Diocesi di Quimper

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Diocesi di Quimper
Dioecesis Corisopitensis
Chiesa latina
Ardeaglais Corentin.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Rennes
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Jean-Marie Le Vert
Sacerdoti 304 di cui 277 secolari e 27 regolari
2.375 battezzati per sacerdote
Religiosi 130 uomini, 577 donne
Diaconi 27 permanenti
Abitanti 885.900
Battezzati 722.000 (81,5% del totale)
Superficie 6.785 km² in Francia
Parrocchie 323
Erezione V secolo
Rito romano
Cattedrale San Corentino
Indirizzo 3 rue de Rosmadec, B.P. 1149, 29101 Quimper CEDEX, France
Sito web catholique-quimper.cef.fr
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Francia
Le diocesi storiche della Bretagna prima della rivoluzione francese: quella di Quimper è indicata con il nome bretone di Kernev.
Icona moderna raffigurante san Corentino, protovescovo della diocesi.
L'ex cattedrale di San Paolo Aureliano a Saint-Pol-de-Léon.
L'antico palazzo episcopale, oggi sede del museo dipartimentale bretone.
Rovine dell'antica abbazia di Landévennec, fondata da san Guénolé nel V secolo.
La chiesa dell'abbazia Sainte-Croix di Quimperlé, fondata nel 1029.

La diocesi di Quimper (in latino: Dioecesis Corisopitensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Rennes. Nel 2010 contava 722.000 battezzati su 885.900 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Jean-Marie Le Vert.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi è situata all'estremo occidentale della Bretagna e comprende il dipartimento francese di Finistère.

Sede vescovile è la città di Quimper, dove si trova la cattedrale di San Corentino. A Saint-Pol-de-Léon sorge l'ex cattedrale di San Paolo Aureliano.

Il territorio si estende su 6.785 km² ed è suddiviso in 323 parrocchie, raggruppate in 14 decanati, a loro volta raggruppati in 3 arcidiaconati.

Istituti religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della diocesi di Cornovaglia[1], regione storica della Bretagna, sono avvolte nella leggenda. Secondo lo storico Waquet non può essere comunque anteriore al VI secolo[2]; la tradizione riconosce primo vescovo e fondatore san Corentino. Tuttavia la successione episcopale fino al IX secolo non è certa e presenta lacune fino alla fine del secolo successivo. La diocesi è attestata con certezza dai primi decenni del IX secolo, in epoca carolingia, con il vescovo Felice, che fu deposto quando il re bretone Nominoë prese il potere nella regione.

L. Duchesne[3] e H. Waquet[4] ipotizzano che la diocesi di Cornovaglia sia la continuazione della diocesi dei Coriosoliti, la cui civitas nella Gallia Lugdunense terza (oggi Corseul) è attestata dalla Notitia Galliarum degli inizi del V secolo.[5] Secondo questi autori potrebbero appartenere a questa antica diocesi i vescovi che furono presenti, ma senza indicazione della sede di appartenenza, ai concili di Angers del 453[6] e di Vannes del 465 circa[7]. In questi concili erano presenti i vescovi della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Tours, a cui appartenevano sia la civitas Coriosolitum che la diocesi di Cornovaglia.

Dopo che la Bretagna venne riconquistata dai francesi, venne imposto il regime feudale. Poco dopo il Mille il vescovo Benoît II esercitava sia il potere religioso che quello civile. Ancora nel 1789 i vescovi di Quimper portavano il titolo di conti di Cornovaglia. La sua giurisdizione si estendeva sulla città e su una trentina di parrocchie della diocesi.

Nel Medioevo il capitolo di Quimper era costituito da due arcidiaconi, un cantore, un tesoriere, un teologo e dodici canonici. La cattedrale fu costruita a partire dalla fine del XIII secolo, ma i lavori si protrassero nei secoli successivi e furono conclusi all'inizio del XVI secolo.

Il seminario diocesano fu istituito verso la fine del XVII secolo durante l'episcopato di François de Coëtlogon-Méjusseaume. Esisteva anche un altro seminario a Plouguernével, che dopo la rivoluzione farà parte della diocesi di Saint-Brieuc.

