Diocesi di Panemotico

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Panemotico
Sede vescovile titolare
Dioecesis Panemotichana
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Panemotico
Mappa della diocesi civile di Asia (V secolo)
Vescovo titolare sede vacante
Istituita XIX secolo
Stato Turchia
Diocesi soppressa di Panemotico
Suffraganea di Perge
Eretta  ?
Soppressa  ?
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

La diocesi di Panemotico (in latino: Dioecesis Panemotichana) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Panemotico, nell'odierna Turchia, è un'antica sede episcopale della provincia romana della Panfilia Seconda nella diocesi civile di Asia. Faceva parte del patriarcato di Costantinopoli ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Perge.

Quattro sono i vescovi documentati di questa diocesi: Fausto, che prese parte al primo concilio ecumenico celebrato a Nicea nel 325; Craziano (o Cratino), che intervenne al concilio di Calcedonia nel 451; Ierio, che sottoscrisse nel 458 la lettera dei vescovi della Panfilia Seconda all'imperatore Leone I dopo la morte di Proterio di Alessandria; e Elladio, che partecipò al sinodo riunito a Costantinopoli nel 536 dal patriarca Mena.

La diocesi è assente nelle Notitiae Episcopatuum del VII e X secolo.[1]

Oggi Panemotico sopravvive come sede vescovile titolare; la sede è vacante dal 12 novembre 1966.

Cronotassi dei vescovi greci[modifica | modifica sorgente]

  • Fausto † (menzionato nel 325)
  • Craziano (o Cratino) † (menzionato nel 451)
  • Ierio † (menzionato nel 458)
  • Elladio † (menzionato nel 536)

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica sorgente]

  • Jean-Claude Bouchut, M.E.P. † (23 luglio 1902 - 18 dicembre 1928 deceduto)
  • Wenceslas Joseph Kinold, O.F.M. † (18 marzo 1929 - 22 maggio 1952 deceduto)
  • John Chang Pi-te † (13 febbraio 1953 - 12 novembre 1966 deceduto)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Heinrich Gelzer, Ungedruckte und ungenügend veröffentlichte Texte der Notitiae episcopatuum, in: Abhandlungen der philosophisch-historische classe der bayerische Akademie der Wissenschaften, 1901, pp. 541 e 556.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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