Discussione:1984 (romanzo)
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Anche in questo caso, la scheda/libro non dovrebbe riportare anziché la data di prima pubblicazione, quella dell'edizione cui la scheda fa riferimento? - Twice25 / αω - :-) 23:46, Mar 19, 2005 (UTC)
Fatto
Si potrebbe ricordare anche il titolo originariamente voluto da Orwell: "Last man in Europe", secondo me molto migliore.
Ciao a tutti! Mi sono permesso di riscrivere questo articolo, della vecchia trama ho tenuto solo alcuni paragrafi e ho preferito riassumere l'opera in un solo capitolo, alla fine ho aggiunto alcune osservazioni, stralci di appunti presi in classe nelle ore di inglese e filosofia quando si è parlato di questo fantastico libro! Ah, una piccola osservazione: l'edizione della Mondadori tradotta da Baldini (secondo me la migliore) è stata soppiantata da una nuova edizione curata e tradotta da Stefano Manferlotti :)) Ale86
Indice |
[modifica] Il grande fratello
Leggo che il grande fratello somiglia molto a Stalin. Probabilmente Orwell lo pensò nel 1948 in tale modo, ma oggi si trovano analogie migliori.
Detto alla Umberto Eco, a volte bisognerebbe uccidere l'autore di un libro appena lo completa, di modo che l'opera viva una sua vita autonoma e possa essere interpretata indipendentemente dall'idea dell'autore.
In quest'ottica il Grande fratello rappresenterebbe oggi una dittatura totalitaria che si impone a tutto il mondo.--Truman Burbank 12:31, 23 nov 2005 (CET)
Il grande fratello somiglia molto a Stalin nella sua descrizione fisica (almeno per quanto riguarda l'immagine nei manifesti e nelle TV): il sorriso nascosto sotto i baffoni, ad es.
sembrerebbe che nell'idea di Orwell, il Grande Fratello fosse una fusione tra i caratteri di Stalin e di Hitler.--Kuzawinger 18:09, 11 set 2007 (CEST)
[modifica] Orwell è un severo maestro
A volte (parafrasando R. A. Heinlein) mi viene da pensare ad Orwell come un maestro severo, quelli di una volta, poco dediti ai buonismi ed alle frasi del tipo "in fondo quel teppistello è un bravo ragazzo". Orwell è un maestro che tramite le favole ammonisce a a non credere alle favole, che stimola a mantenere sempre alta la coscienza, a dubitare delle rivoluzioni, a dubitare del nostro stesso pensiero, perché potrebbe essere condizionato dal linguaggio costruito apposta per incarcerare la nostra mente. Ed è severo perché ci punisce subito, mostrando le devastazioni provocate dal sonno della ragione. --Truman Burbank 19:23, 13 dic 2005 (CET)
[modifica] Nuova traduzione
Vedo che nella pagina è ancora indicato come traduttore Gabriele Baldini, mentre dal 2000 è in commercio l'edizione (tra l'altro secondo me nettamente migliore) di Stefano Manferlotti. Ho chiesto in chat su come risolvere la cosa ma non ci ho capito molto. Qualcuno di voi può metterci mano?? --Winston80 20:07, 31 gen 2006 (CET)
Aggiornamento: risolto, grazie.--Winston80 20:18, 31 gen 2006 (CET)
[modifica] Prima edizione italiana
Prima dell'edizione in volume del 1950, "1984" fu pubblicato nel 1949, a puntate, sul "Mondo", il settimanale di Pannunzio. Si tratta della prima edizione italiana, ma purtroppo non so se è dello stesso traduttore che poi ha curato il volume. Qualche volta che vado alla Nazionale di Firenze per ricerche controllo e vi faccio sapere.
[modifica] Errore di contestualizzazione
anche se Orwell era incontestabilmente anarchico ed antifascista, 1984 critica senza ombra di dubbio il comunismo.
Il bispensiero, niente altri è che la dialettica marxista, così come sviluppata da Lenin. la stessa necessità morale di piegare anche l'uomo più inutile del partito, fa parte dell'ideologia leninista, non nazista. I nazisti ebbero ben altri orrori, ma mesccolarli in un romanzo che è una accusa, terribile ed afficace, al comunismo, è distruggere uno dei più grandi scrittori del 900. uberto cardelliniUberto cardellini 0,30 30 mag 2008 (CEST)

