Discussione:Posta elettronica certificata

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Da CNIPA a DigitPA[modifica | modifica sorgente]

Dunque avrei cambiato il nome del responsabile certificatore da CNIPA a DigitPA perché in effetti non esiste più il CNIPA, spero di non aver fatto qualche errore di netiquette... Acredine

Perche' non inserire il PGP come sistema di protezioni delle email[modifica | modifica sorgente]

[1]

Rimosso collegamento alla voce inglese[modifica | modifica sorgente]

Ho eliminato il collegamento a http://en.wikipedia.org/wiki/Certified_e-mail perchè si tratta di due cose completamente diverse (leggere la pagina per conferma). --Lupo (msg) 20:14, 4 mar 2009 (CET)

Dubbi e perplessità[modifica | modifica sorgente]

Vorrei sapere se esiste qualcuno di wikipedia che legge le voci con un minimo di cognizione di causa. Ogni intervento viene accettato, anche quelli che indicano informazioni completamente sbagliate e link a siti di blog e cose del genere. Mah, dov'è la serietà di un sito web al quale accedono milioni di persone?

Il capitolo "svantaggi della PEC" è palesemente un punto di vista, così come altri punti scritti da detrattori della PEC stessa. Ho provato in passato a dare la giusta dignità alla voce, ma visto che a wikipedia non interessa, non vedo perchè debba proseguire questa lotta impari. Commento non firmato inserito da 84.221.46.202

Direi che questo è il posto giusto per discutere sulla voce. Inserisci qui le tue osservazioni. Questa voce molto spesso è stata oggetto di contenuti POV, la pagina di discussione serve proprio per evitare continui rollback. --Abisys (msg) 18:05, 15 mar 2009 (CET)

Posso associarmi alle critiche? Questo articolo, oltre che pieno di punti di vista, è farcito di clamorosi errori tecnologici. Almeno quelli dovrebbero essere corretti di gran corsa!

Roberto


GUIDAPEC.IT Confermo: errori tecnici e falsità da correggere al più presto, non solo nella parte Svantaggi della PEC 1. Non è vero che "La PEC può aggiungere inoltre la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale". 2. Non è vero che "Certificazione degli allegati al messaggio" 3. Non è vero che "Obbligo da parte del gestore di archiviare tutti gli eventi associati ad invii e ricezioni di messaggi PEC": solo le conferme, ma non gli allegati e il contenuto del messaggio 4. Assolutamente falso: "fornisce piena prova [...], ma anche l'intero contenuto, protetto da una firma digitale basata su certificati attendibili e riportato - per esteso o per tramite dell'impronta crittografica - nelle ricevute." 5. Assolutamente falso: "La conservazione per 30 mesi delle ricevute includono anche l'intero messaggio e suoi eventuali allegati che sono in chiaro": i gestori sono tenuti a tenere SOLO i LOG di trasmissione, non contenuti o allegati, ed è per questo che non possono certificarne il contenuto... 6. Fuorviante: "vengono rilasciate tre ricevute", specifica a chi: al mittente vengono rilasciate due ricevute (accettazione e consegna) Nonché un trattamento superficiale di alcuni argomenti quali certificazione, firma digitale dello scrivente, firma digitale del gestore pec, che inducono il lettore in facili confusioni e ingannano con facili certezze. --Guidapec (msg) 15:02, 8 giu 2010 (CEST)

Svantaggi della PEC[modifica | modifica sorgente]

Mancata garantita interoperabilità[modifica | modifica sorgente]

Mancata garantita interoperabilità con le mail tradizionali in pratica chi invia una mail ad una casella PEC usando un indirizzo mail tradizionale non vedrà mai la sua mail raggiungere il destinatario e di molto negativo rispetto alla mail tradizionale c'è che il mittente non riceverà nemmeno la classica notifica da parte del server 'Impossibile inviare la mail, indirizzo irraggiungibile' ('Mail delivery failure'). Inoltre per molti servizi di PEC vale poi anche il viceversa cioè non si riesce ad inviare da una casella PEC una mail ad un indirizzo mail tradizionale e anche qui se lo si fa non si riceve dal server la notifica 'Impossibile inviare la mail...'.

Bene, tutto il periodo precedente non ha alcuna fondatezza. La PEC è pienamente interoperabile con la posta tradizionale sia in ingresso che in uscita. E' sufficiente avere una casella di PEC per rendersene conto.

Inoltre:

Ogni gestore in virtù della norma, in particolare http://www.cnipa.gov.it/site/_files/ci_Circolare%20Cnipa%20del%207%20dicembre%202006%20n%2051.pdf deve sottoporsi ad una serie di test d'interoperabilità, vedi link http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Serie%20di%20test%20(31.10.2007).pdf E' evidente che tra questi siano presenti anche prove di invio da e per caselle tradizionali Inoltre le regole tecniche prevedono l'inserimento dei messaggi provenienti dall'esterno in apposite buste, prima di essere consegnate alla mailbox del destinatario. Pertanto è evidente che le mail tradizionali vengono gestite senza problemi. Commento non firmato inserito da 84.220.129.228 paragrafi inseriti da Abisys (msg)

