro simpatie con storie di persecuzione razziale. Risultato: gravidanza."[16][17]

"Due negri catturarono una ragazza di quattordici anni e la mantennero per due giorni sotto l'effetto della canapa. Una volta recuperata si è scoperto che soffriva di sifilide"[17][18]

Ulteriori citazioni storiche [modifica]

Vengono poi riportate in seguito ulteriori citazioni[19][20] tradotte in italiano, di Anslinger e non solo, fondamentali per comprendere la percezione della Marijuana a causa dell'immagine che ne veniva data alla popolazione fra la fine degli anni venti e gli anni quaranta; sono presenti anche citazioni più recenti[19][20], in genere evolutesi verso la così detta "Teoria del 16 percento":

« La marijuana inizia la sua opera mortale di eccitare la passione sessuale. Senza distinzioni di colore o razza. »
(Reverendo Robert James Devine, "Assassin of Youth: Marihuana" - 1943)
« La marijuana porta a lavaggi del cervello pacifisti e comunisti. »
(Anslinger, Capo del Federal Bureau of Narcotics - 1948)
« Un uomo della California decapitò il suo migliore amico mentre era sotto il violento sortilegio del fumo. »
(Newsweek - 14 agosto 1937)
« Alcuni dei così detti jazzisti "jazz hounds" che pensano che il loro talento si mostri megli da "fatti" dovrebbero farsi un giro all'Eloise Hospital e vedere gli esseri umani distrutti che ci sono lì, idioti ignoranti. Non sono minimamente in grado di pensare. »
(The Keynote - gennaio-febbraio 1941)
« Si dice che i figli di dipendenti (di Cannabis) siano inferiori; in alcune parti dell'India, dove l'hashish è stato usato a lungo con eccesso, intere comunità sono formate di pazzi e degradati morali. »
(The American Scholar, giornale della Phi Beta Kappa - Inverno 1938/1939)
« Sotto gli effetti della marihuana, i carcerati cadono disperatamente innamorati l'uno dell'altro, proprio come farebbero con le donne fuori dai muri della prigione. »
(Earle Albert Rowell e Robert Rowell, "On the Trail of Marihuana the Weed of Madness" - 1939)
« Se l'orribile mostro Frankenstein si trovasse faccia a faccia con il mostro marihuana, cascherebbe morto dallo spavento. »
(Anslinger su The American Magazine - 1938)
« L'erba fa pensare ai negretti di essere in gamba come gli uomini bianchi. »
(Anslinger - 1929)
« In alcuni distretti abitati da Latino Americani, Filippini, Ispanici e Negri, metà dei crimini sono attribuiti alla pazzia da marijuana. »
(The Christian Century - 29 giugno 1938)
« La marijuana è una droga più pericolosa dell'eroina e della cocaina. La droga è coerente alla sua antica tradizione attinente omicidio, aggressione, stupro, demoralizzazione fisica e collasso mentale. »
(Scientific American - Maggio 1938)
« La marihuana è a volte usata come mezzo per la schiavitù bianca. Lo sceriffo perquisì le case malfamate della città e vi trovò le ragazze scomparse che vi "lavoravano". Le loro storie rivelarono che la marihuana era stata l'esca e la causa del loro rovina. »
(Earle Albert Rowell e Robert Rowell, "On the Trail of Marihuana the Weed of Madness" - 1939)
« Preferirei vedere i miei figli contro un muro e poi fucilati di fronte ai miei occhi piuttosto di sapere che uno qualunque di loro sarebbe diventato uno schiavo della droga. »
(Col. Levi G. Nutt, capo della "Narcotics Division of the US Treasury Department", sul quotidiano nazionale Hearst - 8 dicembre 1929)
« Quelli che usano marijuana diventano eccitati non appena inalano la droga e sono in grado di fare qualunque cosa. La maggior parte dei crimini violenti in questa sezione, specie nelle zone rurali, sono compiuti da drogati di questa sostanza. »
(New York Times - 16 settembre 1934)
« E' stata la marijuana, la nuova droga messicana, che ha armato il braccio omicida di Clara Phillips quando ha massacrato con un martello la vita della sua vittima a Los Angeles? Tre quarti dei crimini in questo paese oggi sono commessi da schiavi dell'erba, il che è un dato statistico. »
(Articolo di Annie Laurie sul quotidiano nazionale Hearst - Data sconosciuta)
« Danni cerebrali permanenti sono una delle inevitabili conseguenze dell'uso di marijuana. »
(Ronald Reagan - 1974)
« Ho adesso la prova assoluta che fumare anche una sola sigaretta di marijuana equivale, quanto a danni cerebrali, allo stare sull'Isola di Bikini durante l'esplosione di una bomba H. »
(Ronald Reagan - Data sconosciuta[21])
« La marijuana porta all'omosessualità, e quindi all'AIDS»
(Carlton Turner, "Drug Czar" del Governo USA - 1986)
« La marijuana è dieci volte più pericolosa di venti anni fa»
(Candidato alla Presidenza USA Bill Clinton - 1992)
« Lo spostamento (della Cannabis) in classe C, che significava per la maggior parte degli utilizzatori catturati di cavarsela con una semplice ammonizione, è coinciso con un'esplosione nei crimini di droga e vari brutali omicidi collegati alla cannabis. »
(The Daily Mail - 29 aprile 2008)
« La cannabis "sta rendendo i ragazzi impotenti", dicono i dottori. »
(The Daily Mail - 28 aprile 2008)
« (Ma) penso che le persone conoscano la mia opinione riguardo alla cannabis e in particolar modo riguardo a questa sua versione letale, skunk»
(Gordon Brown su GMTV - Martedì 29 aprile 2008)

