Dolly (pecora)

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Dolly, imbalsamata, esposta al National Museum of Scotland

La pecora Dolly (5 luglio 1996 – 14 febbraio 2003) è il primo mammifero ad essere stato clonato con successo da una cellula somatica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dolly è stata prodotta al Roslin Institute in Scozia a pochi chilometri da Edimburgo, dove ha vissuto fino alla morte avvenuta circa sette anni dopo. Gli scienziati annunciarono la sua nascita solo l'anno successivo, il 14 febbraio 1997. Il nome "Dolly" è nato dal suggerimento del suo allevatore che ha contribuito nel processo di clonazione, in onore alla prosperosa cantante country Dolly Parton, dato che la cellula clonata era una cellula mammaria[1].

Il metodo utilizzato da Ian Wilmut per ottenere la clonazione a partire da una cellula somatica adulta consiste nel trasferimento nucleare di cellule somatiche[2]; I nuclei di cellule non appartenenti alla linea germinale del donatore vengono trasferite in cellule embrionali denucleate (private del proprio nucleo)[3] e quindi indotte ad avviare lo sviluppo del feto[4]. Tramite tale metodo Dolly è stata clonata nel 1996 a partire da cellule prelevate da una pecora donatrice di 6 anni. Il 9 aprile 2003 i resti impagliati di Dolly sono stati posti al Royal Museum di Edimburgo, che fa parte del National Museums di Scozia.

La posizione scientifica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 su Nature è stata pubblicata una ricerca in cui si suggeriva che Dolly poteva essere suscettibile di un invecchiamento precoce a causa dei ridotti telomeri delle sue cellule. Si speculò che questi potevano essere stati ereditati dalla madre che aveva l'età di 6 anni quando le fu prelevato il materiale genetico, così Dolly poteva avere geneticamente già 6 anni alla nascita. Tuttavia, il Dott. John Thomas ha evidenziato che attualmente la maggior parte degli animali clonati mostrano telomeri di lunghezza normale e nei cloni seriali essi addirittura si allungano ad ogni successiva generazione; I primi segni di un invecchiamento precoce sono stati riportati nel 2002, quando Dolly aveva 5 anni. Sviluppò una forma potenzialmente debilitante di artrite, insolita a questa giovane età. Ciò andò a sostegno dell'ipotesi della senescenza prematura, il Dott. Dai Grove White, della Facoltà di Scienze Veterinarie dell'Università di Liverpool, ha sostenuto che "l'artrite potrebbe essere dovuta alla clonazione così come potrebbe non esserlo. Da quello che ne sappiamo, Dolly potrebbe essersi infortunata la zampa saltando sopra un cancello e favorito lo sviluppo dell'artrite."[5][6][7].

La comunità scientifica è concorde nel ritenere importante la prosecuzione e l'approfondimento dei metodi di clonazione[8], Il sostegno della comunità scientifica è unanime riguardo alla clonazione dei cavalli e alla clonazione dei maiali[9], al fine di ottenere organi animali idonei per il trapianto in esseri umani[10]. Tuttavia il metodo impiegato per la produzione di Dolly, rappresenta una delle più importanti scoperte scientifiche, tale metodo ha contribuito sostanzialmente allo sviluppo delle biotecnologie ed alla comprensione dei meccanismi epigenetici che regolano lo sviluppo cellulare.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Dolly fu abbattuta il 14 febbraio 2003, a causa di complicazioni dovute ad un'infezione polmonare, frequente nelle pecore più anziane, ma che portò alla speculazione che Dolly fosse morta prematuramente. Gli scienziati di Roslin, comunque, dichiarano di non pensare che ci siano connessioni con il fatto che Dolly sia un clone, e che anche altre pecore nella fattoria hanno avuto problemi simili, forse per il clima o per le condizioni non sicure.

Retaggio di Dolly[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo di Dolly molti altri mammiferi sono stati clonati, principalmente di interesse zootecnico. La clonazione ha lasciato il luogo della fantascienza per trasferirsi nella realtà, accompagnata da tutti i rischi e le promesse del progresso medico-scientifico. È già diventata un'opzione per salvare specie rare dall'estinzione e far tornare in vita animali domestici a noi cari, come cani e gatti. Nell'uomo la clonazione, nonostante l'opposizione basata su motivazioni filosofiche, etiche o mediche, potrebbe essere una valida strategia riproduttiva, in aggiunta alla fecondazione in vitro, alle madri surrogate, all'adozione e alla riproduzione tradizionale. Ha aperto la strada per rendere meno controversa l'ingegneria genetica applicata ai bambini sia per lo screening genetico, permettendo di diminuire i rischi di malattie ereditarie, che per assicurare la compatibilità nel trapianto di cellule staminali nei fratelli con almeno un genitore in comune. La clonazione umana è comunque allo stato attuale ufficialmente vietata a livello internazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Listen to public, says Dolly scientist
  2. ^ Niemann H, Tian XC, King WA, Lee RS, Epigenetic reprogramming in embryonic and foetal development upon somatic cell nuclear transfer cloning in Reproduction, vol. 135, febbraio 2008, pp. 151–63, DOI:10.1530/REP-07-0397.
  3. ^ Rideout WM, Eggan K, Jaenisch R, Nuclear cloning and epigenetic reprogramming of the genome in Science (journal), vol. 293, agosto 2001, pp. 1093–8, DOI:10.1126/science.1063206.
  4. ^ Campbell KH, McWhir J , Ritchie WA, Wilmut I, Sheep cloned by nuclear transfer from a cultured cell line in Nature, vol. 380, 1996, pp. 64–6, DOI:10.1038/380064a0.
  5. ^ Josef Fulka, et al, Do cloned mammals skip a reprogramming step? in Nature Biotechnology, 2004, doi:10.1038/nbt0104-25.
  6. ^ P.G. Shiels, et al, Dolly, No Longer the Exception: Telomeres and Implications for Transplantation in Cloning and Stem Cells, 2003, doi:10.1089/153623003322234768.
  7. ^ Paul G. Shiels, et al, Analysis of Telomere Length in Dolly, a Sheep Derived by Nuclear Transfer in Cloning, 1999, doi:10.1089/15204559950020003.
  8. ^ Galli C., Lazzari G., Animal cloning experiments still banned in Italy in Nature Medicine, vol. 7, 2001, p. 753, doi:10.1038/89834.
  9. ^ Progetto europeo Xenome.
  10. ^ Cozzi E, Tallacchini M, Flanagan EB, Pierson III RN, Sykes M, Vanderpool HY., Key ethical requirements and progress toward the definition of an international regulatory framework in Xenotransplantation, 2009, doi:16(4): 203-14.

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