Disturbo dissociativo dell'identità

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Disturbo dissociativo dell'identità
Dissociative identity disorder.jpg
Il disturbo dissociativo dell'identità immaginato da un artista
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 300.14
ICD-10 (EN) F44.8
Sinonimi
Disturbo di personalità multipla

Il disturbo dissociativo dell'identità (DDI o DID), o secondo la definizione dell'ICD-10 disturbo di personalità multipla, è un disturbo mentale definito nel 1994 da una serie di criteri diagnostici come un particolare tipo di disturbo dissociativo nel DSM.

In entrambi i sistemi della terminologia, la diagnosi richiede almeno due personalità che prendano costantemente il controllo del comportamento dell'individuo con una perdita di memoria, andando oltre la solita dimenticanza; inoltre i sintomi possono essere l'effetto temporaneo dell'abuso di sostanze o di una condizione medica generalizzata[1]. Il DID è meno comune rispetto ad altri disturbi dissociativi, che si verificano in circa l'1% dei casi ed è spesso in comorbidità con altri disturbi.

Il DID tuttavia viene diagnosticato più frequentemente negli Stati Uniti d'America che in altri paesi[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si presume che il primo caso di DID venne diagnosticato dal medico Paracelso nel 1646[4]. Durante il XIX secolo in alcuni casi l'epilessia veniva considerata un fattore di rischio per la nascita del DID[5].

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il DSM, il DID implica "la presenza di due o più identità o stati di personalità separate che a loro volta prendono il controllo del comportamento del soggetto, accompagnato da un'incapacità di evocare i ricordi personali"[6]. In ogni individuo affetto da DID i sintomi variano e il comportamento può essere spesso inadeguato in situazioni particolari[7][8]. I pazienti possono avvertire sintomi che sarebbero simili ad epilessia, schizofrenia, ansia, disturbi dell'umore, disturbo post traumatico da stress e disturbi alimentari[9].

I sintomi come l'amnesia dissociativa, la depersonalizzazione e la fuga dissociativa sono correlati alla diagnosi del DID e non vengono mai diagnosticati separatamente. Gli individui possono essere spaventati dai sintomi del DID (pensieri intrusivi o emozioni) e dalle loro conseguenze[10]. La maggior parte dei pazienti affetti da DID aveva subito abusi sessuali o fisici, ma la natura dei rapporti tra il DID e questo genere di traumi rimane controversa[11]. Queste identità dissociative, dette anche alters, cioè "altri", possono avere un impatto sulla conoscenza e la memoria del paziente, che può avere conseguenze drammatiche nella vita di quest'ultimo. I pazienti vittime di abusi non vogliono parlare di questi sintomi perché hanno un legame con il trauma subito, la vergogna e la paura.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Questo disturbo è teoricamente legato all'interazione con uno stress intenso, traumi antecedenti[12], storia di nutrizione inadeguata durante l'infanzia e un'innata capacità di dissociare i ricordi o esperienze vissute[13]. Un'alta percentuale di pazienti affetti da DID segnalano aver subito abusi durante l'infanzia[14][15], soprattutto quelli che ne sono stati vittime durante la prima e la seconda infanzia[16].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il DID è stato spesso tematica centrale di numerose opere letterarie, musicali, cinematografiche e videoludiche.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti e manga[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Benjamin J. Sadock et Virginia A. Sadock, Kaplan and Sadock's Synopsis of Psychiatry: Behavioral Sciences/Clinical Psychiatry, Lippincott Williams & Wilkins, 2002, 9ª ed. (ISBN 0-7817-3183-6)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mental Health: Dissociative Identity Disorder (Multiple Personality Disorder), su Webmd.com
  2. ^ Paris J, « Review-Essay : Dissociative Symptoms, Dissociative Disorders, and Cultural Psychiatry », Transcult Psychiatry, vol. 33, no 1, 1996, p. 55–68 (DOI 10.1177/136346159603300104)
  3. ^ Atchison M, McFarlane AC, « A review of dissociation and dissociative disorders », The Australian and New Zealand journal of psychiatry, vol. 28, no 4, 1994, p. 591–9 (PMID 7794202, DOI 10.3109/00048679409080782)
  4. ^ H. M. Farrell, « Dissociative identity disorder: Medicolegal challenges », The journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, vol. 39, no 3, 2011, p. 402–406 (PMID 21908758)(DOI:10.1177/1745691612437597)
  5. ^ Rieber RW, The duality of the brain and the multiplicity of minds: can you have it both ways?, vol. 13, 2002, p. 3–17 (DOI 10.1177/0957154X0201304901, PMID 12094818)
  6. ^ Association Américaine de Psychiatrie, Manuel diagnostique et statistique des troubles mentaux, Arlington, VA, USA, American Psychiatric Publishing, Inc., Juin 2000 (ISBN 978-0-89042-024-9, DOI 10.1176/appi.books.9780890423349, p. 526–529
  7. ^ Dissociative Identity Disorder, su Merck.com, 2010
  8. ^ John Wiley & Sons, Adult Psychopathology and Diagnosis, Hersen M; Turner SM; Beidel DC, 2007, p. 473–503 (ISBN 978-0-471-74584-6), « Dissociative Disorders »
  9. ^ Dissociative Identity Disorder, su Merck.com, 2010
  10. ^ Spiegel, D.; Loewenstein, R. J.; Lewis-Fernández, R.; Sar, V.; Simeon, D.; Vermetten, E.; Cardeña, E.; Dell, P. F., « Dissociative disorders in DSM-5 »
  11. ^ Maldonado, JR, Spiegel D, The American Psychiatric Publishing textbook of psychiatry, Washington, DC, 5e, 2008, p. 681–710 (ISBN 9781585622573), « Dissociative disorders — Dissociative identity disorder (Multiple personality disorder) »
  12. ^ Pearson, M.L., Childhood trauma, adult trauma, and dissociation, vol. 10, 1997, p. 58–62
  13. ^ Dissociative Identity Disorder, su Merck.com, 2010
  14. ^ Dissociative Identity Disorder, su Merck.com, 2010
  15. ^ Kluft RP, « Current Issues in Dissociative Identity Disorder », Bridging Eastern and Western Psychiatry, vol. 1, no 1, 2003, p. 71–87
  16. ^ Association américaine de psychiatrie, Manuel diagnostique et statistique des troubles mentaux (DSM-IV TR (Text Revision)), Arlington, VA, États-Unis, American Psychiatric Publishing, Inc., juin 2000 (ISBN 978-0890420249, DOI 10.1176/appi.books.9780890423349), p. 943

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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