Discorso sulla dignità dell'uomo

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« [...] Già il Sommo Padre, Dio Creatore, aveva foggiato, [...] questa dimora del mondo quale ci appare, [...]. Ma, ultimata l'opera, l'Artefice desiderava che ci fosse qualcuno capace di afferrare la ragione di un'opera così grande, di amarne la bellezza, di ammirarne la vastità. [...] Ma degli archetipi non ne restava alcuno su cui foggiare la nuova creatura, né dei tesori [...] né dei posti di tutto il mondo [...]. Tutti erano ormai pieni, tutti erano stati distribuiti nei sommi, nei medi, negli infimi gradi. [...] »
(Giovanni Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)
La dignità dell'uomo
Titolo originale Oratio de hominis dignitate
Altri titoli Discorso sulla dignità dell'uomo - Sulla dignità
Giovanni Pico della Mirandola.jpg
Giovanni Pico della Mirandola
Autore Giovanni Pico della Mirandola
1ª ed. originale 1486
Genere saggio
Lingua originale latino

Il Discorso sulla dignità dell'uomo (Oratio de hominis dignitate) è un'opera letteraria scritta nel 1486 da Giovanni Pico della Mirandola, noto umanista vissuto nel XV secolo. L'orazione è composta da 900 tesi che dimostrano la potenza dell'intelletto che mette l'essere umano al centro dell'Universo, definendosi così come un Dio plasmatore e creatore, è ritenuta una delle sue maggiori opere, sebbene abbia riscosso in quel tempo alcune controversie da parte della Chiesa.

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

Il Discorso elogia grandemente la capacità intellettiva e deduttiva dell'essere umano. Infatti l'intelligenza per Pico e per l'uomo è sinonimo di libertà e mezzo di formulare concetti in grado di poter condizionare nella buona e nella cattiva sorte il suo futuro. Ed è proprio per questa suprema capacità che l'uomo si distingue dagli altri esseri viventi come le piante o gli animali. Quella di Pico della Mirandola è una vera e propria esortazione affinché l'essere umano diventi superiore rispetto agli altri esseri e che primeggi nella conoscenza e nella sapienza avvalendosi dello studio e della filosofia come mezzo (in questo caso il neoplatonismo agostiniano e non più l'aristotelismo); solo così l'uomo e conoscenza saranno un tutt'uno, facendolo salire ad un grado così elevato da eguagliare quello di [[La nascita dell'uomo e il suo rapporto con la Catena dell'Essere=== Formulando un mito personale, Pico della Mirandola immagina Dio intento a creare il Cosmo con le piante, gli animali e ogni genere di creatura vivente che conosciamo, traendo spunto dalle Sacre Scritture. Successivamente il Creatore, dato che la Catena dell'Essere (o dell'Esistenza) era stata colmata dagli angeli che, salendo di grado in grado per le loro qualità si congiungevano a lui, diede origine alla razza umana. Questa, avvalendosi delle sue capacità intellettive, sarebbe stato artefice del proprio destino o salendo la Catena mediante lo studio e la filosofia, o pensando alle cose inutili, divenendo così un vegetale ignorante.
Su ciò si basa il concetto di "dignità umana" ovvero la qualità suprema che solo l'uomo ha ricevuto da Dio; egli può coltivarla e farla crescere avvalendosi solo della conoscenza della filosofia. Tuttavia ammette Pico che il cammino si prospetta difficile e arduo perché nei secoli vi sono state numerose filosofie, tutte diverse perché appunto concepite dalla multiformità del cervello umano. Solo basandosi su una vera filosofia, nata dall'unione di alcune di queste dottrine, considerate buone e istruttive dall'animo, potranno consentire all'individuo di ascendere alla Catena verso Dio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ernst Cassirer, Individuo e cosmo nella filosofia del Rinascimento (1927), trad. it., La Nuova Italia, Firenze 1974
  • Eugenio Garin, L'Umanesimo italiano (1947), Laterza, Bari 1990
  • Henri-Marie de Lubac, Pic de la Mirandole. Études et discussions, Aubier Montaigne, Parigi 1974, trad. it. di Giuseppe Colombo, Pico della Mirandola. L'alba incompiuta del Rinascimento, Jaca Book, Milano 1994
  • Stéphane Toussaint, L'esprit du Quattrocento. Pic de la Mirandole, le "De Ente et Uno" & réponses à Antonio Cittadini, testo latino e trad. fr., Honoré Champion Editeur, Parigi 1995

Edizioni[modifica | modifica sorgente]