Discipline psicologiche

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Essendo la psicologia onnipresente nella vita individuale, in ogni attività umana è possibile rintracciare svariate attività psicologiche. Pertanto saranno molteplici i criteri di classificazione delle diverse discipline.

Alcuni termini sono più generici e identificano una macrocategoria, altri invece sono più specifici. Non mancano gli abusi e i termini pseudoscientifici, da valutare sempre con attenzione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Psicologia e Portale:psicologia.

Indice

Università[modifica | modifica sorgente]

In ambito accademico, come indicato dal MIUR[1] le diverse discipline psicologiche vengono suddivise e siglate nel seguente modo:

Dopo la laurea, prima di effettuare l'esame di stato per l'abilitazione a esercitare la professione di psicologo è necessario sostenere un tirocinio formativo di durata variabile a seconda del tipo di laurea (triennale o specialistica). Le tipologie di tirocinio sono suddivise in 4 categorie:

La normativa nazionale ed i regolamenti ordinistici/accademici richiedono che dopo la laurea quinquennale (vecchio ordinamento) o quella specialistica sia svolto un tirocinio di circa 1000 ore, suddiviso in due semestri, in due settori disciplinari distinti. Per le lauree triennali e specialistiche è data la possibilità, a seconda del regolamento di ateneo, di effettuare una o più attività di tirocinio durante il percorso formativo.

Classificazione metateorica[modifica | modifica sorgente]

A seconda della regola di valutazione che si adotta, la psicologia si articola in vari rami assai differenti fra loro per epistemologia, orientamento teorico, metodo di ricerca, finalità perseguita, oggetto di studio.[2]

Criterio epistemologico[modifica | modifica sorgente]

Secondo tale criterio la psicologia è indagabile mediante il punto di vista naturalistico contrapposto al punto di vista storico-ermeneutico. Il primo vede la psicologia come studio di processi a prescindere dal contesto storico-culturale, nel secondo la psicologia deve studiare i processi psichici e comportamentali in quanto immersi in contesti storico-culturali.
Dell'approccio naturalistico fanno parte la psicologia sperimentale, la scienza cognitiva, lo strutturalismo, l'epistemologia genetica. Aspetti storico-ermeneutici sono riscontrabili principalmente nella scuola storico-culturale in primis, la psicologia sociale, la psicologia della personalità, la psicologia cognitiva, il neocomportamentismo.
Altre antinomie classificatrici sono ravvisabili in:

  • riduzionisti e antiriduzionisti; chi tende a gerarchizzare le scienze, dalla più rigorosa alla più "labile", dunque si avrebbe una classifica tipo matematica, chimica, fisica, biologia, psicologia, sociologia. E ritiene che ogni scienza abbia valore epistemico a sé stante e non risolvibile nelle altre.
  • quantificazionisti e antiquantificazionisti; chi crede che i processi mentali siano misurabili mediante scale di misura e modelli statistici e chi non crede che tale misura abbia valore scientifico-matematico.
  • oggettivisti e soggettivisti; per i primi esistono postulati ai quali lo studio dello psicologo deve piegarsi, per i secondi non vi possono essere postulati e assiomi in quanto non vi è psiche tout court, ma solo psiche in quanto uomo con una sua storia, un suo esserci ed un divenire.
  • modellisti e sperimentalisti; coloro che pensano che i processi mentali siano descrivibili mediante modelli anche "sul campo" e chi pensa che inferenze (anche provenienti dalla statistica) non risolvano sensatamente la complessità e descrizione del processo stesso.

Criterio dell'orientamento teorico[modifica | modifica sorgente]

Secondo tale criterio si ha:

Elementarismo[modifica | modifica sorgente]

In psicologia acquisisce il nome di strutturalismo, i processi psichici devono esser ridotti a parti non più riducibili e dunque studiabili solo allora; in filosofia è reperibile il concetto di monade leibniziana.

Funzionalismo[modifica | modifica sorgente]

I processi psichici non sono altro che strumenti dell'evoluzione, mediante i quali l'organismo umano si adatta all'ambiente circostante.

Associazionismo[modifica | modifica sorgente]

I processi mentali sono oggetti complessi composti da oggetti più semplici, dunque una loro associazione può produrre processi mentali tali che derivino da associazioni di oggetti semplici.

Comportamentismo[modifica | modifica sorgente]

Il comportamentismo nasce negli Stati Uniti e si sviluppa a partire dal 1913, anno di pubblicazione di "psychology as the behaviorist views it" di John Watson. Oltre quest'ultimo, i principali esponenti del comportamentismo sono: Edwin Guthrie, Burrhus Skinner, C. L. Hull e Edward Tolman. Questa scuola dominò la ricerca psicologica americana fino agli anni 60. Lo studio della mente è basato esclusivamente sullo studio delle caratteristiche esteriori, la mente è considerata una "black box" una scatola nera inaccessibile, il comportamento manifesto diventa l'unità di misura della psicologia scientifica. C'è il rifiuto del ricorso alla coscienza e all'introspezione. La coscienza esiste, ma è un luogo privato che non è possibile usare per fare ricerca psicologica. È forte la critica alla scuola degli strutturalisti proprio per il ricorso di questi ultimi all'introspezione.

Cognitivismo[modifica | modifica sorgente]

Il cognitivismo ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate.

Psicologia della Gestalt[modifica | modifica sorgente]

I processi mentali sono studiabili secondo le leggi della Gestalt.

