Djamuka

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Djamuka, scritto anche Jamukha, Jamuka, Djamugha o Yamuqa o Jamuqa (1162 circa – 1205 circa), è stato un condottiero mongolo.

Durante l'adolescenza, dopo un patto di sangue, diventa amico fraterno di Temujin (Gengis Khan) e lo aiuta a salvare la moglie Börte, che era stata rapita da una tribù dei Merkit.

Nel corso dell'epica, tenterà di ostacolare Temujin nell'ascesa a Qan dei Mongoli senza essere considerato un vero nemico. La sua figura appare ambivalente e quantomeno enigmatica in quanto sposa nel suo personaggio sia l'amico fedele come un potenziale traditore.

Vita e morte di Jamuqa[modifica | modifica wikitesto]

La morte - come la figura stessa - di Jamuqa è stata spesso fraintesa e mal riportata dai media. Stando all'epica de La storia segreta dei mongoli, Jamuqa è sempre considerato come anda e amico da Temujin, nonostante nel corso della storia avessero in parte rotto i rapporti. Jamuqa chiede espressamente di morire affinché Temujin diventi il vero e unico Qan. È così scritto:

« Ecco come mi hai vinto. Fammi dunque la grazia, anda mio, accomiati presto da me, ridarai pace al tuo cuore. Se è possibile, amico mio, quando mi farai giustiziare, fallo senza spargimento di sangue. Quando giacerò morto, anche nella terra, nostra Madre Suprema, il mio corpo inanimato sarà per l'eternità il protettore della tua discendenza. »

Viene così concessa a Jamuqa una morte onorevole che non ha eguali nella storia mongola. Temujin si raccomanda inoltre che il rituale si compia nel massimo del rispetto. Sarà proprio il futuro Qan a ordinare:

« Ditegli così, e dopo avergli permesso di morire senza che venga sparso il suo sangue, non lo abbandonate al ludibrio, ma seppellitelo con i dovuti onori. »
(Storia segreta dei mongoli (a cura di Sergej Kozin), Milano, Longanesi editore 1973 pp. 176-177)