Dribbling

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Lionel Messi ha appena superato in dribbling cinque avversari e sta per fare gol

Dribbling (verbo: dribblare, sostantivo: dribblatore) è un termine tecnico del gergo calcistico. Un calciatore effettua un dribbling nel momento in cui supera un giocatore avversario con la palla al piede, ossia senza che gli venga sottratta, e senza commettere fallo. Il dribbling è un movimento proprio di tutti gli sport di contatto in cui i giocatori devono effettuare un punto con un oggetto (solitamente una palla) che contendono ad una squadra avversaria, tuttavia il termine nasce con il gioco del calcio e viene usato prevalentemente in ambito calcistico.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Il termine deriva dal verbo inglese to dribble (dribblare) che indica la direzione rapida, imprevista ed incontrollata della bava di una persona o di un animale, paragonata al movimento del calciatore che effettua il dribbling: rapido nell'esecuzione, poco prevedibile e incontrollabile da parte del giocatore avversario. Dal termine dribbling derivano il verbo transitivo dribblare e il sostantivo dribblatore. Il calciatore brasiliano Garrincha è considerato il più grande dribblatore della storia del calcio.[1]

Tipi di dribbling[modifica | modifica sorgente]

Dribbling secchi[modifica | modifica sorgente]

Sono quei dribbling in cui il calciatore supera di netto l'avversario, spesso anche da fermo, sfruttando soprattutto la tecnica e la rapidità per ingannare l'avversario. Possono essere effettuati con movimenti di corpo o di piedi. Il miglior giocatore della storia ad utilizzare le finte di corpo fu Garrincha.

Tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Prevede un ripetuto spostamento del pallone da un piede all'altro per ingannare il giocatore avversario.

Quando la palla è in gioco la si fa passare sotto le proprie gambe in modo da ingannare il portiere.

Solada[modifica | modifica sorgente]

Consiste nello spostamento laterale o verticale del pallone in modo da imprimere una maggiore ed improvvisa velocità al pallone che permette così di scartare l'avversario. Erik Lamela è uno dei calciatori più abili nello sfruttare il dribbling con tocco di suola dati i suoi trascorsi nel calcio a 5.

Finta alla Matthews[modifica | modifica sorgente]

La finta prende il nome dal suo esecutore Stanley Matthews. Da fermo, il calciatore esegue una finta di corpo a destra o sinistra, ma si sposta con il pallone nella parte opposta lasciando l'avversario sul posto.

Cruijff Turn[modifica | modifica sorgente]

Questa finta prende il nome dal suo inventore e massimo esecutore Johan Cruijff. La finta consiste nel fingere di andare in una direzione (esclusivamente in verticale) e immediatamente fare passare il pallone sotto le proprie gambe con l'interno del piede e andare nella direzione opposta. È utile per crearsi spazio per fare un passaggio (o un tiro) oppure per saltare l'uomo. Finta spesso utilizzata anche dallo spagnolo Iniesta.

Elastico[modifica | modifica sorgente]

Eseguibile nelle medesime situazioni da dribbling secco, prevede che si sposti il pallone, anziché da un piede all'altro, dall'esterno all'interno del piede più vicino alla direzione scelta dal dribblatore. Richiede una spiccata rapidità di gambe e di piedi. Il primo calciatore ad effettuare questo movimento fu il brasiliano Rivelino. Ronaldinho è un abile calciatore nell'effettuare l'elastico.

Ronaldo Chop[modifica | modifica sorgente]

Questo dribbling si esegue spostando il pallone di tacco con un piede facendolo passare dietro l'altro piede con un'angolazione di 45°, a destra o a sinistra, rispetto alla direzione che si segue scartando così il giocatore che arriva lateralmente. A effettuare questa mossa è soprattutto Cristiano Ronaldo, l'inventore di tale dribbling.

Elastico chop[modifica | modifica sorgente]

Sarebbe la fusione tra l'elastico e la ronaldo chop: si esegue prima l'elastico con un piede poi si fa passare la palla dietro all'altro piede.

