Distanza iperfocale

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La distanza iperfocale o semplicemente l'iperfocale, è la distanza oltre la quale tutti gli oggetti possono essere messi a fuoco in modo accettabile contemporaneamente.

Due sono le definizioni comunemente utilizzate

Definizione 1: La distanza iperfocale è la distanza più ravvicinata alla quale una lente può mettere a fuoco mantenendo accettabilmente nitidi gli oggetti all'infinito, Quando la lente mette a fuoco a questa distanza, tutti gli oggetti che si trovano a una distanza che va da metà della distanza iperfocale fino all'infinito saranno accettabilmente nitidi. È la distanza che permette la maggior profondità di campo, in relazione all'apertura del diaframma e alla focale dell'Obiettivo (lunghezza focale).

Definizione 2: La distanza iperfocale è la distanza oltre la quale tutti gli oggetti sono accettabilmente nitidi (limite anteriore di profondità di campo), quando un obiettivo è messo a fuoco all'infinito e chiuso ad un determinato valore di diaframma.

La distanza iperfocale è in relazione con la lunghezza focale dell'obiettivo e all'apertura del diaframma, in base alla formula:

H=\frac{f^2}{Nc}

dove H è la distanza iperfocale misurata in millimetri, f la lunghezza focale, N il rapporto focale di apertura (diaframma), c la misura del circolo di confusione.

In quasi tutti gli obiettivi (soprattutto quelli a fuoco manuale) è presente sul barilotto una scala simmetrica con i valori di diaframma, utile per posizionare la messa a fuoco ideale (l'iperfocale) e includere nella profondità di campo dell'immagine ciò che più ci interessa.

Tra i fotografi che hanno reso "celebre" la tecnica della distanza iperfocale si ricorda Ansel Adams (il quale ha contribuito anche alla tecnica di esposizione a zone e ad altre interessanti funzioni legate alla fotografia).

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