Donne surrealiste

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Ursula Stock, Donna senza testa afferra per le labbra Ipno, il dio del sonno, 1974

Donne surrealiste sono artiste, fotografe, registe e scrittrici coinvolte, legate od ispirate dal movimento surrealista che iniziò nei primi anni venti del Novecento.

Pittrici[modifica | modifica sorgente]

  • Gertrude Abercrombie (19091977) artista di Chicago, grande ammiratrice di Magritte,[1] ispirata dai Surrealisti in modo particolare tra gli anni trenta e quaranta. Ritrasse con molte varianti i suoi soggetti preferiti: interni spogli, paesaggi brulli, nature morte ed autoritratti spesso accompagnati da oggetti associati alla stregoneria, come gatti neri o manici di scopa. Si accostò anche al jazz e fu ispirata dai musicisti Dizzy Gillespie, Charlie Parker, e Sarah Vaughan, con i quali ebbe un legame di amicizia.[2]
  • Eileen Agar (Eileen Forrester Agar, 18991991) nacque in Argentina; quando era ancora bambina la sua famiglia si trasferì in Gran Bretagna. Si distinse fra i surrealisti britannici; sperimentò tecniche e materiali nuovi, scattando foto e realizzando collage, oggetti e dipinti dalle forme organiche astratte. Esempio di questa tecnica è L'Angelo dell'anarchia, composto tra il 1936 ed il 1940 con materiali vari.[3]
  • Leonor Fini (19071996) nata a Buenos Aires e cresciuta a Trieste, incontrò i Surrealisti nel 1936 senza tuttavia unirsi ufficialmente al movimento. Dipinse immagini sorprendenti, spesso ritraendo sfingi o apparizioni.[8]
  • Valentine Hugo (18871968) nata Valentine Marie Augustine Gross. Fu disegnatrice francese che partecipò al movimento surrealista tra il 1930 ed il 1936, esponendo le proprie opere per la prima volta nel 1933 presso il Salon des Surindépendants. Fu la prima moglie dell'artista francese Jean Hugo (1894-1984), con il quale collaborò alla scenografia di vari balletti. È nota soprattutto per l'illustrazione delle opere di Paul Éluard.[10]
  • Frieda Kahlo (1907-1954) pittrice messicana che si accostò al surrealismo per un breve periodo, unendo elementi della tradizione religiosa messicana classica con la produzione surrealista, anche se più tardi rinnegò qualsiasi legame con il movimento.[11] Nel 1939, su invito di André Breton, si recò a Parigi, dove le sue opere vennero presentate in una mostra a lei dedicata.
  • Jacqueline Lamba (Jacqueline Mathilde Lamba Breton, 1910-1993) pittrice e decoratrice francese forse meglio nota come moglie di André Breton, nonché soggetto di molte poesie del marito, da cui si separò nel 1943 per sposare tre anni più tardi lo scultore e pittore statunitense David Hare. Aderì al movimento surrealista fra il 1934 ed il 1947; la sua carriera artistica venne adombrata da quella di Breton, come ella stessa ammise.[12]
  • Margaret Modlin (19271998) pittrice, scultrice, e fotografa surrealista statunitense; trascorse buona parte della sua vita in Spagna.[14] Studiò l'uso delle forme e della luce, elaborando uno stile surrealistico tutto proprio.
  • Kay Sage (Katherine Linn Sage, 18981963) artista e poetessa statunitense, moglie del surrealista Yves Tanguy. Iniziò a dipingere paesaggi surrealisti verso la fine degli anni trenta, mantenendosi fedele al surrealismo anche dopo la seconda guerra mondiale e distinguendosi soprattutto per la struttura architettonica delle scene ritratte con meticolosa e fotografica precisione.[17]
  • Ursula Stock (n. 1937) scultrice, pittrice e disegnatrice tedesca. Nata a Stoccarda, si fece conoscere esponendo negli spazi pubblici della Germania sud-occidentale; dal 1977 iniziò la collaborazione con il futuro marito, l'architetto Heinz Rall (1920-2006). Negli anni settanta si dedicò soprattutto alla pittura, accostandosi al surrealismo (Irreale Landschaft, 1974; Orpheus-Zyklus, 1979). Gli elementi scenici delle sue composizioni sono tratti dal mondo antico: statue spesso frantumate, busti, teste e maschere, templi e colonne, labirinti e rovine. Oltre a contenere oggetti inanimati, le sue tele talvolta si popolano di alberi, cespugli e foglie, generalmente alati; le figure umane compaiono di rado, pur venendo ritratte qua e là in maniera molto somigliante a manichini o esseri meccanici calati in paesaggi metafisici. In quanto simboli del divenire e dello scorrere del tempo, queste istantanee cristallizzate infondono allo spettatore spesso una sensazione di solitudine e minaccia. Ursula Stock è interessata ad imprigionare nella tela il movimento, come ella stessa una volta ha affermato: "I tratti distintivi di un paesaggio si trasformano in uno spazio simbolico soggettivo".[18] Fra i ritratti di sua produzione, uno è dedicato a Frieda Kahlo.
  • Toyen (Marie Čermínová, 19021980) pittrice, redattrice ed illustratrice ceca. Nel 1922 adottò lo pseudonimo Toyen, derivato da citoyen, termine francese per "cittadino".[20] Dopo un primo periodo cubista, espresso in una serie di quadri naïf dai soggetti esotici, entrò a far parte del gruppo surrealista di Praga, che contribuì a fondare.[21]