McGeady Spin[modifica | modifica sorgente]

Si realizza portando il pallone dietro, per chi è destro, con l'interno del piede destro e si sposta poi con l'esterno del piede sinistro in direzione laterale, e viceversa per chi è mancino, facendo una specie di piroetta, così si inganna l'avversario che sta dietro o che arriva lateralmente. Attribuito ad Aiden McGeady e a Frank Ribery. Una variante simile è utilizzata da Alberto Casagrande, il quale dopo aver effettuato questo dribbling allunga il pallone con l'esterno, superando l'avversario in velocità.

Aurelio[modifica | modifica sorgente]

Il dribblatore esegue il movimento nelle stesse situazioni del dribbling secco, ma anziché passare il pallone da destra a sinistra e poi ancora a destra con entrambi i piedi, sposta la sfera a sinistra mantenendola sul piede destro e incrociando la gamba destra dietro alla sinistra che fa da perno. Ovviamente può essere effettuato nelle medesime condizioni a piedi invertiti. Questo dribbling rappresenta una variante inversa dell'elastico. È anche conosciuto con il nome di "Hocus Pocus". Se ne deve il nome a Rodrigo Taddei, all'epoca centrocampista offensivo della Roma: Taddei la denominò Aurelio dedicandola ad Aurelio Andreazzoli (vice di Luciano Spalletti, ex tecnico della Roma) il quale, in allenamento, lo sfidò a replicare il gesto in una partita ufficiale. Il 18 ottobre 2006, durante l'incontro Olympiakos-Roma, valido per il primo turno di UEFA Champions League, il calciatore giallorosso la eseguì ufficialmente.[2]

Boba[modifica | modifica sorgente]

La boba è una finta effettuata accarezzando prima la palla all'indietro con la suola del piede e portandola poi avanti, con o senza tunnel, per superare l'avversario. È tipica del repertorio tecnico di Andrés D'Alessandro.

Doppio passo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Doppio passo.

È quel dribbling che prevede l'esecuzione di un movimento a mulinello delle gambe. L'esecutore crea dei circoli immaginari intorno al pallone con la gamba sinistra e destra alternativamente, dando ad ogni giro l'illusione del tocco. Dopo un certo numero di finte (tipicamente due o tre, ma a volte anche di più) l'esecutore effettua il tocco reale del pallone e, se eseguito con maestria e velocità, riesce a disorientare l'avversario. L'inganno deriva dal fatto che l'avversario è portato a seguire il movimento delle gambe anziché quello della sfera: dunque ad ogni movimento delle gambe avversarie il difensore è portato a credere che il dribblatore stia per andare verso destra o sinistra, a seconda di quale gamba ha terminato l'ultima finta intorno al pallone. Sono necessari coordinazione, rapidità e tono muscolare fuori dal comune per eseguire correttamente questo movimento. Si attribuisce l'invenzione di questo tipo di dribbling ad Amedeo Biavati. Il "Fenomeno" Ronaldo è stato uno dei giocatori più abili nell'uso di tale dribbling.

Dribbling in corsa[modifica | modifica sorgente]

Sono quei dribbling in cui il calciatore sfrutta soprattutto la potenza, la velocità ed il controllo palla per superare l'avversario che gli sta di fronte

In allungo[modifica | modifica sorgente]

Prevede l'allungamento della palla in avanti ed il superamento del giocatore avversario durante la corsa per recuperare il pallone. Si può effettuare solo nel momento in cui oltre il giocatore da superare vi sia abbastanza campo vuoto per recuperare il possesso del pallone. In questo tipo di dribbling sono fondamentali le doti fisiche per quanto concerne potenza e velocità e un ottimo controllo palla per gestire la sfera in movimento. Un giocatore che sia anche tecnico oltre che veloce sarà in grado di eseguirlo anche in corridoi relativamente stretti.

