Djupedalia engeri

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Djupedalia
Immagine di Djupedalia engeri mancante
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Lepidosauromorpha
Superordine Sauropterygia
Ordine Plesiosauria
Sottordine Plesiosauroidea
Famiglia  ? Cryptoclididae
Genere Djupedalia
Specie D. engeri

La djupedalia (Djupedalia engeri) è un rettile marino estinto, appartenente ai plesiosauri. Visse nel Giurassico superiore (Titoniano, circa 150 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati nelle Svalbard (Norvegia).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questo animale è noto per un fossile incompleto probabilmente appartenente a un esemplare giovanile, dato lo scarso grado di ossificazione dello scheletro. Djupedalia era un plesiosauro di grandi dimensioni, probabilmente superiore ai 6 metri di lunghezza; l'aspetto era molto simile a quello di altri plesiosauri dal collo lungo come Kimmerosaurus e Muraenosaurus, rinvenuti in strati del Giurassico medio e superiore in Inghilterra. Alcune caratteristiche, tuttavia, lo distinguevano dalle forme simili, in particolare la morfologia e le proporzioni dei centri vertebrali cervicali, le spine neurali dorsali estremamente corte e i femori più lunghi degli omeri.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Descritto per la prima volta nel 2012, Djupedalia è noto per un fossile incompleto rinvenuto nella zona di Janusfjellet nelle Spitsbergen (Svalbard) in Norvegia. È considerato un rappresentante dei criptoclididi, un gruppo di plesiosauri dal collo lungo, dalla testa piccola e dai piccoli denti sottili. Il cranio doveva essere abbastanza simile a quello di Kimmerosaurus, mentre la forma dei centri vertebrali cervicali visti anteriormente richiamava quella dei centri di Picrocleidus, una forma di piccole dimensioni del Giurassico medio inglese; gli stessi centri, visti lateralmente, erano invece simili a quelli di altri plesiosauri del Giurassico inglese come Tricleidus, Colymbosaurus e Cryptoclidus. Djupedalia mostra notevoli somiglianze con la specie Colymbosaurus svalbardensis, rinvenuta nella stessa località, ma le zampe posteriori erano molto diverse ed è improbabile che possa rappresentare un individuo giovane della stessa specie. Altre caratteristiche della morfologia delle zampe e delle vertebre distinguono Djupedalia da Spitrasaurus, un altro possibile criptoclidide ritrovato nelle Spitsbergen. Questi due generi, secondo lo studio del 2012, potrebbero appartenere a un clade vicino all'origine degli elasmosauri, un gruppo di plesiosauri dal lunghissimo collo tipici del Cretaceo.

Significato del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico Djupedalia è in onore di Oystein Kare Djupedal, il ministro norvegese dell'educazione e della ricerca dal 2005 al 2007, che rese possibile gli scavi nelle Svalbard durante i quali vennero alla luce numerosi resti di rettili marini. L'epiteto specifico, engeri, onora invece Oyvind Enger, un volontario che partecipò agli scavi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Knutsen, E.M., Druckenmiller, P.S. & Hurum, J.H. A new plesiosauroid (Reptilia: Sauropterygia) from the Agardhfjellet Formation (Middle Volgian) of central Spitsbergen, Norway. Norwegian Journal of Geology, Vol 92, pp. 213-234. Trondheim 2012, ISSN 029-196X.