District 9

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District 9
District 9.jpg
La nave aliena
Titolo originale District 9
Lingua originale Inglese, afrikaans
Paese di produzione USA, Nuova Zelanda, Canada, Sudafrica
Anno 2009
Durata 112 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza, azione, thriller, drammatico
Regia Neill Blomkamp
Sceneggiatura Neill Blomkamp, Terri Tatchell
Produttore Peter Jackson, Carolynne Cunningham
Produttore esecutivo Bill Block, Ken Kamins
Casa di produzione Key Creatives, QED International, WingNut Films
Distribuzione (Italia) Sony Pictures
Fotografia Trent Opaloch
Montaggio Julian Clarke
Effetti speciali Image Engine Design, Weta Workshop
Musiche Clinton Shorter
Scenografia Philip Ivey
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

District 9 è un film del 2009 diretto da Neill Blomkamp, co-sceneggiato in collaborazione con Terri Tatchell e prodotto da Peter Jackson.

La pellicola è basata sul cortometraggio Alive in Joburg, diretto dallo stesso Blomkamp nel 2005, e tratta in un contesto fantascientifico argomenti quali la xenofobia e la segregazione razziale, applicati dagli umani ad una popolazione di profughi alieni. Il titolo è ispirato da fatti storici avvenuti in Sudafrica durante l'apartheid in un'area residenziale di Città del Capo denominata District Six. Il personaggio di Wikus Van De Merwe rimanda a sua volta all'astronauta Caroon del film di fantascienza L'astronave atomica del dottor Quatermass del 1955, che subisce una analoga contaminazione genetica da parte di una forma di vita extraterrestre, che a partire dal braccio lo condurrà ad una mostruosa metamorfosi.

Prodotto con un budget di 30 milioni di dollari e accompagnato da una campagna virale, il film si presenta con un approccio documentaristico, con riprese simili ad interviste, approfondimenti giornalistici e video di telecamere di sorveglianza.

Il 2 febbraio 2010 il film ha ottenuto quattro candidature ai Premi Oscar, tra cui miglior film.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sudafrica, anno 1982. Un'enorme nave spaziale aliena si staglia nei cieli di Johannesburg, dove rimane per settimane, immobile, senza dare segni di vita. Verosimilmente, l'astronave aliena non è in grado di ripartire, a seguito di ciò gli uomini del governo sudafricano, snervati dall'attesa, incaricano una squadra d'esplorazione di andare ad ispezionare il relitto in cerca di risposte. All'interno della nave viene rinvenuta una colonia di esseri artropoidi allo sbando, sporchi, spossati e denutriti che vengono condotti in salvo sulla terraferma. Col passare del tempo la convivenza tra esseri umani e alieni si fa sempre più difficile. Gli alieni, incompresi e malvisti dalla popolazione locale, vengono isolati in un campo profughi denominato "Distretto 9", dove rimarranno segregati in regime di apartheid per i successivi vent'anni.

Gli alieni vengono denominati formalmente "non-umani", mentre sono chiamati colloquialmente, e in modo dispregiativo "Gamberoni". In originale, il termine è prawns, soprannome di un grosso insetto tipico dei sobborghi di Johannesburg, considerato infestante, così chiamato perché somiglia ai gamberi. L'insetto è stato oggetto di numerose leggende urbane, per le strane e improvvise modalità di comparsa, nel 1960, e per la sua etologia, a cui si ispirano moltissimi parallelismi nel film. Gli alieni vengono controllati dalla Multi-National United (MNU), che studia il modo di sfruttarne l'avanzata tecnologia bellica, inutilizzabile dagli umani poiché ad attivazione specie-specifica.

Dopo varie contestazioni degli abitanti di Johannesburg per via delle continue rivolte degli esseri alieni, che non accettano di essere rinchiusi nello spazio a loro riservato, il governo sudafricano decide di spostarli in una zona franca a 240 km dalla metropoli. Per questo compito viene nominato capo squadra Wikus Van De Merwe, genero del capo della MNU. Ragazzo per bene, ma sciocco ed ingenuo, in un ruolo chiave solo per la parentela di sua moglie coi vertici della multinazionale, Wikus, preoccupato più dai formalismi legali dell'operazione e insensibile nei confronti degli extraterrestri all'inizio li contatta in modo formalmente pacifico, anche se in maniera piuttosto rozza. Durante le prime fasi dello sgombero arriverà a dare alle fiamme, con superficiale noncuranza, una incubatrice aliena piena di uova.