Prospettiva psicodinamica[modifica | modifica sorgente]

Il comportamento, il pensiero e tutti i processi vissuti che si definiscono "esperienza" dipendono da un complesso equilibrio dinamico tra elementi consci ed inconsci della psiche. La teoria dell'inconscio è il fondamento della psicologia dinamica.

Psicologia della comprensione[modifica | modifica sorgente]

I fenomeni psichici non sono spiegati secondo il modello delle scienze fisiche, ma compresi secondo il modello delle scienze dello spirito.

Fenomenologia[modifica | modifica sorgente]

Il soggetto è l'essere umano nel suo divenire storico, nel suo esserci e nel suo essere lanciato nel mondo.

Psicologia sistemica[modifica | modifica sorgente]

Lo studio della psicologia si risolve nello studio relazionale e comunicativo dell'essere umano come singolo e come oggetto sociale.

Criterio del metodo di ricerca[modifica | modifica sorgente]

A seconda del metodo adottato la psicologia si suddivide in sperimentale, clinica, statistica, cibernetica.

Metodo sperimentale[modifica | modifica sorgente]

Si accomunano ad esso orientamenti metodologici che hanno basi comuni nel rigore di indagine sperimentale di tipo galileano. Si rifanno a tale metodo la psicologia sperimentale, il comportamentismo, il cognitivismo HIP.

Metodo clinico[modifica | modifica sorgente]

Si qualifica come il soggettivarsi della ricerca in psicologia, cioè al rapporto interpersonale tipico della psicologia clinica; da non confondersi con il rapporto che si instaura nella psicoterapia. Adottano tale metodo la psicologia della Gestalt, la psicologia dinamica, l'epistemologia genetica.

Metodo statistico[modifica | modifica sorgente]

«Raccoglie, organizza, e analizza i dati relativi all'oggetto considerato in vista dell'utilizzazione delle informazioni ottenute ai fini della previsione di non osservati. L'impostazione statistica, oltre ad aver allargato le possibilità di ricerca attraverso l'elaborazione dei dati, ha consentito di stabilire un certo tipo di corrispondenza tra la metodica impiegata in ambito sperimentale e la metodica impiegata in ambito clinico»[3].

Metodo cibernetico[modifica | modifica sorgente]

Metodo proveniente dalla teoria dei sistemi, il quale non adotta l'approccio causa-effetto, tipico della psicologia moderna (psicoanalisi, psicologia analitica, ma anche comportamentismo, e un certo tipo di cognitivismo), bensì l'approccio olistico. Quest'ultimo afferma che «il senso emerge dall'interazione dinamica delle parti»[3].

Criterio della finalità perseguita[modifica | modifica sorgente]

Finalità teoriche[modifica | modifica sorgente]

Sono perseguite da psicologia generale, psicofisiologia, psicofisica, psicologia animale, psicologia dello sviluppo, psicologia sociale, psicolinguistica, psicopatologia, psicologia dinamica.

Psicologia generale[modifica | modifica sorgente]

Dotata di un corpus di ricerca proveniente dagli ambienti accademici ed universitari, sia a carattere nosografico che idiografico (v. anche immagine idiografica).

Psicofisica[modifica | modifica sorgente]

Studia le leggi che regolano le relazioni fra gli stimoli fisici e le risposte comportamentali.

Psicofisiologia[modifica | modifica sorgente]

Studia le relazioni fra la fisiologia e i processi psichici.

Psicologia animale[modifica | modifica sorgente]

