Diritto d'autore

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Fonti internazionali del diritto:

Il diritto d'autore è l'istituto giuridico che ha lo scopo di tutelare i frutti dell'attività intellettuale attraverso il riconoscimento di una serie di diritti (di carattere morale e patrimoniale) all'autore originario dell'opera. L'esercizio in forma esclusiva di questi diritti da parte dell'autore permette a lui e ai suoi aventi causa di remunerarsi per un periodo limitato nel tempo attraverso lo sfruttamento commerciale dell'opera.

In particolare, il diritto d'autore è una figura propria degli ordinamenti di civil law (tra i quali la Francia e l'Italia), mentre in quelli di common law (come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna), esiste l'istituto parzialmente diverso del copyright.

Gli scopi[modifica | modifica wikitesto]

Tutela dell'atto creativo[modifica | modifica wikitesto]

Dietro all'atto creativo c'è un impegno, c'è un lavoro e un investimento di tempo e spesso anche di denaro che rendono quindi l'atto creativo, un'attività da tutelare riconoscendo i meriti del suo creatore.

L'oggetto di tutela del diritto d'autore può essere determinato da una teoria elaborata dal giurista tedesco, Josef Kohler, a inizio del secolo scorso.

Secondo questa teoria si fa una distinzione tra forma esterna, forma interna e contenuto dell'opera creativa. Per forma esterna si intende la forma originaria nel modo in cui viene espressa per la prima volta e questa forma viene completamente tutelata dal diritto d'autore. Per forma interna invece si intende la struttura espositiva (per esempio la struttura narrativa o i personaggi in un libro). Infine il contenuto di un opera è l'argomento che viene trattato, le idee, i fatti le informazioni, le teorie in quanto tali, a prescindere dal modo in cui vengono elaborate o esposte. Quest'ultimo non è tutelato dalla legge sul diritto d'autore.

Tutela economica dell'autore[modifica | modifica wikitesto]

Il diritto d'autore favorisce la creazione e incentiva a "creare" in quanto il lavoro viene retribuito e ricompensato. Nella storia troviamo un aneddoto conosciuto come "Lettera a Chesterfield", che dimostra l'importanza di questo fattore economico tutelato dal diritto d'autore. Samuel Johnson era un critico letterario che decise di dedicarsi alla scrittura di un dizionario. Nel 1747, il critico letterario chiese udienza a Lord Chesterfield per proporgli di unirsi ai finanziatori della sua nuova opera. Ottenuta l'udienza, Samuel Johnson mostrò al conte il progetto e il conte entusiasta gli diede come anticipo del finanziamento 10 sterline. In seguito si "dimenticò" di finanziare l'opera costringendo lo scrittore ad enormi sacrifici economici e duri anni di povertà per poi offrire nuovamente il suo aiuto economico quando il lavoro era pressoché concluso. Samuel Johnson lo definì «colui che guarda con indifferenza un uomo in acqua che lotta per sopravvivere e, quando questi ha raggiunto la riva, lo sovraccarica col suo aiuto».

Diffusione di arte e scienze[modifica | modifica wikitesto]

Le opere dell’ingegno creativo, avendo una naturale tendenza ad una diffusione estesa e potenzialmente senza limiti (opere materiali e immateriali), richiedono una protezione che vada al di là di quella che può essere apprestata a livello nazionale e che soprattutto presenti un livello minimo di uniformità i tutti i paesi. Non a caso, il par. 2 dell’art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani riconosce il valore supremo dello sforzo dell’ingegno umano e sancisce quindi che «ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria ed artistica di cui egli sia autore». Il procedimento industriale che incoraggia la diffusione delle opere letterarie in serie sembra realmente garantire quel sapere alla portata di tutti: la conoscenza, così, viene ad assumere il carattere della disponibilità diffusa e questo permette modi sempre più fluidi e rapidi della diffusione del sapere.

Diritto morale d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Il diritto morale d'autore è uno dei diritti d'autore riconosciuto in pratica in tutte le legislazioni anche quelle di common law. Questo diritto "nasce" dal momento in cui l'atto/opera creativa si manifesta. E' una forma di diritto la cui durata di tempo è illimitata, cioè continua a protrarsi anche dopo la morte dell'autore stesso. All'autore contraente tale diritto spettano le fondamentali e inalienabili facoltà di rivendicare la paternità dell'opera,in particolare il diritto di rivendicazione ed il diritto di rivelarsi [1]. In Italia la paternità dell'opera è irrinunciabile salvo modifica esplicita autorizzata dall'autore in vita. Dopo la sua morte gli eredi, figli o coniuge possono manifestare e rivendicare in totalità e senza limiti temporali i diritti morali dell'autore deceduto.

