Diritti acquisiti

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I diritti acquisiti detti anche diritti quesiti sono quella categoria di diritti che, una volta entrati nella sfera giuridica di un soggetto, sono immutabili. Tale condizione permane anche di fronte ad eventuali cambiamenti dell'ordinamento. Tale ambito coinvolge strettamente la materia dell'efficacia della norma di legge nel tempo.[1]

Nel diritto del lavoro[modifica | modifica sorgente]

Un esempio pratico dei diritti acquisiti lo troviamo nella branca del diritto del lavoro. In tale ambito, possono essere definiti diritti acquisiti la tutela fornita al lavoratore nel ricevere quella parte di retribuzione per prestazioni già effettuate.[2]

Errata e diffusa convinzione sui diritti acquisiti nel campo del diritto della previdenza sociale[modifica | modifica sorgente]

Nel campo delle assicurazioni sociali gestite nel sistema pensionistico obbligatorio che contempla l'A.G.O. o sue forme sostitutive, il diritto acquisito “pensionistico”[3][4] nasce al momento del conseguimento del diritto alla pensione secondo la normativa vigente e non secondo le norme vigenti al momento della iscrizione o successivamente e fino al momento del pensionamento.[5]

Ciò vale anche per le casse di previdenza di forma giuridica privata, ancorché pubbliche amministrazioni, trasformate con la L. 509/1994 o istituite con la L. 103/1996, in quanto le associazioni o le fondazioni, per loro natura, non assumono obbligazioni nei confronti degli associati, se non al momento del conseguimento del diritto alla pensione. Tale principio è applicato nel c.3 della Riforma delle pensioni Fornero.

Ma la prestazione previdenziale pensionistica ancorché maturata secondo le leggi vigenti al momento del pensionamento, non è fissata definitivamente come importo per tutta la durata del rapporto, ma è ancora regolata dalle leggi secondo le necessità della collettività.

I sistemi pensionistici obbligatori hanno il vincolo della sostenibilità fiscale del bilancio dello Stato che è un imperativo superiore a qualsiasi legge di spesa.

Ciò nonostante è diffusa la convinzione della intangibilità[6] delle prestazioni pensionistiche concesse con erogazioni già in corso.

Che vorrebbe trovare riscontro nella impossibilità di diminuire la retribuzione ad un lavoratore a tempo indeterminato, quando nella realtà in caso di crisi aziendale si ricorre anche al blocco degli stipendi, alla riduzione con contratti di solidarietà o nei casi più gravi, al licenziamento.

È opinione diffusa che per le pensioni d'oro o le baby pensioni non siano possibili diminuzioni dopo la loro concessione al pari di tutte le altre pensioni.

Già dei provvedimenti di legge che hanno bloccato la perequazione in modo selettivo con la riforma delle pensioni Fornero hanno di fatto già ridimensionato alcune di queste prestazioni senza poter distinguere ad esempio le baby pensioni dalle altre. E altre forme come il prelievo di solidarietà applicato alle pensioni superiori ai 90.000€/annui, solo ai pensionati e non anche ai lavoratori attivi, è stato bocciato dalla Corte Costituzionale in quanto discriminatorio poiché la Corte Costituzionale intende la pensione come un qualsiasi reddito da lavoro e non come un servizio pubblico fornito ai sensi dell'art. 38 della Costituzione.

Il prelievo era comunque simbolico in quanto gli introiti stimati erano per 26 milioni di euro a fronte dei risparmi derivanti dalla Riforma Fornero valutati nel 2014 pari a 2 punti di PIL.

La Corte Costituzionale non ha inoltre considerato che con l'entrata in vigore in Italia del metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata, a differenza di quanto si vorrebbe salvaguardare per i pensionati, per i lavoratori attivi, il rischio economico, il rischio demografico ed il rischio politico del sistema pensionistico obbligatorio è già ampiamente scaricato sui lavoratori attivi, per non voler considerare l'eliminazione della pensione minima o gli effetti di assenza di qualsiasi forma di Stato sociale eliminati nel nuovo schema pensionistico con formula a rendite definite.

Il caso di riduzione dei vitalizi in Trentino[modifica | modifica sorgente]

Il Consiglio Regionale del Trentino Alto-Adige ha deliberato la riduzione dei vitalizi dei consiglieri regionali.[7][8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L’Efficacia Della Legge Nel Tempo (Effectiveness Of The Law In Time) - Gadit
  2. ^ Ipsoa - Pratica Lavoro - Tutela dei diritti quesiti
  3. ^ CassaForense2006, op. cit., il diritto quesito “pensionistico” va valutato con riferimento alla normativa vigente al momento del perfezionamento del diritto alla pensione, non sussistendo un diritto quesito relativo al trattamento di pensione in base alla normativa vigente al momento in cui il dipendente ha ottenuto la nomina e, nel caso dell’avvocato, al momento di iscrizione alla Cassa Forense
  4. ^ Sole24Ore, op. cit., Nel caso specifico, un diritto quesito si sarebbe avuto con la maturazione prima del provvedimento che ha cancellato la restituzione dei contributi.
  5. ^ Corriere della Sera 13/05/2014, op. cit., I diritti non sono acquisiti, ma promesse scritte sulla carta!
  6. ^ ilfatto20130609, op. cit., E qua passo al punto nodale: il dogma inviolabile dei diritti quesiti. Ossia una particolare categoria di diritti che una volta entrati nella sfera giuridica di un soggetto si considerano, i diritti, acquisiti ed immutabili. Al riguardo v’è tutta una vasta e sconfinata dottrina e giurisprudenza che può dar luogo ad un trattato. Essi affondano la propria ratio nell’art. 25, comma 2 della Costituzione, in ragione dell’efficacia della norma di legge nel tempo (tempus regit actum) e dunque investe la portata irretroattiva della legge. Un principio sacro mai travalicato nella materia delle pensioni.
  7. ^ Bliz 17/09/2014, op. cit., Vitalizi d’oro, il Trentino chiede indietro i soldi a 127 consiglieri regionali. In tutto si tratta di 29 milioni di euro. Che fanno, in media, quasi 228mila euro a testa, come sottolinea Diodato Pirone sul Messaggero.
  8. ^ Il Gazzettino 17/09/2014, op. cit., Inviate le raccomandate per farsi restituire una parte della maxi liquidazione Dellai sarà invitato a riconsegnare 572mila euro, Durnwalder 190mila

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]