Diodata Saluzzo Roero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Diodata Roero Saluzzo)
Diodata Saluzzo Roero

Diodata Saluzzo Roero (Torino, 31 luglio 1774Torino, 24 gennaio 1840) è stata una letterata, scrittrice e poetessa italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Jeronima Cassotti e Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio (nel 1758 fondatore con Lagrange della Società Scientifica Torinese), all'età di 12 anni inizia a comporre poesie apprezzate da molti uomini illustri dei suoi tempi come Ugo Foscolo, Giuseppe Parini, Vittorio Alfieri e Vincenzo Monti.

Studiò con Carlo Denina, Silvio Balbis e Tommaso Valperga di Caluso, e continuò la sua attività letteraria a 20 anni con un poema epico in ventiquattro canti e in ottava rima dal titolo Amazzoni e successivamente col poemetto Rovine, per cui ebbe elogi di Alessandro Manzoni e venne portata a esempio nel suo genere da Ludovico Di Breme. Diventata membro dell'Accademia dell'Arcadia (dove venne chiamata Glaucilla Eurotea) e dei Pastori della Dora, nel 1799, a venticinque anni, sposò il conte Massimiliano Roero di Rovello, che morì tre anni dopo.

Tornata a scrivere, compose Erminia, Tullia e Ipazia ovvero della filosofia e, nel 1823, la tragedia storica Il castello di Binasco. Grazie ai suoi fratelli, le poesie vennero raccolte e pubblicate postume. Morì a Torino nel 1840 e fu sepolta nella cappella di famiglia posta nella chiesa di San Bernardino a Saluzzo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dizionario delle grandi figure femminili, in « Historia » n. 264 febbraio 1980, a cura di M. Zaniboni, ed. Cino del Duca

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 39476113 LCCN: nr91027709 SBN: IT\ICCU\LO1V\090586