Donatella Raffai

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Donatella Raffai (Fabriano, 8 settembre 1943) è una conduttrice televisiva e giornalista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia secondogenita dell'ammiraglio Antonio Raffai e di Maria Jelardi, entrambi di nobili famiglie una veneta e l'altra campana, è - per parte materna - pronipote del senatore marchese Nicola Polvere. Nata a Fabriano ove i suoi si trovavano sfollati per la guerra in atto, trascorse l'infanzia e l'adolescenza ancora seguendo il genitore nei vari spostamenti di lavoro, abitando per un lungo periodo tra Roma e San Marco dei Cavoti (Bn), paese di sua madre, in casa del nonno materno, il generale Carlo Jelardi.

Inizia la carriera nel mondo dello spettacolo come attrice, appena sedicenne, nel film I dolci inganni di Alberto Lattuada e in seguito - dopo aver lavorato nel settore discografico - entra in Rai dove conduce alcune trasmissioni radiofoniche (Voi ed io, Radio anch'io, Chiamate Roma 3131). Approdata in TV alla fine degli anni 80, collabora come autrice e conduttrice a varie trasmissioni di approfondimento giornalistico e di cronaca della Rai 3 di Angelo Guglielmi, come Telefono giallo, Filò, Posto pubblico nel verde e Camice bianco.

Nel 1989 arriva il successo con la conduzione del programma Chi l'ha visto?, condotto assieme a Paolo Guzzanti (nella prima edizione del 1989) ed a Luigi Di Majo (edizioni 1989-1990 e 1990-1991), al quale diede uno stile incisivo e accattivante che riscosse enorme successo[1], che nel 1990 le fece vincere sia il Telegatto che l'Oscar Tv come personaggio televisivo femminile dell'anno. Nel pieno boom dei programmi della cosiddetta TV utile, il programma raggiunse un apice di popolarità che resta tra i migliori risultati "storici" della terza rete RAI.

Nell'autunno del 1991, decisa a intraprendere nuove sfide per la sua carriera lascia la conduzione del programma che aveva portato al successo e che le aveva dato la fama e si dedica a Parte civile, programma di prima serata di Rai 3 dove si denunciavano ingiustizie verso i cittadini. La trasmissione prosegue per tutta la stagione, ma non viene riproposta nei palinsesti dell'anno successivo. Nell'autunno del 1992 conduce sempre su Rai 3 il preserale 8262, rubrica quotidiana nata con l'obiettivo di fare da traino al TG3 delle 19, che non riscosse però il successo sperato venendo cancellata dopo poche settimane. In seguito a ciò torna nel gennaio del 1993 alla conduzione del programma al quale è ancora oggi indissolubilmente legato il suo nome per il grande pubblico, Chi l'ha visto?, che questa volta presentò da sola nella seconda parte della stagione 1992-1993 e nella successiva stagione 1993-1994, quest'ultima però non terminata (fu infatti sostituita nell'aprile 1994 da Giovanna Milella).

Ispirandosi alla sua trasmissione tv è autrice dei libri Chi l'ha visto? pubblicato dalla Eri edizioni Rai nel 1990 e Scomparsi edito dalla Rizzoli nel 1991. Fino ai primi anni novanta fu un personaggio popolarissimo tanto da essere imitata da Corrado Guzzanti nella trasmissione satirica Scusate l'interruzione e da molti altri comici in vari altri programmi televisivi e radiofonici. La Raffai venne citata anche in una canzone parodistica di Stefano Nosei sull'alcolismo che in una strofa recitava: il fegato lo perderai...e lo cercherà la Raffai. Altra citazione in un brano umoristico di Enzo Iacchetti: non lo trovarono mai... alla faccia della Raffai.

Il suo approcciarsi a tematiche umanitarie, unito a una certa fermezza severa nella conduzione televisiva, le meritò la definizione di donna che gronda umanità da tutti gli artigli, attribuita ad Antonio Ricci[2]. Inoltre la Raffai torna sul grande schermo offrendo nel 1998 la sua simpatica e auto-ironica partecipazione al film La guerra degli Antò in un breve cameo nel ruolo di sé stessa, conduttrice di un'improbabile puntata di Chi l'ha visto?.

Nell'autunno del 1994 passa a Rai 2 per condurre il programma quotidiano d'approfondimento sulle interrogazioni parlamentari Filo da torcere, che dopo continui slittamenti, viene sospeso dai dirigenti Rai ancor prima di andare in onda[3]: la Raffai avrebbe dovuto condurre la trasmissione a partire dal successivo gennaio su Raidue[3] dopo l'edizione del TG2 delle 19:45, destinata a slittare di quarantacinque minuti proprio per far posto alla trasmissione[3].

Nel gennaio del 1995 approda su Rai 1 per condurre il talk show di seconda serata Anni d'infanzia, realizzato in coda ad un film su tematiche legate all'infanzia, trasmesso dalla rete nella stessa serata. Nella stagione 1995 - 1996 conduce in tarda notte su Rai 1, Lasciate un messaggio dopo il bip, mentre nella stagione 1997/1998 prende parte come inviata ad alcune puntate di Domenica in, in quell'edizione diretta da Michele Guardì e condotta da Fabrizio Frizzi.

L'ultimo programma realizzato per la tv italiana risale alla fine del 1999. La trasmissione dal titolo Giallo 4 andava in onda su Rete 4 e si presentava come un remake del Telefono giallo di Rai 3. Il programma si occupava di fatti di cronaca italiana rimasti irrisolti, e non fu confermato nelle successive stagioni per gli scarsi ascolti registrati. Successivamente si è trasferita in Francia dove ha lavorato spesso alla televisione pubblica francese in vari programmi giornalistici[4].

A seguito della sua prolungata assenza dagli schermi televisivi italiani, alcuni siti Internet hanno ipotizzato la prematura scomparsa della giornalista a causa di un tumore, scomparsa che sarebbe stata tenuta segreta dai media ufficiali, ma questa triste sorte è toccata invece ad un'altra conduttrice di Chi l'ha visto?, Marcella De Palma, generando appunto tale confusione congiunta alla circostanza che - anni prima - anche la Raffai si era sottoposta ad un intervento per un tumore di natura però benigna. La Raffai si è ritirata dalle scene da alcuni anni ed attualmente vive in Francia, nella città di Rennes, dove svolge varie attività di volontariato.

Trasmissioni tv[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Chi l'ha visto?, Eri edizioni Rai, 1990
  • Scomparsi, Rizzoli, 1991.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I dolci inganni di Alberto Lattuada (1960), interpreta una studentessa
  • La guerra degli Antò di Riccardo Milani (1999), interpreta se stessa

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Gran premio internazionale dello spettacolo

Premio Regia Televisiva

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donatella Raffai - biografia Raiuno Raidue
  2. ^ La Raffai migliora senza speroni - Repubblica.it
  3. ^ a b c pag.5 de L'Unità 2 del 1/12/1994, vd. Archivio Storico Unità [1].
  4. ^ http://www.altroquotidiano.it/pdf/archivio/07maggio2010