La Psicologia animale e comparata studia in maniera sistematica le uguaglianze e le differenze nelle strutture e nelle funzioni psicocomportamentali in differenti specie animali. La Psicologia animale e comparata è una scienza comportamentale, essa studia il comportamento al fine di prevederlo e inferire i processi psicologici che lo guidano. La Psicologia animale si affianca all'Etologia. Anche l'Etologia studia il comportamento animale in una prospettiva comparata. Lo studio del comportamento animale, come lo studio di qualsiasi fenotipo biologico, coincide nel rispondere a quattro interrogativi: 1) i meccanismi che causano il comportamento, e cioè le fonti di stimolazione interna ed esterna all'animale e la loro reciproca organizzazione che è alla base del comportamento animale; 2) lo sviluppo ontogenetico del comportamento, che coincide nella conoscenza delle trasformazioni comportamentali che si susseguano durante tutta la vita dell'animale e le cause genetiche e ambientali che determinano tali modificazione; 3) la funzione evolutiva, e il valore adattivo di un comportamento; 4) l'evoluzione del comportamento, e cioè conoscere i diversi comportamenti da cui deriva durante l'evoluzione un dato comportamento. Storicamente l'etologia si è occupata principalmente della funzione ed evoluzione filogenetica dei moduli comportamentali, mentre la psicologia animale e comparata ha posto maggiore attenzione ai meccanismi sottostanti un comportamento e allo sviluppo comportamentale. Spesso la Psicologia animale e comparata viene erroneamente fatta coincidere con l'opera di pochi rappresentanti della stessa, come ad esempio Skinner. Allo stesso tempo, le critiche che spesso vengono rivolte alla psicologia dall'etologia e che hanno finito per rappresentare erroneamente l'epistemologia della psicologia animale e comparata, riguardano la presunta attenzione esclusiva della psicologia animale a processi di apprendimento relativamente semplici. Questo è falso. La Psicologia animale e comparata ha studiato numerosi fenotipi; ha studiato, ad esempio, la motivazione e il comportamento sessuale, i comportamenti sociali, le predisposizioni biologiche all'apprendimento, l'apprendimento sociale, i comportamenti finalizzati, le basi genetiche del comportamento animale, le capacità di concettualizzazione negli animali, e altre complesse capacità cognitive. Un'altra critica rivolta alla psicologia animale e quella di aver studiato prevalentemente il comportamento dei roditori. Sebbene la psicologia animale abbia effettuato numerosi studi sui roditori, non mancano nella storia della psicologia animale numerosi studi sui primati non umani e sui carnivori. Infine, la psicologia animale è stata accusata di effettuare facili generalizzazioni sull'uomo a partire dagli studi sui roditori. Questa tendenza è stata frequente nella psicologia animale dei primi venti anni del secolo scorso; tuttavia si affianca a una tendenza dell'etologia lorenziana che faceva generalizzazioni importanti, politicamente e socialmente rilevanti, a partire da osservazioni sullo spinarello. La psicologia animale e comparata ha svolto per lo più ricerche di laboratorio e in cattività semi-naturale; mentre l'etologia ha prediletto lo studio del comportamento animale in situazioni di cattività semi naturale e in natura. Inoltre la psicologia animale ha prediletto l'utilizzo del metodo sperimentale nelle sue ricerche, mentre l'etologia ha utilizzato prevalentemente, ma non esclusivamente, metodi osservativi e studi di correlazione per conoscere il comportamento animale. Infine l'etologia, al contrario della psicologia, ha sempre incentivato una puntuale raccolta dell'etogramma della specie, e cioè di tutti i comportamenti manifestati da una specie animale. I primi modelli sul comportamento animale lo concettualizzavano come dovuto a processi relativamente semplici. Oggi il comportamento animale è spiegato facendo riferimento a complessi processi psicologici. Per rappresentare adeguatamente questo cambio di paradigma oggi si fa riferimento a una nuova etologia e psicologia comparata: Etologia cognitiva e Psicologia cognitiva comparata. Lo studio del comportamento animale può avere diverse finalità. Una è acquisire maggiori conoscenze sul comportamento umano. In questo senso la psicologia animale e comparata e l'etologia sono metodi di studio preziosissimi e non sostituibili per conoscere il comportamento umano. La base concettuale da cui tra validità il metodo comparativo in tutte le scienze che lo utilizzano è la teoria dell'evoluzione per selezione naturale di Darwin e oggi arricchita dalle conoscenze di genetica. La teoria dell'evoluzione assume una continuità tra le specie animali. Il concetto di continuità si basa su due postulati. Il primo è quello di discendenza comune delle diverse specie animale, tra cui l'uomo. L'altro postulato afferma che le specie animali attualmente esistenti sono caratterizzate a livello biologico da analogie e omologie, in altri termini similitudini. Questi concetti applicati alla psicologia implicano che la psiche dell'uomo "deriva" da quella di altri animali, e che attualmente la psiche umana è caratterizzata da similitudini con quella di altri animali. Questi concetti permettono di studiare l'animale per effettuare ipotesi sull'uomo. Si può evidenziare che tra le maggiori scoperte effettuate sull'uomo provengono da studi sull'animale. Una per tutte: la teoria dell'attaccamento. La psicologia animale e comparata studia anche l'animale indipendentemente da motivazioni di ricerca sull'uomo. Lo studio del comportamento animale ha fornito e fornisce informazioni preziosissime per ciò che riguarda alcuni comportamenti che possono essere definiti patologici e per il benessere animale. Infatti, il comportamento e i processi psicologici che ne sono alla base sono tra i principali indici del benessere animale e tra le principali cause dello stesso. Allo stesso tempo, un comportamento è definito patologico se di discosta da una norma di riferimento e se può essere considerato non adattivo in uno specifico ambiente. Date queste definizioni, si può evidenziare che un comportamento patologico è uno scostamento quantitativo da un comportamento normale che non procura un vantaggio adattivo all'animale in un dato ambiente. Ne consegua che i professionisti sul comportamento animale dovrebbero essere considerati figure indispensabili nella valutazione e nell'intervento sul benessere animale e sulla psicopatologia del comportamento animale.

Psicologia dello sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Studia i processi di formazioni e di sviluppo mentale dell'individuo come singolo e in relazione alle altre persone.

Psicologia sociale[modifica | modifica sorgente]

Studia le interazioni umane e relazioni personali a livello di individui, di gruppi e di istituzioni.

Psicolinguistica[modifica | modifica sorgente]

Studia gli aspetti mentali del comportamento verbale.

Psicopatologia[modifica | modifica sorgente]

Studia i comportamenti classificati anormali.

Psicologia dinamica[modifica | modifica sorgente]

Studia processi inconsci che regolano la condotta umana.

Finalità operative[modifica | modifica sorgente]

Sono così dette quelle raggruppabili nella psicologia applicata. Esse sono: Psicologia clinica, Psicologia del lavoro, Psicologia dell'educazione, Psicologia forense, Psicologia dell'arte, Psicologia etnica, Psicologia delle masse, Psicologia politica, Psicologia militare, Psicologia dell'emergenza, Psicologia dello sport, Psicologia ambientale, Psicologia della comunicazione.

Psicologia clinica[modifica | modifica sorgente]

Studia ed interviene sui processi coinvolti nelle situazioni di difficoltà o disfunzione psicologica. In senso più ampio, rappresenta la cornice funzionale della gestione psicologica delle forme di psicopatologia, con forti rapporti con la psicodiagnostica e la psicoterapia.

Psicologia Medica[modifica | modifica sorgente]

Studia le interrelazioni fra medico e paziente, e gli aspetti psicologici e comunicativi nelle istituzioni sanitarie. Uno dei primi studiosi ad interessarsi approfonditamente di questo ambito fu lo psicoanalista ungherese Michael Balint nei primi anni '50.[4]

Psicologia di comunità[modifica | modifica sorgente]

Studia le modalità di analisi, prevenzione ed intervento a livello di processi psicosociali e comunitari.