Presentata come sostanza stupefacente letale, in grado di causare follia, scatti d'ira, violenza eccetera[22], la Marijuana mantenne questa immagine a livello generale fino agli anni cinquanta, essendo tra l'altro un prodotto di nicchia consumato, come eloquentemente sottolineato da Anslinger, specialmente da neri ed ispanici[23] (fatto che contribuì non poco alla demonizzazione della pianta fra la popolazione americana). Con l'inizio dell'integrazione sociale dei neri e la percezione che i pericoli derivanti dai "Comunisti", come dipinti e demonizzati da Joseph McCarthy, erano probabilmente esagerati, si iniziò a diffondere, assieme alla controcultura giovanile di quegli anni, la consapevolezza che la Marijuana sembrava non uccidere nessuno, né tantomeno pareva essere la causa d'incontrollabili attacchi di violenza, episodi psicotici, stupri, omicidi eccetera. Coloro i quali erano stati giovani negli anni trenta erano adesso adulti spesso con figli, che avevano sperimentato sulla loro pelle come la Cannabis fosse completamente un'altra sostanza rispetto, ad esempio, agli oppiacei o all'Alcool. E avrebbero potuto far passare questa testimonianza alle generazioni future.

Venne introdotto il concetto di "droghe leggere" negli anni cinquanta per giustificare la distanza fra la politica di tolleranza zero tenuta nei confronti della Cannabis a causa di quelli che erano presentati come i suoi effetti, definiti per anni disastrosi, ed il riscontro nel popolo che iniziava a conoscere questa sostanza che cominciava a diffondersi e ad accorgersi di come non fosse realmente così pericolosa per tutti, come dichiarato. Per far fronte al dilagare di questa percezione di sostanziale innocuità, iniziò a circolare la voce che di Marijuana non si moriva perché, pur essendo una "droga" a tutti gli effetti, era una "droga leggera", dotata della subdola proprietà di essere una "droga di passaggio" verso le ancora più pericolose, e stavolta letali, Eroina e Cocaina. Era nata così la "teoria del passaggio", "Gateway drug theory" in inglese[24][25], cavallo di battaglia del proibizionismo cavalcato poi abbondantemente da Reagan negli anni ottanta e tuttora da qualcuno considerata dotata di fondamento scientifico.

In realtà non esiste nessuna intrinseca proprietà nella Cannabis che possa mettere in relazione la medesima con sostanze di altra natura, ad esempio oppiacea.[24][25][26][27]

La Teoria del passaggio [modifica]

I sostenitori della Teoria del passaggio ritengono che la eventuale assuefazione agli effetti della marijuana porterebbe all'uso di droghe pesanti, capaci di creare una reale dipendenza in senso medico; basandosi sull'errata interpretazione del fatto che molto spesso, consumatori di eroina hanno in passato fatto uso di marijuana. Il fatto che un dato fenomeno ne preceda un altro non implica un rapporto di causa-effetto fra i due e le ricerche condotte non hanno mai dato alcun risultato a sostegno di tale teoria.[24][25] In tal senso l'unica accertata e possibile causa di "passaggio" dalla Cannabis ad altro è la promiscuità del mercato nero e la collocazione di tutte le sostanze psicotrope nel calderone delle droghe, con tutte le conseguenze e le relative dinamiche sociali derivanti. Questo è uno dei motivi che hanno spinto i Paesi Bassi a tentare un approccio più cauto, vendendo la Cannabis in appositi esercizi, in modo che chi volesse utilizzarla non debba rivolgersi a mercati vicini a sostanze oggettivamente pesanti, come l'eroina[28]. L'esistenza di una distinzione in questi due gruppi, droghe leggere e pesanti viene, unicamente in questo contesto, strumentalmente accettata dai sostenitori della "teoria del passaggio" i quali, pur riconoscendo la relativa blandezza del sottoinsieme droghe leggere, ne sostengono tuttavia la relativa pericolosità in quanto farebbe da ponte di passaggio verso le droghe pesanti, e perciò ne contrastano la legittimazione dell'uso e della vendita.

