Djamolidine Abdoujaparov
| Djamolidine Abdoujaparov | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Ritirato | 1997 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1990 | ||
| 1991-1992 | ||
| 1993 | ||
| 1994 | ||
| 1995 | ||
| 1996 | ||
| 1997 | ||
Djamolidine Abdoujaparov (Tashkent, 28 febbraio 1964) è un ex ciclista su strada uzbeko .
Era un velocista, soprannominato "Tashkent Terror"[1], vinse una Gand-Wevelgem, una tappa al Giro d'Italia, nove al Tour de France e sette alla Vuelta a España. È uno dei pochissimi corridori ad aver vinto la classifica a punti in tutti e tre i grandi giri.
Indice |
Carriera [modifica]
Si mise in luce nelle categorie giovanili dove fece valere le sue doti di velocista e si aggiudicò anche gare importanti, a cui prese parte con la nazionale sovietica. Unico musulmano nel gruppo,[1] passò professionista nel 1990 con l'italiana Alfa Lum e nel corso degli anni si fece notare soprattutto nei tre Grandi Giri: a fine carriera conterà ben 17 successi totali (è stato il primo corridore asiatico a vincere una tappa al Tour de France) oltre ad aver vinto tre volte la classifica a punti al Tour ed una volta sia al Giro d'Italia che alla Vuelta a España.
Tra i suoi avversari più tenaci ci fu un giovane Mario Cipollini, con cui diede vita a numerosi duelli sulle strade di Giro e Tour. Anche alla Gand-Wevelgem i due ebbero modo di scontrarsi: nell'edizione 1991 Abdoujaparov si impose battendo l'italiano; l'anno dopo bissò il successo ma venne declassato, a favore di Cipollini per volata irregolare: Abdoujaparov accusò il rivale di aver comprato la giuria.[2]
Lo stile non proprio perfetto gli provocò alcune antipatie in gruppo, poiché in volata si rendeva spesso protagonista di scorrettezze; in qualche caso fu al centro di episodi grotteschi, come la caduta all'ultima tappa del Tour de France 1991 sugli Champs-Élysées a Parigi, dove non si accorse di essere troppo vicino ad una transenna e, urtando un bidone pubblicitario della Coca Cola, finì sull'asfalto dopo un capitombolo.[1] Si ruppe la clavicola e, pur avendo vinto la maglia verde, non poté salire sul podio finale; venne anzi ricoverato in ospedale.[3]
Prese parte anche ai Giochi olimpici del 1996 ad Atlanta, dove per la prima volta parteciparono atleti dell'Uzbekistan. Interruppe la sua carriera nel 1997.
Palmarès [modifica]
Altri successi [modifica]
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Piazzamenti [modifica]
Grandi giri [modifica]
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Competizioni mondiali [modifica]
Riconoscimenti [modifica]
- Inserito nella Top ten sprinters of all time della rivista Cyclingnews nel 2011[4]
Note [modifica]
- ^ a b c (EN) In search of Abdou, autobus.cyclingnews.com, 28 giugno 2008. URL consultato in data 9 maggio 2011.
- ^ (EN) In search of Abdou, part 2: The Tashkent Terror, autobus.cyclingnews.com, 28 giugno 2008. URL consultato in data 9 maggio 2011.
- ^ (EN) Doug Cress, Indurain Glides To 1st Tour De France Win, articles.chicagotribune.com, 29 giugno 1991. URL consultato in data 9 maggio 2011.
- ^ Hedwig Kröner, The top ten sprinters of all time, Cyclingnews.com, 21 dicembre 2011. URL consultato in data 23 dicembre 2011.
Altri progetti [modifica]
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