Disastro della LoveParade 2010

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Coordinate: 51°25′20″N 6°46′19.6″E / 51.422222°N 6.772111°E51.422222; 6.772111

Disastro della LoveParade
Unterführung in Duisburg am ehemaligen Güterbahnhof DSCF0640.jpg
Immagine del 2008 del tunnel dove è avvenuta la strage.
Stato Germania Germania
Luogo Duisburg
Data 24 luglio 2010
Morti 21
Feriti 510

Il disastro della LoveParade è una tragedia avvenuta il 24 luglio 2010 nel corso della diciannovesima edizione della LoveParade svoltasi a Duisburg in Germania in cui morirono 21 persone e ne rimasero ferite altre 510.[1]

Le cause del disastro sono attualmente oggetto di un'inchiesta da parte della procura di Duisburg. In seguito all'incidente gli organizzatori della LoveParade hanno annunciato che quella del 2010 sarebbe stata l'ultima edizione della manifestazione.[2]

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi LoveParade.

La LoveParade era un popolare festival di musica dance gratuito nato a Berlino nel 1989. Il festival prevedeva esibizioni su palchi, ma aveva come principale caratteristica la presenza di una parata in giro per le strade con DJ e ballerini che si muovevano in mezzo al pubblico. L'edizione del 2010 venne svolta a Duisburg, come parte delle manifestazioni per celebrare la scelta della Ruhr come Capitale europea della cultura. Fu la prima a svolgersi in uno spazio chiuso, nell'area di una vecchia stazione merci. La capacità della stazione era limitata a 250.000 persone ma, sulla base dell'esperienza delle edizioni precedenti, erano attese oltre un milione di persone.[3]

Dinamica del disastro[modifica | modifica sorgente]

Mappa della Love Parade 2010: Il 3 rappresenta l'ingresso del tunnel

L'entrata nella stazione iniziò alle 12:00 CEST (10:00 UTC) attraverso un tunnel di 240 metri dal lato est e da una serie di sottopassaggi dal lato ovest. Entrambi gli ingressi si riunivano poi su una rampa che era l'unico punto di ingresso e di uscita dall'area del festival.[4]

Alle 15.30, a causa del sovraffollamento eccessivo, gli organizzatori chiesero alla polizia di bloccare l'afflusso dei partecipanti. La polizia annunciò tramite altoparlanti alle persone in attesa che non era più consentito l'ingresso e chiuse l'accesso all'area del festival.[5][6] La folla continuò però a entrare dall'altro lato del tunnel, ignorando l'avvertimento, e in breve tempo l'area all'uscita del tunnel divenne sovraffollata.[7][8]

A causa del sovraffollamento la situazione diviene presto insostenibile e nacque una calca improvvisa che causò le morti e i feriti.[9] La maggior parte delle morti avvenne per schiacciamento della cassa toracica.[10] Per evitare ulteriori scene di panico la manifestazione fu proseguita sino al termine, senza informare il resto della folla della tragedia appena avvenuta[9]

Le reazioni[modifica | modifica sorgente]

Le vittime[modifica | modifica sorgente]

Nazionalità Morti Età
Germania Germania 14 18-38
Spagna Spagna 2 21-22
Paesi Bassi Paesi Bassi 1 22
Australia Australia 1 27
Cina Cina 1 38
Italia Italia 1 21
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 1 21[11]
Totale 21


Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) Duisburg-Ticker: Trauerzug durch den Tunnel - Kraft fordert indirekt Rücktritt, Der Spiegel, 28 luglio 2010. URL consultato il 7 novembre 2011.
  2. ^ (EN) Cathrin Schaer, David Crossland, The World from Berlin: Love Parade Stampede 'Was a Tragedy Waiting to Happen', Der Spiegel, 26 luglio 2010. URL consultato il 7 novembre 2011.
  3. ^ (DE) Rede von Minister für Inneres und Kommunales Ralf Jäger.
  4. ^ Catastrophe point: 25 metre long mouth of the Karl-Lehr-Strassen Tunnel underpass area with Ostrampe (east-ramp) especially around the small stairs; see also (DE) video at 17.00 clock.
  5. ^ Stampede at German Love Parade festival kills 19, BBC News, 24 luglio 2010. URL consultato il 24 luglio 2010.
  6. ^ 19 killed in stampede at Love Parade street party, France 24, 24 luglio 2010. URL consultato il 24 luglio 2010.
  7. ^ Michael Sohn e Vanessa Gera, 18 killed in mass panic at Germany's Love Parade, The Washington Post, 24 luglio 2010. URL consultato il 24 luglio 2010.
  8. ^ (DE) interview: crowd manager Carsten Walter
  9. ^ a b Duisburg, 19 morti alla Love Parade, Corriere della Sera, 24 luglio 2010. URL consultato il 7 novembre 2011.
  10. ^ (DE) Heftige Vorwürfe gegen Veranstalter der Loveparade, Süddeutsche Zeitung, 28 luglio 2010.
  11. ^ (EN) Articolo sulle vittime della LoveParade