Si propone di eliminare questa porzione, inserendo quanto segue nel paragrafo "FUNZIONAMENTO":
Ogni gestore PEC nel rispetto della norma (http://www.cnipa.gov.it/site/_files/ci_Circolare%20Cnipa%20del%207%20dicembre%202006%20n%2051.pdf) deve sottoporsi ad una serie di test d'interoperabilità, espressamente individuati e disponibili sul sito ufficiale del CNIPA (http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Serie%20di%20test%20(31.10.2007).pdf ).
I test d'interoperabilità vengono eseguiti per valutare la correttezza tecnico/funzionale del servizio di PEC erogato dal gestore. Come indicato nella documentazione ufficiale (http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Serie%20di%20test%20(31.10.2007).pdf) sono presenti espliciti test per verificare l'invio e la ricezione con caselle di posta elettronica tradizionale. Si ricorda che le regole tecniche PEC, allegate al Decreto Ministeriale 2 novembre 2005 (http://www.cnipa.gov.it/site/_files/DECRETO%202%20novembre%202005.pdf), prevedono la gestione di messaggi di posta elettronica tradizionale, tanto che viene definita una apposita busta di trasporto atta a contenere e-mail provenienti da indirizzi di posta non PEC. Inoltre la ricevuta di accettazione, emanata all'atto dell'invio, evidenzia la tipologia di indirizzi di posta con apposite diciture (es. Posta Certificata - Posta non Certificata).
Chiaramente, l'eventuale destinatario non PEC, pur ricevendo correttamente il messaggio, non sarà in grado di generare gli avvisi di avvenuta/mancata consegna.Commento non firmato inserito da Billy 123 (msg) il 18/3/2009
Concordo. --Abisys (msg) 13:04, 18 mar 2009 (CET)

Caos delle leggi Italiane[modifica | modifica sorgente]

Il caos delle leggi Italiane che prima parlano di obbligatorietà per tutti poi fanno marcia indietro poi dicono nuovamente che è obbligatoria ed infine il 19/Gennaio/2009 [2]l'art 16 del DL 185/2008 ha subito delle modifiche rilevanti che non rendono più obbligatoria la PEC per cittadini, liberi professionisti e aziende se hanno a disposizione un analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. Si è dato ragione in sintesi a chi in nome della giusta neutralità tecnologica (libero mercato), da tempo sostiene che la normativa che vuole imporre il sistema di posta elettronica certificata [3]viola la legislazione comunitaria. Quindi il cittadino, il libero professionista, l'azienda potrebbero, comprando oggi un servizio di PEC che non è più obbligatorio, trovarsi un domani con un qualcosa in disuso o scomparso completamente, offuscato da altri sistemi di certificazione più avanzati e già presenti da anni a livello Europeo e mondiale per giunta forniti in forma gratuita.

Bene, pensate che in una enciclopedia trovereste mai il paragrafo precedente? Si tratta in modo evidente di un punto di vista Commento non firmato inserito da 84.220.129.228 paragrafi inseriti da Abisys (msg)

Sono d'accordo con quest'ultimo commento. Wikipedia deve esprimere sempre un punto di vista neutrale. Quel passaggio è addirittura polemico!

Infatti, qualcuno proceda alla cancellazione di questo paragrafo. E' un blog più che altro. Inoltre l'esposto all'UE è scaduto e non ha prodtto risultati. In altre parole non è stato considerato dall'UE. Qualcuno cancelli questo obrobrio. --88.49.249.60 (msg) 11:36, 21 lug 2010 (CEST)

Estrema burocratica[modifica | modifica sorgente]

L'estrema burocratica complessità tipica Italiana per certificare [4] la propria impresa per poter diventare un rivenditore di servizi di PEC rende il servizio di rivendita della PEC solo alla portata di poche imprese di grosse dimensioni e grossi fatturati escludendo di fatto dal mercato le piccole imprese di hosting. Questo porterebbe ad una devianza del libero mercato a favore di grosse imprese che in mancanza di concorrenza Italiana e nemmeno straniera (la PEC non esiste fuori dall'Italia) potrebbero rivendere la PEC facendo in futuro una politica dei prezzi da regime di quasi monopolio. E' bene inoltre ricordare che si tratta di uno standard solamente italiano e per adesso nessun altro paese nel mondo ha sentito l'esigenza di creare un equivalente. Tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna equivalenti[5] e gratuite sono già disponibili per le email tradizionali da diversi anni.


-giudizio soggettivo e non oggettivo -e' un'enciclopedia non un sito di critica, si fa divulgazione non si danno giudizi. Bene, pensate che in una enciclopedia trovereste mai il paragrafo precedente? Si tratta in modo evidente di un punto di vista Commento non firmato inserito da 84.220.129.228 paragrafi inseriti da Abisys (msg)


Sono d'accordo con chi sostiene che questa non è la sede per una critica. Ma anche la critica è criticabile: ammesso (ma non concesso) che sia vero che qualificarsi come gestore di PEC sia impegnativo per una azienda (in fondo si diventa una specie di notaio elettronico, testimone dell'autenticità delle raccomandate altrui), magari varrebbe la pena di soffermarsi sui vantaggi che invece la distribuzione capillare di un sistema di questo tipo porta all'utenza tutta? Chi non apprezza la possibilità di fare operazioni bancarie dal proprio computer? perché invece andare in posta per fare una raccomandata sarebbe una cosa piacevole?

Che le tecnologie esistevano già è vero, infatti la PEC fa ampio uso di standard internazionali. Ma dire che con la firma digitale apposta ad una mail si ottiene lo stesso risultato è clamorosamente falso. Qui è il GESTORE, che funge da testimone, a firmare le buste (CON TUTTO IL CONTENUTO!!!!) e le ricevute. Otterrei lo stesso risultato solo con una ricevuta firmata direttamente dal destinatario, che dichiara di aver ricevuto il messaggio (allegandolo) con un certificato attendibile (che nel caso email ancora non esiste).