Stop e cambio di direzione[modifica | modifica sorgente]

È utilizzato prevalentemente da calciatori che si muovono lungo le fasce verticali. Questo particolare dribbling serve per liberarsi di un avversario che affianca l’esecutore durante la corsa e, rispetto ad esso, si trova nella parte più interna del campo. Il dribbling consiste nell’interrompere all’improvviso la corsa e fermare il pallone lasciando sfilare l’avversario, poi, con il piatto (o con il tallone) del piede più esterno colpire la palla indirizzandola lateralmente, facendola passare dietro il proprio corpo, eseguendo così il cambio di direzione. L’elevato tasso tecnico dell’esecutore consente di eseguire questo dribbling in spazi molto ristretti con risultati decisamente spettacolari.

A seguire[modifica | modifica sorgente]

È quel dribbling in cui il calciatore riceve il pallone e anziché fermarlo si frappone tra esso e l'avversario per farlo scorrere e lo recupera una volta passato. Per eseguirlo è necessario che l'avversario venga ingannato e pensi che il calciatore stia per fermare la sfera. Solitamente i calciatori più esplosivi e reattivi nello scatto sono i più abili ad eseguirlo.

Stop a seguire[modifica | modifica sorgente]

È un dribbling in cui bisogna essere abili nel rallentare il pallone solo quel tanto che basta per controllarlo in modo da scattare subito con la palla al piede sfruttando l'inerzia della corsa e del pallone per superare l'avversario in velocità. Si può schematizzare come la sintesi tra lo stop del pallone e il dribbling in corsa.

Drible de vaca[modifica | modifica sorgente]

Il termine in lingua portoghese che designa un tipo di dribbling che consiste nel far passare il pallone da un lato dell'avversario, superandolo in velocità dall'altro.[3] La sua invenzione è attribuita a Eduardo Amorim.[4] La giocata è stata resa famosa dal calciatore brasiliano Pelè. Un esempio di questa si ebbe nella partita contro l'Uruguay del Mondiale del 1970, quando l'attaccante brasiliano lasciò passare il pallone – senza toccarlo – verso un lato del portiere Ladislao Mazurkiewicz e si lanciò su quello opposto, disorientando l'avversario.[5]

Foca[modifica | modifica sorgente]

In genere questo dribbling si effettua dopo il controllo di una palla alta, ma anziché lasciarla cadere a terra per poi avanzare palla al piede, il giocatore avanza con la palla aderente alla fronte o con minimi palleggi di testa. Il nome deriva proprio dai giochi circensi che le foche eseguono facendo rimbalzare una palla ripetutamente sul proprio muso, effettuando dei veri e propri palleggi. L'efficacia del dribbling consiste nel fatto che l'avversario è fortemente debilitato nel sottrarre il pallone senza commettere l'infrazione di "gioco pericoloso", essendo posizionata la palla nei pressi della testa del dribblatore. Per eseguire questo dribbling è necessario un buon controllo con la testa per sapersi coordinare con il movimento aereo della sfera. Un calciatore noto per l'uso di questa tecnica è il brasiliano Kerlon.

Tunnel[modifica | modifica sorgente]

È quel dribbling in cui il calciatore fa passare il pallone in mezzo alle gambe dell'avversario e lo recupera una volta passato. Per eseguirlo è spesso necessario indurre l'avversario ad allargare le gambe con delle finte, cogliendolo di sorpresa. Il miglior esecutore di questo dribbling è stato Omar Sivori.

Veronica[modifica | modifica sorgente]

Si esegue quando si deve superare frontalmente l'avversario, ruotando di 360° su sé stessi facendo perno con la pianta del piede sulla sommità del pallone. In questo modo l'avversario è impossibilitato ad intervenire sul pallone senza commettere fallo perché durante la rotazione su sé stesso il calciatore si frappone tra la sfera e l'avversario. Viene anche chiamata "Roulette de Marseille". L'invenzione di questo dribbling viene attribuita a Zinedine Zidane. Altre fonti ne attribuiscono l'invenzione a Franco Giaccheri, due volte campione italiano di biliardino, che usò la veronica per la prima volta nel 1957 applicando la rotazione dell'ometto del biliardino (nome dato in omaggio alla amica inglese Veronica Hughes in vacanza a Roma e che all'epoca si dilettava a giocare con lui), mentre la pallina cammina l'avversario si aspetta il tiro il quale avviene al termine della rotazione sorprendendolo.