Psicosomatica[modifica | modifica sorgente]

Studia le malattie somatiche in relazione ai processi psichici.

Sessuologia[modifica | modifica sorgente]

Studia la sessualità umana e i disturbi sessuali, a livello psicologico e funzionale.

Psicologia dell'invecchiamento o Gerontologia[modifica | modifica sorgente]

Studia l'età involutiva ed i suoi disturbi.

Psicologia delle differenze individuali[modifica | modifica sorgente]

Studia le specificità differenziali degli esseri umani, soprattutto a livello funzionale e personologico.

Psicoterapia[modifica | modifica sorgente]

Studia le modalità e tecniche psicoterapeutiche, in particolare a fronte di situazioni di psicopatologia; può essere rivolta al singolo, alla famiglia, al gruppo.

Psicodiagnostica[modifica | modifica sorgente]

Formalizza una diagnosi psicologica e psicopatologica, basandosi su un insieme strutturato di colloqui, test psicometrici e reattivi; vedi psicometria e psicologia clinica.

Psicoprofilassi[modifica | modifica sorgente]

Studia la prevenzione del comportamento distruttivo e autodistruttivo, derivanti dal consumo di alcol e di droga. Più in generale, si occupa delle modalità di prevenzione delle possibili difficoltà psicologiche derivanti da situazioni di vario tipo (parto, emergenze, situazioni di forte stress occupazionale, etc.)

Psicologia del lavoro[modifica | modifica sorgente]

Studia l'organizzazione del lavoro, l'orientamento, la selezione, l'aumento dell'efficacia delle prestazioni ed il benessere psicosociale dei lavoratori.
Ne sono parte integrante la psicologia commerciale, la psicologia industriale, la psicologia della pubblicità, la psicosociologia, la psicologia delle organizzazioni.

Psicologia commerciale[modifica | modifica sorgente]

Studia i bisogni, i desideri e le motivazioni dei consumatori nelle scelte commerciali.

Psicologia industriale[modifica | modifica sorgente]

Studia l'adattamento dell'ambiente tecnico-industriale ai bisogni psicologici ed agli aspetti ergonomico-funzionali dell'essere umano.

Psicologia della pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Studia gli aspetti psicologici della propaganda commerciale e politica.

Psicosociologia[modifica | modifica sorgente]

Studia le dinamiche all'interno di gruppi e di organizzazioni in base ai costrutti teorici della psicologia del lavoro e della psicologia sociale. (Da non confondersi con quest'ultima).

Psicologia dell'educazione[modifica | modifica sorgente]

Suddivisa in pedagogia, psicopedagogia, psicologia scolastica.

Psicopedagogia[modifica | modifica sorgente]

Studia le incidenze psicologiche dei vari metodi educativi.

Psicologia scolastica[modifica | modifica sorgente]

Studia i problemi di orientamento, adattamento e disadattamento scolastico, ed anche l'inserimento di portatori di disabilità fisiche e psichiche. Teoricamente si basa sui costrutti della psicologia dell'apprendimento.

Psicologia forense[modifica | modifica sorgente]

Studia l'accertamento dell'integrità psichica dell'imputato e la perizia delle testimonianze raccolte nel corso dell'istruttoria. Viene anche definita psicologia giuridica

Psicologia carceraria[modifica | modifica sorgente]

Studia l'assistenza e la rieducazione dei detenuti.

Criminologia[modifica | modifica sorgente]

Studia i diversi fattori e i processi che causano il comportamento criminale.

Psicologia dell'arte[modifica | modifica sorgente]

Studia i prodotti artistici, collaborando con l'estetica.

Psicologia etnica[modifica | modifica sorgente]

Studia la psicologia dei popoli con culture diverse da quella occidentale.

Psicologia culturale[modifica | modifica sorgente]

Studia il rapporto tra variabili psicologici e culturali. Si differenzia dalla psicologia etnica (o cross-culturale) in quanto la prima ha un approccio differenziale, e considera la cultura una variabile indipendente, mentre la psicologia culturale è interessata all'interazione diadica tra aspetti psicologici e culturali.

Psicologia delle masse[modifica | modifica sorgente]

Studia l'influsso dei fenomeni collettivi sul comportamento individuale.

Psicologia politica[modifica | modifica sorgente]

Studia l'evoluzione e l'involuzione del potere politico, ed i processi di scelta politica.

Psicologia militare[modifica | modifica sorgente]

Studia le dinamiche dei gruppi e delle istituzioni militari, oltre a valutare le attitudini al comando ed allo svolgimento di compiti specifici.

Psicologia dell'emergenza[modifica | modifica sorgente]

Studia il comportamento umano, individuale e di gruppo, in situazioni di emergenza e crisi.

Psicologia dello sport[modifica | modifica sorgente]

Studia la selezione e l'addestramento degli atleti, nonché le relazioni sociali fra atleti e il tifo.

Psicologia del traffico[modifica | modifica sorgente]

Studia il comportamento alla guida e tutti gli effetti ad esso collegati[5].

Psicologia ambientale[modifica | modifica sorgente]

Studia il comportamento e il benessere umano in relazione all'ambiente socio-fisico.

Psicologia della comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Studia i processi della comunicazione interindividuale e sociale in chiave psicologica.

