Combattimento aereo

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Foto ripresa durante una sessione di addestramento al combattimento aereo effettuata da un F-18 Hornet. Un F-22 Raptor è rappresentato racchiuso da un cerchio, il che, insieme con la presenza del quadrato nero in alto a sinistra, indica che l'aereo che sta effettuando la ripresa ha raggiunto una posizione dalla quale, aprendo il fuoco con il cannone di bordo, è in grado di colpire l'opponente.

Il combattimento aereo è un combattimento che si svolge tra aeromobili militari, di solito aerei. Lo scopo del confronto è quello di colpire il velivolo nemico o impedirgli di svolgere la sua missione.

Il primo combattimento aereo della storia ha avuto luogo durante la prima guerra mondiale. Gli aeroplani dell'epoca avevano motori di scarsa potenza e volavano a velocità relativamente basse. L'arma principale agli inizi era quindi la pistola del pilota e il confronto consisteva nello tentativo da parte dei contendenti di posizionarsi alle spalle dell'avversario per aprire il fuoco, talvolta anche con la collaborazione di altri aerei in formazione, senza nel contempo consentire all'avversario di rispondere con la propria arma. Da questa tecnica deriva il termine inglese dogfight, combattimento tra cani, con cui il combattimento aereo divenne inizialmente celebre. In molte battaglie aeree del periodo, infatti, gli aerei giravano l'uno intorno all'altro nel tentativo di raggiungere una posizione di tiro adatta, con un movimento che ricordava quello di due cani che si rincorrono in cerchio. Inizialmente gli scontri tra aerei venivano condotti con mezzi improvvisati, ma con il progredire del conflitto vennero messe a punto tattiche e tecnologie specifiche.

Con la fine della seconda guerra mondiale e durante la guerra fredda vennero sviluppate molte altre tecnologie per il combattimento aereo e l'evoluzione degli aerei da caccia ormai in grado di superare la velocità del suono grazie alla propulsione a reazione portarono alla introduzione dei missile aria-aria per affiancare o sostituire i cannoni.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aviazione nella prima guerra mondiale.

All'inizio della prima guerra mondiale gli aerei vennero impiegati inizialmente come aerei da ricognizione e i primi piloti militari non si occuparono di attaccare gli aerei nemici. Alcuni però decisero di intervenire per contrastare le osservazioni del nemico e tentarono di ottenere il loro scopo con mezzi improvvisati, tra cui lancio di pietre, granate e talvolta corde, sperando di farle impigliare nell'elica dell'aereo nemico. Dopo questi primi tentativi rudimentali, i piloti più esperti iniziarono a impiegare un fucile o una mitragliatrice per fare fuoco sugli aeree nemici.[1]

Nel 1915 i francesi introdussero il sincronizzatore, un meccanismo che consentiva a una mitragliatrice montata lungo l'asse del velivolo di sparare solo quando le pale dell’elica non erano davanti alla linea di tiro. In questo modo era possibile ottenere una maggiore precisione nel tiro rispetto a quella ottenibile puntando manualmente le armi. La tecnica, subito copiata dai nemici tedeschi, diede l'avvio all'era in cui i duelli consistevano principalmente in inseguimenti in cerchio per portarsi a tiro, da cui il soprannome inglese dogfight, combattimento tra cani.[2][3]

I primi piloti che prendevano parte ai combattimenti aerei non applicavano tattiche particolari: ne vennero provate varie con maggiore o minore successo, ma nessuna inizialmente si sviluppò in una dottrina organica. Solo pochi piloti riuscivano ad abbattere molti aerei e sopravvivere a lungo agli scontri e ancora meno riuscirono a fregiarsi del titolo di asso dell'aviazione, una definizione usata per la prima volta dai giornali francesi per soprannominare chi abbatteva cinque aerei nemici. I piloti da caccia nella prima guerra mondiale inizialmente combattevano in modo individuale, ma poi si rese conto che le tattiche di gruppo erano molto più efficaci di quelle possibili ad un aereo da caccia da solo. Il primo ad analizzare approfonditamente le tattiche del combattimento aereo fu il pilota tedesco Oswald Boelcke che nel 1916[4] codificò delle regole divenute note come Dicta Boelcke.[5]

Combattimento aereo nella prima guerra mondiale

Boelcke incluse nelle sue leggi elementi come il vantaggio di quota, la presenza del sole alle spalle e il fattore sorpresa da impiegare come tattiche per ottenere una posizione di vantaggio sull'avversario. Tra le sue regole vi erano anche le caratteristiche di comportamento che dovevano avere i piloti da caccia per i quali veniva consigliata aggressività e attitudine a prendere l'iniziativa. Boelcke criticava severamente la "sportività" e il comportamento cavalleresco che caratterizzava molti piloti dell'epoca, la maggior parte dei quali, per esempio preferiva non inseguire un aereo danneggiato o fuori controllo. Secondo il cacciatore tedesco invece, il pilota da caccia doveva sempre impegnarsi per ottenere l'abbattimento del nemico a meno di non mettere in pericolo il proprio aereo in modo significativo. Sebbene la maggior parte di queste leggi non erano nuove o rivoluzionarie, la loro semplice scrittura funzionò da guida per i piloti inesperti, che in precedenza dovevano imparare tutto da soli, fortemente influenzando le probabilità di sopravvivenza e di riuscire in abbattimenti di nemici. Le leggi di Boelcke cambiarono il modo di pensare nelle battaglie aeree e molti dei principi sono applicabili tuttora nel 21° secolo.