Roberto


Si evidenzia la presenza di punti di vista (e la scorrettezza della composizione della prima frase) che vanno contro il pilastro Wikipedia "Wikipedia ha un punto di vista neutrale". Si propone di integrare il capitolo "FUNZIONAMENTO" con informazioni estratte dalle norme, lasciando la discussione a siti blog dedicati.
In particolare:
Il servizio può essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso il CNIPA che è l’organo pubblico preposto al controllo della posta elettronica certificata. Un soggetto per diventare gestore PEC deve presentare domanda al CNIPA e rispettare precisi vincoli tecnici e organizzativi. Tra i più stringenti in termini economici è l'art.14 del Decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005 n.68 che riporta al punto 3: "I richiedenti l'iscrizione nell'elenco dei gestori di PEC diversi dalle pubbliche amministrazioni devono avere natura giuridica di società di capitali e capitale sociale interamente versato non inferiore a un milione di euro. E' comunque prevista, come specifica il punto 3.1 della circolare CNIPA/CR/51, la modalità di vendita dei servizi di PEC attraverso canali commerciali, anche avvalendosi del supporto di terzi. In questo caso è necessario che le modalità di vendita siano conformi alle prescrizioni di legge e che il rapporto contrattuale sia sempre posto in essere tra il titolare della casella PEC ed un gestore..Commento non firmato inserito da Billy 123 (msg) il 18/3/2009
Non concordo, a mio avviso il pericolo c'è tutto, inoltre non ha senso introdurre su internet degli standard nazionali quando sono disponibili delle soluzioni condivise. A mio avviso sarebbe stato molto meglio utilizzare la firma digitale. --Abisys (msg) 13:11, 18 mar 2009 (CET)
Credo si faccia un po' di confusione. La PEC prevede come elemento fondamentale la firma digitale. Aggiunge ad essa un meccanismo che certifichi il trasporto e l'avvenuta consegna. Potrei concordare anche io che un capitale sociale minimo richiesto possa tagliare fuori alcune piccole imprese. Tuttavia la norma è quella poc'anzi citata e credo sia più giusto che in una voce di wikipedia compaia un estratto della norma piuttosto che una considerazione personale. Io non trovo corretto all'interno di una voce enciclopedica che vengano utilizzati termini generici come grosse aziende, grossi fatturati, potrebbe, porterebbe. Al di là di condividere o meno il pensiero a me sembra un punto di vista.
E' come se andassi sulla voce Microsoft e scrivessi che potenzialmente la politica dell'azienda potrebbe portare ad una situazione di monopolio sul mercato dei sistemi operativi. Secondo me non sarebbe corretto
In ogni caso, il solo fatto che si debba utilizzare "a mio avviso" lascia trasparire che si tratti di una opinione. Se io invece scrivo "I richiedenti l'iscrizione nell'elenco dei gestori di PEC diversi dalle pubbliche amministrazioni devono avere natura giuridica di società di capitali e capitale sociale interamente versato non inferiore a un milione di euro" questo non si tratta di un punto di vista. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 89.97.196.36 (discussioni contributi) .
Anch'io non ritengo enciclopedico il fatto di esprimere una opinione (esplicitata con "a mio avviso" o meno). Poichè però è una enciclopedia libera e non legata al paese, è giusto far notare che le soluzioni adottate in Italia non sono condivise nel resto del mondo, dando spazio alla citazione della norma nazionale e di eventuali standard internazionali, visto che comunque anche il solo riportare dei fatti costituisce e fa opinione. Se poi a qualche grossa azienda o ente statale non piace, chi se ne frega? E cortesemente, Billy 123, visto che hai decisamente dimestichezza con lo strumento informatico, ti dispiacerebbe firmarti, così si capisce a colpo d'occhio di chi siano gli interventi e quale sia la cronologia corretta, ai fini della consultabilità per chi segue la discussione? Grazie --Pigr8 ...libertà é partecipazione! 15:38, 19 mar 2009 (CET)
Non trovo nella voce un "a mio avviso", penso che il riferimento sia al post qui sopra. In questo caso la pagina di discussione è il posto corretto per inserire le proprie opinioni. Per quanto concerne la firma degli interventi qui potete trovare un aiuto.
Ritornando, invece, alla discussione, mi sembra di essere in via Isonzo dove è necessario trovare una ragione tecnica a una decisione presa. Come avevo già sollevato in quella sede il problema della consegna mi sembra un falso problema in ogni modo era sufficiente applicare RFC 3798 che però avrebbe sminuito il ruolo di chi ha proposto questa soluzione. Di proposte in quella sede ne sono state presentate anche altre. --Abisys (msg) 15:34, 24 mar 2009 (CET)

Link esterni[modifica | modifica sorgente]

Nella voce (o forse nell'articolo si dovrebbe dire) sono presenti differneti link a fonti esterne, certificate da chi? es. http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?id=4957

(rimossa domanda ripetuta più volte)
, se - come in questo caso - sono utili o complementari alla voce (il link fornito spiega in dettaglio come usare S/MIME, che è uno standard riconosciuto internazionalmente, mentre la PEC non lo è)

Ah, e visto che S/MIME è uno standard non si potrebbe citare la fonte ufficiale IETF anzichè un sito qualsiasi che contiene anche ben altre informazioni? Perchè proprio quel sito anziche:

http://www.ietf.org/html.charters/smime-charter.html http://it.wikipedia.org/wiki/S/MIME http://www.purdue.edu/securepurdue/docs/Using_Secure_Email.pdf http://security.fi.infn.it/documenti/cripmail.html http://www.manuali.it/glossario/Informatica-e-Internet/S-MIME/3504.htm http://www.dsi.uniroma1.it/~bongio/semFacolta/tsld040.htm http://www.ippari.unict.it/infapp/didattica/appunti/Sicurezza%20dei%20Sistemi%20Informatici%202/tesine/La_Firma_Digitale_in_Italia.pdf ........ ........ ........ ........ ........ Commento non firmato inserito da 84.220.129.228

Non vedo problema nel trovare siti che integrino le informazioni confrontandole con quanto proposto nella voce, soprattutto se si evidenzia che il bisssiniss della PEC è soprattutto un sistema per far fuori i piccoli fornitori nell'amministrazione e - già che ci siamo - magari anche nelle imprese. --M/ 23:05, 16 mar 2009 (CET)

Alt! Ho capito tutto. Perfetto. Stiamo quindi dicendo che prevale il sentimento di difesa nei confronti di quelli che tu chiami piccoli fornitori anzichè quello che pensavo lo scopo di Wikipedia. Informazione e non giudizio soggettivo. Questo quello che pensavo fino ad ora. La normativa non parla di piccoli e grandi fornitori, ed anche qualora lo facesse, l'obiettivo di Wikipedia sarabbe quello di riportare i fatti non le opinioni.