Le operazioni si svolgono tra un tentativo apparente di salvaguardare i diritti degli alieni ed evitare violazioni, ed una evacuazione forzata da parte di personale militarizzato, pesantemente armato e aggressivo.

Durante la perquisizione all'interno di una delle capanne, Wikus trova un cilindro metallico contenente un liquido che accidentalmente gli schizza negli occhi, provocandogli l'insorgere di violente nausee ed epistassi di sangue nero. Giunto in ospedale per accertamenti, i sintomi sono identificati come manifestazioni iniziali di una mutazione genetica nel DNA di Wikus, dovuta ad un'infezione di geni alieni. Wikus è subito prelevato a forza e sottoposto ad una serie di esami invasivi da parte degli scienziati dell'MNU, che hanno in programma la dissezione anatomica di Wikus per prelevarne i tessuti e utilizzarli a fini bellici. L'uomo decide allora di fuggire e di rifugiarsi all'interno del Distretto 9. I soldati dell'MNU gli danno la caccia, e viene diffusa la falsa notizia che Wikus ha avuto rapporti sessuali con un alieno, solo allo scopo di farlo identificare dalle persone e catturarlo.

All'interno dello slum Wikus conosce meglio l'alieno Christopher Johnson e il suo figlioletto (già incontrati nelle precedenti perquisizioni), che collaboreranno con lui alla riconquista del liquido trovato dal protagonista. Christopher nasconde sotto la sua baracca il modulo di comando della nave aliena, che è riuscito a riparare in vent'anni di paziente lavoro. Il liquido serve a Christopher per far ripartire il modulo per tornare a casa. L'alieno promette a Wikus che, una volta tornato sulla nave madre, lo aiuterà a tornare umano. Si introducono quindi nella sede del MNU, nei cui laboratori sotterranei è custodito il cilindro, grazie alle armi aliene che anche Wikus può usare, ma le forze soverchianti degli avversari quasi gli impediscono la fuga col bottino.

Lo sconforto e la disperazione crescono quando Christopher, dopo aver scoperto il corpo senza vita di un suo simile ucciso dagli esperimenti in un laboratorio MNU, decide di tornare immediatamente sul suo pianeta per richiedere rinforzi nel tentativo di salvare i suoi simili, ritardando di tre anni la cura, tanto da portare Wikus a sabotare i piani del collaboratore alieno tentando una fuga sulla navetta spaziale che questo teneva nascosta nella cantina della sua abitazione. Purtroppo la fuga fallisce miseramente e gli umani riescono quasi a distruggere la navetta.

Intanto Wikus continua la lotta contro gli umani: ad aggiungersi ci sono i nigeriani che gestiscono il mercato illecito delle armi aliene e di cibo per gatti (di cui gli alieni vanno ghiotti). Il capo dei nigeriani vuole catturare Wikus per poter mangiare il suo braccio mutato geneticamente, convinto di ricevere così la forza e i poteri alieni.

La retata dell'esercito nel Distretto 9 comporta la cattura sia di Wikus che di Christopher ma il figlio di Christopher, rimasto sulla navetta spaziale, attiva i dispositivi alieni riuscendo così a liberare entrambi: Wikus alla guida di un esoscheletro aiuta Christopher ad avvicinarsi alla navetta proteggendolo dai militari. Wikus capisce che i militari sono troppi e che stanno per sopraffarli, decide infine di restare per permettere a Christopher di scappare insieme a suo figlio. Christopher comunque riluttante nel fatto di abbandonarlo, prima di scappare con la navetta glì promette che sarebbe tornato a prenderlo entro tre anni. Accompagnata dalle urla di felicità degli umani, la nave madre abbandona l'atmosfera terrestre lasciando però a terra Wikus felice di aver aiutato il suo amico non umano nella speranza di rivederlo dopo tre anni.