Cessione del diritto morale d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono In realtà anche delle eccezioni di tale diritto che può essere ceduto. Esiste infatti la figura professionale del cosiddetto Ghostwriter, ovvero di coloro che scrivono per conto di terzi (personaggi dello spettacolo, registi, scrittori ecc.) essi rinunciano ai diritti morali dell'opera . Rimangono però portanti i due principi applicati praticamente a livello mondiale. Il diritto morale d'autore deve essere esplicitamente ceduto perché è separato dal copyright o diritto di sfruttamento e che può essere ceduto solo dal titolare stesso del diritto, l'autore dichiarato o effettivo che sia, mentre è in vita. Alla sua morte diviene inalienabile.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi diritto d'autore italiano.

Il diritto d'autore italiano è disciplinato prevalentemente dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio." e dall'articolo 2575 e seguente del Codice Civile (Libro Quinto - Titolo IX: Dei diritti sulle opere dell'ingegno e sulle invenzioni industriali). L'articolo 54 L.218/95 sancisce come i diritti sui beni immateriali siano regolati dalla legge dello Stato di utilizzazione, per quanto l'avvento di internet complichi l'identificazione del luogo in cui è stata svolta l'attività.

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In base ad un disegno di legge proposto dal governo del Cancelliere Angela Merkel approvato dal Bundestag, in Germania la violazione del diritto d'autore viene equiparata al reato di furto. Le pene detentive per la violazione del diritto d'autore, per l'appunto eguali a quelle previste per il furto, sono di cinque anni di reclusione e sono le più severe in Europa. Per il reato possono essere inquisiti anche i minori di 18 anni. Inoltre, in seguito alla sentenza del 20 ottobre 1993 sul caso Phil Collins, è stato varato l'articolo 12, (nel trattato che istituisce la Comunità Europea), secondo il quale gli stati non possono discriminare i beni provenienti da altri paesi.

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia il download illegale di opere da internet è punito con una multa di 30 euro, che aumenta di sei volte per chi mette in condivisione dette opere. Viene punito con la reclusione fino a tre anni chi inventa programmi per il P2P.[senza fonte]

Dall'ottobre 2009, come prevede la Loi Création et Internet n. 311, la Haute Autorité pour la Diffusion des Oeuvres et la Protection des Droits sur Internet (HADOPI) può ordinare agli ISP (Internet Service Provider), in seguito ad un procedimento di accertamento e ad una serie di avvertimenti, di sospendere temporaneamente o definitivamente l'accesso ad internet a coloro che vengano colti a scaricare materiale illegalmente.

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Copyright Act e Fair use.

La fonte principale del diritto d'autore è il Copyright Act. Particolare rilevanza ha inoltre il cosiddetto fair use (traducibile in italiano, uso o utilizzo leale, equo o corretto), una clausola legislativa presente nella citata legge. Nel 1952 venne creata a Ginevra la CUA, convenzione che avrebbe messo in contatto le due concezioni discordanti sul diritto d'Autore tra gli USA e la Convenzione di Berna (secondo la quale il diritto d'autore opera di default come l'opera viene creata). Il ponte tra queste due linee giuridiche è costituito dall'adozione di una formalità minima soddisfatta la quale i cittadini stranieri ottengono la tutela anche negli stati aderenti. I requisiti saranno la presenza, sull'opera, del simbolo |c|, del nome dell'autore e della data di creazione dell'opera stessa.

Accordi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

In materia di diritto d'autore le fonti del diritto comprendono, oltre a quelle normative interne dei singoli Stati, anche le convenzioni internazionali. Nel 1991, inoltre, la Comunità europea ha stabilito che le norme di diritto comunitario prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri.[1]

Ubiquità delle opere e territorialità della protezione[modifica | modifica wikitesto]

Le opere dell'ingegno possono essere divulgate e utilizzate economicamente anche fuori dai confini del singolo Stato in cui sono state create ed hanno quindi carattere di ubiquità. A fronte di questa caratteristica la tutela del diritto d'autore mira a non limitare spazialmente e territorialmente la protezione delle opere, per giungere ad una regolamentazione universale. Secondo il principio di territorialità le leggi devono essere applicate su un determinato territorio e quindi ai cittadini ivi residenti; ciò implica che la protezione si applichi solo all'utilizzazione dell'opera che avviene nel territorio dello Stato. In Italia, ad esempio, ciò trova riscontro nell'art. 54 della Legge 31 maggio 1995, n. 218 - "Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato" il quale recita:

"I diritti su beni immateriali sono regolati dalla legge dello Stato di utilizzazione."

