Doppio slalom

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Doppio Slalom
Anno 19851990
Genere Telequiz a premi
Edizioni 6
Durata 30 min
Produttore Margherita Caligiuri (per R.T.I.)
Presentatore Corrado Tedeschi (1985–1990)
Paolo Bonolis (1990)
Regia Roberto Meneghin (1985–1990)
Roberta Bellini (1990)
Rete Canale 5

Doppio Slalom è stato un gioco a quiz per ragazzi dai 14 ai 18 anni, basato sul format statunitense della NBC Blockbusters, andato in onda su Canale 5 da lunedì 9 settembre 1985 fino a venerdì 28 dicembre 1990.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il programma fu condotto per 5 anni da Corrado Tedeschi, che dal 3 settembre 1990 lasciò la conduzione a Paolo Bonolis per passare a Il gioco delle coppie, in sostituzione di Marco Predolin.

L'autore del quiz era Davide Tortorella (insieme a Francesco Galimberti e Giorgio Maimone). Tortorella, tuttora autore di numerosi quiz per le reti Mediaset, era anche la voce fuori campo che dirimeva dubbi, proponeva curiosità e aneddoti sui concorrenti, e rispondeva alle loro domande. Il regista storico era Roberto Meneghin. La curatrice del programma era Fatma Ruffini, la produttrice Margherita Caligiuri.

Andato in onda nella fascia pomeridiana, sempre intorno alle ore 17:00 per la durata di mezz'ora, il quiz si caratterizzava per la sua velocità, insita nello spirito del programma stesso. Doppio Slalom è stato poi ritrasmesso su Happy Channel, un'emittente del circuito Mediaset nel 2000, così come tante altre trasmissioni storiche di Canale 5. L'ultima edizione, che ha visto l'abbandono di Tedeschi e l'arrivo al suo posto di Paolo Bonolis. Lo show si presenta con molte novità e Bonolis non riesce ad entrare nei meccanismi scanzonati e divertenti del programma, apparendo un "pesce fuor d'acqua": il programma ne risentì negli ascolti tanto che, a fine stagione, si decise inaspettatamente di chiudere la trasmissione.

Regolamento[modifica | modifica sorgente]

La sfida era fra la squadra blu, composta da un solo giocatore, e la squadra gialla, formata da una coppia.

Il tabellone era composto da venti caselle esagonali (affiancate a ricordare le celle di un alveare di forma rettangolare) che contenevano, a rotazione, le ventisei lettere dell'alfabeto internazionale dalla A alla Z. Ad ogni casella corrispondeva una domanda posta dal conduttore alle squadre, la cui risposta iniziava con la lettera indicata sulla casella stessa.

Lo scopo, per ogni squadra, consisteva nel colorare le caselle del tabellone del proprio colore, rispondendo esattamente a domande di cultura generale (storia, geografia, attualità, spettacolo, letteratura, scienze), in modo disegnare uno "slalom". Per la squadra blu (un concorrente) lo slalom consisteva in un percorso (il più delle volte a zig-zag), della lunghezza minima di 4 caselle, che unisse la parte superiore a quella inferiore del tabellone, mentre per la squadra gialla (due concorrenti) lo slalom doveva unire la parte destra del tabellone a quella sinistra, con un percorso della lunghezza minima di 5 caselle.

Il gioco si componeva di due o tre manches dette Slalom. Vinceva lo slalom la squadra che per prima completava il proprio percorso. In caso di parità dopo il secondo slalom ("slalom di rivincita"), veniva effettuato lo "slalom di spareggio". Era decretata campione la squadra che per prima vinceva due manches.

In ogni slalom la casella iniziale era scelta casualmente, mentre le successive erano scelte dalla squadra che aveva risposto correttamente alla domanda precedente, al fine di completare il proprio percorso o ostacolare il percorso della squadra avversaria.

La squadra campione si sottoponeva allo "slalom gigante", affrontato da un solo concorrente anche nel caso in cui fosse risultata campione la squadra gialla. Il concorrente doveva procedere da sinistra a destra in un tabellone nel quale le caselle contenevano più lettere, indicanti le iniziali delle parole della risposta alla domanda associata alla casella. Ad ogni risposta esatta la casella si illuminava, dando la possibilità al concorrente di proseguire nel percorso verso il lato destro del tabellone scegliendo una delle caselle adiacenti. Ogni errore determinava lo spegnimento della casella corrispondente, complicando così il percorso che nei casi più sfortunati poteva addirittura chiudersi su sé stesso, ancor prima dello scadere del tempo massimo che era di 60 secondi per concludere lo slalom gigante.

Per ogni slalom completato si vincevano 200.000 lire (103,29 euro), 500.000 lire (258,23 euro) erano il premio per il completamento dello slalom gigante. La massima vincita per una squadra per puntata era quindi di 900.000 lire (464.81 euro). La squadra campione aveva il diritto di partecipare alla puntata successiva della trasmissione. Prevedendo il regolamento del gioco un limite di 10 partecipazioni, le vincite massime registrate sono state di 9.000.000 di lire (4648,12 euro).

La scenografia[modifica | modifica sorgente]

Lo studio dove veniva registrato Doppio Slalom era formato da:

  • Un pavimento formato da un esagono rosso con un cerchio giallo all'esterno;
  • Pannelli trasparenti appuntiti con i rispettivi neon e bande nere;
  • Una struttura con degli esagoni nella parte sopra;
  • Una struttura colorata in tutte e 2 le parti;
  • Il logo della trasmissione;
  • Un tabellone a forma di alveare (nelle ultime 2 edizioni, il tabellone fu cambiato).

