Dirottamento della Maersk Alabama

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La Maersk Alabama mentre lascia Mombasa, in Kenya, il 21 aprile 2009.

Il dirottamento della Maersk Alabama è stato un fatto avvenuto tra l'8 e il 12 aprile 2009 che comportò il sequestro della nave mercantile omonima da parte di un gruppo di 4 pirati somali.

Il braccio di ferro con i sequestratori si concluse il 12 aprile quando una squadra del DEVGRU appartenente ai Navy SEAL riuscì a scongiurare il dirottamento uccidendo 3 pirati, determinando la cattura dell'ultimo pirata superstite e il salvataggio del comandante Richard Phillips. Il fatto passò alla storia perché si trattava del primo dirottamento di una nave da carico statunitense in duecento anni di storia navale.

Il dirottamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2009 Phillips, allora comandante della nave mercantile, venne chiamato, assieme ai suoi 20 membri dell'equipaggio, a prendere parte ad una spedizione umanitaria per il Programma alimentare mondiale e trasportare circa 17.000 tonnellate di merci destinate alla popolazione del terzo mondo da Salalah (Oman) fino a Mombasa (Kenya).

L'8 aprile, mentre la nave si trovava a circa 240 miglia dalla costa della Somalia, un gruppo di 4 pirati somali armati di AK-47 abbordarono il mezzo con un motoscafo riuscendo a salire a bordo della nave. Durante l'abbordaggio i membri dell'equipaggio si nascosero nella sala macchine dove riuscirono a catturare uno dei pirati (identificato come Abduwali Muse) recatosi lì. Durante le 12 ore in cui lo tennero prigioniero cercarono di negoziare con gli altri pirati allo scopo di far rilasciare il comandante. Tuttavia, dopo aver rilasciato Muse, i pirati, venendo meno all'accordo, caricarono il comandante Phillips a bordo di una scialuppa di salvataggio allo scopo di raggiungere la Somalia in cambio di una somma di 10 milioni di dollari.

Operazione di salvataggio[modifica | modifica wikitesto]

Operazione di salvataggio di Richard Phillips
parte della lotta alla pirateria
Un drone ScanEagle riprende la scialuppa di salvataggio la notte del 9 aprile 2009
Data 9 - 12 aprile 2009
Luogo Corno d'Africa, 270 miglia al largo delle coste della Somalia
Esito Vittoria tattica americana, cattura di Abduwali Muse e salvataggio di Richard Phillips
Comandanti
Effettivi
Perdite
nessuno 3 morti, 1 catturato
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Il 9 aprile, Frank Castellano, comandante del cacciatorpediniere USS Bainbridge, presa conoscenza della situazione, insieme alla fregata USS Halyburton ed alla portaelicotteri USS Boxer, raggiunse il Maersk Alabama. La nave fu indotta a fare rotta fino a Mombasa con una scorta armata per motivi di sicurezza. Castellano ricevette, dal presidente Barack Obama, l'ordine di optare per una soluzione pacifica per salvare l'ostaggio prima che raggiungesse la costa somala. Inoltre se Castellano non fosse riuscito a fermare i pirati, la Marina degli Stati Uniti avrebbe comunque mandato degli assaltatori appartenenti al DEVGRU.

L'operazione si è svolta come segue: un aereo da trasporto C-17 ha sorvolato l'Oceano Indiano dal quale gli assaltatori si calarono con dei paracadute in una zona al di fuori dell'orizzonte del Bainbridge. Dopodiché gli assaltatori furono portati dai motoscafi della Marina Militare Americana sulla USS Boxer. Successivamente una portaelicotteri raggiunse Bainbridge e fece salire, a bordo del cacciatorpediniere, un gruppo di cecchini armati di fucili SR-25, che stabilirono una posizione di osservazione sul ponte di poppa, con l'ordine di aprire il fuoco solo se la vita di Phillips fosse stata in grave pericolo.

La sera del 10 aprile il comandante Phillips cercò di scappare dalla scialuppa facendo salire la tensione tra l'equipaggio del Bainbridge. Ma tuttavia sotto la minaccia delle armi Phillips fu costretto a risalire a bordo della stessa.

L'11 aprile un gommone arrivò presso la scialuppa e il negoziatore Nemo arrivò all'accordo di agganciare un cavo da rimorchio sulla scialuppa, mentre Muse venne fatto salire a bordo del Bainbridge per negoziare con le autorità.

Il 12 aprile, dopo quattro giorni di negoziazioni, i cecchini aprono il fuoco sulla scialuppa abbattendo tre pirati e salvando il capitano Phillips. Secondo i rapporti del comandante Castellano i cecchini aprirono il fuoco sui pirati solo quando si accorsero che la vita di Phillips era in pericolo in quanto uno dei pirati stava puntando contro l'ostaggio un AK-47.

Muse, a bordo del Baibridge per le negoziazioni, fu arrestato e condannato a 33 anni di carcere con l'accusa di pirateria, mentre Phillips tornò in patria il 17 aprile. Solo il 25 luglio 2010 il comandante Phillips è tornato in mare.

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda del dirottamento ha dato spunto per il saggio autobiografico Il dovere di un capitano, scritto da Richard Phillips nel 2010. In ambito cinematografico il dirottamento ha dato spunto anche per il film di Paul Greengrass Captain Phillips - Attacco in mare aperto, uscito nelle sale americane l'11 ottobre 2013 e in quelle italiane il 31 ottobre 2013.