Al momento dell'insorgere della rivoluzione, la diocesi comprendeva 180 parrocchie, raggruppate in 2 arcidiaconati (Cornovaglia e Poher) e 8 decanati. Esistevano inoltre 9 abbazie, tra cui quelle di Quimperlé e di Landévennec, e 14 priorati.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 la diocesi di Quimper si è ampliata, incorporando il territorio della diocesi di Saint-Pol-de-Léon, che fu soppressa, nonché porzioni delle diocesi di Tréguier, di Dol (pure soppresse) e di Vannes. In compenso cedette alcune porzioni del suo territorio alle diocesi di Saint-Brieuc e di Vannes.

Il 23 novembre 1853 ai vescovi di Quimper fu concesso di aggiungere al proprio titolo quello della sede soppressa di Saint-Pol de Léon.

Il 3 gennaio 1859 la diocesi è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Rennes.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Il catalogo dei vescovi di Quimper è giunto fino a noi in una duplice antica redazione, una contenuta nel cartulario della Chiesa di Quimper e la seconda in quello dell'abbazia Sainte-Croix di Quimperlé (Finistère).[8] Quest'ultimo termina, di prima mano, con il vescovo Raoul († 1158), e con le aggiunte successive arriva al vescovo Rainaud († 1245). Il primo catalogo, identico al secondo nella parte in comune, giunge fino a Gatien de Monceaux († 1416). A partire dal vescovo Bundic (Benedetto), il 13º delle liste, il catalogo è verificabile con i documenti storici; per i precedenti vescovi invece, «i nomi sembrano disposti a caso» (Waquet), cosa che rende «il controllo del catalogo molto difficile» (Duchesne).[9]