Veronica col tacco[modifica | modifica sorgente]

È una versione differente della classica "Veronica". La differenza sta nel fatto che la torsione a 360° viene effettuata con il tacco anziché con la pianta del piede. È stata eseguita talvolta dal calciatore argentino Juan Román Riquelme.

Veronica avanzata[modifica | modifica sorgente]

Consiste nel far alzare il pallone e poi in seguito colpire con il tacco per far sì di scavalcare l'avversario.

Sombrero[modifica | modifica sorgente]

Questo dribbling si effettua quando la situazione è la seguente: il calciatore che sta per effettuare il sombrero è posizionato di fronte al pallone e di spalle rispetto all'avversario da superare; il pallone deve essere a mezz'aria e non a terra; il calciatore colpisce il pallone all'indietro in modo che scavalchi se stesso e l'avversario dietro di lui; il calciatore, subito dopo aver toccato il pallone, si gira, supera l'avversario dietro di lui e recupera il pallone. Il dribbling in questione funziona nel momento in cui il dribblatore riesce a cogliere di sorpresa l'avversario perché quest'ultimo, dovesse accorgersi delle intenzioni del dribblatore, si girerebbe subito e si troverebbe in vantaggio sul pallone lanciato. Questo tipo di dribbling può essere effettuato anche andando incontro all'avversario frontalmente, sfruttando una situazione di corsa per prenderlo in contropiede. Il nome sombrero deriva dal fatto che la parabola che la traiettoria del pallone disegna sopra all'avversario superato ricorda la forma del tipico cappello messicano.

Velo[modifica | modifica sorgente]

Si definisce velo la situazione in cui il calciatore inganna l'avversario facendogli credere di voler fermare il pallone, ma in realtà lo lascia scorrere verso un compagno di squadra, di solito sotto le gambe. I più abili nello sfruttare il velo sono quei calciatori che hanno una nitida visione di gioco e si rendono perfettamente conto dei giocatori che hanno intorno. A volte il dribbling a seguire viene eseguito proprio sfruttando il velo per far scorrere il pallone, affinché la palla venga recuperata dallo stesso esecutore del velo anziché da un suo compagno di squadra.

Cuauhtemiña[modifica | modifica sorgente]

La cuauhtemiña è quel dribbling in cui il calciatore trattiene la palla tra i piedi e saltando in avanti, sempre con il pallone tra i piedi, supera l'avversario. Questo tipo di dribbling non è in realtà consentito dal momento che impedire il movimento del pallone con una o più parti del corpo costituisce un'infrazione al regolamento ufficiale.[6] Il nome di questo dribbling si deve al calciatore che l'ha inventato, ossia Cuauhtémoc Blanco, attaccante messicano degli anni novanta e duemila.[7]

Bicicletta[modifica | modifica sorgente]

La bicicletta è quel dribbling nel quale in corsa la palla viene alzata, trattenuta tra i piedi a tenaglia e portata in avanti con il tacco, scavalcando così l'avversario con un pallonetto. L'inventore della biclicletta è stato Vito Chimenti, attaccante del Palermo; dopo qualche anno fu messa in scena da Osvaldo Ardiles nel ruolo di Carlos Rey nel film Fuga per la vittoria.

Bicicletta avanzata[modifica | modifica sorgente]

Consiste nell'eseguire la bicicletta normale portando però la palla all'altezza delle ginocchia, a quel punto si colpisce il pallone con il tacco portandolo in avanti facendo un pallonetto. L'invenzione di questo dribbling viene attribuita a Mario Balotelli.

Gravesinha[modifica | modifica sorgente]

La Gravesinha consiste nell'eludere l'intervento dell'avversario fingendo una scivolata che, interrotta improvvisamente appoggiandosi su un ginocchio, permette di rialzarsi e riprendere la corsa, creando superiorità numerica. Tale dribbling è stato così battezzato in riferimento al nome dell' ex calciatore danese Thomas Gravesen, che per primo lo utilizzò nella partita Real Madrid-Siviglia della stagione 2005-2006.

