Distacco intempestivo di placenta

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Distacco intempestivo di placenta
Blausen 0737 PlacentalAbruption.png
Distacco intempestivo di placenta, schema.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 641.2
ICD-10 (EN) O45.0
Sinonimi
Abruptio placentae

Il distacco intempestivo di placenta o abruptio placentae è una complicanza della gravidanza causata dal distacco parziale o completo della placenta dall'utero prima dell'espletamento del parto.[1] Tale evento è considerato una emergenza medica in quanto può condurre ad emorragia materna massiva e a diversi gradi di sofferenza fetale.[2]

Normalmente la placenta viene espulsa durante il secondamento, periodo del parto che segue, solitamente dopo 10-15 minuti, l'espulsione del feto. La condizione necessaria affinché il distacco venga definito intempestivo è che il parto non sia stato ancora espletato; il distacco intempestivo può avvenire sia poco prima del travaglio di parto (in questo caso viene definito come distacco prematuro) o durante il travaglio (definito distacco precoce).

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il distacco di placenta si verifica in circa 0,5-1 casi ogni 200 gravidanze.[1] Nella maggioranza dei casi si verifica un distacco parziale.

Eziologia e patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono numerosi fattori e/o condizioni predisponenti al distacco intempestivo di placenta anche se talora non è possibile riconoscere una causa scatenante. Tra i fattori e le condizioni di rischio predisponenti si riconoscono:

Tali patologie materne o del complesso funicolo-placentare si traducono in alterazioni macroscopiche o microscopiche della placenta, in particolare dei villi ancoranti, con possibile distacco del disco corionico/trofoblastico dalla decidua basale. A tale evento consegue lo stravaso emorragico nello spazio in cui la decidua si è separata dai villi coriali, con formazione di un ematoma retro placentare che perpetua e peggiora lo scollamento. Lo stravaso emorragico può rimanere confinato allo spazio retro placentare provocando ipoperfusione fetale e/o debordare verso il segmento uterino inferiore, scollando parzialmente o totalmente la placenta fino a provocare una con grave metrorragia. In caso di placenta previa, il distacco di placenta provoca invariabilmente metrorragia.

Profilo clinico[modifica | modifica wikitesto]

Il distacco intempestivo di placenta è, nelle prime fasi, asintomatico e talora, in casi lievi e limitati a piccole porzioni placentari, auto-risolutivo con il riposo. Nei casi in cui il distacco progredisca, la donna gravida può riferire sintomatologia algica sfumata diffusa a tutto l'addome o localizzata a livello dell'utero, con dolore ipogastrico o contrazioni continue; in presenza di tale sintomatologia, perdite vaginali ematiche devo far sempre sospettare un distacco di placenta. Se non trattato tempestivamente, il distacco di placenta può provocare anemizzazione, apoplessia utero-placentare, shock emorragico, sofferenza fetale, morte fetale, morte materna.

Immagine ecografica che dimostra la presenza di un distacco intempestivo di placenta.

Profilo diagnostico[modifica | modifica wikitesto]

Nel sospetto di distacco placentare, gli esami di primo livello sono:

  • Visita ostetrica per valutare rapidamente l'entità di un sanguinamento riferito
  • Ecografia. Quest'ultima metodica tuttavia può non essere sufficiente nei casi in cui l'emorragia sia modesta o, in particolare nei casi di placenta posteriore, sia mascherata dal volume fetale. In questi casi, in presenza obiettivabile di sanguinamento e/o di tracciato cardiotocografico non rassicurante, può rendersi necessario l'esecuzione di un taglio cesareo di urgenza. La diagnosi certa può essere posta solo in seguito alla valutazione intra-operatoria o in evidenza ecografica di emorragia organizzata retro-placentare.
  • Cardiotocografia per la valutazione benessere fetale

Nei casi dubbi, è possibile eseguire una risonanza magnetica, considerando tuttavia la necessità di un intervento tempestivo.[11]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base della presentazione clinica, si distinguono 4 classi di distacco di placenta

  • Classe 0: asintomatico. La diagnosi è posta ecograficamente durante un controllo ultrasonografico. Si può visualizzare un coagulo retroplacentare organizzato o un'area placentare depressa.
  • Classe 1: lieve. Caratterizzato da:
    • Assente sanguinamento uterino o tracce
    • Utero lievemente dolente
    • Pressione arteriosa e frequenza cardiaca materna nella norma
    • Assenza di coagulopatia materna
    • Tracciato cardiotocografico reattivo
  • Clases 2: moderato. Caratterizzato da:
    • Assente o modesto sanguinamento uterino
    • Utero dolente con possibili contrazioni parossistiche continue
    • Tachicardia materna e/o ipotensione ortostatica
    • Tracciato cardiotocografico non rassicurante
    • Ipofibrinogenemia
  • Classe 3: grave. Caratterizzato da:
    • Sanguinamento uterino da assente a massivo
    • Contrazioni uterine parossistiche, continue e dolorose
    • Shock emorragico materno
    • Ipofibrinogenemia
    • Coagulopatia
    • Sofferenza o morte fetale