Criterio dell'oggetto di studio[modifica | modifica sorgente]

La psicologia mediante tale criterio, è catalogabile in: psicologia dell'apprendimento (comportamentismo), psicologia della percezione (psicologia della Gestalt), psicologia dei processi cognitivi (cognitivismo), psicologia della personalità, psicologia dell'Io.

Branche della psicologia[modifica | modifica sorgente]

Psicologia anormale[modifica | modifica sorgente]

La psicologia anormale studia il comportamento psicologico anormale per descrivere, predire, spiegare e cambiare i modelli anormali di funzionamento mentale. La psicologia anormale studia la natura della psicopatologia e delle relative cause (eziologia) e questa conoscenza è applicata per curare i pazienti con i disordini psicologici in psicologia clinica.

Il DSM, pubblicato dall'associazione psichiatrica americana, è il manuale maggiormente usato nella diagnostica dei disturbi mentali negli Stati Uniti ed in Italia.

Psicologia applicata[modifica | modifica sorgente]

La psicologia applicata comprende sia la ricerca psicologica, destinata ad aiutare gli individui a superare i problemi pratici, che l'applicazione di questa ricerca in normative d'uso. Molta ricerca applicata in psicologia è utilizzata in altri campi, quali l'amministrazione di affari, la progettazione, l'ergonomia, la nutrizione e la medicina clinica. La psicologia applicata include i campi della psicologia clinica, la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, fattori umani, la psicologia forense, la psicologia della salute, la psicologia della scuola ed altre.

Il counseling psicologico[modifica | modifica sorgente]

Il counseling è uno degli strumenti della psicologia applicata volti a facilitare la relazione tra un individuo (o più, nel counseling psicologico di gruppo) e il proprio ambito esistenziale, con attenzione particolare all'area sociale, professionale, dell'educazione e dello sviluppo in aspetti correlati con il benessere psichico e l'organizzazione.

È un'attività riguardo alla quale si hanno pareri difformi se possa essere annoverata tra le consulenze professionali oppure no.

Il counseling psicologico non ha necessariamente implicazioni riguardanti la psicologia clinica in quanto il rapporto si focalizza più sullo sviluppo normale, sul vissuto personale quotidiano, e meno su eventuali disturbi psicologici nei quali casi, in base alla gravità, è corretto l'invio allo psicoterapeuta ed eventualmente allo psichiatra.

Il rapporto designato come "counseling psicologico", in quanto si rivolge a eventuali successi o insuccessi di rapporti umani concretamente definiti, tende a escludere per quanti ne fruiscono ogni riferimento a psicopatologia. Ciò in quanto si è riscontrato, specialmente nei paesi in cui è riconosciuta una copertura assicurativa dei costi delle psicopatologie, un eccessivo ricorso a termini propri a tale materia (come nevrotico, disturbato, alienato, ecc.) che in certi contesti sono ritenuti offensivi e possono avere potenzialità iatrogena. Ciò rende necessario che il counseling psicologico, anche quando si configura come formazione, sia svolto da psicologi, psichiatri e operatori sociali.

L'impianto tecnico-teorico del counseling psicologico è basato su ricerche universitarie ormai decennali e sulle conoscenze psicologiche pratiche e teoriche tratte da osservazioni e analisi nel campo sia delle esperienze positive che de fallimenti più o meno gravi.

Psicobiologia e psicologia fisiologica[modifica | modifica sorgente]

MRI di un cervello umano. La freccia indica l'ipotalamo.

La psicobiologia e la psicologia fisiologica è lo studio scientifico delle basi biologiche e mentali del comportamento. Poiché tutto il comportamento è controllato dal sistema nervoso centrale, è ragionevole studiare le funzioni del cervello per capire il comportamento. Questo è il metodo adottato nella neuroscienza del comportamento, nelle neuroscienze cognitive e nella neuropsicologia. La neuropsicologia è il ramo della psicologia che mira a capire come la struttura e la funzione del cervello si riferiscono a specifici processi di comportamento e psicologici. I neuropsicologi sono impiegati spesso come scienziati per lo studio della conoscenza scientifica o medica. Il neuropsicologo è interessato specialmente alla comprensione delle lesioni del cervello nel tentativo di studiare le funzioni psicologiche in persone sane.

Il metodo della neuroscienza cognitiva studia il collegamento fra il cervello ed il comportamento usando strumenti di imaging, fMRI, per osservare quali zone del cervello sono attive durante l'attivazione dei processi mentali.

Psicologia clinica[modifica | modifica sorgente]

La psicologia clinica è l'applicazione della ricerca delle anomalie dei processi mentali al loro trattamento ed alla loro valutazione come psicopatologie, incluse le anomalie del comportamento e della salute mentale. È tradizionalmente associata al trattamento psicologico ed alla psicoterapia, anche se la psicologia clinica moderna può adottare un metodo eclettico, compreso un certo numero di metodi terapeutici. Tipicamente, anche se operano con molti degli stessi clienti che possono avere anche gli psichiatri, gli psicologi clinici non prescrivono psicofarmaci. Alcuni psicologi clinici possono studiare pazienti con sindromi cerebrali (con lesioni al cervello). Questa branca della psicologia clinica è chiamata neuropsicologia clinica.

Negli ultimi anni (specialmente negli Stati Uniti), sta sviluppandosi una spaccatura netta fra gli psicologi accademici (ricercatori universitari) ed alcuni rami della psicologia clinica. Molti psicologi accademici ritengono che molti clinici contemporanei usino terapie basate su teorie screditate e non comprovate da prove empiriche sulla loro efficacia. D'altro canto, i clinici ritengono che gli psicologi accademici trascurino la loro esperienza nel trattare i pazienti. Il disaccordo ha provocato la formazione dell'associazione per la scienza psicologica dagli psicologi di ricerca come nuovo corpo distinto dall'associazione psicologica americana.

