Laurea magistrale

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La laurea magistrale è un titolo accademico di secondo livello rilasciato in Italia. Può essere conseguito al termine di corsi biennali a cui si può accedere se in possesso di laurea triennale. Sostituisce la laurea specialistica introdotta dalla riforma universitaria del 1999; a differenza di quest'ultima, che constava di 300 crediti formativi compresi quelli riconosciuti all'accesso e quelli recuperati relativi a eventuali debiti formativi, la laurea magistrale consta di 120 crediti propri.

La laurea magistrale corrisponde a quello che in inglese viene chiamato Master's degree, che non va confuso con il master universitario.

Requisiti per l'ammissione ad un corso di laurea magistrale[modifica | modifica wikitesto]

Per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale occorre essere in possesso della laurea o del diploma universitario conseguito a seguito di corso di durata triennale, oppure di altro titolo di studio equivalente. È inoltre necessario possedere requisiti curriculari e di preparazione personale specifici per ogni corso di laurea magistrale, descritti nei regolamenti di ciascun corso.

Laurea magistrale a ciclo unico[modifica | modifica wikitesto]

Le lauree magistrali a ciclo unico sono anch'esse titoli di secondo livello, ma conseguibili al termine di corsi di durata pari a 5 anni (per le lauree in Farmacia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione Primaria e Veterinaria, e in taluni atenei anche per le lauree in Architettura e Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) o 6 (unicamente per quelle in Medicina e Chirurgia, e Odontoiatria e Protesi Dentaria). Vi si può accedere solo se in possesso del diploma di scuola superiore o di un titolo superiore, e possono essere previste soltanto per le professioni regolamentate, in particolare se a numero chiuso con programmazione nazionale degli accessi.

Insegnamento secondario[modifica | modifica wikitesto]

Con la laurea magistrale è possibile accedere terzo ciclo di formazione avanzata. In virtù della classe di afferenza del titolo e della distribuzione dei crediti in determinati settori o gruppi di settori scientifico-disciplinari, come previsto dai decreti ministeriali che disciplinano le classi di concorso, i titolari di laurea magistrale o specialistica possono richiedere l'inserimento nella terza fascia delle graduatorie d'istituto per l'insegnamento nella scuola secondaria, di durata triennale. Per l'accesso alla prima fascia delle graduatorie d'istituto e alle graduatorie permanenti occorre conseguire l'abilitazione tramite concorso ordinario – l'ultimo è stato bandito nel 2012 – o diploma di specializzazione che si consegue al termine dei corsi biennali tenuti presso le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (SSIS) ovvero mediante frequenza di un tirocinio formativo attivo (TFA) di durata annuale, istituito nel 2010 e operativo dall'anno accademico 2012/2013. La legge 53/2003 prevede la possibilità di istituire, da parte delle università di concerto con il Ministero, di corsi di laurea magistrale ad accesso programmato direttamente abilitanti, ma non ne sono stati ancora istituiti. All'uopo il Ministro sembra intenzionato ad attendere l'emanazione delle classi delle nuove lauree magistrali.

Criteri d'accesso e debiti formativi[modifica | modifica wikitesto]

I criteri d'accesso ai corsi di laurea magistrale o specialistica variano da caso a caso, poiché sono determinati dagli organi collegiali proponenti (o addirittura dai consigli dei corsi stessi) e non a livello centrale.

Nell'istituire un corso di laurea magistrale, ciascuna sede deve prevedere almeno una laurea con la quale è possibile accedere a quel corso senza debiti formativi, la cosiddetta «laurea correlata». È quasi sempre però consentito l'accesso anche a possessori di altre lauree, determinando il debito formativo in ingresso, da maturare in aggiunta ai crediti previsti dal corso di laurea magistrale (di solito per mutuazione dal corso della laurea correlata, con semplice prova di idoneità), sulla base del confronto tra la loro laurea e quella correlata (in alcune sedi il debito viene però bilanciato con l'accreditamento di alcune attività formative maturate dallo studente per conseguire la laurea, e convalidate al posto di attività formative di pari peso in crediti proprie del corso di laurea magistrale, oppure mediante la redazione di piani di studio individuali).

