Dionysiaca

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Le Dionisiache
Dionysos Mosaic.jpg
Mosaico ritraente Dioniso proveniente da Antiochia
Autore Nonno di Panopoli
1ª ed. originale IV secolo circa
Genere poema
Sottogenere epico, avventuroso
Lingua originale greco

Dionysiaca, in italiano: Le Dionisiache o Dionisiache, è un antico poema epico, nonché opera principale, di Nonno di Panopoli. Si tratta del più lungo poema sopravvissuto dall'antichità, composto da 48 canti per un totale di 20.426 versi in dialetto omerico e esametri dattilici. Il tema principale è la vita di Dioniso, la sua spedizione in India e il suo ritorno trionfale in occidente.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il poema si pensa sia stato scritto alla fine del IV e/o all'inizio del V secolo e sembra essere incompleto; alcuni studiosi ritengono che fosse in preparazione un canto n. 49 quando Nonno pose fine al suo lavoro sul poema, anche se altri fanno notare che il numero di canti di Dionisyaca è lo stesso dei 48 canti del'Iliade e dell'Odissea messi insieme.[1] È stato ipotizzato che l'interruzione del lavoro possa essere stata causata da una possibile conversione al cristianesimo o morte di Nonno, dopo alcune revisioni. Alcuni curatori hanno sottolineato varie incongruenze riscontrate nel canto 39, che sembra essere una serie sconnessa di descrizioni, come prova di una revisione organica del poema.[2] Altri hanno attribuito questi problemi a copisti o redattori successivi, ma la maggior parte degli studiosi concordano sull'incompletezza del poema.

Modelli poetici[modifica | modifica wikitesto]

I primi modelli di Nonno furono Omero ed i poeti ciclici; lingua, metrica, episodi e canoni descrittivi omerici sono centrali in Dionysiaca. L'influenza de Le Baccanti di Euripide è altrettanto significativa, come è probabile l'influenza degli altri tragici le cui opere dionisiache non sono pervenute. Il suo debito verso i poeti frammentari è molto più difficile da valutare, ma è probabile che egli alluda ai tratti dei poeti dionisiaci come le poesie perdute di Euforione, Pisandro di Laranda, l'elaborato poema mitologico enciclopedico, Dionisio e Soteirichus e in particolare a Il catalogo delle donne di Esiodo, oltre alle opere di Pindaro e Callimaco. L'influenza di Teocrito può essere rilevata nell'attenzione ai temi pastorali. Infine, Virgilio e soprattutto Ovidio sembrano aver influenzato l'organizzazione del poema di Nonno.[3]

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio del papiro mostrante Dionysiaca 15. 84–90 (P.Berol. inv. 10567, VI o VII secolo).

Nonno sembra abbia avuto una notevole influenza sui poeti della tarda antichità, specialmente su Museo Grammatico, Colluto, Cristodoro e Blossio Emilio Draconzio. Invece è difficile stabilire se Claudiano abbia influenzato Nonno o se questi abbia influenzato Claudiano, i due poeti hanno alcune somiglianze nel tratteggio della figura di Persefone. Nonno rimase importante nel mondo bizantino, e la sua influenza può essere trovata in Giuseppe Genesio e Massimo Planude.[4] Nel Rinascimento, Poliziano lo fece conoscere in occidente, e Goethe ne fu ammaliato nel XVIII secolo. Fu anche apprezzato da Thomas Love Peacock nel XIX secolo in Inghilterra.[5]

Metrica e stile[modifica | modifica wikitesto]

Le metriche di Nonno sono state ampiamente ammirate dagli studiosi per una gestione attenta dell'esametro dattilico e per l'innovazione.[6] Mentre Omero aveva 32 varietà di esametri, Nonno impiega solo 9 variazioni, evita l'elisione, impiega per lo più deboli cesure e segue una serie di regole eufoniche e sillabiche per quanto riguarda il posizionamento della parola. È particolarmente significativo il fatto che Nonno fosse così esigente con la metrica perché quella della poesia classica, al tempo di Nonno, sembrava cedere. Questi vincoli metrici incoraggiarono la creazione di nuovi composti, aggettivi e neologismi, e il lavoro di Nonno presenta alcune delle più grandi varietà di conii presenti in ogni poema greco.