Vi sono diverse scuole teoriche che caratterizzano l'intervento psicologico-clinico: tra queste, hanno particolare diffusione gli approcci psicodinamici, cognitivo-comportamentali e sistemici.

Psicologia cognitiva[modifica | modifica sorgente]

La natura del pensiero è un altro nucleo di interesse in psicologia. La psicologia cognitiva studia le cognizioni, il comportamento di fondo dei processi mentali. La percezione, l'apprendimento, il problem solving, la memoria, l'attenzione, il linguaggio e le emozioni sono tutti processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva. La psicologia conoscitiva è associata con una scuola di pensiero conosciuta come cognitivismo, i cui aderenti parlano a favore di un modello di elaborazione dell'informazione della funzione mentale, influenzato dal positivismo e dalla psicologia sperimentale.

La scienza cognitiva è collegata molto strettamente alla psicologia cognitiva, ma differisce da in alcuni dei metodi di ricerca impiegati ed ha un'enfasi maggiore sulla spiegazione dei fenomeni mentali a prescindere che essi siano di un essere umano o meno.

Entrambe le materie suddette usano modelli di calcolo per simulare i fenomeni oggetti di studio. Poiché gli eventi mentali non possono essere osservati direttamente, i modelli di calcolo forniscono uno strumento per studiare l'organizzazione funzionale della mente di tipo probabilistico inferenziale. Tali modelli danno a psicologi cognitivi la maniera di studiare "il software" sia del cervello (la mente) che di un calcolatore.

Psicologia animale comparata[modifica | modifica sorgente]

La psicologia animale comparata si riferisce allo studio del comportamento e della vita mentale degli animali, inclusi gli esseri umani. È collegata con discipline che sono al di fuori della psicologia, che hanno come oggetto di studio il comportamento animale, quale l'etologia, ad esempio. Anche se il campo della psicologia è incentrato soprattutto sugli esseri umani, il comportamento ed i processi mentali degli animali sono oggetti di studio assai discutibili; inoltre, una parte importante di ricerca psicologica pone una forte enfasi circa i collegamenti evolutivi sulla comprensione umana, mediante il confronto con i modelli di comportamento degli animali, come osservato nelle neuroscienze psicologiche (per esempio, neuroscienza affettiva e neuroscienza sociale).

Psicologia del lavoro e delle organizzazioni[modifica | modifica sorgente]

La psicologia del lavoro e delle organizzazioni è fra i più nuovi campi in psicologia. La psicologia del lavoro studia la valutazione e il rendimento sul lavoro mediante metodi predittivi, mentre la psicologia delle organizzazioni studia come le organizzazioni hanno effetto su e interagiscono con gli individui. Nel 1910, con gli impianti e gli esperimenti di Hugo Munsterberg e di Walter Dill Scott, la psicologia del lavoro è stata riconosciuta come parte legittima delle scienze sociali [6]. La psicologia delle organizzazioni non vi è stata aggiunta ufficialmente fino agli anni 70 e, da allora, il suo campo è sempre in crescita. La società per la psicologia organizzativa industriale ha circa 3400 membri professionali e 1900 allievi. Questi due numeri sommati rappresentano soltanto il 4% circa dei membri dell'American Psychological Association ma il numero sta aumentando dal 1939 in cui c'erano solo cento psicologi professionisti.[6]

Gli psicologi del lavoro sono impiegati nelle istituzioni accademiche, nelle ditte di consulenza, nelle risorse umane interne nelle industrie e nelle istituzioni governative. Negli Stati Uniti d'America le richieste di studio nella psicologia del lavoro sono in crescente aumento.[6]

Gli psicologi delle organizzazioni osservano le richieste per quanto riguarda le cose, il come, e il chi, sulle assunzioni, come definire e misurare il rendimento di lavoro riuscito, come preparare la gente per riuscire nei loro compiti lavorativi, come generare e cambiare il lavoro in modo che sia più sicuro e rendere la gente più appagata e come strutturare le organizzazioni per permettere che la gente realizzi il suo potenziale.[6]

Psicologia dell'arte[modifica | modifica sorgente]

La psicologia ha avuto, naturalmente, un effetto profondo sulle arti e sulla loro definizione, nel ventesimo secolo. Uno dei precursori nell'integrare la psicologia con la storia dell'arte fu Heinrich Wölfflin (1864 - 1945), critico d'arte e storico svizzero, il cui Prolegomena zu einer Psychologie der Architektur (Prolegomeni ad una psicologia dell'architettura), del 1886, tentava di mostrare che l'architettura potrebbe essere capita (in contrasto con uno stile storico-progressivista) da un punto di vista puramente psicologico. Benché inizialmente sviluppata in Germania, presto apparvero fautori della psicologia dell'arte in URSS, in Francia (André Malraux) e negli Stati Uniti, dove le premesse filosofiche della psicologia dell'arte furono rinforzate - e ad esse fu data valenza politica - nell'opera di John Dewey. Il suo saggio L'arte come esperienza, pubblicato nel 1932, fu la base per revisioni significative nelle pratiche educative sia nei kindergarten (giardino d'infanzia) che nelle università. L'effetto della psicologia fu particolarmente forte fra il 1950 e 1970, quando coincise con l'espansione dei programmi di storia e del museo d'arte, così come con lo sviluppo, durante il secondo dopoguerra, del curriculum d'istruzione espanso dello studente non laureato. Furono particolarmente influenti le opere di Rudolf Arnheim (nato nel 1904). Il suo Verso una psicologia dell'arte (Berkeley University Press) fu pubblicato nel 1966. Durante gli anni '70 la centralità della psicologia dell'arte nelle accademie ha cominciato a svanire. Gli artisti sono diventati più interessati alla psicanalisi e gli architetti alla fenomenologia ed alle opere di Derrida. Gli storici dell'architettura hanno criticato la psicologia dell'arte per il suo essere anti-contestuale e culturalmente ingenua. Oggi la psicologia ancora svolge un ruolo importante nel discorso dell'arte, principalmente nel campo di apprezzamento dell'arte.