Al giorno d'oggi poi i sostenitori di una politica antiproibizionista tendono a sottolineare come marijuana e hashish abbiano un effetto molto meno pesante, ad esempio, di altre sostanze assolutamente legali e diffuse, come l'alcool e la nicotina contenuta nel tabacco[29] capaci di indurre una dipendenza fisica assai più "pesante".

Droghe leggere e pesanti nel mondo [modifica]

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Italia [modifica]

In Italia politici come Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi affermano di non riconoscere alcuna differenza fra "droghe leggere e pesanti" nel senso che, secondo la loro visione politica, tutte le "droghe" sono uguali in quanto ugualmente rischiose per la salute e la società. Nel corso della trasmissione Porta a Porta del 30 ottobre 2001 l'allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia dichiarò: "Le differenze fra droghe leggere e pesanti sono sfumature".

Nell'ordinamento legislativo italiano il testo unico in materia di stupefacenti è il D.P.R. 309/90 che suddivide le sostanze psicotrope in diverse tabelle. a) Nella tabella I sono indicati: 1) l'oppio e i materiali da cui possono essere ottenute le sostanze oppiacee naturali, estraibili dal papavero sonnifero; gli alcaloidi ad azione narcotico-analgesica da esso estraibili; le sostanze ottenute per trasformazione chimica di quelle prima indicate; le sostanze ottenibili per sintesi che siano riconducibili, per struttura chimica o per effetti, a quelle oppiacee precedentemente indicate; eventuali intermedi per la loro sintesi; 2) le foglie di coca e gli alcaloidi ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale da queste estraibili; le sostanze ad azione analoga ottenute per trasformazione chimica degli alcaloidi sopra indicati oppure per sintesi; 3) le sostanze di tipo amfetaminico ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale; 4) ogni altra sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale ed abbia capacità di determinare dipendenza fisica o psichica dello stesso ordine o di ordine superiore a quelle precedentemente indicate; 5) gli indolici, siano essi derivati triptaminici che lisergici, e i derivati feniletilamminici, che abbiano effetti allucinogeni o che possano provocare distorsioni sensoriali; 6) la cannabis indica, i prodotti da essa ottenuti; i tetraidrocannabinoli, i loro analoghi naturali, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico; 7) ogni altra pianta i cui principi attivi possono provocare allucinazioni o gravi distorsioni sensoriali e tutte le sostanze ottenute per estrazione o per sintesi chimica che provocano la stessa tipologia di effetti a carico del sistema nervoso centrale;

b) Nella sezione A della tabella II sono indicati: 1) i medicinali contenenti le sostanze analgesiche oppiacee naturali, di semisintesi e di sintesi; 2) i medicinali di cui all'allegato III-bis al presente testo unico; 3) i medicinali contenenti sostanze di corrente impiego terapeutico per le quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di grave dipendenza fisica o psichica; 4) i barbiturici che hanno notevole capacità di indurre dipendenza fisica o psichica o entrambe, nonché altre sostanze ad effetto ipnotico-sedativo ad essi assimilabili ed i medicinali che li contengono;

c) Nella sezione B della tabella II sono indicati: 1) i medicinali che contengono sostanze di corrente impiego terapeutico per le quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica di intensità e gravità minori di quelli prodotti dai medicinali elencati nella sezione A; 2) i barbiturici ad azione antiepilettica e i barbiturici con breve durata d'azione; 3) le benzodiazepine, i derivati pirazolopirimidinici ed i loro analoghi ad azione ansiolitica o psicostimolante che possono dar luogo al pericolo di abuso e generare farmacodipendenza;

d) Nella sezione C della tabella II sono indicati: 1) le composizioni medicinali contenenti le sostanze elencate nella tabella II, sezione B, da sole o in associazione con altri principi attivi, per i quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica;