  • San Corentino † (VI secolo)[10]
  • San Guennoco †
  • Sant'Alloro †
  • Guntebedo †
  • Morgueteno †
  • Tremerino †
  • Ragiano †
  • Alureto †
  • Guloeto †[11]
  • Felice † (prima dell'835 - 848 deposto)[12]
  • Anaweteno[13] † (prima dell'851/857 - dopo l'859)
  • Felice † (menzionato nell'866) (per la seconda volta)
  • Salvatore † (fine IX secolo)[14]
  • Benedetto I[15] † (prima metà del X secolo)
  • Salomone[16] † (menzionato nel 958)
  • Orazio † (menzionato nel 990)[17]
  • Benoît II † (? - 1022 dimesso)
  • Orscand † (prima del 1029 - circa 1064 deceduto)
  • Benoît III † (1064 - 2 gennaio 1113 deceduto)
  • Robert † (dopo il 1113 - 1130 deceduto)
  • Raoul † (prima del 1140 - 4 marzo 1159 deceduto)
  • Bernard de Moëlan † (1159 - 2 agosto 1167 deceduto)
  • Geoffroy † (1167 - 13 agosto 1185 deceduto)
  • Thébaut † (1185 - 18 maggio 1192 deceduto)
  • Guillaume † (giugno 1192 - 15 dicembre 1218 deceduto)
  • Rainaud † (luglio 1219 - 5 maggio 1245 deceduto)
  • Hervé de Landeleau † (1245 - 9 agosto 1261 deceduto)
  • Guy de Plounévez † (1261 - 12 luglio 1267 deceduto)
  • Yves Cabellic † (1267 - 1280 deceduto)
    • Guillaume de Locmaria † (1280 - 1283 deceduto) (vescovo eletto).[18]
  • Even de la Forest † (14 maggio 1283 - 14 marzo 1290 deceduto)
  • Alain Rivelen o Morel † (1290 - 13 dicembre 1320 deceduto)
  • Thomas d'Anast † (18 febbraio 1321 - 19 giugno 1322 deceduto)
  • Bernard du Plouget, O.F.M. † (19 luglio 1322 - 20 giugno 1324 nominato vescovo di Nîmes)
  • Guy de Laval † (22 giugno 1324 - 13 marzo 1326 nominato vescovo di Le Mans)
  • Giacomo de Corvo, O.P. † (13 marzo 1326 - 31 agosto 1330 nominato vescovo di Tolone)
  • Yves Le Prévôt de Bois Boëssel † (31 agosto 1330 - 22 gennaio 1333 nominato vescovo di Saint-Malo)
  • Alain Gonthier † (22 gennaio 1333 - circa 1335 deceduto)
  • Alain Le Gall de Riec † (1336 - 1352 deceduto)
  • Geoffroy de Coëtmoisan † (3 ottobre 1352 - 20 marzo 1357 nominato vescovo di Dol)
  • Geoffroy Le Marhec † (20 marzo 1357 - 1383 deceduto)
  • Thebaud de Malestroit † (3 dicembre 1383 - maggio 1408 deceduto)
  • Gatien de Monceaux † (16 giugno 1408 - 16 ottobre 1416 deceduto)
  • Bertrand de Rosmadec † (febbraio 1417 - agosto 1444 dimesso)
  • Alain de Lespervez, O.F.M. † (24 agosto 1444 - 16 gennaio 1451 nominato arcivescovo titolare di Cesarea)
  • Jean de Lespervez † (16 gennaio 1451 succeduto - 1472 deceduto)
  • Thébaud de Rieux † (16 luglio 1472 - 18 febbraio 1479 deceduto)
  • Guy du Bouchet † (31 marzo 1479 - 10 gennaio 1484 deceduto)
  • Alain Le Maout † (8 marzo 1484 - 2 novembre 1493 deceduto)
  • Raoul Le Moël † (13 novembre 1493 - 31 maggio 1501 deceduto)
  • Claude de Rohan † (25 giugno 1501 - 8 luglio 1540 deceduto)
  • Guillaume Éder † (8 luglio 1540 succeduto - 22 maggio 1546 deceduto)
  • Niccolò Caetani di Sermoneta † (14 luglio 1550 - 5 aprile 1560 dimesso)
  • Étienne Boucher † (5 aprile 1560 succeduto - 20 agosto 1573 deceduto)
  • François de la Tour, O.Cist. † (26 agosto 1573 - 14 ottobre 1583 nominato vescovo di Tréguier)
  • Charles du Liscouët † (15 novembre 1583 - 14 marzo 1614 deceduto)
  • Guillaume Le Prestre de Lézonnet † (17 novembre 1614 - 8 novembre 1640 deceduto)
  • René du Louët † (1º dicembre 1642 - 11 febbraio 1668 deceduto)
  • François de Coëtlogon-Méjusseaume † (18 febbraio 1668 succeduto - 6 novembre 1706 deceduto)
  • François-Hyacinthe de Ploeuc de Timeur † (11 aprile 1707 - 6 o 18 gennaio 1739 deceduto)
  • Augustin-François-Annibal de Farcy de Cuillé † (30 settembre 1739 - 28 giugno 1771 deceduto)
  • Emmanuel-Louis de Grossoles de Flamarens † (14 dicembre 1772 - 14 giugno 1773 nominato vescovo di Périgueux)
  • Toussaint-François-Joseph Conen de Saint-Luc † (12 luglio 1773 - 30 settembre 1790 deceduto)
    • Sede vacante (1790-1802)
  • Claude André † (29 aprile 1802 - dicembre 1804 dimesso)
  • Pierre-Vincent Dombideau de Crouseilhes † (22 marzo 1805 - 28 giugno 1823 deceduto)
  • Jean-Marie-Dominique de Poulpiquet de Brescanvel † (3 maggio 1824 - 1º maggio 1840 deceduto)
  • Jean-Marie Graveran † (13 luglio 1840 - 1º febbraio 1855 deceduto)
  • Nicolas-Marie Sergent † (23 marzo 1855 - 26 luglio 1871 deceduto)
  • Charles-Marie-Denis-Anselme Nouvel de La Flèche † (22 dicembre 1871 - 1º giugno 1887 deceduto)
  • Jacques-Théodore Lamarche † (25 novembre 1887 - 15 giugno 1892 deceduto)
  • Henri-Victor Valleau † (19 gennaio 1893 - 24 dicembre 1898 deceduto)
  • François-Virgile Dubillard † (14 dicembre 1899 - 16 dicembre 1907 nominato arcivescovo di Chambéry)
  • Adolphe-Yves-Marie Duparc † (15 febbraio 1908 - 8 maggio 1946 deceduto)
  • André-Pierre-François Fauvel † (24 aprile 1947 - 28 febbraio 1968 dimesso)
  • Francis Jules Joseph Marie Barbu † (28 febbraio 1968 - 3 maggio 1989 ritirato)
  • Clément Joseph Marie Raymond Guillon, C.I.M. † (3 maggio 1989 succeduto - 7 dicembre 2007 ritirato)
  • Jean-Marie Le Vert, dal 7 dicembre 2007