Ora capisco perchè non vengono eliminate frasi evidentemente di derivazione soggettiva come "L'estrema burocratica complessità tipica Italiana per certificare [4] la propria impresa per poter diventare un rivenditore di servizi di PEC rende il servizio di rivendita della PEC solo alla portata di poche imprese di grosse dimensioni e grossi fatturati escludendo di fatto dal mercato le piccole imprese di hosting." Commento non firmato inserito da 84.220.129.228

L'obiettivo sarabbe di riportare tutti i fatti, non solo quelli "utili" a qualcuno, non trovi? Fermo restando che non ho mai messo mano a questa voce prima di stasera, quindi non capisco il perché delle tue accuse. --M/ 23:17, 16 mar 2009 (CET)

No scusami, non me la prendo con te. Ma non trovo giusto che alcune persone per scrivere delle baggianate come "Mancata garantita interoperabilità con le mail tradizionali" (anche se palesemente prive di fondamento anche logico) e tutto quello che ne segue non debbano dare alcune spiegazione, mentre la mia opinione anche se supportata da link e considerazioni certe non venga considerata. Mi rivolgo ai moderatori di wikipedia in generale.

Cmq tornando alla questione dei fornitori io credo che una voce wikipedia dovrebbe recitare, ad esempio: "è necessario che un azienda che voglia diventare gestore PEC disponga di un capitale sociale di almeno un milione di euro". Questo sarebbe oggettivo e non dovrebbe essere inserito all'interno degli svantaggi dello strumento che è la PEC, proprio perchè non è uno svantaggio della PEC. Quello che c'è scritto ora non è corretto. In cosa sbaglio? Commento non firmato inserito da 84.220.129.228

Wikipedia non è "moderata", il fatto di essere amministratore non conferisce alcun potere "gestionale" sui contenuti. Argomentare significa rendere maggiormente credibile ogni singola voce e le pagine di discussione servono esattamente a questo. Modificare qualcosa necessita di fonti, che sono necessarie anche per ciò che le voci già contengono e non appare adeguatamente supportato. --M/ 23:26, 16 mar 2009 (CET)

Scusami, quindi inserire qualcosa non necessita di fonti, mentre modificare si. Non mi sembra di trovare fonti che supportino "Mancata garantita interoperabilità con le mail tradizionali". Eppure lo trovo ancora nella voce, mentre la mia modifica è stata "rollbackata", nonostante abbia fornito link e informazioni utili a chiarire il punto. Commento non firmato inserito da 84.220.129.228

Non troverei inappropriato un {{cn}} in quel punto, che non è adeguatamente supportato da fonti. --M/ 23:30, 16 mar 2009 (CET)

Ultima cosa poi vi lascio in pace, solo per capire. Allora se io adesso entro nella voce e scrivo "la PEC non funziona con Outlook" la modifica passerebbe anche se priva di ogni indicazione e fondamento. Se poi una seconda persona con un po di conoscenza sulla PEC si accorge della baggianata non può cancellarla, neanche fornendo indicazioni e motivazioni in tal senso. La procedura prevede che la baggianata rimanga con una richiesta di CN. Commento non firmato inserito da 84.220.129.228

Non uso Outlook, ma su Thunderbird l'unica volta che a me hanno inviato posta usando PEC sembrava un campo di battaglia. Non ti dico su un Blackberry. Affermazione supportata, no, ma fino a prova contraria abbastanza comune e condivisibile. --M/ 23:39, 16 mar 2009 (CET)
No, se è una baggianata e la constatazione è supportata da una fonte, si rimuove ipso facto, altro che CN. E comunque se firmi gli interventi è meglio. Grazie --Pigr8 ...libertà é partecipazione! 15:40, 19 mar 2009 (CET)

Potrebbero...[modifica | modifica sorgente]

Si pone all'ettenzione la presenza di punti di vista che vanno contro il pilastro Wikipedia "Wikipedia ha un punto di vista neutrale".

Si legge (1): Quindi il cittadino, il libero professionista, l'azienda potrebbero, comprando oggi un servizio di PEC che non è più obbligatorio, trovarsi un domani con un qualcosa in disuso o scomparso completamente, offuscato da altri sistemi di certificazione più avanzati e già presenti da anni a livello Europeo e mondiale per giunta forniti in forma gratuita.

Vista la mancanza di fonti, si potrebbe infatti scrivere al contrario, magari dopo i vantaggi (2): Quindi il cittadino, il libero professionista, l'azienda potrebbero, comprando oggi un servizio di PEC che si fonda su diversi interventi normativi, disporre di uno strumento utile per il colloquio con le pubbliche amministrazioni e in tutti gli altri casi previsti dalla legge. E' possibile che la proposta di standardizzazione determini la creazione di un nuovo RFC condiviso a livello internazionale, che diffonda su scala globale la PEC.

Per equità, pertanto si propone di eliminare la frase (1). La si elimina Questo commento senza la firma utente è stato inserito da Billy 123 (discussioni contributi) .

Descrizione dettagliata del decreto anti-crisi[modifica | modifica sorgente]

Propongo di dettagliare meglio la seguente frase: il caos delle leggi Italiane che prima parlano di obbligatorietà per tutti poi fanno marcia indietro poi dicono nuovamente che è obbligatoria ed infine il 19/Gennaio/2009 [4]l'art 16 del DL 185/2008 ha subito delle modifiche rilevanti che non rendono più obbligatoria la PEC per cittadini, liberi professionisti e aziende se hanno a disposizione un analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. Si è dato ragione in sintesi a chi in nome della giusta neutralità tecnologica (libero mercato), da tempo sostiene che la normativa che vuole imporre il sistema di posta elettronica certificata viola la legislazione comunitaria.

Con un testo maggiormente preciso, ad esempio: Dopo un susseguirsi di emendamenti e modifiche, anche rilevanti, il DL 185/2008 è stato approvato in via definitiva il giorno XX/XX/XXX e pubblicato in gazzetta ufficiale n°XX del giorno XX/XX/XXX. Esso prevede:

  1. per liberi professionisti e aziende .... Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali(chiaramente questo è un estratto della norma. Se non è possibile si inserisce un "riassunto")
  2. per pubbliche amministrazioni...
  3. per i liberi cittadini italiani....

