Diritto della navigazione
Il diritto della navigazione è la branca del diritto costituita dall'insieme di norme che disciplinano la navigazione marittima ed aerea, di tipo commerciale e non commerciale.
Indice |
[modifica] Storia
Le Repubbliche marinare nel Medioevo elaborarono propri codici marittimi[1]:
- la Repubblica di Venezia il Capitulare nauticum (1225)
- la Repubblica di Genova le Regulae et ordinamenta officii gazariae (1441)
- la Repubblica di Pisa il Constitutum usus (1160) e il Breve curia maris (1297)
- la Repubblica di Amalfi le Tavole amalfitane (XI secolo)
- la Repubblica di Ragusa gli ultimi due volumi del Liber statutorum (1272)
- la Repubblica di Ancona gli Statuti del mare (1387)
Inoltre, per la loro antichità, si devono segnalare gli Ordinamenta maris di Trani del 1063.
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| Per approfondire, vedi Codice della navigazione. |
Il diritto della navigazione è considerato in Italia autonomo dal punto di vista legislativo, poiché la materia è disciplinata dal Codice della navigazione approvato con il regio decreto n° 327 del 30 marzo 1942 e successivamente novellato, per quanto concerne la parte aerea, dal decreto legislativo 96/2005 e dal decreto legislativo 151/2006.
[modifica] Note
- ^ Antonio Lefebvre D'Ovidio, Gabriele Pescatore, Leopoldo Tullio Manuale di diritto della navigazione Giuffrè Editore, 2011 - XII edizione (pag. 16)) ISBN 8814114129
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
Antonio Lefebvre D'Ovidio; et al., Manuale di diritto della navigazione, Giuffrè, 2008. ISBN 9788814138379
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