Scrittrici[modifica | modifica sorgente]

  • Irène Hamoir (1906-1994) poetessa e romanziera belga, fu figura centrale del movimento surrealista nel suo Paese. Sposò lo scrittore e poeta belga Louis Scutenaire, che nei propri scritti la indicava con il nome di Lorrie analogamente a quanto fece Magritte nei disegni e dipinti che la ritraggono. Per la pubblicazione delle proprie poesie Irène utilizzò invece spesso lo pseudonimo Irine.[23]
  • Joyce Mansour (Joyce Patricia Adès Mansour, 1928-1986) poetessa surrealista franco-egiziana che dal Cairo si trasferì a Parigi nel 1953, dove divenne famosa. Fu autrice di 16 libri di poesia oltre che di numerose opere in prosa e di brani teatrali.[25]

Scultrici[modifica | modifica sorgente]

Fotografe[modifica | modifica sorgente]

  • Claude Cahun (Lucy Schwob, 18941954) fotografa e scrittrice francese legata al movimento surrealista ed impegnata politicamente. Militò nella Resistenza francese durante l'occupazione tedesca di Jersey, l'isola anglo-normanna in cui si era trasferita nel 1937 ed in cui trascorse gli ultimi anni della sua vita. Frequentò il gruppo surrealista e fu legata da legami di amicizia con André Breton, Méret Oppenheim, Benjamin Péret e Toyen.[27]
  • Emila Medková (19281985) nata Tláskalová. Fu una tra le maggiori esponenti dell'arte fotografica ceca nella seconda metà del XX secolo. Iniziò a produrre opere surrealiste nel 1947, ritraendo in particolare paesaggi urbani. Le sue immagini hanno un notevole carattere documentario[31].
  • Francesca Woodman (19581981) fotografa originaria di Denver, Colorado, che trascorse lunghi periodi in Italia. Con la macchina fotografica ritrasse nudi femminili in bianco e nero, talvolta con il volto oscurato, ottenendo effetti sfocati grazie al movimento ed al lungo periodo di esposizione, che conferiscono l'effetto di una fusione dei corpi con l'ambiente circostante. I critici riscontrano nelle sue immagini l'influenza del surrealismo poiché è manifesto in esse il desiderio di spezzare il codice delle apparenze;[33] inoltre l'artista manifestò l'adesione alla tradizione surrealista attraverso la volontà di non fornire spiegazioni sulle proprie opere.[34]

Creatrici di moda[modifica | modifica sorgente]

