Donato Bergamini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Donato Bergamini
Donatobergamini.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Carriera
Squadre di club1
1982-1983 Imola Imola 24 (2)
1983-1985 Russi Russi 57 (7)
1985-1989 Cosenza Cosenza 110 (3)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Donato Bergamini (Argenta, 18 settembre 1962Roseto Capo Spulico, 18 novembre 1989) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Ha iniziato la sua carriera calcistica nella stagione 1982-1983 indossando la maglia dell'Imola in Interregionale. L'anno successivo gioca nel Russi (sempre in Interregionale) dove resta per 2 stagioni.

Nel 1985 viene acquistato dal Cosenza che milita in Serie C1, club con il quale giocherà per 5 stagioni. Al primo campionato in maglia rossoblu disputa 24 presenze senza alcuna rete. L'anno successivo gioca 28 partite e realizza 2 gol "pesanti" (contro Sorrento e Benevento) che regalano la vittoria alla sua squadra. Nel 1987-1988 il Cosenza vince il campionato di Serie C1 e torna in B dopo 24 anni di assenza. Bergamini è titolare nella formazione di Gianni Di Marzio giocando 32 partite su 34. L'11 settembre del 1988 arriva l'esordio in Serie B nella gara Cosenza-Genoa (0-0). In quella stagione, forse la più bella nella storia del Cosenza (allenato da Bruno Giorgi), firma anche il suo primo ed unico gol in serie B, nella partita Cosenza-Licata (2-0).

A causa di un infortunio riesce a giocare solo 16 partite, ma a fine stagione ha diverse richieste sul mercato. Il Parma fa di tutto per ingaggiarlo, ma il Cosenza vuole disputare un campionato di vertice e lo dichiara incedibile, confermandolo per un'altra stagione, l'ultima della sua carriera.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Il 18 novembre 1989 viene trovato morto sulla strada statale 106 Jonica nei pressi di Roseto Capo Spulico in provincia di Cosenza. L'ex calciatore della Roma e del Milan Carlo Petrini provò a far luce sulla misteriosa morte scrivendo il libro Il calciatore suicidato nel 2001, in cui fornì alcuni dettagli sulla vicenda del calciatore (fatti comunque mai provati). All'epoca il decesso sembrava fosse avvenuto per suicidio: infatti, secondo le testimonianze, Bergamini si sarebbe buttato tra le ruote di un camion che l'avrebbe trascinato per circa 60 metri. L'indagine fu archiviata, e a distanza di vent'anni l'ipotesi di suicidio non è mai stata ritenuta credibile (sia dai familiari, sia dai tifosi, sia dai compagni di squadra): il corpo non presentava nessuna ferita compatibile con questa versione e non era sporco di fango, nonostante la pioggia e le pozzanghere presenti sul luogo dell'incidente.

La sua ultima partita la giocò il 12 novembre 1989: Monza-Cosenza 1-1, con rete rossoblù di Michele Padovano, suo grande amico che, dopo la sua scomparsa, ha indossato la maglia numero 8 di Bergamini nella partita Cosenza-Messina (2-0) del 19 novembre con la quale lo stesso Padovano ha realizzato il primo gol, dedicandolo al compagno di squadra scomparso il giorno prima.

Oggi la Curva Sud dello Stadio San Vito porta il suo nome, mentre all'interno degli spogliatoi è conservato un busto che lo raffigura. Ancora oggi a Cosenza, i ragazzi della curva gli dedicano spesso cori per mantenere vivo il suo ricordo.

Il 27 dicembre 2009 si è celebrato a Cosenza il "Bergamini Day" organizzato dal Forum "Cosenza United" e dagli Ultrà Cosenza, al quale hanno partecipato anche i familiari del calciatore. Lo scopo di questa manifestazione è stato quello di chiedere verità e giustizia sulla morte dell'idolo rossoblù e di far riaprire le indagini, all'epoca dei fatti archiviate troppo presto come "suicidio" nonostante i numerosi punti interrogativi e le prove poco convincenti. Secondo i familiari e la tifoseria cosentina, Bergamini fu ucciso, per cui circa 300 persone hanno sfilato per le vie della città chiedendo chiarezza sulla sua scomparsa. Il 6 agosto 2010 si è svolto ad Aiello Calabro il convegno "Verità per Bergamini", mentre il 27 dicembre 2010 si è rinnovato per il secondo anno il "Bergamini Day"[1] svoltosi al Teatro Morelli di Cosenza. Il 14 giugno 2011, viene richiesta la riapertura dell'inchiesta da rubricare come omicidio volontario. Il 29 giugno 2011 la procura di Castrovillari riapre ufficialmente le indagini in virtù di nuove prove.[2]

Il 22 febbraio 2012 i RIS di Messina depositano presso la Procura della Repubblica di Castrovillari la loro perizia, secondo la quale, quando fu investito, Bergamini era già morto[3]. I RIS hanno infatti potuto constatare, attraverso diverse simulazioni, che se il giovane calciatore si fosse "gettato a pesce" sotto il camion, come riferì la fidanzata, le scarpe la catenina e l'orologio avrebbero subito gravi danni, ed invece al momento del ritrovamento del cadavere erano pressoché intatti.[4]

Attualmente una perizia[5], datata 1990 e firmata dal Professor Francesco Maria Avato, sta trovando conferme nei riscontri che la Procura di Castrovillari ha richiesto dopo aver ripreso in mano il caso del giocatore del Cosenza.

Il 15 maggio 2013 viene notificato un avviso di garanzia, da parte della procura di Castrovillari, all'ex fidanzata Isabella Internò, sospettata di omicidio[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cosenza: oggi il secondo Bergamini-Day in calabriaonline.com, 27 dicembre 2010.
  2. ^ Bergamini, riaperta l'inchiesta, molti dubbi sull'incidente fatale in gazzetta.it, 29 giugno 2011.
  3. ^ La misteriosa morte del calciatore Denis Bergamini | osservoeracconto
  4. ^ Biagio Simonetta, Denis Bergamini non si tolse la vita, "era già morto quando fu investito" in corriere.it, 22 febbraio 2012.
  5. ^ Chi l'ha Visto, http://chilhavisto.blog.rai.it/files/2012/04/Chilhavisto_BergaminiPeriziaAvato.pdf .
  6. ^ Svolta nelle indagini sulla morte di Bergamini: l'ex fidanzata indagata per omicidio volontario in www.repubblica.it, 16/5/2013.