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 885.900 persone contava 722.000 battezzati, corrispondenti all'81,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1948 737.000 738.826 99,8 1.094 1.042 52 673 52 319 325
1970 763.500 768.900 99,3 996 916 80 766 420 2.600 338
1980 812.000 818.000 99,3 804 749 55 1.009 346 1.996 338
1990 812.000 840.000 96,7 655 600 55 1.239 7 340 1.595 337
1999 764.000 867.000 88,1 502 454 48 1.521 12 188 970 337
2000 768.000 872.000 88,1 474 434 40 1.620 12 190 886 337
2001 750.000 852.418 88,0 460 420 40 1.630 13 170 835 337
2002 750.000 852.418 88,0 433 401 32 1.732 16 144 818 337
2003 750.000 852.418 88,0 420 390 30 1.785 17 155 791 337
2004 750.000 852.685 88,0 415 375 40 1.807 18 160 765 337
2010 722.000 885.900 81,5 304 277 27 2.375 27 130 577 323

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con questo nome la diocesi è conosciuta fino al XIII secolo, con i nomi latini di Cornugallensis, o Kemper Courentinus o Kemper sancti Courentini; solo dal XIV secolo si impone il nome ecclesiastico Corisopitensis; cfr. Waquet, col. 903.
  2. ^ op. cit., col. 902.
  3. ^ Fastes episcopaux, pp. 246-249 e 374; Les anciens catalogues, p. 84, nota 1.
  4. ^ op. cit., col. 906.
  5. ^ Monumenta Germaniae Historica, Chronica minora, I, p. 556.
  6. ^ Uno tra i vescovi Sarmazio, Cariato, Rumorido e Vivenzio.
  7. ^ Albino o Liberale.
  8. ^ Léon Maître e Paul de Berthou, Cartulaire de l'abbaye de Sainte-Croix de Quimperlé, 2º edizione, Rennes-Paris 1904, pp. 88-89.
  9. ^ I due cataloghi sono riportati per intero da Duchesne nelle due opere citate tra le fonti.
  10. ^ Secondo la tradizione, san Corentino sarebbe vissuto nella prima metà del V secolo; ma storici moderni (Duchesne e Waquet), ritengono che una diocesi nella Cornovaglia francese non possa essere anteriore al VI secolo.
  11. ^ I nomi da Guennoco a Guloeto corrispondono a quelli presenti nei cataloghi di Quimper ai numeri 2, 3, 5, 7, 8, 9, 11 e 12. Su questi vescovi non ci sono documenti storici che ne confermino l'esistenza.
  12. ^ Assente nei cataloghi episcopali antichi.
  13. ^ Corrisponde a Harnguethen, il nº 6 dei cataloghi.
  14. ^ Assente nei cataloghi, ignorato da Duchesne e Waquet, è inserito nella sua cronotassi da Gallia christiana.
  15. ^ Corrisponde a Bendic inserito come 4º nei cataloghi episcopali.
  16. ^ Corrisponde all'omonimo vescovo inserito al nº 10 nei cataloghi di Quimper.
  17. ^ Assente nei cataloghi.
  18. ^ Nominato vescovo dal capitolo, la sua elezione venne contestata. Si fece ricorso a Roma, ma nel frattempo l'eletto morì.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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