Psicologia della personalità[modifica | modifica sorgente]

La psicologia della personalità studia i modelli psicologici del comportamento, del pensiero e delle emozioni, nell'insieme denominati personalità dell'individuo. Le teorie della personalità variano fra le differenti scuole psicologiche. Le teorie di caratteristica tenta di rompere la personalità giù in un certo numero di caratteristiche, per mezzo di analisi fattoriale. Il numero di caratteristiche ha variato fra le teorie. Uno del primo e più piccolo, modelli erano quello di Hans Eysenck, che ha avuto tre dimensioni: estroversione-introversione, stabilità-nevroticità e psicoticismo. Raymond Cattell ha proposto una teoria di 16 fattori di personalità. La teoria che oggi detiene la maggior parte di prove empiriche può essere considerata la teoria dei "cinque grandi fattori" ( Big Five), proposta da Lewis Goldberg e sviluppata da McCrae e Costa.

Un differente, ma ben noto studio della personalità, è quello di Sigmund Freud, la cui teoria strutturale ha diviso la personalità in Ego, Es, Super-ego, criticata da molti, compresi alcuni psicologi tradizionalisti.

Psicologia della salute[modifica | modifica sorgente]

La psicologia di salute è l'applicazione della teoria e della ricerca psicologiche a sanità e malattia di salute. Considerando che la psicologia clinica mette a fuoco su salute mentale e sulla malattia neurologica, la psicologia di salute è interessata della psicologia di una vasta gamma molto di comportamento correlato con la salute compreso il consumo sano, il rapporto del medico-paziente, la comprensione del paziente delle informazioni di salute e la credenza circa la malattia. Gli psicologi di salute possono partecipare alle campagne di sanità pubblica, esaminando l'effetto di politica sanitaria o di malattia su qualità di vita o nella ricerca sull'effetto psicologico di salute e di cura sociale.

Psicologia scolastica[modifica | modifica sorgente]

La psicologia scolastica è la disciplina dedicata ad aiutare i giovani socialmente ed emozionalmente. Gli psicologi della scuola collaborano con gli educatori, i genitori ed altri professionisti per generare gli ambienti scolastici sicuri, sani e di sostegno per tutti gli allievi che rinforzano i collegamenti fra casa e scuola. Sono addestrati per essere esperti nella valutazione, nell'intervento, nella prevenzione e nella consulenza educativi e del comportamento e molti hanno vasto addestramento nella ricerca [2].

Psicologia dell'educazione[modifica | modifica sorgente]

La psicologia educativa è lo studio dell'apprendimento umano nelle istituzioni educative, dell'efficacia degli interventi educativi. Essa è anche psicopedagogia e psicologia sociale delle organizzazioni scolastiche. Il lavoro di psicologi dello sviluppo come Lev Vygotskij, Jean Piaget e Jerome Bruner è stato influente nel generare metodi d'insegnamento e pratiche educative.

Psicologia dello sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Principalmente mettendo a fuoco sullo sviluppo della mente umana attraverso la durata, la psicologia inerente allo sviluppo cerca di capire come la gente viene percepire, capisce e si comporta all'interno del mondo e come questi processi cambiano mentre invecchiano. Ciò può mettere a fuoco su sviluppo intellettuale, conoscitivo, neurale, sociale, o morale. I ricercatori che studiano i bambini usano un certo numero di metodi unici di ricerca per fare le osservazioni nelle regolazioni naturali o per agganciarli nelle mansioni sperimentali. Tali mansioni assomigliano spesso ai giochi ed alle attività specialmente progettati che sono sia divertenti per il bambino che scientificamente utile ed i ricercatori persino hanno inventato i metodi intelligenti per studiare i processi mentali di piccoli infanti. Oltre che studiare i bambini, gli psicologi inerenti allo sviluppo inoltre studiano l'invecchiamento ed i processi durante la durata, particolarmente ad altre volte di cambiamento veloce (quali adolescenza e vecchiaia). La teoria di Urie Bronfenbrenner di sviluppo nel contesto[7] è influente in questo campo, come lo sono quelli accennati in “psicologia educativa e molti altri.

Psicologia giuridica[modifica | modifica sorgente]

La "psicologia giuridica" studia sotto il profilo psicologico (gli aspetti intellettivi, caratterologici ed attitudinali della psiche umana) la persona in rapporto alla posizione giuridica ed al ruolo rivestito nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e delle professioni e nella società. La psicologia giuridica studia quindi principalmente il vissuto personale (profilo psicologico) delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari, al fine di raccogliere dati comportamentali e sottoporli al vaglio dell'autorità giudiziaria incaricata del processo civile o penale.