Non essendo invece la nuova laurea magistrale un titolo assorbente, per determinare il debito formativo in ingresso è sufficiente prestabilire criteri standardizzati (per esempio la classe di afferenza della laurea utilizzata come titolo d'accesso, oppure l'aver maturato un determinato numero di crediti in un certo settore scientifico-disciplinare), senza procedere a lunghe analisi delle carriere ad personam (per le quali viene a volte richiesto un contributo economico agli studenti), uno dei motivi per i quali la didattica dei corsi di laurea magistrale comincia generalmente due-tre mesi dopo quella dei corsi di laurea (alla facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna, ad esempio, la didattica dei corsi di laurea comincia tra settembre e ottobre, mentre quella dei corsi di laurea magistrale tra dicembre e gennaio).

Molti corsi di laurea magistrale sono a numero programmato e quindi l'accesso agli stessi è subordinato al superamento di una selezione, altri prevedono dei test di verifica della preparazione iniziale (in alcuni casi vincolante, in altri di mero orientamento preliminare). Altri ancóra prevedono delle verifiche solo se non si è in possesso della laurea correlata. Generalmente sono ad accesso completamente libero quelli dell'area umanistico-letteraria e quelli nel campo delle scienze pure (in particolare fisica, matematica e chimica), poiché soffrono di penuria di iscritti. Tra i criteri d'accesso possono essere previsti il voto di laurea e il tempo impiegato per conseguirla, elementi che non sono quasi mai presi in considerazione ai fini della formulazione del voto di laurea magistrale. Inoltre, è possibile in molte sedi iscriversi con riserva a patto di conseguire entro un certo limite di tempo il titolo triennale.

Prova finale[modifica | modifica wikitesto]

Mentre tipologia e modalità di prova finale dei corsi di laurea sono stabilite in completa autonomia dalle singole sedi, e si va quindi dalla prova orale alla classica tesi, la prova finale dei corsi di laurea magistrale, indipendentemente dal suo peso in crediti, dev'essere obbligatoriamente (sia ai sensi del decreto MURST 509/1999, sia ai sensi del decreto MIUR 270/2004) una tesi redatta in forma originale dallo studente sotto la guida di un relatore.

Valore legale[modifica | modifica wikitesto]

La laurea magistrale o specialistica dà diritto alla qualifica accademica di dottore magistrale.
Il loro valore legale, diversamente da quello dei titoli degli ordinamenti previgenti (che era basato sulle Qualifiche), è determinato dalle denominazioni della classe di afferenza.
In particolare, la qualifica di dottore magistrale compete, altresì, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509.[1]

Accesso agli albi professionali[modifica | modifica wikitesto]

Per l'accesso agli albi professionali le normative in vigore individuano uno o più titoli del vecchio ordinamento e una o più classi delle lauree e/o delle lauree magistrali del nuovo.

Albo degli avvocati[modifica | modifica wikitesto]

All'albo degli avvocati possono iscriversi i laureati specialisti della classe 22/s, delle lauree specialistiche in Giurisprudenza, i laureati magistrali della classe LMG/01, delle lauree magistrali in Giurisprudenza e i laureati del vecchio ordinamento in giurisprudenza che abbiano superato un apposito esame di Stato. All'esame di Stato si può accedere previo periodo di praticantato presso uno studio legale di almeno 18 mesi, ridotto a 6 mesi se in possesso dell'ulteriore Diploma di Specializzazione per le Professioni Legali. Il corso di specializzazione, a numero programmato e a cui si accede per concorso, dura due anni sia per i laureati di vecchio ordinamento (4 anni) sia per i laureati specialisti (3+2 anni) o magistrali (5 anni) del nuovo ordinamento (benché originariamente per i laureati specialistici e magistrali si fosse pensato un corso si specializzazione ridotto ad un anno), e consente di effettuare il praticantato con l'abilitazione immediata al patrocinio.

Albo degli assistenti sociali[modifica | modifica wikitesto]

L'albo degli assistenti sociali è suddiviso nelle sezioni A, degli assistenti sociali specialisti, e B, degli assistenti sociali. Alla sezione B sono ammessi coloro che siano in possesso di una laurea della classe L39 (Scienze del servizio sociale) o del diploma universitario del vecchio ordinamento in Servizio sociale (restano ferme le normative relative ai titoli rilasciati in base alle normative previgenti, come diplomi di scuole dirette a fini speciali, attestati di scuole regionali etc.). Alla sezione A sono ammessi i titolari di laurea specialistica nella classe 57/s (Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali) oppure coloro che, pur non in possesso di laurea specialistica, siano iscritti dall'albo da almeno 5 anni e abbiano svolto per lo stesso periodo determinate funzioni professionali. Costoro debbono comunque sostenere l'esame di Stato.