Diversi mesi dopo, di Wikus non si hanno più notizie: l'unica traccia è nelle mani della moglie Tania. La donna osserva una rosa realizzata con pezzi di rifiuti e trovata davanti casa, ed è sicura che si tratti di un regalo di suo marito. Il film finisce con l'immagine di un alieno in mezzo a un campo che costruisce un fiorellino con alcuni rifiuti: si intuisce che sia proprio Wikus, la cui mutazione genetica è completata.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Durante la produzione di King Kong (2005), Peter Jackson ebbe modo di lavorare con Mary Parent della Universal, che gli segnalò il giovane regista Neill Blomkamp, a cui affidò per quattro mesi lo studio di un adattamento cinematografico del videogioco Halo[1]. Quando questo progetto venne accantonato, Jackson decise di sviluppare una pellicola per Blomkamp tratta da un cortometraggio di 6 minuti di quest'ultimo, Alive in Joburg. Recatosi in Sudafrica con Sharlto Copley, girò alcuni test che, assieme allo script ed altre bozze, vennero presentati per ricercare finanziamenti da parte della QED International; alla fine, i diritti furono acquistati dalla Sony Pictures[1].

Le riprese del film hanno avuto luogo a Johannesburg, in Sudafrica, la post-produzione è stata realizzata in Nuova Zelanda, e gli effetti speciali sono stati curati dalla Weta Workshop e dall'Image Engine di Vancouver[1].

Campagna virale[modifica | modifica sorgente]

Locandina promozionale.

Attorno al film è stato realizzato uno specifico marketing virale. Il sito ufficiale, D-9, è apparentemente gestito dalla Multi-National United, la stessa compagnia del film. La prima volta che vi si entra si hanno due possibili scelte, umana/non umana. Inoltre è stato aperto un blog, in cui tramite un avvocato si cerca di dare pari diritti ai "Non Umani", sostenendo che la Multi-National United opprime la loro razza.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

La pellicola è uscita nelle sale statunitensi il 17 agosto 2009, incassando 37 milioni di dollari in due giorni, e arrivando a 100 milioni il 7 settembre. L'incasso USA in totale è di circa 114.422.000.[2].

Nelle sale italiane la pellicola è uscita il 25 settembre 2009, e ha incassato circa 1.909.000 euro.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

* 2010 - Premio Oscar

Polemiche[modifica | modifica sorgente]

Dora Akunyili, ministro dell'informazione nigeriano, ha chiesto pubblicamente ai cinema di Abuja, la capitale dello Stato, di non proiettare la pellicola, e ha preteso scuse formali da parte della Sony; il film danneggerebbe l'immagine della Nigeria, mostrando la popolazione come criminale, con cannibali e prostitute, e gettando discredito sull'ex presidente Olusegun Obasanjo, poiché nel film vi è un gangster chiamato in nome simile, Obesandjo[3].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ha ricevuto ottima accoglienza in Italia, sia per i temi sociali che affronta sia per la maniera in cui è stato girato.

« [...] Blomkamp (e l'entourage che con lui ha realizzato il film, quindi anche il produttore Peter Jackson) mostra di aver compreso fino in fondo che percorso abbia compiuto il cinema in questi anni e dove stia andando. District 9 fonde un finto documentario, riprese con camera a mano e frenetici cambi di ritmo come si trattasse di un combat film, allinea sequenze che mischiano senza una logica extra-filmica inquadrature tradizionali con punti di vista di videocamere a circuito chiuso o amatoriali fino a giungere ad uno stile che non si cura di dare una gerarchia tra le forme di produzione audiovisive [...] In District 9 questo modo di vedere e far vedere le cose diventa stile e al tempo stesso accettazione del fatto che la macchina da presa classica non è più al centro del linguaggio audiovisivo.[4] »

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Visti gli ottimi incassi che il film ha ottenuto negli Stati Uniti e nel resto del mondo, il regista Neill Blomkamp non ha mai escluso la possibilità che in futuro ne possa essere realizzato un sequel. Sharlto Copley ha affermato che sarebbe probabilmente uscito nel 2012,[5] ma non è successo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Patrick Lee, Peter Jackson on why District 9 breaks the sci-fi mold in scifiwire.com, 29 luglio 2009. URL consultato il 18 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2009).
  2. ^ Alessandro Murè, Un sequel per District 9? Perché no?, Corriere della Fantascienza, 25 luglio 2009. URL consultato il 18 aprile 2014.
  3. ^ (EN) Nigeria 'offended' by sci-fi film in BBC News, 19 luglio 2009. URL consultato il 18 aprile 2014.
  4. ^ Gabriele Niola, Recensione District 9 ****½, MYmovies. URL consultato il 18 aprile 2014.
  5. ^ Alberto Priora, Sharlto Copley: fra due anni District 10, Corriere della Fantascienza, 25 luglio 2009. URL consultato il 18 aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]