Il poema è notevolmente vario nella sua organizzazione. Nonno non sembra voler organizzare il suo lavoro in una cronologia lineare, anzi, gli episodi sono disposti in ordine sciolto e per argomento, di più che ne Le metamorfosi di Ovidio. Il poema segue il principio guida poikilia, la diversità nella narrativa, nella forma e nell'organizzazione. L'apparire di Proteo, dio multiforme, nel proemio è una metafora per lo stile variegato di Nonno.[7] Nonno impiega lo stile dell'epillio in molte delle sezioni narrative, come nella descrizione di Ampelus in 10–11, Nicaea in 15–16, e Beroe in 41–43. Questi epillio sono inseriti nel quadro generale narrativo e sono alcuni dei punti salienti del poema. Nonno si avvale anche del confronto synkrisis, in tutto il poema, in particolare nella comparazione fra Dioniso e altri eroi nel canto 25. La complessità dell'organizzazione e la ricchezza del linguaggio hanno fatto definire lo stile del poema barocco di Nonno.

Risposte critiche al Dionysiaca[modifica | modifica wikitesto]

La dimensione del poema di Nonno e la datazione fra la letteratura imperiale e quella bizantina hanno fatto sì che Dionysiaca abbia ricevuto relativamente poca attenzione da parte degli studiosi. I redattori dell'Enciclopedia Britannica (VIII edizione , 1888), descrivevano il poema "vasto e informe rigoglio, bellissima ma artificiale versificazione, descrizione di azioni e passioni nella totale mancanza di introspezione dei personaggi", proseguendo, "Il suo merito principale consiste nella perfezione sistematica a cui ha portato l'esametro omerico. Ma la correttezza della versificazione è monotona. La sua influenza sul vocabolario dei suoi successori è stata molto considerevole", che esprime l'atteggiamento del XIX secolo nei confronti di questo poema considerato come una collezione di storie abbastanza artificiale e disorganizzata. Come per molti altri poeti tardo classici, i nuovi studiosi hanno evitato giudizi trancianti, come quelli dei loro predecessori del XIX secolo, tentando di rivalutare e riabilitare le opere di Nonno. Ci sono due punti principali su cui verte l'attenzione degli studiosi odierni di Nonno: mitologia e struttura.

Il compendio dei racconti di Nonno sulla leggenda dionisiaca e l'uso delle tradizioni e delle fonti perdute hanno incoraggiato gli studiosi ad usarlo come un canale per recuperare la poesia ellenistica andata perduta e le tradizioni mitiche. L'edizione del Nonno nella Loeb Classical Library include una "introduzione mitologica", che ripercorre il "declino" della mitologia dionisiaca nella poesia e implica che il solo valore dell'opera sta nell'essere una raccolta di mitologia perduta.[8] Nonno rimane un'importante fonte di mitologia e di informazione per chi ricerca la religione classica, la poesia ellenistica e tardoantica. Recentemente, tuttavia, gli studiosi si sono concentrati più positivamente sull'uso fatto da Nonno della mitologia all'interno del poema, come un modo di parlare di eventi contemporanei,[9] di giocare con le convenzioni generiche,[10] ed entrare in contatto con l'intertestualità dei predecessori,[11] portando ad una rivalutazione incoraggiante del suo stile poetico e narrativo.

