Disturbo d'ansia generalizzato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Avvertenza
Le informazioni riportate hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà garanzia di validità dei contenuti: leggi le avvertenze.

Il disturbo d'ansia generalizzato, detto anche DAG o GAD, secondo la formula inglese, è una forma clinica dei disturbi d'ansia.

È un problema che interessa prevalentemente le donne (1,5:1), ed è stato stimata una prevalenza nel 3-5% della popolazione. Molto spesso sottovalutato, non solo dai pazienti ma anche dai medici, può - ma solo ed esclusivamente in casi del tutto estremi - anche comportare un aumento del rischio di suicidio.

Come implica il nome, l'ansia che caratterizza il disturbo non è concentrata o elicitata da un particolare oggetto o situazione (ovvero, è aspecifica). Nel commentare le sue difficoltà il paziente è di solito assai preciso e appropriato nel riconoscere per primo la discrepanza tra dimensione reale delle difficoltà da affrontare e quota d'ansia che queste evocano, ma non riesce a fare a meno di preoccuparsi.
Il disturbo è cronico: di solito si presenta in età precoce, tanto che il paziente riferisce di essere ansioso "da sempre".

I sintomi caratteristici sono quelli degli stati d'allarme, contraddistinti da una condizione psichica di generale attesa apprensiva, e da numerosi segni e sintomi fisici di attivazione vegetativa (hyperarousal): si può presentare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia, difficoltà a concentrarsi, tensione muscolare, irrequietezza. Oltre a questi sintomi, prettamente "fisici" se ne possono accompagnare di cognitivi quali ad esempio: sensazione di testa vuota, derealizzazione e depersonalizzazione.

Possono esservi associati disturbi del sonno, come interruzioni o risvegli precoci; a volte i soggetti affetti si svegliano a metà della notte e rimangono in uno stato di tensione, riuscendo con difficoltà a riprendere il sonno.

La terapia è eminentemente psicoterapica.

Il trattamento migliore prevede l'associazione di psicoterapia e farmacoterapia. L'uso di molecole psicotrope (terapia farmacologica), quali le benzodiazepine, deve essere gestito direttamente da un medico o da uno psichiatra, perché può generare uno stato di tolleranza-abuso.

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina