Disordini in Grecia del 2008

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Scontri tra rivoltosi e forze dell'ordine durante i giorni della protesta.

Nel dicembre del 2008 la Grecia è sopraffatta da violente proteste che coinvolgono la società civile e le istituzioni politiche. La rivolta nasce in seguito all'omicidio di Alexandros Andréas Grigoropoulos, un giovane studente di 15 anni, da parte di un poliziotto durante un pattugliamento notturno nel quartiere universitario di Exarchia ad Atene. L'evento è seguito da massicci atti vandalici, che hanno causato enormi danni ad edifici privati pubblici e a cose, durati più di tre settimane. Il poliziotto, colpevole di omicidio volontario (secondo la legge greca), è stato condannato all'ergastolo, il suo complice a dieci anni di reclusione.

L'omicidio di Alexandros Grigoropoulos[modifica | modifica sorgente]

Intorno alle ore 21 del 6 dicembre un poliziotto spara a uno studente di quindici anni, Alexandros Andréas Grigoropoulos, uccidendolo. Le dichiarazioni iniziali della polizia cercano di attribuire l'assassinio alla dinamica delle operazioni di ordine pubblico: secondo le forze dell'ordine, nel tentativo di fermare una situazione di violenza un poliziotto spara alcuni colpi e uno di questi raggiunge il petto del ragazzo che muore prima dell'arrivo dell'ambulanza.[1] Un video reso pubblico il giorno seguente[2][3] mostra che l'omicidio non è avvenuto nel corso di scontri, che il giovane ucciso non stava prendendo parte ad alcuna rivolta e che gli assassini hanno sparato intenzionalmente e senza apparente motivo come riportato in molte testimonianze dirette[4]. Secondo le dichiarazioni degli amici e dei familiari il giovane studente si stava recando ad una festa presso degli amici.

Mappa con i luoghi degli scontri.

Gli scontri[modifica | modifica sorgente]

I resti di una barricata usata durante gli scontri composta da cassonetti. Nell'immagine è visibile anche la situazione del quartiere dopo gli scontri

Durante i primi tre giorni di scontri, gli edifici dell'università di Atene hanno subito danni e il rettore dell'ateneo, Christos Kittas, ha annunciato le proprie dimissioni il 9 dicembre.[5]

I danni complessivi[modifica | modifica sorgente]

Il primo ministro greco ha enunciato l'8 dicembre che i danni recepiti in tale ammontano a 100 milioni di euro, e che gli esercizi commerciali colpiti dagli scontri saranno risarciti.

Conseguenze politiche[modifica | modifica sorgente]

Epaminondas Korkoneas, un poliziotto trentasettenne, è stato sospeso e arrestato per l’omicidio premeditato dello studente. Un suo collega trentunenne, Vassilis Saraliotis, è stato sospeso e accusato di complicità nell’omicidio. Il primo ministro greco Kostas Karamanlis ha inviato una lettera di condoglianze alla famiglia dello studente assassinato, nella quale si impegna ad evitare il ripetersi di tali tragedie. In una trasmissione indirizzata a tutta la nazione ha auspicato la cessazione delle rivolte popolari e ha dichiarato di aver ordinato al ministro delle finanze una rapida compensazione ai proprietari degli edifici danneggiati nel corso delle rivolte. Il presidente greco Karolos Papoulias ha inviato un telegramma di condoglianze alla famiglia del giovane assassinato. Il ministro degli interni Prokopis Pavlopoulos ha espresso profondo rincrescimento per la morte del giovane. Anche la polizia ha espresso le sue scuse.

Le proteste in Europa[modifica | modifica sorgente]

Dinanzi al consolato greco sito a Torino in Corso Galileo Ferraris, sono stati scritti durante la notte dell'8 dicembre due messaggi con bombolette spray, "assassini" e "Andreas vive nelle lotte"[5]. La stessa notte, a Londra, alcuni anarchici in segno di protesta hanno tentato di assaltare il consolato greco, e dopo essere stati bloccati dalle forze dell'ordine, hanno bruciato una bandiera greca in Holland Park.[6]

A Berlino, per circa otto ore è stato occupato il consolato greco e sostituita la bandiera greca con un manifesto bianco recante la scritta "Assassini di stato"; al termine dell'occupazione i manifestanti non sono stati arrestati ma tenuti sotto stretta sorveglianza.[7]

In Italia in occasione dello sciopero universitario del 12 dicembre in più capoluoghi gli studenti occupano i consolati greci in solidarietà al movimento ellenico.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riots continue across Greece after teen killed by police, CNN, 7 dicembre 2008. URL consultato l'8 dicembre 2008.
  2. ^ http://www.megatv.com/summaries.asp?catid=14539&subid=2&tag=11465&pubid=1050732 MEGA Channel, Νέες μαρτυρίες
  3. ^ «Τον είδαμε να ρίχνει εν ψυχρώ»
  4. ^ Corriere della Sera «Ho visto l'agente che prendeva la mira», il canale tv Mega ha diffuso i racconti di sei testimoni presenti sul luogo del delitto
  5. ^ a b Grecia, ancora alta la tensione. Appello per condannare gli scontri, L'Unione sarda, 9 dicembre 2008. URL consultato il 9 dicembre 2008.
  6. ^ Gang Storms London Embassy, Sky News, 8 dicembre 2008. URL consultato l'8 dicembre 2008.
  7. ^ Terzo giorno di scontri in Grecia. Nuova battaglia a Salonicco tra studenti e polizia, RaiNews24, 8 dicembre 2008. URL consultato il 9 dicembre 2008.
  8. ^ La Repubblica Studenti occupano consolati greci a Padova 'sigillato' ufficio della Cisl

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]