Dipodillus maghrebi

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Gerbillo codacorta maggiore
Immagine di Dipodillus maghrebi mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Famiglia Muridae
Sottofamiglia Gerbillinae
Genere Dipodillus
Specie D.maghrebi
Nomenclatura binomiale
Dipodillus maghrebi
Schlitter & Setzer, 1972

Il gerbillo codacorta maggiore (Dipodillus maghrebi Schlitter & Setzer, 1972) è un Roditore della famiglia dei Muridi diffuso in Marocco.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 106 e 119 mm, la lunghezza della coda tra 102 e 111 mm, la lunghezza del piede tra 26 e 27 mm, la lunghezza delle orecchie tra 17 e 19 mm e un peso fino a 58 g.[3]

Le parti superiori sono color grigio-rosato, densamente cosparse di peli nerastri particolarmente sul capo e con la base dei peli grigia. Le parti ventrali e le labbra sono bianche. Il dorso delle zampe è giallo-rosato chiaro. Sono presenti degli anelli nerastri intorno agli occhi. Le orecchie sono ricoperte di peli dello stesso colore delle parti dorsali. La coda è lunga come la testa ed il corpo, è dello stesso colore delle parti dorsali sopra, leggermente più chiara sotto, ed è priva del caratteristico ciuffo di lunghi peli all'estremità ma cosparsa soltanto di peli nerastri che gradualmente diventano più lunghi. La pianta dei piedi è priva di peli.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

È una specie terricola. Costruisce tane poco profonde. È una preda frequente del Barbagianni.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre principalmente di semi e di foglie.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Di tre femmine catturate nel mese di maggio, una aveva otto embrioni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa nella regione di Fes, nel Marocco centro-settentrionale.

Vive in terreni rocciosi e argillosi, particolarmente in colline e dirupi ricoperti di vegetazione naturale. Evita dune sabbiose e letti di fiumi asciutti, ma anche campi coltivati, zone densamente ricoperte di vegetazione, foreste e matorral.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato che si tratta di una specie comune, con un areale più vasto di quanto ipotizzato e che il suo habitat non è influenzato dalla presenza umana, classifica D.maghrebi come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Aulagnier, S. 2008, Dipodillus maghrebi in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Dipodillus maghrebi in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Aulagnier & Al., 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stephan Aulagnier & Al., Guide des mammiferes d'Europe, d'Afrique du Nord et du Moyen-Orient, Delachaux & Niestlé SA, Parigi, 2011, ISBN 9788889999707.
  • David C.D.Happold, Mammals of Africa. Volume III-Rodents, Hares and Rabbits, Bloomsbury, 2013. ISBN 9781408122532

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