L'innovazione tecnologica durante il primo conflitto mondiale e le teorie di piloti all'avanguardia come Oswald Boelcke e Max Immelmann, portarono all'impiego in combattimento delle formazioni aeree. Volando in formazione, si permetteva ai piloti di sfruttare il vantaggio numerico e di difendersi a vicenda. La Luftstreitkräfte tedesca, in inferiorità numerica per tutta la guerra, fu la prima ad applicare la teoria della battaglia aerea in formazione e mise a punto tattiche finalizzate a raggiungere una superiorità numerica locale. Gli oppositori risposero a loro volta assemblando grandi formazioni di aerei, arrivando ad entrare in battaglia contro i rivali tedeschi con schieramenti spesso di 50 aerei circa per parte.[6] Queste battaglie venivano soprannominate dagli inglesi furball (palle di pelo), a causa delle tante traiettorie di volo che si intersecavano e avvolgevano tra di loro in cielo. Con il procedere della guerra, anche altre nazioni svilupparono una dottrina della battaglia aerea, man mano che la ricognizione si comprese diveniva sempre più collegata alla intercettazione aerea e l'importanza di entrambe aumentava progressivamente.

Periodo tra le guerre mondiali[modifica | modifica sorgente]

Dopo la prima guerra mondiale aumentò in molti paesi l'attenzione alla strategia delle operazioni di volo bellico. La teoria militare dell'epoca, però, fu fortemente influenzata da studiosi come l'italiano Giulio Douhet, che alla luce delle conoscenze tecnologiche di quel tempo predicevano che i bombardieri avrebbero alla fine penetrato qualunque misura di protezione gli venisse opposta e il conseguente bombardamento strategico avrebbe determinato il corso delle guerre future, fino ad arrivare a far cessare le capacità del nemico di continuare a combattere. Subendo l'influsso di questo pensiero, molte forze aeree nel periodo trascurarono la specialità della caccia e l'addestramento alle battaglie aeree, finendo per perdere la maggior parte delle conoscenze e delle esperienze acquisite nella prima guerra mondiale. Tuttavia, lo sviluppo di aerei da caccia continuò e le prestazioni di velocità e quota massima raggiungibile per questi velivoli cominciò a eclissare le prestazioni dei bombardieri fino a far diventare i caccia una seria minaccia per gli aerei da bombardamento, una minaccia che si pensava di arginare dotando di aerei di scorta i bombardieri che sarebbero stati accompagnati fino a destinazione.

Durante la guerra civile spagnola, i tedeschi svilupparono una innovativa tattica di battaglia con i caccia, creando delle formazioni di 4-6 aerei chiamate "sciami" (in tedesco:Schwarm) suddivisi in coppie (in tedesco:Rotten). Ideata dal pilota Günther Lützow che nel corso di quella guerra divenne un asso, e ulteriormente definita da Werner Mölders, la tattica tedesca che si rivelò vincente in quel conflitto prevedeva che il gruppo di battaglia di base era lo Schwarm. Questo all'entrare in contatto con il nemico si divideva in due o tre coppie separate, costituite dal capo coppia (leader) e dal suo gregario che si difendevano a vicenda. Questa tattica si dimostrò flessibile ed efficace, e la dottrina del combattimento aereo di quella che sarebbe diventata la Luftwaffe, influenzò l'impostazione che in seguito avrebbero dato alla specialità molte delle aviazioni militari principali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Norman L. R. Franks, Dog-fight : aerial tactics of the aces of World War, Londra, Greenhill Books, 2003, pp. 16-17. ISBN 1-85367-551-2.
  2. ^ Secondo l'Oxford English Dictionary, il termine è stato utilizzato per La prima volta in Fly Papers, di A. E. Illingworth del 1919.
  3. ^ Paul. Dickson, War slang : American fighting words and phrases since the Civil War, Washington, D.C., Brassey's, 2004. ISBN 1-57488-710-6.
  4. ^ Jagdstaffel 2 "Boelcke", Oxford, Osprey, 2007, p. 8. ISBN 978-1-84603-203-5.
  5. ^ Dave. English, The air up there : more great quotations on flight, New York, McGraw-Hill, 2003. ISBN 0-07-141036-8.
  6. ^ Robert L. Shaw, Fighter combat : tactics and maneuverin, Annapolis, Md., Naval Institute Press, 1985, p. 267. ISBN 0-87021-059-9.