Per quanto riguarda le opere italiane all'estero, l'ordinamento italiano si appoggia alle regole dello Stato in cui l'opera viene di volta in volta utilizzata.

Reciprocità e trattamento dello straniero[modifica | modifica wikitesto]

Prendendo come esempio la legge italiana, essa non tutela tutte le opere che presentino caratteri di proteggibilità. Infatti la protezione viene riservata solo alle opere di autori italiani e stranieri che vengano create o pubblicate per la prima volta esclusivamente in Italia. Per le opere di autori stranieri, invece, lo Stato italiano applica la regola generale sul “Trattamento dello straniero” contenuta nell'art. 16 delle preleggi che stabilisce:

"Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve disposizioni contenute in leggi speciali"

Ciò vale a dire che lo Stato italiano riserva tutela all'autore straniero solo se lo Stato di origine di quest'ultimo riserva ai cittadini italiani nel suo territorio gli stessi trattamenti che riserva ai suoi cittadini.

Queste regole possono trovarsi in contrasto con il "Principio di non discriminazione" stabilito dall'art. 6 del Trattato CE secondo cui:

"per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età e le tendenze sessuali."

Tuttavia, hanno contribuito a convincere tutti gli Stati a concludere delle Convenzioni internazionali al fine di superare il principio di reciprocità e creare un regime internazionale per il diritto d'autore.

Principio di assimilazione[modifica | modifica wikitesto]

Questo principio compare sia negli atti della Convenzione di Berna, sia nella convenzione universale sul diritto d'autore, e ha valenza sia per le opere edite, sia per quelle inedite. In base a tale principio:

  • ciascuno Stato è obbligato ad accordare agli autori stranieri la medesima protezione che esso accorda nei propri territori ai propri cittadini.
  • Il principio di assimilazione si applica naturalmente ai soli paesi che sono membri di convenzioni internazionali che lo prevedono. Il medesimo principio non si applica invece a paesi non membri delle convenzioni.[2]

Convenzione di Berna (CUB)[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione di Berna (CUB) venne stipulata nel 1886 per arrecare protezione alle opere letterarie ed artistiche. Stabilì anche due regole molto importanti: la tutela egualitaria per i cittadini degli Stati aderenti e delle altre nazioni ed un livello di tutela minimo. Ha inoltre stabilito per la prima volta il riconoscimento reciproco del diritto d'autore tra le nazioni aderenti.

Inizialmente gli Stati Uniti rinunciarono ad aderire alla convenzione, perché ciò avrebbe richiesti grossi cambiamenti nella loro legislazione sul copyright. Vi aderirono poi nel 1989.

Convenzione universale sul diritto d'autore[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione universale sul diritto d'autore venne firmata a Ginevra il 6 settembre 1952 da 32 Stati, tra cui l'Italia, dove è entrata in vigore il 26 gennaio 1957, e gli Stati Uniti d'America. Questi ultimi non avevano in precedenza aderito alla Convenzione di Berna del 1886 sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche. La suddetta convenzione, la dichiarazione, la risoluzione ed i tre protocolli sono stati in seguito riveduti e firmati a Parigi il 24 luglio 1971 e hanno sostituito le disposizioni firmate a Ginevra.

World Intellectual Property Organization (WIPO)[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla stipulazione di Convenzioni come CUB e CUA venne istituita nel 1893 la BIRPI (acronimo francese di Bureaux Internationaux Réunis pour la Propriété Intellectuelle) meglio conosciuta dal 1967 come WIPO ed in Italia come OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). Quest'organizzazione è nata con lo scopo di "promuovere attraverso la cooperazione internazionale la creazione, disseminazione, uso e protezione della mente umana per il progresso economico, culturale e sociale di tutta l'umanità".

Nel 1974 divenne un'agenzia specializzata presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, e successivamente, nel 1996, firmò un patto di cooperazione con la World Trade Organization (WTO), espandendo il proprio ruolo e sottolineando sempre più la crescente importanza della proprietà intellettuale nel commercio internazionale.