Tacco-punta[modifica | modifica sorgente]

È una tipologia di dribbling che consiste nel colpire la palla rapidamente prima col tacco ed immediatamente con la punta. Questo movimento repentino inganna l'avversario che crede che il giocatore stia per compiere un colpo di tacco ed invece lo stesso viene saltato dallo slancio che il movimento imprime al pallone. Era una delle finte del repertorio di George Weah.

Tacco-tacco[modifica | modifica sorgente]

È una versione differente del "tacco-punta" con la variante che la palla viene colpita entrambe le volte con il tacco.

Passo della farfalla[modifica | modifica sorgente]

Eseguibile solamente da fermo. Il giocatore in possesso della sfera, posizionato di fronte all'avversario, muove in avanti il proprio corpo e con una gamba compie un semicerchio intorno al pallone dando l'illusione del tocco: una svolta sbilanciato l'avversario, il calciatore completa il cerchio con la stessa gamba e portandosi in avanti lo supera. Si tratta di un dribbling altamente complesso: sono pochi i giocatori capaci di eseguirlo correttamente.

Solinha[modifica | modifica sorgente]

Giocata eseguibile sia in corsa che da fermo e che richiede una spiccata dote tecnica. Consiste nel correre incontro all'avversario e stoppare la palla eseguendo una rabona verso destra o verso sinistra e fingendo di diriggersi nella direzione scelta, cambiando poi direzione all'ultimo momento saltando così l'avversario. La Solinha fa parte del repertorio tecnico di Samuele Solinas.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Garrincha, IFHOF. URL consultato l'11 luglio 2009.
  2. ^ gazzette-it, [http:www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/Primo_Piano/2006/10_Ottobre/20/20.shtml Taddei, così nasce una magia]. URL consultato il 18-03-2011.
  3. ^ (EN) A Soccer Guide for Parents (PDF), flosoccer.org, 18 febbraio 2007. URL consultato il 5 dicembre 2010.
  4. ^ (PT) Rogério Micheletti, Que fim levou? Eduardo Amorim, terceirotempo.bol.uol.com.br. URL consultato il 5 dicembre 2010.
  5. ^ (PT) Joaquim Ferreira dos Santos, O Brasil que pedala, Jornal do Brasil, 24 giugno 2002. URL consultato il 25 marzo 2010.
  6. ^ Vedi qui il regolamento ufficiale (pagina 5, paragrafo 12) da figc.it
  7. ^ (EN) Glossario calcistico, Intergoals.co.uk.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luca Soverini. L' ineffabile mana del campione. Undici dribbling fra miti, sport e letterature. Limina (collana Storie e miti), 2006
  • n.p. Il manuale della tecnica calcistica. www.allenatore.net, 2004
  • Mario Bonfanti. Calcio. Teoria, tecnica e didattica dei giochi di squadra. Libreria dello Sport (collana Tecnica & didattica), 2000
  • Gianni Leali. Calcio: tecnica e tattica. Società Stampa Sportiva, 1999
  • Roberto Caserta. Il calcio. Tecnica, tattica e preparazione atletica. Elika (collana Sport, fitness e benessere), 1998
  • Sergio Vatta. La tecnica del calcio e le capacità coordinative. Calzetti Mariucci, 1997
  • Alessandro Del Freo. Tecnica, velocità e ritmo nel gioco del calcio. 743 esercitazioni per lo sviluppo tecnico-tattico del calcio. Calzetti Mariucci, 1997
  • Maurizio Sartori. Metodologia e tecnica nel gioco del calcio. Gregoriana Libreria Editrice (collana Conoscere), 1986
  • Alfredo Calligari, Alessandro Del Freo. Preparazione fisico-tecnica del calciatore attraverso 500 esercizi con il pallone. Società Stampa Sportiva, 1983

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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