  • Elsa Schiaparelli (18901973) disegnatrice di moda nata a Roma e trasferitasi all'estero. Collaborò fra gli altri con Salvador Dalì, Alberto Giacometti e Leonor Fini. I suoi bozzetti ed i gioielli da lei creati furono largamente influenzati dai surrealisti. Disegnò anche i costumi di diversi film. I profumi di sua produzione furono celebri per l'insolita forma delle bottiglie e delle confezioni.[35]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Susan Weininger, Kent Smith, Gertrude Abercrombie, Springfield, IL: Illinois State Museum, 1991. ISBN 0-89792-132-1
  2. ^ Lynn Warren, Art in Chicago 1945-1995, Thames & Hudson, 1996. ISBN 978-0-500-23728-1
  3. ^ Georgiana Colvile, Scandaleusement d'elles: trente-quatre femmes surréalistes, Jean-Michel Place, Paris, 1999. ISBN 978-2-85893-496-6
  4. ^ Xavier Canonne, Het Surrealisme in België, 1924-2000, Brussel, Mercatorfonds, 2006, pp. 268-271
  5. ^ Georgiana Colvile, Scandaleusement d'elles..., cit., pp. 42 e segg., con un ritratto realizzato dalla fotografa Dora Maar
  6. ^ Lisa Rüll, Lost and found - family, mythology and Emmy Bridgwater, in Surrealism in Birmingham 1935-1954, Birmingham Museums and Art Gallery, pp. 37–42, 2011. ISBN 978-0-7093-0235-3
  7. ^ Nancy G. Heller, Women Artists: An Illustrated History, Abbeville Press, Publishers, New York, 1987. ISBN 0-89659-748-2
  8. ^ Nancy G. Heller, Women Artists, cit.
  9. ^ (NO) Holger Koefoed, Karen Holtsmark., in Knut Helle, Norsk biografisk leksikon, Oslo, Kunnskapsforlaget. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  10. ^ (EN) Carlton Lake, Confessions of a Literary Archaeologist, New York, New Directions, 1990, p. 90. ISBN 0-8112-1130-4. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  11. ^
    (FR)
    « On me prenait pour une surréaliste. Ce n'est pas juste. Je n'ai jamais peint de rêves. Ce que j'ai représenté était ma réalité. »
    (IT)
    « Venivo considerata surrealista. Non è esatto. Non ho mai dipinto dei sogni. Ciò che ho rappresentato è la mia realtà. »
    (Le journal de Frida Kahlo, prefazione di Carlos Fuentes, éditions du Chêne, 1995)
  12. ^ si veda Mark Polizotti, Revolution of the mind: the life of André Breton, New York, Farrar, Straus and Giroux, 1995. ISBN 2-07-073298-3
  13. ^ Danilo De los Santos, Memoria de la pintura dominicana, Vol. 3, Santo Domingo: Grupo León Jimenes, 2004
  14. ^ (EN) Elmer N. and Margaret M. Modlin Papers (#4977) 1987, 1996 (Collection overview), in The Southern Historical Collection at the Louis Round Wilson Special Collections Library (UNC). URL consultato il 3 febbraio 2014.
  15. ^ Georgiana Colvile, Scandaleusement d'elles..., cit., pp. 228-234, con una foto dell'artista realizzata nel 1977 da Marion Kalter
  16. ^ Penelope Rosemont, Surrealist women : an international anthology, Austin, University of Texas Press, 1998, ISBN 029277088X, OCLC 185676515.
  17. ^ a b c d Nancy G. Heller, Women Artists..., cit.
  18. ^ Wilhelm Gall: Malerei des 20. Jahrhunderts. Sammlung Landesgirokasse, Stuttgart 1979, pp. 114-115, 181
  19. ^ Gloria Orenstein, The Surrealist Cosmovision of Bridget Tichenor, FEMSPEC - an Interdisciplinary Feminist Journal, giugno 1999, 1.1
  20. ^ Adam Biro & René Passeron, Dictionnaire général du surréalisme et de ses environs, Office du livre, Fribourg, Suisse et Presses universitaires de France, Paris, 1982, pp. 405-406.
  21. ^ Georgiana Colvile,Scandaleusement d'elles..., cit., pp. 284-289, con una foto dell'artista realizzata da Man Ray nel 1935
  22. ^ Janet A. Kaplan, Unexpected Journeys: The Art and Life of Remedios Varo, Abbeville Press, New York, 1988. ISBN 0-89659-797-0
  23. ^ Cécile Dewandeleer, HAMOIR, Irène... in E. Gubin, C. Jacques, V. Piette & J. Puissant (eds), Dictionnaire des femmes belges: XIXe et XXe siècles. Bruxelles: Éditions Racine, 2006. ISBN 2-87386-434-6
  24. ^ Penelope Rosemont, Greta Knutson, in Surrealist Women, London & New York, Continuum International Publishing Group, 1998, p.69, ISBN 0-485-30088-5
  25. ^ Marie-Claire Barnet, La Femme cent sexes ou les genres communicants. Deharme, Mansour, Prassinos, Bern, Peter Lang, 1998
  26. ^ Georgiana Colvile,Scandaleusement d'elles..., cit., pp. 218-227, con una foto dell'artista realizzata da Marion Kalter nel 1977
  27. ^ Georgiana Colvile,Scandaleusement d'elles..., cit., pp. 48-59
  28. ^ (FR) Henriette Grindat (1923-1986), Bibliothèque Cantonale et Universitaire - Lausanne. URL consultato il 4 febbraio 2014.
  29. ^ (FR) Grindat, Henriette", Dictionnaire historique de la Suisse. URL consultato il 4 febbraio 2014.
  30. ^ Mary Ann Caws, Dora Maar - with & without Picasso, London, Thames & Hudson Ltd, 2000. ISBN 978-0-500-51009-4
  31. ^ (EN) Emila Medkova exhibition, Radio Praga, 16 dicembre 2001. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  32. ^ Antony Penrose, Marina Premoli (trad. it.), Le vite di Lee Miller, Milano, Archinto, 2009. ISBN 978-88-7768-536-0
  33. ^ Francesca Woodman, Zürich, Scalo, 1998. ISBN 3-931141-96-9
  34. ^ (EN) Alan Riding, Pictures, perhaps, of her despair: a young photographer's work may or may not hold clues to her suicide, New York Times, 17 maggio 1998. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  35. ^ Elsa Schiaparelli, Shocking Life. Autobiografia di un'artista della moda, Padova, Alet, 2008. ISBN 978-88-7520-132-6