e) Nella sezione D della tabella II sono indicati: 1) le composizioni medicinali contenenti le sostanze elencate nella tabella II, sezioni A o B, da sole o in associazione con altri principi attivi quando per la loro composizione qualitativa e quantitativa e per le modalità del loro uso, presentano rischi di abuso o farmacodipendenza di grado inferiore a quello delle composizioni medicinali comprese nella tabella II, sezioni A e C, e pertanto non sono assoggettate alla disciplina delle sostanze che entrano a far parte della loro composizione; 2) le composizioni medicinali ad uso parenterale a base di benzodiazepine; 3) le composizioni medicinali per uso diverso da quello iniettabile, le quali, in associazione con altri principi attivi non stupefacenti contengono alcaloidi totali dell'oppio con equivalente ponderale in morfina non superiore allo 0,05 per cento in peso espresso come base anidra; le suddette composizioni medicinali devono essere tali da impedire praticamente il recupero dello stupefacente con facili ed estemporanei procedimenti estrattivi;

f) Nella sezione E della tabella II sono indicati: 1) le composizioni medicinali contenenti le sostanze elencate nella tabella II, sezioni A o B, da sole o in associazione con altri principi attivi, quando per la loro composizione qualitativa e quantitativa o per le modalità del loro uso, possono dar luogo a pericolo di abuso o generare farmacodipendenza di grado inferiore a quello delle composizioni medicinali elencate nella tabella II, sezioni A, C o D. 2. Nelle tabelle I e II sono compresi, ai fini dell'applicazione del presente testo unico, tutti gli isomeri, gli esteri, gli eteri, ed i sali anche relativi agli isomeri, esteri ed eteri, nonché gli stereoisomeri nei casi in cui possono essere prodotti, relativi alle sostanze ed ai preparati inclusi nelle tabelle, salvo sia fatta espressa eccezione. 3. Le sostanze incluse nelle tabelle sono indicate con la denominazione comune internazionale, il nome chimico, la denominazione comune italiana o l'acronimo, se esiste. E', tuttavia, ritenuto sufficiente, ai fini dell'applicazione del presente testo unico che nelle tabelle la sostanza sia indicata con almeno una delle denominazioni sopra indicate, purché idonea ad identificarla. 4. Le sostanze e le piante di cui al comma 1, lettera a), sono soggette alla disciplina del presente testo unico anche quando si presentano sotto ogni forma di prodotto, miscuglio o miscela.

Uno dei Coffeeshop olandesi della catena Bulldog, fra i primi aperti ad Amsterdam nel 1975

Paesi Bassi [modifica]

Nei Paesi Bassi è riconosciuta per legge una differenza fra "soft drugs" ed "hard drugs" (oppiacei, Cocaina, Ecstasy etc). Sono considerate droghe pesanti anche le "preparazioni" di ogni tipo volte ad incrementare il potenziale psicotropo di una sostanza: sussiste quindi un'area grigia per la quale i funghi psilocibinici seccati costituiscono una preparazione (quelli freschi no), così come l'olio di Cannabis (altri derivati della pianta no). Nei Coffee Shop olandesi è possibile acquistare fino a 5 grammi pro capite di marijuana o hashish; le droghe pesanti sono fortemente bandite da questo contesto. Per ulteriori informazioni si veda la Politica dei Paesi Bassi in materia di stupefacenti.

Stati Uniti [modifica]

Negli Stati Uniti, nazione federale, la legge vigente in tema di proibizionismo sulla Cannabis è un'evoluzione del Marijuana Tax Act del 1937. Essendo questa una legge federale tutti gli stati membri sono tenuti ad adeguarsi in tal senso. Esiste però un margine di autonomia per il quale strumenti come la volontà popolare manifestata attraverso il Referendum rimangono inalienabili da parte degli stati. Si passa così da paesi in cui vige il regime di tolleranza zero ad altri come l'Alaska e la California dove, in misure diverse, il possesso e l'utilizzo di Cannabis è depenalizzato. Nello stato di Washington e Colorado viene legalizzata a scopo ricreativo nel novembre 2012.[30]

Regno Unito [modifica]