Eleonora5 (msg) 13:00, 24 mar 2009 (CET)

Concordo, fai pure, se hai problemi con la formattazione passo io. Bisognerebbe controllare anche il quadro normativo che mi sembra un po' ridondante. --Abisys (msg) 14:53, 24 mar 2009 (CET)

Salve a tutti. Ho modificato, ma non sono molto brava con la formattazione. Help please!--Eleonora5 (msg) 14:54, 25 mar 2009 (CET)

Ulteriori dubbi sugli svantaggi[modifica | modifica sorgente]

Discussione spostata dalla mia pagina di discussione. --Abisys (msg) 22:26, 26 mar 2009 (CET)

1) Ti chiedo la cortesia di valutare la seguente frase per come si legge e di indicarmi per le motivazioni per cui non viene considerata un punto di vista. "Si è dato ragione in sintesi a chi in nome della giusta neutralità tecnologica (libero mercato), da tempo sostiene che la normativa che vuole imporre il sistema di posta elettronica certificata viola la legislazione comunitaria." Stesso discorso per "Il caos delle leggi Italiane" che in una enciclopedia a mio parere andrebbe almeno sostituito con un termine più neutro come "La legge italiana".

2) Premettendo che la PEC è un meccanismo che segue certe regole ben precise e altrettanti standard ben precisi, ti chiedo di indicarmi la motivazione che spinge a scrivere il seguente testo:

Normative tecniche disattese [modifica] La PEC non è conforme con: RFC 3798, Message Disposition Notification

Vorrei sapere perchè viene indicata questa informazione, ma soprattutto perchè tale RFC viene DISATTESO. Sono due meccanismi differenti, non mi sembra pertinente tale citazione. Per spiegarmi meglio, è come se in una eventuale voce Wikipedia "RFC 3798, Message Disposition Notification" venisse scritto che disattende la PEC.

Inoltre questa informazione non è supportata da alcuna fonte e non si capisce come è stato possibile valutarla.

3) Qualora pure fosse spiegato il punto due (ma ti confesso che trovo difficile una risposta valida) non capisco l'insistenza su questo RFC3798, quando invece la semplice ripetizione, alla fine del terzo punto degli svantaggi, in cui si diceva che è in atto una standardizzazione internazionale e europea (quest'ultima informazione è stata brutalmente cancellata senza spiegazione) è stata "prontamente" rollbackata

4) Al di la di quanto al punto 1, a mio parere la frase "Il caos delle leggi Italiane che prima parlano di obbligatorietà per tutti poi fanno marcia indietro poi dicono nuovamente che è obbligatoria ed infine il 19/Gennaio/2009 [4]l'art 16 del DL 185/2008 ha subito delle modifiche rilevanti che" è chiaramente poco leggibile e priva di fonti.

Ti ringrazio nel caso tu voglia rispondere alle mie domande. Sarebbe utile a me per capire come funziona Wikipedia e alla voce per migliorarla, se possibile. Miglioramento, che come dovresti riconoscere (anzi in realtà l'hai già fatto e ti ringrazio per questo) è stato evidente rispetto a qualche tempo fa in cui c'erano scritte cose completamente inesatte (basta tornare un po' indietro con la cronologia per rendersene conto).

Chiaramente quelli che evidenzio io sono tutti aspetti legati agli svantaggi, ma è perchè penso che non siano corretti e trovo giusto fare queste osservazioni. E sinceramente porto con ogni modifica fonti e motivazioni, spesso discutendone nell'apposita pagina di discussione. Cosa che non rilevo nel verso opposto, e ciò inizia a sembrarmi un po' strano. --Eleonora5 (msg) 22:06, 26 mar 2009 (CET)


  1. Secondo molti, me incluso, Internet non è un soggetto su cui può legiferare ogni singolo stato di conseguenza la citazione della denuncia per documentare le posizioni di entrambi gli schieramenti. La frase sul "caos" può sicuramente essere migliorata ma non stravolta nel suo significato. Quante volte si è presa una discussione e poi fatto marcia indietro, vedi anche legge 2/09 che rende la PEC non obbligatoria se si adotta altro sistema...
  2. Sono gli standard che permettono l'interoperabilità delle applicazioni su internet. Attualmente RFC 3798 è il documento di riferimento. Il CNIPA e quindi lo stato italiano avrebbero prima dovuto far approvare uno standard internazionale e poi adottarlo, se ritenevano non adatta questa RFC non il viceversa perché questo può creare molte instabilità nel sistema in quanto chi lo dice che durante la procedura di standardizzazione non vengono proposte delle variazioni? In questa sezione se vuoi puoi inserire le motivazioni che hanno spinto il CNIPA a intraprendere questa strada
  3. Per completezza di informazione. Qui sono riportate le varie normative
  4. Sistemala pure ma non stravolgerla. Le fonti sono tutta la legislazione italiana precedente parte della quale da te giustamente rimossa perché superata. Potrebbe essere reinserita nella note
Abisys (msg) 08:44, 27 mar 2009 (CET)

Con dispiacere, mi vedo costretta ad abbandonare il tentativo di rendere "da enciclopedia" questa voce. Anzi, a questo punto ho il rammarico di aver contribuito al miglioramento di un qualcosa che poi è completamente stravolto da pareri personali.

Siccome mi rendo conto di combattere contro i mulini a vento, "spinti" da un vento ben riconoscibile, non ho alcun interesse a continuare. Anzi ti invito a tornare un po' indietro nel tempo, diciamo ai primi di novembre 2008, per vedere quali amenità fossero presenti nella voce ed erano state tutte accettate e passate in pubblicazione. In quel caso non ci si era preoccupati di avere fonti, di capire, di rispettare tutti i punti di vista, ecc.