La struttura non convenzionale di Dionysiaca ha incoraggiato le dure critiche al poema da parte degli studiosi. Robert Shorrock e Francois Vian sono stati in prima linea nel riesaminare la struttura del poema. Alcuni studiosi precedenti hanno cercato di elaborare una composizione ad anello, un programma astrologico profetico nelle tavolette di Armonia, retorico encomio, o epillio come concetti strutturali alla base del poema per dare un senso della narrazione non convenzionale.[12] Altri hanno ritenuto che lo stile del poema si basi sulla giustapposizione dissonante per effetto, utilizzando il cosiddetto "stile ingioiellato" di cameo narrativi all'interno di una struttura flessibile simile al mosaico tardoantico.[13] Vian ha proposto di guardare al contenuto enciclopedico del poema come parallelo alla gamma completa del ciclo della poesia omerica.[14] La tesi di Shorrock è che Dionysiaca impiega una varietà di principi organizzativi, narrativi e punti di vista, tentando di raccontare tutto della mitologia classica attraverso i miti di Dioniso, e usa l'allegoria e l'allusione per sfidare i suoi lettori a trarre significato dalla sua epica non convenzionale.[15]

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia di Zeus e Tifone. Lato B di una hydria calcidica nera, c. 550 a.C..

Canto 1

  • Il poema si apre con l'invocazione del poeta alle muse, il suo omaggio a Proteo, e il suo impegno a cantare i vari episodi della vita di Dioniso. Il primo canto parla di Zeus e di Europa. Questo è l'inizio di Cadmea.

Canto 2

  • Zeus ruba il fulmine a Tifeo e la battaglia fra Dei e Giganti è descritta con lo scempio che seminano nel mondo naturale. Le due divinità si impegnano in singolar tenzone e Zeus sconfigge Tifone seppellendolo nella terra. Mentre la terra si ripara, Zeus ordina a Cadmo di fondare Tebe.

Canto 3

  • La nave di Cadmo vaga sul mare e si ferma a Samotracia dove incontra la processione dei Coribanti. Arriva al meraviglioso palazzo di Elettra e Emazio dove, nel corso di un banchetto, racconta la sua discendenza. Mercurio invita Elettra a dare sua figlia Armonia in sposa a Cadmo.

Canto 4

  • Una Armonia riluttante e lamentosa viene concessa a Cadmo che naviga con lei verso la Grecia. Cadmo, che conosce la tradizione egiziana, descrive e trova il toro-presagio che lo conduce a Tebe. Li uccide il drago, semina i denti, e raccoglie gli uomini nati dalla terra.

Canto 5

  • La fondazione della città di Tebe è descritta con il suo simbolismo magico, com'è il matrimonio di Cadmo e Armonia e la collana data a lei da Afrodite. Viene descritto il figlio di Cadmo, Aristeo, suo figlio Atteone e la morte di questi. Il fantasma di Atteone appare al padre e chiede la sepoltura. Zeus si innamora di Persefone.

Canto 6

  • Demetra, sconvolta dalle attenzioni di Zeus, va da Astreo, dio della profezia, che emette il vaticinio su Persefone rivelandole lo stupro imminente da parte di Zeus. Demetra nasconde Persefone in una grotta, ma Zeus dorme con lei sotto forma di un serpente e lei partorisce Zagreo. Su richiesta di Era, Titano uccidere Zagreo e lo mangia. Per la rabbia, Zeus inonda il mondo, provocando il caos alle divinità pastorali e dei fiumi.

Canto 7

  • Aion, dio del tempo, implora Zeus di alleviare la vita mortale, dando vita a Dioniso. Eros lancia la saetta e fa innamorare Zeus di Semele. Zeus insegue la ragazza sotto forma di aquila e dorme con lei sotto le sembianze di un toro e poi di un leone.

Canto 8 Semele rimane incinta di Dioniso. Era, gelosa, convince Semele a chiedere di vedere il fulmine di Zeus. Lei brucia viva, ma Zeus salva il bambino, Dioniso, e rende immortale Semele.

Canto 9 Nasce Dioniso e viene affidato a Hermes che, a sua volta chiede ad Ino di provvedere al suo allattamento. Quando Dioniso è svezzato, Semele schernisce Era che fa impazzire Ino.

Canto 10 Era fa impazzire Atamante e lui massacra i suoi figli, ad eccezione di Melicerte che Ino salva gettandosi in mare e nello stesso tempo divenendo divinizzata. Dioniso si innamora del ragazzo Ampelo.