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Susan Weininger, Kent Smith, Gertrude Abercrombie, Springfield, Illinois State Museum, 1991. ISBN 0-89792-132-1
  • Lynn Warren, Art in Chicago 1945-1995, London, Thames & Hudson, 1996. ISBN 978-0-500-23728-1
  • Georgiana Colvile, Scandaleusement d'elles: trente-quatre femmes surréalistes, Paris, Jean-Michel Place, 1999. ISBN 978-2-85893-496-6
  • Xavier Canonne, Het Surrealisme in België, 1924-2000, Brussel, Mercatorfonds, 2006
  • Surrealism in Birmingham 1935-1954, Birmingham Museums and Art Gallery, 2011. ISBN 978-0-7093-0235-3
  • Nancy G. Heller, Women Artists: An Illustrated History, New York, Abbeville Press, 1987. ISBN 0-89659-748-2
  • (EN) Valentine Hugo: An Inventory of Her Papers in the Carlton Lake Collection, Harry Ransom Humanities Research Center. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  • Carlos Fuentes (prefazione di), Le journal de Frida Kahlo, Paris, éditions du Chêne, 1995
  • Alba Romano Pace, Jacqueline Lamba: Peintre rebelle, muse de l'amour fou, Paris, Éditions Gallimard, 2010. ISBN 978-2-07-012757-3
  • Danilo De los Santos, Memoria de la pintura dominicana, Vol. 3, Santo Domingo, Grupo León Jimenes, 2004
  • Wilhelm Gall: Malerei des 20. Jahrhunderts. Sammlung Landesgirokasse, Stuttgart etc., Kohlhammer, 1979
  • (NO) Knut Helle, Norsk biografisk leksikon, Oslo, Kunnskapsforlaget. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  • Gloria Orenstein, The Surrealist Cosmovision of Bridget Tichenor, FEMSPEC - an Interdisciplinary Feminist Journal, giugno 1999, 1.1
  • Adam Biro & René Passeron, Dictionnaire général du surréalisme et de ses environs, Office du livre, Fribourg, Suisse et Presses universitaires de France, Paris, 1982
  • Janet A. Kaplan, Unexpected Journeys: The Art and Life of Remedios Varo, New York, Abbeville Press, 1988. ISBN 0-89659-797-0
  • E. Gubin, C. Jacques, V. Piette & J. Puissant (eds), Dictionnaire des femmes belges: XIXe et XXe siècles. Bruxelles, Éditions Racine, 2006. ISBN 2-87386-434-6
  • Franklin Rosemont, Revolution in the service of the marvelous : surrealist contributions to the critique of miserabilism, Chicago, Charles H. Kerr Pub., 2004, ISBN 0-88286-350-9, OCLC 54883756.
  • Marie-Claire Barnet, La Femme cent sexes ou les genres communicants. Deharme, Mansour, Prassinos, Bern, Peter Lang, 1998
  • Mary Ann Caws, Dora Maar - with & without Picasso, London, Thames & Hudson Ltd, 2000. ISBN 978-0-500-51009-4
  • Antony Penrose, Marina Premoli (trad. it.), Le vite di Lee Miller, Milano, Archinto, 2009. ISBN 978-88-7768-536-0
  • Francesca Woodman, Zürich, Scalo, 1998. ISBN 3-931141-96-9
  • Elsa Schiaparelli, Shocking Life. Autobiografia di un'artista della moda, Padova, Alet, 2008. ISBN 978-88-7520-132-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]