Vi auguro comunque un buon lavoro, spero migliore di questo. --Eleonora5 (msg) 09:45, 27 mar 2009 (CET)

La PEC aggiunge inoltre la certificazione circa il contenuto del messaggio.[modifica | modifica sorgente]

Non è assolutamente vero la PEC assicura e certifica l'inoltro della"busta di Trasporto" che viene firmata digitalmente il contenuto potrebbe anche essere un foglio bianco. Questassaerzione và eliminata in quanto fortemente fuorviante. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da Mpenco (discussioni contributi) .

Mi associo e preciso: non è fuorviante, è FALSA!!! La firma digitale apposta alla busta copre tutti gli allegati.


La frase corretta sarebbe:
"La PEC aggiunge inoltre la garanzia dell'inalterabilità del messaggio trasmesso. A differenza di una raccomandata, che nel viaggio può essere aperta e il suo contenuto modificato, in una trasmissione PEC il messaggio originale non può essere in alcun modo alterato. Pertanto viene garantito che il messaggio recapitato al destinatario sia realmente quello inviato dal mittente."
Il concetto è il seguente: se mi recapitano una raccomandata nella busta delle lettere e il mio vicino (o il postino o l'ufficio postale di destinazione) arriva, la apre, ci toglie il contenuto e lo sostituisce con un altro io non me ne accorgo.
Altrettanto non può essere fatto nella PEC da un qualsiasi malintenzionato (fosse anche il gestore destinatario).
Detto questo se lo volete correggere bene, altrimenti tenetevi la voce così.
--Eleonora5 (msg) 16:29, 16 apr 2009 (CEST)

Mi associo. La frase Nella ricevuta di consegna viene allegata la mail che è stata inviata. Quindi si tratta di un messaggio di ricevuta, firmato digitalmente e anche certificato temporalmente dal gestore del destinatario, che certifica che quel messaggio, con quel contenuto, in quell'istante è stato inviato da quel mittente (certo) a quel destinatario. ggx4arch


GUIDAPEC.IT - Mi associo nel dire che la frase è FALSA, ma in un senso ancora diverso, e che equipara TOTALMENTE la raccomandata e la trasmissione PEC.

Il mittente "M" spedisce al destinatario "D" un invito al ballo. "D" dice di aver ricevuto una busta vuota (sia che sia intervenuto il postino malintenzionato, sia che "D" non intendesse andare al ballo) : come dimostrare in caso di contestazione che il contenuto era effettivamente quello che dice "M" e non che la busta era vuota come sostiene "D"? Stiamo parlando di questo, del VALORE LEGALE della trasmissione.

Abbiamo effettuato delle prove, è possibile modificare il contenuto del messaggio senza che il certificato risulti invalido. Quindi anche nella pec la busta può essere manomessa. La ricevuta testimonia SOLO data (e ora) di presa in carico e consegna. Ma non dice nulla del contenuto, che non è testimoniato nemmeno da una terza parte (gestore pec) poiché quest'ultimo non salva i contenuti ma solo i log. L'inalterabilità del messaggio riguarda solo il tragitto tra Gestore 1 e Gestore 2, cioè sicuramente non è stato il postino! --Guidapec (msg) 15:15, 8 giu 2010 (CEST)

La cosi detta ricevuta di consegna, che riceve il mittente dal suo gestore, contiene anche il messaggio e gli allegati. Questa email è certificata con firma digitale dal gestore del mittente. Imho questo dovrebbe equivalere ad una certificazione. In ogni caso il mittente ha in mano una ricevuta contenente il messaggio e gli allegati con una firma digitale del suo gestore. Almeno nel mio caso, postacertificata.gov.it è così. --188.153.64.19 (msg) 22:37, 17 mar 2012 (CET)

Critiche circa l'integrità, non supportate da fonti e POV[modifica | modifica sorgente]

Questa frase (vedi discussione sopra, a cui nessuno si è degnato di rispondere) è completamente priva di fonti e risulta evidentemente un punto di vista:

"Vi è da notare che per la prima volta si parla di contenuti e della loro integrità, difatti uno dei grossi difetti della PEC è quello di essere il "surrogato" elettronico della raccomandata con alcune prerogative peggiorative della stessa, come nella raccomandata con avviso di ricevimento si può mettere in quella che viene identificata nella normativa PEC come "busta di trasporto" qualsiasi cosa non esistendo alcuna conrelazione tra "busta di trasporto" e contenuti della stessa, il sistema è più interessato a "firmare digitalmente" la busta come il vecchio sigillo di ceralacca che stabilire un esatta conrelazione tra busta e contenuto, fatto questo non banale, conseguentemente nella busta firmata digitalmente ci può essere qualsiasi cosa."

E' evidente che la presenza della firma del gestore sulla busta di trasporto garantisca l'integrità del messaggio. E' appunto questa caratteristica che impedisce al contenuto della busta di essere manomenssa. Il contenuto chiaramente è una libera scelta del mittente ed è chiaramente normale che dentro una busta ci può essere qualsiasi cosa.

Vorrei inoltre evidenziare la presenza di evidente POV nelle modalità di esposizione dei paragrafi e nella mancanza totale di fonti normative o istituzionali (non siti personali o blog).

