Disastro di Ufa
Il disastro di Ufa accadde il 4 giugno 1989 alle 1:15 (ora locale) presso le città di Ufa e Aša in Unione Sovietica sulla Ferrovia transiberiana. Fu provocato dall'esplosione del GPL fuoriuscito dalla fessurazione di un oleodotto corrente vicino (1 km) alla ferrovia, a sua volta innescata dalle scintille sprigionate dal passaggio di due treni.
Il risultato fu la morte di 575 persone e il ferimento di altre 600, quasi tutti bambini. I due treni infatti stavano trasportando bambini in direzione e di ritorno da una colonia di vacanze sul mar Nero. L'esplosione fu stimata a 10 chilotoni di TNT, ovvero quasi equivalente all'esplosione di Hiroshima, e fu così potente da mandare in frantumi le finestre della città di Aša distante 13 km dall'epicentro[1]. Le cause del disastro vanno ricercate nella negligenza degli ingegneri addetti all'oleodotto che, avendo registrato tre ore prima dell'esplosione una caduta di pressione nell'oleodotto, decisero di riportare la pressione a valori normali invece di verificare eventuali perdite.[2]
Note [modifica]
- ^ (EN) Keller, Bill. "500 on 2 Trains Reported Killed By Soviet Gas Pipeline Explosion", The New York Times, June 5, 1989. Accessed November 20, 2007.
- ^ (EN) Soviet Union Hard Lessons and Unhappy Citizens - TIME
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