Albo dei dottori commercialisti e Albo dei ragioneri[modifica | modifica wikitesto]

L'albo dei dottori commercialisti e l'albo dei ragioneri era a sezione unica, a cui si poteva accedere alternativamente con la laurea di classe 18 (Scienze dell'economia e della gestione aziendale) o 33 (Scienze economiche) oppure con la laurea specialistica di classe 64/s (Scienze dell'economia) o 84/s (Scienze economico-aziendali), ma una riforma del 2006 ha unificato i due albi (ed i rispettivi ordini e collegi), che insieme assumeranno la denominazione di "Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili" e saranno suddivisi nei due elenchi di "Dottori commercialisti" ed "Esperti contabili". Alla sezione "Dottori commercialisti" potranno iscriversi coloro che saranno in possesso di laurea specialistica di classe 84/s o 64/s o qualsiasi laurea del previgente ordinamento purché sia rilasciata da una Facoltà di Economia, mentre alla sezione "Esperti contabili" coloro che sono in possesso di laurea di classe 17 o 28. Per accedere all'albo è necessario aver effettuato un periodo di tirocinio presso uno studio professionale ed aver superato l'esame di abilitazione alla professione (cosiddetto esame di Stato).

Albo dei periti agrari, Albo dei periti industriali e Albo dei geometri[modifica | modifica wikitesto]

L'albo dei periti agrari, l'albo dei periti industriali e l'albo dei geometri sono a sezione unica accessibili con un tirocinio di due anni dopo il diploma o con laurea. Gli iscritti laureati hanno diritto a fregiarsi dei titoli professionali rispettivamente di "Perito agrario laureato", "Perito industriale laureato" e "Geometra laureato".

L'albo dei periti industriali è suddiviso in sezioni corrispondenti agli indirizzi di specializzazione dei diplomi conclusivi e dei vecchi diplomi di maturità tecnica rilasciati dagli Istituti tecnici industriali e agli altri diplomi che con la normativa previgente davano accesso all'albo: dilizia, elettronica e telecomunicazioni, elettronica e automazione, costruzioni aeronautiche, cronometria, industria cartaria, industrie cerealicole, industria navalmeccanica, industria ottica, materie plastiche, meccanica, metallurgia, tessile con specializzazione produzione dei tessili, tessile con specializzazione confezione industriale, termotecnica, industrie minerarie, tecnologie alimentari, chimica conciaria, chimica, chimica nucleare, industria tintoria, arti fotografiche, arti grafiche, energia nucleare, fisica industriale, informatica, disegno dei tessuti. Le classi delle lauree che danno accesso alle sezioni sono differenti; alcune danno accesso a più di una sezione.

Albo degli agrotecnici[modifica | modifica wikitesto]

L'albo degli agrotecnici è accessibile a titolari di uno tra 8 diplomi universitari del vecchio ordinamento individuati dal dpr 328/2001 e laureati in una tra 7 classi delle lauree individuate dal dpr 328/2001 (quasi tutte queste classi dànno accesso anche ad esami di Stato per altri albi), se hanno svolto un tirocinio pre-lauream di 6 mesi. Possono continuare ad accedere coloro che siano in possesso del diploma di scuola secondaria superiore di agrotecnico, purché abbiano frequentato con esito positivo un corso di istruzione e formazione tecnica superiore, della durata di 4 semestri, comprensivi di tirocinio non inferiore a 6 mesi, coerente con le attività libero-professionali peculiari della professione di agrotecnico. Inoltre la giurisprudenza di merito ritiene che anche i possessori di una laurea coerente del "Vecchio Ordinamento" od equivalente, benché non espressamente menzionati, possano iscriversi nell'Albo professionale.
Le norme previgenti, ancóra in vigore perché non abrogate (neanche implicitamente perché la nuova normativa non è stata varata con fonti giuridiche dello stesso rango) prevedevano il diploma di agrotecnico ovvero di perito agrario, rilasciato presso gli istituti professionali e tecnici per l'agricoltura, e due anni di pratica presso un agrotecnico, un perito agrario o un agronomo, oppure l'aver svolto almeno tre anni di attività tecnica di lavoro subordinato con mansioni tipiche de diploma di agrotecnico. In presenza di uno di questi requisiti è comunque necessario sostenere un esame di Stato.