Canto 11 Dopo una corsa, Ampelo e Dioniso si recano a caccia, mentre Era fa in modo che un toro uccida Ampelo mentre questi tenta di cavalcarlo; Dioniso si strazia per il dolore.

Canto 12 Descrizione della tavolette di Phanes che prevedono il futuro. Ampelo viene trasformato in vite e Dioniso lo pianta scoprendo così il vino; i Satiri si ubriacano.

Canto 13 Zeus ordina a Dioniso di conquistare l'India, dove si trova un catalogo delle sue forze, raccolto da Rea.

Canto 14 Rea apporta creature soprannaturali agli alleati mentre Era arma Deriade per gli indiani. L'esercito si arma e prende posizione. Nella prima battaglia Dioniso fa ubriacare gli indiani.

Canto 15 Gli indiani ubriachi vengono sbaragliati. Si narra la storia della ninfa vergine Nicea e del ragazzo Inno e dell'uccisione di Inno da parte della ninfa.

Canto 16 Dioniso si innamora di Nicea e la corteggia, lei ostinatamente persegue le sue battute di caccia. Egli la possiede mentre dorme e lei dà alla luce una figlia, Telete. Dioniso fonda la città di Nicea.

Canto 17 Dioniso viaggia verso oriente ed è ospitato da un pastore, Brongus. L'indiano Oronte figlio di Deriade, conduce il suo esercito in battaglia e si uccide quando viene sconfitto.

Canto 18 L'assiro Stafilo, sua moglie Mete e suo figlio Botrys, invitano Dioniso ad una festa durante la quale si ubriacano tutti. Dioniso ha un sogno profetico. La mattina seguente, Stafilo parla degli dei e dei giganti e dell'origine degli indiani, e poi muore.

Canto 19 Dioniso da il nome di uva a "Botrys", ubriachezza a "Mete" e grappolo d'uva a "Stafilo", e il poeta Eagro canta Trittolemo. Viene indetto un concorso di danza e viene messa in palio una coppa di vino che viene vinta da Maron.

Canto 20 In sogno, Eris guida Dioniso in guerra. Egli giunge in Arabia, dove re Licurgo è stato incitato a combattere da Era. Licurgo spinge Dioniso e le Baccanti in mare con una massiccia carica di azze.

Canto 21 Ambrosia attacca Licurgo assieme a Poseidone che causa un terremoto, ma Era riesce a salvarlo. Deriade respinge un'ambasciata di Dioniso e prepara un agguato per l'esercito degli dei.

Canto 22 Dioniso compie miracoli presso il fiume Jhelum, ma gli indiani, aizzati da Era, attaccano. Nella battaglia si mettono in luce Eagro, Eaco e Eretteo.

Canto 23 Dioniso ed Eaco combattono gli indiani nel fiume e l'esercito attraversa lo Jhelum. Il fiume attacca Dioniso e il suo esercito.

Canto 24 Deriade attacca l'esercito mentre attraversa il fiume, ma viene malamente sconfitto. Leuco racconta la storia della gara di tessitura fra Afrodite ed Athena e la sua sconfitta.

Mosaico rappresentante Dioniso che combatte gli indiani a Palazzo Massimo, Roma.

Canto 25 Il poeta invoca la musa nel suo secondo prologo, dicendo, emulando Omero, che salterà i primi sei anni della guerra, e confronta la durata della guerra indiana di Dioniso con le gesta di Perseo, Minosse ed Eracle, concludendo che Dioniso è migliore di quegli eroi. Dioniso fa ubriacare gli indiani e saccheggia la città. Il suo scudo è descritto come coperto dalle costellazioni e raffigura Ganimede e Zeus, le mura di Tebe, la festa degli Dei, le balie di Dioniso, Cibele, e il mito lidio di Tylos che uccide il gigante.

Canto 26 Athena spinge Deriade a radunare i suoi alleati, tra cui Morrheus, Tectaphus e Aretus.