Nell'edizione 19891990, la scenografia venne modificata. Venivano tolti gli esagoni che erano sopra i pannelli, ed inoltre le strisce gialle e rosse venivano sostituite con delle strisce più grandi, sempre dello stesso colore.

Sigla della trasmissione[modifica | modifica sorgente]

  • Dal 1985 al 1989, la sigla mostrava una palla che rotolava sbattendo su diversi esagoni contenenti le lettere dell'alfabeto. Successivamente la palla effettuava una specie di scalata rotolando sulla scritta Slalom, posizionandosi come puntino sulla lettera I ed andando a formare il logo della trasmissione.
  • Nel periodo 1989–1990, la sigla mostrava semplicemente il conduttore Corrado Tedeschi che faceva il suo ingresso in trasmissione insieme ai suoi collaboratori e ai concorrenti.
  • Sotto la conduzione di Paolo Bonolis, nel 1990, la sigla mostrava il conduttore che chiedeva ai collaboratori dove doveva andare, per poi recarsi in sala regia venendone allontanato. Infine, Bonolis indicava alle collaboratrici le tessere con le definizioni poste dallo stesso conduttore e si dirigeva verso un cameraman a cui dava una manata.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1986 partecipò, come concorrente, un giovanissimo Auro Bulbarelli, il volto di Rai Sport. Sempre nello stesso anno (1986) partecipò anche, diventando uno dei campioni più amati della storia del programma, un giovanissimo Francesco Vezzoli, che sarebbe in seguito diventato, con i suoi ricami, uno degli artisti figurativi più importanti del primo decennio del XXI secolo, esponendo con grande successo alla Biennale di Venezia. Un altro che vi partecipò fu anche Matteo Salvini nel 1985 a 12 anni, futuro segretario della Lega Nord.
  • La trasmissione ebbe successo soprattutto nel suo primo anno, grazie a Marco Castellini, un concorrente che restò a lungo campione.
  • La trasmissione veniva registrata presso gli studi televisivi della Videotime, di preciso nello Studio 4, così come tante altre trasmissioni: C'est la vie, Tuttinfamiglia, Help!, Il gioco delle coppie (condotto prima da Marco Predolin e poi dallo stesso Corrado Tedeschi), e Tra moglie e marito (condotto da Marco Columbro) con il suo spin-off Cari genitori (condotto invece da Enrica Bonaccorti); infatti dove c'era Tedeschi e di seguito Paolo Bonolis, quella era la postazione di Columbro seduto su uno sgabello, e sempre nella loro stessa dove nella postazione, quella era anche la postazione di Predolin e poi di seguito lo stesso Tedeschi che erano dietro al logo della trasmissione. Dal 1992 al 1994, lo studio televisivo della Videotime è diventato quello del TG5, spostandosi poi dal 1994 in poi, nel Centro di produzione del Palatino di Roma (ex Studio 1).
  • Il Tabellone (che era l'elemento centrale sia del gioco che dell'intera trasmissione) non era "incastonato" nella scenografia dello studio anzi, le inquadrature d'insieme dello Studio dimostrano che quest'ultimo non era affatto presente nell'ambiente di gioco. Al contrario il tabellone era sì presente, ma curiosamente installato "fuori campo"; i concorrenti lo consultavano semplicemente guardando alle spalle delle telecamere, ed il pubblico da casa seguiva le fasi di gioco attraverso l'inquadratura di una telecamera fissa orientata verso di esso.
  • Secondo un complicato algoritmo, con il tabellone strutturato "ad alveare" era praticamente impossibile che la singola manche di gioco potesse terminare in pareggio.
  • La trasmissione Paperissima mostrò un filmato tagliato, in cui un concorrente fece una divertente gaffe. Sul tabellone era presente una casella con le iniziali LMD. La domanda posta da Tedeschi era: Il quadro di donna nuda per cui il pittore Goya passò dei guai. Il concorrente diede una risposta che scatenò l'ilarità tutto lo studio: rispose La Mona Desnuda, anziché La Maya Desnuda. Nella successiva inquadratura della postazione del conduttore, Tedeschi era sparito. Stava ridendo fino alle lacrime ai piedi della sua postazione, piegato sulle ginocchia.
  • Sempre durante un filmato tratto da Paperissima, per errore il conduttore Corrado Tedeschi lesse la domanda con la tessera sbagliata. Anziché prendere la tessera con la lettera "N", ha preso quella con la lettera "H", riferendo al pubblico ironicamente che la N assomiglia un po' alla H.
  • Dal 1985 al 1986, il conduttore Corrado Tedeschi portava i capelli con il taglio corto. Dal 1986 al 1988, lo stesso Tedeschi portava invece i capelli molto lunghi. Dal 1988 al 1990, il look di Tedeschi cambiò nuovamente. Per 2 stagioni di fila, conduceva il quiz portando una folta capigliatura. Dal 1985 al 1988, il popolare conduttore televisivo Corrado Tedeschi portava sulla giacca la targhetta con il logo della trasmissione.
  • Doppio Slalom era ed è ancora oggi considerato da molti il predecessore di Passaparola, e in particolare del "gioco della ruota" finale che ha caratterizzato dal 1999 al 2005 la trasmissione di successo condotta da Gerry Scotti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo Grasso (a cura di). Enciclopedia della Televisione. Garzanti, 1996 ISBN 88-11-50466-X
  • Joseph Baroni. Dizionario della Televisione, pagg 136-137. Raffaello Cortina Editore. ISBN 88-7078-972-1.
  • LA TRIBU' DELLA TV, di Vittorio Giovanelli (Direttore dei Programmi Mediaset), Mursia editori.
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