Prevenzione e trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Al fine di diminuire il rischio di distacco di placenta, tutte le donne dovrebbero essere spronate ad evitare il fumo di tabacco, il consumo di droghe e le attività fisiche a rischio. Risulta inoltre fondamentale correggere un eventuale diabete gestazione, una pre-eclampsia o l'ipertensione gravidica. Monitoraggi ecografici seriati nelle donne gravide a rischio può essere utile per riconoscere distacchi di placenta parziali e/o asintomatici. Nei casi in cui si dimostri un distacco placentare pericoloso per madre o feto, la strategia terapeutica cambia in base all'epoca gestazionale. Tra la 37° e la 42° settimana di amenorrea, qualora le condizioni materne siano instabili o sia manifesta una sofferenza fetale, è necessario procedere con un taglio cesareo e con il supporto emodinamico. In caso di emorragia che perduri dopo l'espletamento, può essere necessaria la somministrazione di metisergide, carbetocina e/o sulprostone o, nei casi di emorragia inarrestabile, si ricorre a manovre operative tipo la sutura di B-Lynch o la legatura arteriosa selettiva. Raramente, si rende necessaria l'isterectomia. Un distacco di placenta che insorga tra la 22° e la 37° settimana di amenorrea richiede invece una maggiore cautela a causa del possibile sviluppo di malattia da membrane ialine polmonari nel neonato; in questi casi è necessario monitorare il benessere fetale e materno continuamente, indurre preventivamente la maturità polmonare e, quando non possibile ritardare, procedere con un parto cesareo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [edited by] F. Gary Cunningham, Kenneth J. Leveno, Steven L. Bloom, Catherine Y. Spong, Jodi S. Dashe, Barbara L. Hoffman, Brian M. Casey, Jeanne S. Sheffield, Williams obstetrics, 24th edition., 2014, ISBN 978-0-07-179893-8.
  2. ^ Rie Usui, Shigeki Matsubara, Akihide Ohkuchi, Tomoyuki Kuwata, Takashi Watanabe, Akio Izumi e Mitsuaki Suzuki, Fetal heart rate pattern reflecting the severity of placental abruption in Archives of Gynecology and Obstetrics, vol. 277, nº 3, 2007, pp. 249–53, DOI:10.1007/s00404-007-0471-9, PMID 17896112.
  3. ^ a b c d e Placenta and Placental Problems | Doctor, Patient.co.uk, 18 marzo 2011. URL consultato l'8 dicembre 2014.
  4. ^ a b c d V Ananth, Placental abruption in the United States, 1979 through 2001: Temporal trends and potential determinants in American Journal of Obstetrics and Gynecology, vol. 192, nº 1, 2005, p. 191–198.
  5. ^ CV Ananth, DA Savitz e MA Williams, Placental abruption and its association with hypertension and prolonged rupture of membranes: a methodologic review and meta-analysis. in Obstetrics and gynecology, vol. 88, nº 2, August 1996, pp. 309-18, PMID 8692522.
  6. ^ C Ananth, Incidence of placental abruption in relation to cigarette smoking and hypertensive disorders during pregnancy: A meta-analysis of observational studies in Obstetrics & Gynecology, vol. 93, nº 4, 1999, p. 622, DOI:10.1016/S0029-7844(98)00408-6.
  7. ^ a b CV Ananth, DA Savitz e MA Williams, Placental abruption and its association with hypertension and prolonged rupture of membranes: a methodologic review and meta-analysis. in Obstetrics and gynecology, vol. 88, nº 2, August 1996, pp. 309-18, PMID 8692522.
  8. ^ M Klar e KB Michels, Cesarean section and placental disorders in subsequent pregnancies--a meta-analysis. in Journal of perinatal medicine, vol. 42, nº 5, September 2014, pp. 571-83, PMID 24566357.
  9. ^ D Flowers, JF Clark e LS Westney, Cocaine intoxication associated with abruptio placentae in Journal of the National Medical Association, vol. 83, nº 3, 1991, pp. 230–2, PMC 2627035, PMID 2038082.
  10. ^ AM Cressman, A Natekar, E Kim, G Koren e P Bozzo, Cocaine abuse during pregnancy. in Journal of obstetrics and gynaecology Canada : JOGC = Journal d'obstetrique et gynecologie du Canada : JOGC, vol. 36, nº 7, July 2014, pp. 628-31, PMID 25184982.
  11. ^ G Masselli, R Brunelli, M Di Tola, M Anceschi e G Gualdi, MR imaging in the evaluation of placental abruption: correlation with sonographic findings. in Radiology, vol. 259, nº 1, April 2011, pp. 222-30, PMID 21330568.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pescetto, Luigi De Cecco, Domenico Pecorari, Nicola Ragni, Ginecologia e ostetricia, Roma, Società editrice universo, 2009, ISBN 978-88-89548-93-6.
  • Gian Carlo Di Renzo, Trattato di ginecologia e ostetricia, Roma, Verduci Editore, 2009, ISBN 978-88-7620-812-6.
  • Minna Tikkanen, Mika Gissler, Marjo Metsäranta, Tiina Luukkaala, Vilho Hiilesmaa, Sture Andersson, Olavi Ylikorkala, Jorma Paavonen e Mika Nuutila, Maternal deaths in Finland: Focus on placental abruption in Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, vol. 88, nº 10, 2009, pp. 1124–7, DOI:10.1080/00016340903214940, PMID 19707898.
  • M Tikkanen, Placental abruption: epidemiology, risk factors and consequences. in Acta obstetricia et gynecologica Scandinavica, vol. 90, nº 2, February 2011, pp. 140-9, PMID 21241259.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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