Domenico Svampa

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Domenico Svampa
cardinale di Santa Romana Chiesa
Domenico Svampa.jpg
Il cardinale Domenico Svampa
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Nato 13 giugno 1851, Montegranaro
Creato cardinale 18 maggio 1894 da papa Leone XIII
Deceduto 10 agosto 1907

Domenico Svampa (Montegranaro, 13 giugno 1851Bologna, 10 agosto 1907) è stato un arcivescovo cattolico e cardinale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Montegranaro, nelle Marche (all'epoca nello Stato Pontificio), il 13 giugno 1851.

Nel 1867 conobbe a Fermo don Giovanni Bosco, venuto a far visita all'arcivescovo Filippo de Angelis. L'arcivescovo di Fermo, infatti, aveva scontato sei anni di carcere coatto a Torino, dopo essere stato tratto in arresto nel 1860 dalle truppe sabaude (conquista delle Marche). Domenico Svampa, seminarista, ebbe l'opportunità di avvicinare don Bosco e di parlargli (27 gennaio 1867)[1]. Svampa decise di prendere don Bosco come esempio di vita.

Compì gli studi universitari a Roma dove fu anche ordinato sacerdote nel 1874. Dopo un breve periodo passato nella sua terra natale, papa Leone XIII lo chiamò ad insegnare al seminario di Sant'Apollinare. Il 28 maggio 1887 lo nominò vescovo di Forlì. Come tale, ordinò, tra gli altri, il venerabile Lino Maupas. A Forlì, monsignor Svampa "determinò una spinta innovativa nella chiesa locale, favorendo le iniziative caritative e l'ammodernamento dell'insegnamento nel seminario. Il nuovo vescovo mostrò infatti una mentalità aperta sia nei confronti del mondo liberale moderato, che con l'area repubblicana e radicale"[2].

Nel Concistoro del 18 maggio 1894 papa Leone XIII lo proclama cardinale destinandolo all'Arcidiocesi di Bologna. Accolse le più svariate iniziative. Istituì le casse rurali, il giornale cattolico l'"L'Avvenire d'Italia", il “Piccolo credito romagnolo” e un istituto d'istruzione per il popolo insieme ai Salesiani fondati proprio dal suo caro amico Don Bosco. Precursore nella riconciliazione tra Stato italiano e Chiesa cattolica, si recò nel 1904 a rendere omaggio al re Vittorio Emanuele III in palazzo d'Accursio a Bologna. Al breve incontro della mattinata fa seguito, nel palazzo municipale, un pranzo regale al quale il cardinale non si sottrae, nonostante il parere contrario di papa Pio X, che subito lo perdona. In quel periodo tra Stato e Chiesa regnava odio. Lo Stato italiano si era impadronito con la forza dei territori della Chiesa. Il primo agosto 1903 data in cui ebbe inizio il Conclave per eleggere il successore di papa Leone XIII, Domenico Svampa era uno dei sette cardinali con maggiori probabilità di essere eletto papa. Ma un ictus che gli paralizzò il viso e gli rese difficile parlare, lo afflisse e per questo non fu scelto. A causa di questa malattia e della sua imprudenza che lo spinse a lavorare anche in pessime condizioni morì il 10 agosto 1907 all'età di 56 anni. Per tutto ciò che ha fatto il New York Times gli dedicò ventidue articoli. Alla sua morte scrissero un bellissimo articolo dove specificavano che fu un grande uomo di pace e pieno di energia e grinta. Altri giornali e autori di libri scrissero delle gesta del cardinale Domenico Svampa.

Il cardinale Domenico Svampa ebbe anche il merito di registrare approfonditamente nel suo diario gli eventi storici che si verificarono all'interno del conclave fino al 4 agosto 1903 data in cui al settimo scrutinio, venne eletto papa San Pio X.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Svampa cardinal Domenico 1851-1907. URL consultato il 17/04/2014.
  2. ^ Daniele Malvestiti, Domenico Svampa Cardinale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Forlì Successore BishopCoA PioM.svg
Pietro Paolo Trucchi 23 maggio 1887 - 21 maggio 1894 Raimondo Jaffei
Predecessore Arcivescovo di Bologna Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Serafino Vannutelli 21 maggio 1894 - 10 agosto 1907 Giacomo della Chiesa
Predecessore Cardinale presbitero di Sant'Onofrio Successore CardinalCoA PioM.svg
Francesco Saverio Apuzzo
(fino al 1880)
vacante dal 1880 al 1894
21 maggio 1894 - 10 agosto 1907 Paulin-Pierre Andrieu