Albo dei dottori agronomi e Albo dei dottori forestali[modifica | modifica wikitesto]

L'albo dei dottori agronomi e dottori forestali è suddiviso nelle sezioni A e B. Alla sezione A, accessibile a coloro che siano in possesso delle già previste lauree del previgente ordinamento o di laurea specialistica in una delle 11 classi individuate dal dpr 328/2001, corrisponde il titolo di dottore agronomo e dottore forestale. La sezione è ulteriormente ripartita nei settori agronomo e forestale, zoonomo, biotecnologico agrario. Agli iscritti alla sezione B, che è accessibile con laurea e con alcuni diplomi universitari del vecchio ordinamento, competono i titoli di agronomo e forestale iunior (accessibile con laurea di classe 7 o 20), zoonomo (laurea di classe 40) e biotecnologo agrario (laurea di classe 1).

Albo dei Tecnologi Alimentari[modifica | modifica wikitesto]

L’Ordine Professionale dei Tecnologi Alimentari è stato istituto con l’attuazione della legge 18 gennaio 1994 n.59, nell’anno 2000. Sono iscritti all’Ordine i laureati in Scienze e Tecnologie Alimentari che hanno conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione superando l’esame di stato disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica e che presentano i requisiti prescritti dalla legge 18 gennaio 1994 n.59. Il Tecnologo Alimentare per la sua elevata preparazione tecnico-scientifica nel settore agroalimentare, possiede competenze necessarie per affrontare le diverse problematiche del settore, dai processi di trasformazione alla conservazione e distribuzione. Il TA ha una visione trasversale dei processi alimentari con competenze che spaziano dalle problematiche tecniche e gestionali dei processi di produzione agli aspetti chimico-nutrizionali degli alimenti . Tale figura professionale può agevolmente inserirsi nel mercato del lavoro grazie ad una preparazione orientata all’assicurazione di qualità ed alla salvaguardia della tipicità, nell’ottica delle più avanzate tendenze del settore alimentare spaziando in diverse aree disciplinari: •Tecnologia dei processi produttivi e di trasformazione; •Operazioni unitarie della tecnologia alimentare •Chimica degli alimenti e bromatologia; •Microbiologia e igiene applicata agli alimenti ed alla produzione industriale; •Commercializzazione e Marketing; •Alimentazione e nutrizione.

Albo dei consulenti del lavoro[modifica | modifica wikitesto]

L'albo dei consulenti del lavoro, a decorrere dal 12 aprile 2007 richiede il requisito della laurea in discipline giuridiche, economiche o politiche; presso alcune facoltà universitarie è da tempo attivo il corso di laurea triennale in Scienze della Consulenza del Lavoro. Rimane salvo il necessario superamento di un esame di Stato al termine del biennio di pratica presso lo studio di un professionista abilitato.

Altri albi[modifica | modifica wikitesto]

L'albo degli psicologi, l'albo degli ingegneri, l'albo degli architetti, l'albo dei chimici, l'albo dei biologi, l'albo dei geologi e l'albo degli attuari sono suddivisi in sezioni e settori, a cui corrispondono profili professionali diversi. I professionisti iscritti alla sezione A sono in possesso di laurea del vecchio ordinamento oppure laurea specialistica, quelli iscritti alla sezione B in possesso di laurea. Il periodo di pratica varia a seconda che si siano svolte attività di tirocinio durante il corso di studi. Chi è già iscritto alla sezione B una volta in possesso del titolo può sostenere l'esame di accesso alla sezione A in misura ridotta, poiché alcune prove sono in comune. Il DPR 328/2001 individua altresì dei diplomi universitari (titoli rilasciati in base alla legge 341/1990 e non previsti nel nuovo ordinamento) che consentono l'accesso alle sezioni B.

L'albo dei giornalisti rimane accessibile a prescindere dal titolo di studio e si accede senza nessun esame nell'elenco dei pubblicisti solo in alcune regioni, eccetto la Regione Siciliana mentre, nell'elenco dei professionisti, con una prova di idoneità professionale (e non un esame di Stato).

Infine, gli albi relativi a tutte le professioni sanitarie (medici, odontoiatri, farmacisti, psicologi, etc.) sono ora accessibili esclusivamente con esami di laurea (o, a esaurimento, di diplomi universitari) abilitanti (cioè aventi valore di esame di Stato). Le lauree specialistiche non dànno titolo all'accesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art.13 comma 7 D.M. 270/04

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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