Canto 27 Deriade incita le sue truppe che attaccano Dioniso al fiume Indo. Zeus ordina agli dèi di schierarsi dalla parte degli indiani o di Dioniso.

Canto 28 La battaglia infuria, ed i Ciclopi hanno la loro aristia.

Canto 29 Dioniso ed il suo amante ferito, Imeneo, combattono gli indiani, mentre Ares dorme.

Canto 30 Tectaphus viene ucciso da Eurymedon. Deriade ha anche la sua aristia, guidando Dioniso a combattere e a sbaragliare gli indiani.

Canto 31 Era va da Persefone e con uno stratagemma lo induce a darle l'Erinni, Megera, mentre Iris persuade Ipno a far addormentare Zeus. Era ottiene la cintura di Afrodite, il Caestus.

Canto 32 Era incanta Zeus con la cintura e lo fa addormentare. Megera fa impazzire Dioniso. Deriade e Morrheus mettono in rotta le Baccanti.

Canto 33 Una Grazia dice ad Afrodite della pazzia di Dioniso; ella si reca da Eros, che sta giocando a kottabos e gli chiede di far innamorare Morrheus di Calcomedia. Morrheus passa la notte con lei.

Canto 34 Morrheus e Deriade attaccano le Baccanti e Morrheus ne fa alcune prigioniere da omaggiare a Deriade, che le tortura e uccide in vari modi. Le Baccanti entrano all'interno delle mura della città.

Canto 35 Gli indiani uccidono le Baccanti in città, mentre Morrheus pensa a Calcomedia e perde la voglia di combattere. La moglie di Oronte uccide le Baccanti. Morrheus rinuncia alla battaglia e cerca di violentare Calcomedia, mentre Hermes lascia le Baccanti fuori della città. Zeus si risveglia e costringe Era a curare la follia di Dioniso.

Canto 36 Si combatte una battaglia tra gli dei, chi a favore degli indiani e chi a favore di Dioniso. Deriade attacca con gli elefanti e combatte a singolar tenzone contro Dioniso che si trasforma in un albero di pino, una palla di fuoco, e un leone e lo lega con una vite. Deriade fugge e convoca un consiglio che decide di combattere Dioniso, che ha navi costruite da Rhadamanes.

Canto 37 Dioniso e Fauno costruiscono una tomba per Ofelte e celebrano il suo funerale.

Canto 38 Dopo che Idmone interpreta come buon auspicio il settimo anno dall'inizio della guerra, Hermes racconta a lungo la storia di Fetonte dalla sua infanzia alla morte e alla translazione in una costellazione.

Canto 39 Si svolge una battaglia in mare alla quale partecipano i Ciclopi e gli dei marini, e gli indiani sono travolti da una nave in fiamme inviata nelle loro linee.

La sacerdotessa di Bacco di John Collier.

Canto 40 Deriade ritorna in battaglia e viene ucciso da Dioniso; fine della guerra. Orsiboe piange il marito morto e Dioniso seppellisce i morti, nomina Modaeus governatore dell'India, e distribuisce il bottino. Dioniso si reca poi a Tiro, ammira la città, e ascolta la storia della sua fondazione da Eracle.

Canto 41 Questo canto descrive la storia mitica della città di Beroe (Beirut). Il poeta racconta la storia della ninfa Beroe, figlia di Afrodite. Egli descrive la sua nascita e la sua pubertà. Afrodite va da Armonia per scoprire il destino di Beirut, ed ella profetizza la futura prosperità dell'Impero Romano sotto Augusto.

Canto 42 Dioniso e Poseidone si innamorano entrambi di Beroe. Dioniso la insegue attraverso le foreste, incontra Pan che corteggia la ninfa per dimostrare le sue capacità. Dioniso e Poseidone decidono di combattere per la ragazza.

Canto 43 L'esercito del dio del mare Poseidone e l'esercito di Dioniso si danno battaglia a vicenda. Zeus dà la mano di Beroe a Poseidone che consola Dioniso.

