Disastro del Lužniki

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Disastro del Lužniki
Lo stadio Lužniki nel 1980 senza alcuna copertura, così come nel 1982.
TipoIncidente di folla
Data20 ottobre 1982
LuogoMosca
StatoBandiera dell'Unione Sovietica Unione Sovietica
Coordinate55°42′57″N 37°33′13″E / 55.715833°N 37.553611°E55.715833; 37.553611
Conseguenze
Morti66
Feriti61

Il disastro del Lužniki è il nome dato ad una strage avvenuta nel 1982 nello stadio Lužniki di Mosca, all'epoca Stadio Lenin, in cui morirono 66 persone[1].

La strage[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 ottobre 1982 era in programma una partita di Coppa UEFA 1982-1983 tra Spartak Mosca e Haarlem. A pochi minuti dalla fine, con il club sovietico in vantaggio per 1-0, molti spettatori cominciarono a lasciare lo stadio a causa del freddo[2], dirigendosi verso l'unica uscita aperta (tutte le altre erano chiuse). All'88° lo Spartak raddoppiò con un gol di Sergej Švecov, e alcuni tifosi decisero di tornare indietro.

Il ritorno sugli spalti fu impedito dalla polizia[3][4][5] e la conseguenza fu un sovraffollamento delle scale che alla fine ne provocò il crollo. Nell'incidente morirono 66 persone[1] e altre 61 rimasero ferite[1].

Il seguito[modifica | modifica wikitesto]

Le autorità locali decisero subito di insabbiare la vicenda[3][4] per evitare cattive opinioni a livello internazionale. Il giorno dopo venne riportato un piccolo trafiletto sui giornali che diceva Ieri al Lužniki dopo una partita di calcio si è verificato un incidente. Ci sono alcuni feriti tra gli spettatori[4], ma la vicenda non venne mai approfondita fino in fondo dalla magistratura, che invece decise di preparare un'indagine farsa; vennero date versioni diverse dai fatti realmente accaduti e quando i testimoni cercarono di raccontare la verità vennero subito interrotti[2][4][5].

Uno dei custodi dello stadio, Jurij Pančichin[5], assunto da soli due mesi e mezzo[4], che aveva cercato di salvare alcune vite, fu costretto a raccontare una versione voluta dalle autorità, in cui affermava di avere avuto qualche colpa[6] (lui disse di essere colpevole psicologicamente, e i giudici interpretarono queste sue parole come una confessione[6]). Fu condannato a 3 anni l'8 febbraio 1983[4] e scontò 18 mesi (metà della pena) ai lavori forzati[2][4][5].

Nel 1989 il Sovetskij Sport pubblicò il primo articolo dedicato alla tragedia[3][7], scrivendo che le autorità decisero di insabbiare tutto, impedendo ai familiari delle vittime di scrivere sulle lapidi morto in un incidente allo stadio Luzniki[4], e che i giocatori olandesi dell'Haarlem lasciarono lo stadio non accorgendosi di quanto stava accadendo. Successivamente, sul luogo della tragedia, è stato eretto un monumento[5].

Il 20 ottobre 2007 si è disputato un Memorial match tra gli ex giocatori delle due squadre finito 2-2, ma ancora oggi le autorità russe non hanno chiesto scusa per il modo in cui si verificò quella strage e per il modo con cui venne condotta l'inchiesta penale[5].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, nel 2008, è stato trasmesso per la prima volta su ESPN Classic un documentario che racconta la tragedia con testimonianze di persone presenti allo stadio quella sera e sopravvissuti alla tragedia, con testimonianze di alcuni genitori delle vittime (i cui figli persero la vita) e con il racconto del custode Jurij Pančichin.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (RU) В. Зайкин, Трагедия в Лужниках. Факты и вымысел, in Izvestia, Mosca, 20 luglio 1989, p. 6. URL consultato il 14-02-2012 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2018).
  2. ^ a b c Giulia Zonca, TRAGEDIA INSABBIATA, in La Stampa, 24 febbraio 2007. URL consultato il 3 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  3. ^ a b c URSS, STRAGE NASCOSTA, in La Repubblica, 09 luglio 1989. URL consultato il 13-08-2010.
  4. ^ a b c d e f g h Jim Riordan, Moscow's secret tragedy - hundreds of fans crushed to death, in The Guardian, 04-05-2008. URL consultato l'08-07-2009.
  5. ^ a b c d e f L’Heysel russo: bugie e segreti sul massacro nello stadio di Mosca [collegamento interrotto], in L'Unità, 22 ottobre 2008. URL consultato il 13-08-2010.
  6. ^ a b (EN) Robin Scott-Elliot, Football's most terrible disaster – and how the USSR hushed it up, in The Independent, 27 ottobre 2008. URL consultato il 13-08-2010.
  7. ^ QUANDO A MOSCA NEL 1982 MORIRONO CENTO TIFOSI, in La Repubblica, 19 aprile 1989. URL consultato il 13-08-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]