Accordo TRIPs[modifica | modifica wikitesto]

Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights (TRIPS), adottato a Marrakech 15 aprile 1994 – “Accordo relativo agli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio”. Quest'accordo è stato stipulato da tutti gli Stati membri, intenzionati a ridurre le incomprensioni e gli impedimenti in ambito di commercio internazionale, tenendo conto della necessità di favorire una protezione sufficiente ed efficace dei diritti della proprietà intellettuale e operando in modo che le misure e le procedure da mettere in atto non diventino esse stesse ostacoli ai legittimi scambi.

Come la WIPO anche il TRIPS contribuisce all'aumento dell'importanza della proprietà intellettuale nel commercio internazionale, ed è proprio nell'art. 7 che viene messo in evidenza il collegamento tra protezione della proprietà intellettuale e sviluppo tecnologico, nell'interesse dei cittadini consumatori e produttori.

Secondo un primo principio lo Stato deve riconoscere al cittadino straniero un trattamento equivalente a quello riservato ai propri cittadini in termini di diritto d'autore e secondo la clausola della “nazione favorita” l'accordo TRIPS impone a ogni Stato aderente di riservare ai cittadini di altri Stati membri, un trattamento non meno favorevole di quello riservato al cittadino di un altro Stato ancora.

La durata della protezione è di 50 anni dalla morte dell'autore, con le stesse eccezioni previste nella Convenzione di Berna nell'art. 7 (art. 12).

Questo è l'accordo internazionale sulla proprietà intellettuale di più ampia portata, infatti alla sua conclusione sono state inserite in un unico testo internazionale tutte le aree della proprietà intellettuale: il diritto d'autore, i diritti connessi al diritto d'autore, il marchio, le indicazioni geografiche, i disegni industriali, i brevetti, i lavori topografici, il know-how e le informazioni segrete per motivi commerciali.

Trattato di Marrakech del 28 giugno 2013[modifica | modifica wikitesto]

Stevie WonderConferenza Diplomatica di Marrakech, del 28 giugno 2013.

Il Trattato di Marrakech, ufficialmente «Trattato di Marrakech per facilitare l'accesso ai testi pubblicati alle persone cieche, con incapacità visive o altre difficoltà ad accedere al testo stampato,[3] è un trattato internazionale sottoscritto su impulsoes Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI), a Marrakech, Marocco, il 28 giugno 2013.[4] che ha introdotto il principio che il diritto d'autore trova una vistosa deroga di fronte alla necessità di permettere ai non vedenti o ipovedenti di accedere su un piano di parità al sapere.[5]

Paesi firmatari[modifica | modifica wikitesto]

Un totale di 51 paesi ha sottoscritto il trattato nella conferenza diplomatica di Marrakech. Per entrare in vigore occorre la ratifica del trattato da parte di almeno 20 paesi.[6]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del diritto d'autore.
Antica Grecia
riconosciuta paternità dell'opera: diritto morale d'autore
1455
nascita della Stampa a caratteri mobili (viene quindi concesso il potere di esclusiva di stampa)
XV secolo
Sistema dei Privilegi
1710
Statuto di Anna
1791
Legge Le Chapelier
1793
Legge Lakanal
1840
Convenzione Austro-Sarda
1886
Convenzione di Berna
1952
Convenzione universale sul diritto d'autore a Ginevra
1961
Convenzione di Roma
1994
Accordo TRIPs
2013
Trattato di Marrakech

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Confronta Jarach-Pojaghi Manuale del diritto d'autore Mursia ISBN 978-88-425-3817-2 p. 392 seg.
  2. ^ art. 5, comma 1, CUB, interlex.
  3. ^ Tratado de Marrakech para facilitar el acceso a las obras publicadas a las personas ciegas, con discapacidad visual o con otras dificultades para acceder al texto impreso in wipo.int. URL consultato il 09-07-2014.
  4. ^ Conferencia Diplomática sobre la conclusión de un tratado que facilite a las personas con discapacidad visual y a las personas con dificultad para acceder al texto impreso el acceso a las obras publicadas in wipo.int. URL consultato il 09-07-2014.
  5. ^ Sulle eccezioni al diritto d'autore anche prima del trattato di Marrakech Vezzoso
  6. ^ Stevie Wonder se felicita por el tratado de la OMPI, de importancia histórica, que permitirá un considerable aumento del acceso de los ciegos y las personas con discapacidad visual a las obras publicadas in wipo.int, 28 de junio de 2013. URL consultato il 09-07-2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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