Canto 44 Dioniso arriva a Tebe e Penteo rifiuta i suoi riti e lo arresta. Le Furie attaccano il palazzo di Penteo e Agave e le sue sorelle impazziscono.

Canto 45 Tiresia e Cadmo cercano di propiziarsi Dioniso, ma Penteo attacca il dio che gli racconta la storia dei pirati Tyrsenian. Penteo imprigiona Dioniso, ma il dio distrugge il palazzo e fugge.

Canto 46 Dioniso inganna Penteo nello spiare sua madre, e le sue sorelle, nella loro frenesia, lo uccidono.

Canto 47 Il tiaso arriva ad Atene e la città gioisce. Dioniso insegna ad Icario la viticoltura, e l'agricoltore dà il vino ai suoi vicini. Quando sono ubriachi, questi uccidono Icario. Sua figlia Erigone, informata da un sogno, trova il padre morto e si impicca, ma è poi trasformata in una costellazione da Zeus. Arianna lamenta l'abbandono di Teseo e Dioniso la sposa. Dioniso costringe le donne di Argo ad uccidere i loro figli per aver rifiutato i suoi riti. Perseo è incitato da Era ad attaccare le Baccanti e trasforma Ariadne in pietra, dopo di che gli Argivi accettano i riti di Dioniso su richiesta di Hermes.

Canto 48 Era sprona i giganti a combattere Dioniso e questi li uccide. Dioniso lotta con la figlia del re Sithon per ottenere la sua mano e, dopo averla ottenuta, uccide il re. Dioniso va in Asia Minore dove incontra la ninfa Aura. Aura gareggia con Artemide in un concorso di bellezza, e Artemide, per dispetto, fa innamorare Dioniso di Aura in modo da farla seguire. Arianna sogna Dioniso e si lamenta che lui l'ha dimenticata. Dioniso violenta Aura mentre lei dorme, e lei, quando si sveglia, impazzisce, fa strage di pastori e distrugge un santuario di Afrodite. Artemide prende in giro Aura incinta e Nicea la aiuta a dare alla luce due gemelli. Aura cerca un leone per far mangiare i bambini, ma essi sono salvati e lei si trasforma in una sorgente. Uno dei bambini, Iacco è dato ad Atena, la corona di Arianna diviene una costellazione, e Dioniso troneggia sull'Olimpo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hopkinson, N. Studies in the Dionysiaca of Nonnus (Cambridge, 1994) pp.1–4.
  2. ^ Hopkinson, pg.3
  3. ^ Fornaro S., s.v. Nonnus in Brill's New Pauly vol. 9 (ed. Canick & Schneider) (Leiden, 2006) col.812-815, col. 814.
  4. ^ Shorrock, R. The Challenge of Epic: Allusive Engagement in the Dionysiaca of Nonnus (Leiden, 2001) pp.1–2
  5. ^ Lind, L. "Nonnus and his Readers" in RPL 1.159–170
  6. ^ See Fornaro, col.813–814
  7. ^ Fornaro, col.813 and Shorrock, pg.20ff.
  8. ^ Rose, H. J. Nonnus' Dionysiaca (London, 1940) pp.x–xix
  9. ^ Chuvin, P. "Local Traditions and Classical Mythology in Nonnus' Dionysiaca in ed. Hopkinson, N. Studies in the Dionysiaca of Nonnus (Cambridge, 1994) pg.167ff.
  10. ^ Harries, B. The Pastoral Mode in the Dionysiaca in ed. Hopkinson, N. Studies in the Dionysiaca of Nonnus (Cambridge, 1994) pg.63ff
  11. ^ Hopkinson, N. "Nonnus and Homer" and Hollis, A. "Nonnus and Hellenistic Poetry" in ed. Hopkinson, N. Studies in the Dionysiaca of Nonnus (Cambridge, 1994) pg.9ff. and 43ff.
  12. ^ Shorrock, pp.10–17
  13. ^ Shorrock, pp.17–19
  14. ^ Shorrock, pg.26
  15. ^ Shorrock, pg.23

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]