Chiedo alle persone che decidono su questa voce di provvedere alla giusta correzione della voce in base a questo commento e al precedente. --Eleonora5 (msg) 23:07, 20 apr 2009 (CEST)

Facciamo una cosa: io posto un avviso sulla discussione del progetto Telematica, e vediamo altri pareri. Tu magari eviti frasi come "Detto questo se lo volete correggere bene, altrimenti tenetevi la voce così." perchè potrebbero irritare. Meglio smorzare i toni. --Pigr8 ...libertà é partecipazione! 23:34, 21 apr 2009 (CEST)
Eleonora5, tu e Billy 123 (sempre che non siate la stessa persona), avete sempre modificato questa voce con degli ottimi contributi ma tesi a distruggere le tesi degli svantaggi. Se ci sono delle inesattezze puoi correggerle tranquillamente ma se rimuovi delle affermazioni che ti sembrano non corrette lascia in questa pagina le motivazioni e un link che altri utenti possano verificare altrimenti dai l'impressione che tu sia interessata solamente ad una promozione della PEC e non alla redazione di una voce critica. Questa impressione è anche avvalorata dal fatto che sia tu che Billy 123 non avete contributi in altre voci. --Abisys (msg) 22:29, 22 apr 2009 (CEST)
Quoto Abisys Jalo 12:58, 23 apr 2009 (CEST)
No, non ho interesse a mettermi a discutere e non voglio irritare. E' che ho notato che mentre i pareri positivi devono passare al vaglio di mille menti e devono essere supportate da numerose fonti, le voci che screditano la PEC vengono passate senza problemi. In questo e nel precedente commento mi sono solo permessa di inserire alcune considerazioni che migliorerebbero la voce rendendola semplicemente aderente alla realtà.
Nel pieno spirito di collabarazione ho rimandato a voi l'inserimento del testo sostitutivo. Saluti --Eleonora5 (msg) 14:51, 24 apr 2009 (CEST)


Scusate, ma allora perché l'estensore dell'articolo, che pree sugli svantaggi, almeno non corregge tout-court gli errori chiaramente gravissimi? Dire che il contenuto di un messaggio di PEC non è garantito nella sua integrità è un falso gravissimo. Passi - inizialmente - la buona fede, ma certo non è una questione di opinione.

Certo è difficile partecipare ad un progetto collaborativo se non si ha intenzione di discutere. Poi potrebbe venire il dubbio che anche chi propone la validità della PEC non sia del tutto disinteressato. Se poi è una di quelle cose che migliaia di italiani si sono trovata imposta più o meno surrettiziamente per mantenere una posizione di monopolio o oligopolio, come fa la SIAE, allora il dubbio è fortissimo. Non ci irritiamo, ma qui c'è gente che con l'informatica magari ci ha a che fare e non ha uno stipendio certo a fine mese, e delle posizioni monopolistiche ne ha piene... Non le dobbiamo sopportare pure qui. Bastano i soldi pubblici che vengono sperperati quotidianamente per nutrire dinosauri politicizzati. --Pigr8 ...libertà é partecipazione! 15:10, 24 apr 2009 (CEST)


Bah..... trasecolo

Bene, finalmente una discussione degna di questo nome. Dovete ammettere però che mi sono dovuta impegnare molto prima di trovare qualcuno disposto a discutere. Quello che ho riscontrato sino ad ora l'ho scritto prima e non è utile che mi ripeta.
Detto questo, visto che l'hai citata, facciamo un parallelo con la voce Wikipedia SIAE. Anche la SIAE per mille ragioni è odiata da molti, ed è giusto che ci siano pareri divergenti, altrimenti ogni discussione sarebbe sterile. Tuttavia se si legge la voce si nota come la sua stesura sia accurata e non screditante. C'è giustamente un paragrafo "Punti controversi" che sintetizza (e vorrei sottolineare sintetizza) i risvolti negativi. Ora l'obiezione che ho cercato di lanciare è che nella PEC invece c'è una mano che scrive in modo palesemente contrario alla PEC stessa, tanto che ogni tentativo (magari esagerato devo ammetterlo) di correzione di uno svantaggio viene prontamente "rollbackato", mentre l'inserimento di informazioni screditanti (spesso non corrette, concedetemelo) non vengono discusse. Ad esempio (ma ti ripeto è un esempio) qualcuno ha visto una discussione circa il nuovo paragrafo sulla privacy (che tra l'altro è formattato male)? E più che altro è stato discusso il suo contenuto visto che non è supportato da fonti (anche perchè non ce ne sono visto che contiene quasi completamente inesattezze)?--Eleonora5 (msg) 23:37, 29 apr 2009 (CEST)

Punto della situazione[modifica | modifica sorgente]

Ho appena visto due inserimenti di IP a voce appena sbloccata. Questo mi ricorda che su questa voce sarebbe opportuno fare chiarezza. Vista la delicatezza del tema e l'esiguità dei partecipanti al progetto:Informatica, direi che una volta terminata la procedura di vetrina per il DES sarebbe il caso di dare una buona revisione a questa voce. Posto l'avviso anche al bar di progetto. --Pigr8 ...libertà é partecipazione! 00:30, 19 giu 2009 (CEST)

Concordo. --Abisys (msg) 01:12, 19 giu 2009 (CEST)

Problema costo[modifica | modifica sorgente]

Finora non mi pare sia stato considerato quello che poi si è rivelato uno dei principali problemi dei normali e-mail. Non si tratta di messaggi con virus (che il gestore del servizio può analizzare, individuare e eliminare in maniera automatica)ma degli SPAM, che è molto difficile individuare in maniera automatica. La conseguenza è che quando arriva una pec, che ha valore legale, il destinatario (privato o pubblica amministrazione che sia) deve impiegare tempo e risorse per leggerla, anche se è spazzatura. Questo è un potenziale svantaggio della pec nei confronti delle raccomandate (postali o a mano) poichè il suo costo di invio irrisorio (soprattutto in termini incrementali) potrebbe invogliare ad un suo uso sconsiderato. Sarò impopolare, ma io vorrei che il valore legale delle pec sia subordinato al pagamento di un'imposta di bollo.

(Dubbioso) Ma per inviare spam uno spammer dovrebbe essere riconoscibile e quindi si tirerebbe la zappa sui piedi... e le classiche tecniche degli spammer (spoofing degli header) non potrebbero essere messe in pratica. --78.134.40.114 (msg) 12:14, 11 feb 2010 (CET)

GUIDAPEC.IT - "Salvo quanto stabilito dall'articolo 47, [trasmissione documenti attraverso la p.e TRA le P.A] commi 1 e 2, del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilita' ad accettarne l'utilizzo."

