Donato d'Arezzo

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San Donato d'Arezzo
Ritratto dipinto da Filippino Lippi
Ritratto dipinto da Filippino Lippi

Vescovo e martire

Morte 7 agosto 362?
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 7 agosto
Patrono di epilettici; diversi comuni italiani (vedi lista in Patronati)

Donato d'Arezzo (Nicomedia, ... – Arezzo, 7 agosto 363) fu il secondo vescovo di Arezzo (a quanto risulta dai dittici conservati nell'archivio capitolare della città); è venerato come santo martire dalla Chiesa cattolica.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Notizie della sua vita sono riportate nel Martirologio Geronimiano (risalente al V secolo), in una Passio Donati del VI secolo, in varie altre Passiones, agiografie di origine medievale, di attendibilità discussa, e nella Cronaca dei custodi, documento dell'XI secolo.

Nacque probabilmente ad Arezzo ma, secondo alcune fonti, potrebbe essere stato originario di Nicomedia o di Roma. Divenne prete mentre vescovo di Arezzo era Satiro.

La sua opera di evangelizzazione fu molto proficua. Consacrato vescovo dal papa, succedette a Satiro nella guida della Chiesa aretina e continuò nella sua opera pastorale, coadiuvato dal diacono Antimo.

Le notizie di origine più antica non parlano di un suo martirio e gli viene attribuito il titolo di vescovo e confessore.

Più tardi gli venne attribuito un martirio, inflittogli dal prefetto di Arezzo, Quadraziano, mediante decapitazione. Il martirio sarebbe avvenuto secondo alcuni sotto l'imperatore Giuliano, nel 362. Secondo altri sarebbe avvenuto addirittura nel 304, sotto Diocleziano. Il giorno in cui, secondo la tradizione, avvenne la sua morte, è il 7 agosto.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Arca marmorea di san Donato nel Duomo di Arezzo

Il vescovo Gelasio, suo successore, fece costruire una “memoria” nel luogo della sua tomba, nel colle del Pionta, dove poi sarebbe sorta la prima cattedrale di Arezzo. Il corpo di san Donato è invece conservato e venerato nell'omonima chiesa di Castiglione Messer Raimondo, in provincia di Teramo.

La commemorazione liturgica ricorre il 7 agosto.

È considerato protettore degli epilettici, perché gli è attribuita la guarigione miracolosa di un bambino da questa malattia.

Tra i miracoli che la leggenda devozionale gli attribuisce, il più famoso è quello del calice, per via del quale sarebbe stato condannato al martirio: durante la celebrazione della messa entrarono nel tempio dei pagani che con violenza mandarono in frantumi il calice di vetro, di cui Donato raccolse i cocci e li rimise insieme, ma ne mancava uno. Noncurante di ciò, vi avrebbe versato del vino servendolo ai fedeli senza che ne cadesse dal fondo. Dallo stupore, 79 pagani si sarebbero convertiti al Cristianesimo. Dopo un mese, fu arrestato e ucciso.

Reliquie[modifica | modifica sorgente]

Nel 1384, il capitano di ventura francese Enguerrand de Coucy espugnò e depredò Arezzo. Poi valicò l'Appennino, recando con sé, tra l'altro, la preziosa reliquia della testa di San Donato, patrono di Arezzo. Alla sua venuta a Forlì, Sinibaldo Ordelaffi, il Signore di quella città, riscattò la reliquia, che tenne con grande venerazione fino a che essa fu restituita agli aretini[1].

Patronati[modifica | modifica sorgente]

È venerato come santo patrono in molti comuni italiani:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cf. G. Pecci, Gli Ordelaffi, Fratelli Lega Editori, Faenza 1974, p. 135.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Alessandro Montezemolo, Cenni storici sovra la vita, geste e culto di San Donato vescovo di Arezzo e martire, titolar patrono della città e diocesi di Mondovì, con note sui primordi della chiesa monregalese, Mondovì 1885
  • Guglielmo Lützenkirchen, Il culto di San Donato di Arezzo nell'Italia centro-meridionale, in "Atti e memorie della Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze", n.s., vol. LII (1990), pp. 33-47
  • Bruno D'Epiro, La vita di san Donato vescovo e martire di Arezzo, comprotettore di Esperia, S. Elia Fiumerapido 1997
  • San Donato vescovo e martire di Arezzo, protettore di S. Donato di Lecce: la vita, la devozione, la festa, a cura di Donato De Blasi, San Severino Marche 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]