Don Giovannino

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Don Giovannino
Paese di produzione Italia
Anno 1967
Durata 48 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere film tv, commedia
Regia Daniele D'Anza
Sceneggiatura Antonio De Curtis, Bruno Corbucci
Produttore Aldo Pace
Casa di produzione B.L. Vision
Distribuzione (Italia) RAI - Radiotelevisione Italiana
Fotografia Marco Scarpelli
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Giorgio Aragno
Interpreti e personaggi

Don Giovannino è un film per la televisione del 1967 diretto da Daniele D'Anza ed interpretato da Totò.

Il film fa parte della serie televisiva TuttoTotò.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola può essere suddivisa in due parti: la prima in cui Totò, per andare dietro ad una cliente di cui è innamorato, si finge pazzo, l'altra in cui il comico napoletano sempre attratto da una donna sposata improvvisa la famosa "gag del manichino" (sketch già usato ne I pompieri di Viggiù e Il più comico spettacolo del mondo).

Prima parte[modifica | modifica wikitesto]

Barnaba Parmiggiani detto "Babà" è un posteggiatore di auto di un centro commerciale vicino alla bottega di fiori di suo cognato. Babà è un conosciutissimo playboy che si offre di sorvegliare le auto delle donne più belle e, possibilmente, sposate e mentre queste sono nel negozio a far compere Babà si scrive i loro indirizzi che prende dai libretti dentro le auto. Laura è una di queste: Babà la insegue fino al suo palazzo e, approfittando dell'assenza del marito (Castellani), entra anche lui. Il "Don Giovannino" però, dato che poco dopo rincasa il marito di Laura, si finge pazzo, dato che da pochi giorni si era sparsa la notizia di un pericoloso malato di mente evaso dalla clinica di cura, dando inizio ad una divertentissima serie di equivoci e gag esilaranti. Tutto si conclude nel più rocambolesco dei modi...

Seconda parte[modifica | modifica wikitesto]

Barnaba torna affranto nel negozio di fiori dove il cognato gl'incarica di portare un pacco di fiori da una nota signora (Lualdi), Babà subito ne approfitta per tentare un secondo colpo e corre subito al negozio. La donna è sola, il marito è uscito un attimo e Babà comincia immediatamente a corteggiarla. Ma poco dopo entra il marito sconvolto perché il suo negozio di indumenti è sull'orlo del fallimento: solo l'anima di suo padre potrà dargli un consiglio. Babà intanto ha assunto la posizione di un manichino e teme le mosse del furioso venditore che intanto ha mandato via sua moglie e si sta vendicando contro i fantocci, responsabili secondo lui di tutte le sue sciagure. Anche qui, dopo una serie di situazioni divertentissime, Babà saprà trovare la via di fuga fingendo di essere l'anima del defunto genitore del commercialista, ordinandogli di lasciarlo andare con un paio di stoffe e non prima di avere abbracciato e baciato la sua consorte. Barnaba torna ancora una volta sconfitto nel negozio dove una donna brutta e anziana sta cercando informazioni: l'uomo la affida alle cure di Babà...

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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