Cio' significa che se io comunico alla pubblica amministrazione il mio indirizzo pec non è necessario che ciascun ufficio pubblico debba ottenere una mia autorizzazione preventiva per scrivermi un messaggio, inviarmi documentazione o comunicazioni ufficiali. Visto che la pec ha lo scopo di snellire le comunicazioni tra aziende/cittadini e P.A. questo mi può stare bene.

Ma lo stesso articolo non esclude e non specifica il trattamento che la comunicazione del mio indirizzo email pec a soggetto diverso dalla pubblica amministrazione potrà subire: in questa forma, si tratta di un'implicita autorizzazione a tale soggetto (o a chiunque possa tramite questi entrare in possesso del mio indirizzo email pec) all'utilizzo del mio indirizzo per spedirmi messaggi di qualsiasi genere. --Guidapec (msg) 15:19, 8 giu 2010 (CEST)

Confronto con Email non con la raccomandata[modifica | modifica sorgente]

Trovo che l'impostazione della voce sia suggestiva. non ha senso confrontare la PEC con la raccomandata. e' necessario fare il confronto con l'email tradizionale.

Non capisco: la PEC è nata per sostituire la raccomandata A/R per quale motivo il confronto dovrebbe essere fatto con la posta elettronica tradizionale? --Chessstoria (le s sono 3) (Dica Duca) 14:38, 5 ago 2010 (CEST)

Posta Elettronica Certificata (PEC)[modifica | modifica sorgente]

Avendo l'Italia ottenuto la pubblicazione dello standarad PEC, parte della discussione andrebbe corretta.

http://tools.ietf.org/search/rfc6109

La pagina ha un disperato bisogno di una riscrittura, ma la pubblicazione del RFC di per sé non cambia nulla, trattandosi di un documento informativo. --Giacomo (msg) 16:49, 22 apr 2011 (CEST)

Rimossi spezzoni[modifica | modifica sorgente]

Nel migliorare la sezione ho eliminato Poiché la mail certificata è come una mail normale, è possibile cancellare i messaggi dopo pochi istanti la loro ricezione. È possibile, dunque, che malintenzionati possano cancellare mail di ignari cittadini, senza che quest'ultimi siano venuti a conoscenza dell'invio dell'atto. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di rendere incancellabili le mail certificate ricevute per un certo periodo di tempo, ad esempio per un tempo di 10 giorni superiore al tempo che intercorre tra la ricezione e il perfezionarsi della notifica (20 giorni), dunque 30 giorni." perché, oltre ad essere palesemente assurdo (La PEC é effettivamente una variazione sull'e-mail "classica") e fuori standard enciclopedici un paragrafo simile, sarebbe in conflitto con altri punti.

Inoltre Una volta depositata la mail PEC sulla casella, il gestore dovrebbe inviare in raccomandazione semplice, un avviso di deposito simile a quello previsto per le notifiche ai sensi dell'art. 140 del codice di procedura civile, contenente gli estremi dell'atto (chi lo ha inviato, il numero protocollo telematico, l'oggetto, la data e l'ora del deposito, la grandezza), contenente l'invito a consultare la casella e a scaricarsi l'atto, contenente un avviso che, indipendentemente dalla ricezione o meno di codesta raccomandata, l'atto depositato si intende comunque notificato il ventesimo giorno successivo. È chiaro che, in caso di assenza del destinatario, il postino non dovrebbe riportare all'ufficio postale la raccomandata, ma la dovrebbe depositare nella buca postale, certificando il tutto nel suo registro.

Con questo sistema vi sarebbe un rafforzamento della notifica telematica, inviando a mezzo di raccomandata semplice, un avviso di deposito cartaceo al domicilio del destinatario. è a mio avviso infattibile.

Aspetto comunque a cavare il templare per vedere come la pensa altra gente.

- http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Posta_elettronica_certificata&diff=42302815&oldid=42226353

--17:52, 27 lug 2011 (CEST)

Tracciabilità della casella mittente e conseguentemente del suo titolare[modifica | modifica sorgente]

Non e' vero. La PEC non certifica l'identita' del mittente. Per avere valore probatorio, la certificazione del mittente deve essere fatta attraverso una firma digitale forte. La favola che la PEC certifichi il mittente e' una bufala tirata fuori da qualche ministro (credo Brunetta) in "A Porta a Porta", ma non e' scritto da nessuna parte e non ci sono sentenze che sostengono questa tesi.

- lRosa (msg) 07:03, 26 nov 2011 (CET)

Sbagliato! Vedi: "esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo ... Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se: ... attraverso sistemi di posta elettronica certificata ..." e vedi "L'attivazione dell'utenza di posta elettronica certificata per i cittadini ha luogo presso uffici pubblici o aperti al pubblico ... effettua la verifica della correttezza dei dati identificativi ..." e in diverse altre parti. PRIMA di scrivere LEGGERE/INFORMARSI!!!!! Mi sei costato 1 ora per la ricerca che ti fatturerò a 60 € ;-)--Sparko (msg) 11:45, 17 mar 2012 (CET)

Tutto da rifare! / 1. Incipit[modifica | modifica sorgente]

Come già espletato nel resto della discussione è (quasi) totalmente fuori norma wiki e pieno di errori. Visto che la discussione NON ha portato a grandi risultati ed è interminabile, mi permetto di passare ai fatti.

Per mancanza di tempo inizierò ORA con la cosa più importante, cioè l'incipit, il quale non a norma e contenente errori. A parte il fatto che l'incipit debba "riassumere brevemente tutti i punti più importanti ... , ...costituire una versione concisa ma completa della voce stessa, in grado di esistere in modo autonomo. In queste poche frasi si devono curare con particolare attenzione la semplicità e scorrevolezza di scrittura,..."

- "La PEC può aggiungere ...", uno strumento/sistema non fa niente, caso mai alla PEC può essere aggiunto

- "La PEC non certifica l'identità del mittente" = sbagliato, vedi sopra o nella voce

- Due paragrafi sul DigitPA sono fuori luogo nell'incipit, percui gli ho spostati nella sezione "quadro normativo" --188.153.64.19 (msg) 22:08, 17 mar 2012 (CET)