Dionisio Arce

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Dionisio Arce
Arce.jpg
Dati biografici
Nazionalità Paraguay Paraguay
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Carriera
Squadre di club1
1946-1949 Sportivo Luqueno Sportivo Luqueño  ? (?)
1949-1951 Lazio Lazio 28 (9)
1951-1952 Napoli Napoli 11 (2)
1952-1953 Sampdoria Sampdoria 5 (0)
1953-1956 Novara Novara 71 (23)
1956-1959 Torino Torino 70 (19)
1959-1961 Palermo Palermo 27 (2)
Nazionale
1949 Paraguay Paraguay 7+ (7+)
Carriera da allenatore
19?? Tuscania Tuscania
19?? Cerveteri Cerveteri
19?? Flag of None.svg Montespaccato
1974-1975 Spoleto Spoleto
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Dionisio Arce (San Juan Bautista de las Misiones, 14 giugno 1927Bracciano, 5 novembre 2000[1]) è stato un allenatore di calcio e calciatore paraguaiano, di ruolo centravanti.

Morì il 5 novembre del 2000, all'età di 73 anni, a Bracciano.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Era un attaccante veloce ed abile nel dribbling, di corporatura minuta[1], con la possibilità di calciare il pallone violentemente[1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Dionisio Arce

Iniziò la carriera in patria con lo Sportivo Luqueño, esordendo anche nella propria Nazionale, con cui nel 1949 realizzò una tripletta contro il Cile.[2] In patria era amato tant'è che i tifosi bucarono le gomme del pullman che lo stava portando ad Asunciòn per prendere l'aereo ed impedirgli di partire per l'Italia[1]. Nel dicembre del 1949, a campionato iniziato, venne infatti acquistato dalla Lazio.

Fece il suo esordio in biancoceleste il 12 febbraio 1950 nella gara vinta per 4-0 contro il Padova. Il 22 ottobre 1950, durante Lazio-Sampdoria, tirò una pallonata sul volto dell'arbitro Massai di Pisa, dopo che la sua squadra aveva subito su autorete il gol che avrebbe sancito il 2-2 finale, in una gara in cui, secondo il Corriere dello Sport, si era dimostrato il migliore della sua squadra[3] ed in cui aveva segnato il gol del momentaneo 2-0; venne di conseguenza squalificato per cinque giornate[1]. Con la maglia della Lazio colleziona 28 presenze con 9 reti.

Nel 1951 venne ceduto al Napoli a causa della rivalità con il compagno di squadra Norberto Höfling. Con gli azzurri collezionò 11 presenze segnandovi 2 reti in un campionato concluso dalla squadra al sesto posto in Serie A. Vestì successivamente le maglie di Sampdoria e Novara, facendosi notare con la maglia dei piemontesi[1].

A Novara, con Silvio Piola come compagno, gioca per tre stagioni scendendo in campo 71 volte e realizzando 22 reti.

Passò poi al Torino, che retrocesse per la prima volta in Serie B nel 1958-1959. Con i granata giocò 69 partite, segnandovi 19 reti; rimase anche coinvolto, come gli altri compagni di squadra, in polemiche che lo portarono all'essere multato e messo per un certo tempo fuori rosa[4] eccellendo comunque anche in maglia granata[1].

L'anno successivo retrocesse nuovamente con il Palermo dove gioca 27 partite segnando 3 reti.

In carriera ha totalizzato complessivamente 200 presenze e 56 reti in Serie A e 5 presenze in Serie B.

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

In seguito al ritiro aprì una attività commerciale a Bracciano ed al tempo stesso rimarrà nel mondo del calcio aiutando il presidente della squadra locale nella forma di allenatore-giocatore.

Allenerà quindi formazioni minori quali Tuscania, Cerveteri e Montespaccato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Enciclopedia dello Sport, volume calcio, Istituto della "Enciclopedia Italiana", pagina 606
  2. ^ (ES) Los números del goleador archivo.abc.com.py
  3. ^ Corriere dello Sport, 23 ottobre 1950 emeroteca.coni.it
  4. ^ La Stampa, 4 marzo 1959, pagina 7 archiviolastampa.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]