L'ambito concerne lo studio di:

  • fattori della personalità (intelligenza, carattere, attitudini, bisogni, tendenze, motivazioni, stimoli, socializzazione);
  • condizioni della personalità (fragilità psichica, deficit intellettivo, stress psicosomatico, affaticamento mentale, morbilità psichica, pericolosità sociale);
  • aspetti psicologici conseguenti a separazione, divorzio, adozione nazionale e internazionale, affido etero-familiare del minore, maltrattamento di minori e abuso sessuale, violenza di gruppo, turbamento mentale e psicofisico della vittima, pedofilia e sette;
  • minori a rischio di devianza, principali fattori delle “carriere criminali”, bullismo, “branco”, dipendenze e sfruttamento;
  • aspetti psicologici della responsabilità penale dei minori e degli adulti;
  • comportamento del “testimone”, effetti dello stato di reclusione;
  • valutazione / misurazione del danno psichico;
  • osservazione e descrizione psicologica del comportamento deviato e della colpa;
  • consulenza tecnica e perizia psicologica, in ambito civile e penale, per il Tribunale.

Psicometria[modifica | modifica sorgente]

La psicometria è il campo di studio della teoria e della tecnica della misura in psicologia, incluse la misura della conoscenza, delle abilità, degli atteggiamenti e delle caratteristiche della personalità. Il campo di studio è particolarmente volto verso lo studio delle differenze fra gli individui. Coinvolge due aspetti importanti della ricerca, vale a dire:

  1. la costruzione degli strumenti e delle procedure per la misura;
  2. lo sviluppo ed il perfezionamento dei metodi teorici della misura.

Gran parte del lavoro teorico ed applicativo della psicometria è stato svolto nel tentativo di misurare l'intelligenza. L'origine della psicometria è collegata alla psicofisica. Charles Spearman, pioniere della psicometria che ha sviluppato i metodi della misura dell'intelligenza, ha studiato sotto gli insegnamenti di Wilhelm Wundt. Louis Leon Thurstone successivamente ha sviluppato ed applicato un metodo teorico della misurazione denominato come "legge di giudizio comparativo", un metodo che ha collegamenti vicini alla teoria psicofisica sviluppata da Weber e da Fechner. In più, Spearman e Thurstone hanno entrambi dato contributi importanti alla teoria ed all'applicazione dell'analisi fattoriale, un metodo matematico - statistico usato estesamente in psicometria.

Più recentemente, la teoria psicometrica è stata applicata nella misura della personalità, degli atteggiamenti e delle credenze, nel successo accademico, e nei campi correlati con la salute. La misura di questi fenomeni psicologici è difficile e gran parte della ricerca accumulata in questa disciplina, è stata sviluppata nel tentativo di definire e misurare correttamente tali fenomeni. I critici di questo approccio, compresi i professionisti delle scienze fisiche e nelle scienze sociali, hanno sostenuto che tali definizioni sono impossibili e la quantificazione è talmente difficile che tali misure sono da ritenersi invalide. Gli autori delle tecniche psicometriche rispondono, che non sempre in natura la teoria della misura è relativa a misure come la lunghezza, direttamente osservabili. Molte variabili fisiche vengono misurate senza che esse siano direttamente osservabili come ad esempio le forze o il calore. Queste ultime si misurano mediante i loro effetti e non direttamente. In psicologia con le opportune tecniche psicometriche si effettua lo stesso tipo di misurazione. Anzi spesso nelle scienze fisiche non vengono tenuti in considerazione tutti i criteri metodologici e statistici che invece vengono utilizzati normalmente in psicometria.

Fra le figure che hanno dato contributi significativi alla psicometria si possono includere Karl Pearson, Louis Leon Thurstone, Georg Rasch ed Arthur Jensen.

Psicologia sociale[modifica | modifica sorgente]

Un crocevia a Shibuya, Tokyo.

La psicologia sociale è lo studio della natura e delle cause del comportamento sociale umano, con attenzione a ciò che la gente pensa degli altri ed alle relazioni interpersonali. La psicologia sociale mira a capire la nostra percezione delle situazioni sociali. Per esempio, questo studio può comprendere l'influenza degli altri sul comportamento dell'individuo (per esempio, per conformità o persuasione), la percezione e comprensione delle indicazioni sociali, o la formazione degli atteggiamenti e degli stereotipi sulla gente. La cognizione sociale è un metodo comune che comporta un metodo principalmente conoscitivo e scientifico per capire il comportamento sociale.

Una disciplina con stretta parentela è la psicologia della Comunità, la quale esamina le edizioni di salute psicologica e mentale al livello della Comunità piuttosto che individuale. "Il senso di Comunità" si è trasformato nel relativo centro concettuale (Sarason, 1986; Chavis & Pretty, 1999).

Prospettive teoriche e terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

(in ordine alfabetico)

Prospettive prevalentemente teoriche e di ricerca[modifica | modifica sorgente]

Prospettive prevalentemente terapeutiche e di intervento[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M.I.U.R.: D.M. 4 ottobre 2000: ELENCO DEI SETTORI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI
  2. ^ Galimberti U., (1999) Enciclopedia di Psicologia. Garzanti, Torino. pp. 810.
  3. ^ a b pp. 812, U. Galimberti "Enciclopedia..."
  4. ^ Balint M., (1990) Medico, paziente e malattia. Feltrinelli, Milano. ISBN 88-07-60002-1
  5. ^ La Psicologia del Traffico e della Sicurezza Viaria
  6. ^ a b c d Industrial and Organization Psychology, Fourth Edition, John Wiley & Sons, Inc., 2006
  7. ^ Bronfenbrenner U., (1979) Ecologia dello sviluppo umano. Il Mulino, Bologna. ISBN 0-674-22456-6

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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