In Regno Unito la Cannabis è passata da sostanza di classe B a sostanza di classe C, per ritornare nuovamente fra quelle di classe B a gennaio 2009. Le sostanze di classe A sono ad esempio Ecstasy, Eroina, Funghi psilocibinici, Cocaina, crack eccetera, quelle di classe B le anfetamine, il Metilfenidato (Ritalin) e la Cannabis, quelle di classe C i tranquillanti, alcuni antidolorifici, il GHB e la Ketamina. Esiste quindi un'implicita divisione e scala fra droghe "pesanti" e "leggere" in virtù degli effetti prodotti. In alcune zone della Gran Bretagna la Polizia ha deciso di non intervenire in caso di reati legati a consumo e detenzione di modiche dosi personali di Cannabis; questo per potersi concentrare su reati di maggiore impatto sociale, specialmente il dilagante fenomeno della violenza minorile. Sono nati quindi alcuni "coffeshop" per iscritti, sorte di "speakeasy club" dove acquistare e consumare la marijuana, a volte tollerati per un periodo di tempo altre chiusi immediatamente. Va detto che il principale motivo che ha portato la Gran Bretagna a riclassificare la Cannabis come droga di classe C a droga di classe B è stato "la skunk, una versione molto più potente della droga che oggi spopola nel Regno Unito. La skunk ha eliminato molti tipi meno potenti di Cannabis dal mercato ed ora si attesta all'80% della Cannabis rinvenibile nelle nostre strade, comparato all'appena 30% del 2002."[31] A prescindere dalla fondatezza o meno di questa considerazione, la stessa si configura come una variante della così detta "Teoria del 16 percento".

Note [modifica]

  1. ^ Drugs myths - TheSite.org
  2. ^ Marijuana Policy Facts | Effects of Marijuana | Drug Policy Alliance
  3. ^ vedi l'alcool, o la nicotina
  4. ^ The Rhetoric of Drugs, Eng. 1995, p.229
  5. ^ "Alcohol is the hard drug used by respectable people, alcohol is our nation's -- and Iowa City's -- number one hard drug" -- Nicholas Johnson, formerly co-director of Iowa's Institute for Health, Behavior and Environmental Policy [1]
  6. ^ ADUC - Droghe - Notizia - Italia. Il neuroscienziato: l'alcol è la droga piu' pesante
  7. ^ Thomas Nordegrenpublisher Universal-Publishers, The A-Z Encyclopedia of Alcohol and Drug Abuse, 2002, pp. 327. ISBN 158112404X
  8. ^ a b Thomas Nordegrenpublisher Universal-Publishers, The A-Z Encyclopedia of Alcohol and Drug Abuse, 2002, pp. 597. ISBN 158112404X
  9. ^ Cannabis. Uso e abuso - Arnao Giancarlo - Libro - IBS - Nuovi Equilibri - Margini
  10. ^ Cannabis: Uso e Abuso, cap. 1, par. 1.1 (http://www.girodivite.it/Uso-e-Abuso-un-libro-di-Giancarlo.html)
  11. ^ a b Why is Marijuana Illegal? « Drug WarRant
  12. ^ Marijuana, Assassin of Youth
  13. ^ a b http://ssdp.org/wiki/index.php/Harry_J._Anslinger
  14. ^ Harry Anslinger's Gore File
  15. ^ Victor Licata Research by Uncle Mike
  16. ^ Michael Gray, Drug Crazy: How We Got Into this Mess and How We Can Get Out, Random House, 1998. ISBN 0679435336
  17. ^ a b James A. Inciardi, The War on Drugs: Heroin, cocaine, crime, and public policy, Palo Alto, Mayfield Publishing Company, 1986, pp. 231. ISBN 0874847435
  18. ^ Encyclopedia of American Civil Liberties By Paul Finkelman
  19. ^ a b http://www.reefermadnesslondon.com/history.html
  20. ^ a b Reefer Madness!: Through the Ages
  21. ^ Ronald Reagan quotes
  22. ^ Harry J. Anslinger's Reefer Madness Propaganda Lies
  23. ^ http://www.drugtext.org/library/reports/vlr/vlrtoc.htm
  24. ^ a b c When and how did the idea that marijuana leads to harder drugs get started?
  25. ^ a b c 29 Isn't marijuana a gateway drug? Doesn't it lead to use of harder drugs?
  26. ^ Is marijuana a "gateway" or "stepping stone" drug? - Medical Marijuana - ProCon.org
  27. ^ Marijuana Research: Marijuana as a Gateway Drug
  28. ^ le sostanze Enteogene invece, i così detti "allucinogeni" o sostanze psichedeliche come Funghi psilocibinici, Amanita Muscaria, LSD, DMT, Peyote, Salvia divinorum eccetera, sono da ritenersi appartenenti ad una categoria ancora a parte, la cui diffusione sociale è relativamente scarsa a causa della loro forte ingerenza sulla mente e lo spirito e la conseguente scarsa gestibilità per la maggior parte delle persone occidentali senza formazione al riguardo, sostanze con un antichissimo retaggio nella storia, nella cultura e nella religione dell'umanità in tutto il mondo
  29. ^ Alcohol is a Drug
  30. ^ cnn.com
  31. ^ Sito web Home Office

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]