Disordini di New York

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Una descrizione dei disordini pubblicata in un giornale dell'epoca.

I disordini di New York occorsero dall'11 al 16 luglio 1863 per via della legge sulla coscrizione approvata dal Congresso degli Stati Uniti d'America in quei giorni. Gli scontri esplosero a causa della coscrizione ma furono mossi da un generale malcontento sociale che serpeggiava nella comunità statunitense per via della guerra civile in corso.

Fu la più grande insurrezione civile della storia degli Stati Uniti dell'epoca a parte la guerra civile stessa in atto.[1]

Per reprimere l'ondata di violenza dilagante, il presidente Abraham Lincoln inviò diverse truppe di volontari e reggimenti di milizie armate nella città. I numerosi arresti che seguirono portarono a scoprire, nonostante fosse scontato, che la maggior parte dei manifestanti era di origine irlandese e apparteneva a classi sociali basse, secondo quanto riportato da Adrian Cook nelle liste di nomi compilate per il suo Armies of the Streets.

Gli scontri inizialmente praticati come protesta alla coscrizione, si trasformarono velocemente in episodi di linciaggio e uccisione di immigrati, specialmente afroamericani. Le condizioni della metropoli arrivarono a essere tali, che John E. Lana, il generale incaricato di riportare l'ordine in città, arrivò ad affermare[2]:

(EN)
« Martial law ought to be proclaimed, but I have not a sufficient force to enforce it. »
(IT)
« Dovrebbe essere proclamata la legge marziale, ma non avrei forza a sufficienza per farla rispettare. »

Cause[modifica | modifica wikitesto]

I motivi che spinsero le persone a manifestare in maniera violenta il loro scontento che il fatto che la legge sulla coscrizione consentiva alle classi agiate e benestanti di sottrarsi alla leva obbligatoria pagando un versamento di 300$, mentre i poveri dovevano obbligatoriamente prestare servizio all'esercito.

Scontri[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione del 1º agosto 1863 degli scontri tra civili e milizie armate.

Vittime e danni[modifica | modifica wikitesto]

Il numero esatto delle vittime dei disordini è sconosciuto, ma secondo lo storico James McPherson potrebbero esserci stati 120 morti e 2000 feriti tra i civili, aggiungendo più di un milione e mezzo di dollari di danni procurati agli immobili.[3][4] [5]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Furono anche la dimostrazione dell'impraticibilità della leva di massa nel Nord degli Stati Uniti, e il fatto che secondo molti la differenza demografica tra Nord e Sud rendeva scontata la vittoria dei primi non era in realtà così semplicistica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Foner, E. (1988). Reconstruction America's unfinished revolution, 1863-1877. The New American Nation series. Page 32. New York: Harper & Row.
  2. ^ Maj. Gen. John E. Wool Official Reports (OR) for the New York Draft Riots in Shotgun's Home of the American Civil War. URL consultato il 16 agosto 2006.
  3. ^ McPherson, James M Ordeal by Fire: The Civil War and Reconstruction 399
  4. ^ Asbury, p. 169
  5. ^ Samuel Eliot Morison, The Oxford History of the American People: Volume Two: 1789 Through Reconstruction, Signet, 1972, p. 451, ISBN 0-451-62254-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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