Diocesi di Cochin

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Diocesi di Cochin
Dioecesis Coccinensis
Chiesa latina
Fort Cochin cathedral.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Verapoly
Vescovo Joseph Kariyil
Vescovi emeriti John Thattumkal, S.S.C.
Sacerdoti 130 di cui 81 secolari e 49 regolari
1.237 battezzati per sacerdote
Religiosi 146 uomini, 439 donne
Abitanti 562.746
Battezzati 160.812 (28,6% del totale)
Superficie 235 km² in India
Parrocchie 38
Erezione 4 febbraio 1558
Rito romano
Indirizzo Bishop's House, Fort Cochin, Kochi 682001, Kerala, India
Sito web www.dioceseofcochin.org
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in India

La diocesi di Cochin (in latino: Dioecesis Coccinensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Verapoly. Nel 2006 contava 160.812 battezzati su 562.746 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Joseph Kariyil.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende parte del distretto di Ernakulam nello stato indiano del Kerala. La diocesi estende la sua giurisdizione sulla cosiddetta "Comunità dei Settecento" residente nel territorio della diocesi di Alleppey e vicendevolmente la diocesi di Alleppey ha giurisdizione sulla cosiddetta "Comunità dei Cinquecento" residente nel territorio della diocesi di Cochin.

Sede vescovile è la città di Kochi, dove si trova la basilica cattedrale della Santa Croce.

Il territorio è suddiviso in 38 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La diocesi fu eretta il 4 febbraio 1558 con la bolla Pro excellenti praeeminentia di papa Paolo IV, ricavandone il territorio dalla diocesi di Goa (oggi arcidiocesi di Goa e Damão).

Il 13 dicembre 1572 papa Gregorio XIII con la bolla Pastoralis officii cura concesse ai vescovi di Cochin il diritto di succedere agli arcivescovi di Goa.

Nel 1599, nel 1606 e il 3 dicembre 1659 cedette porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione rispettivamente dell'arcidiocesi di Angamale, della missione sui iuris di Madura (oggi diocesi di Tiruchirapalli) e del vicariato apostolico del Malabar (oggi arcidiocesi di Verapoly).

Nel 1663 le chiese, il collegio dei gesuiti, il monastero francescano e le scuole furono distrutte dagli olandesi, che avevano sconfitto i portoghesi. Sfuggì alla rovina solo la chiesa dei francescani, adibita al culto protestante, mentre la cattedrale fu adibita a mercato.

Il 3 dicembre 1834 cedette un'altra porzione di territorio a vantaggio dell'erezione del vicariato apostolico di Ceylon (oggi arcidiocesi di Colombo).

Il 24 aprile 1838 la diocesi fu soppressa con il breve Multa praeclare di papa Gregorio XVI, il quale, in modo drastico, pensò di limitare i diritti del padroado portoghese sopprimendo la diocesi ed attribuendone i territori al vicariato apostolico di Verapoly (oggi arcidiocesi), sotto il diretto controllo da Propaganda Fide.[1].

Il 1º settembre 1886 la diocesi fu ristabilita con la bolla Humanae salutis di papa Leone XIII.

Il 19 giugno 1952 ha ceduto ancora una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Alleppey.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • Jorge Temudo, O.P. † (4 febbraio 1558 - 13 gennaio 1567 nominato arcivescovo di Goa)
  • Henrique de Távora e Brito, O.P. † (13 gennaio 1567 - 29 gennaio 1578 nominato arcivescovo di Goa)
  • Mateus de Medina, O.Carm. † (29 gennaio 1578 - 19 febbraio 1588 nominato arcivescovo di Goa)
  • Andrés de Santa Maria, O.F.M. † (19 febbraio 1588 - 1615 dimesso)
  • Sebastião de São Pedro, O.E.S.A. † (16 febbraio 1615 - 7 ottobre 1624 nominato arcivescovo di Goa)
  • Luiz de Brito de Menezes, O.E.S.A. † (27 maggio 1627 - 29 luglio 1629 deceduto)
  • Miguel Da Cruz Rangal, O.P. † (10 novembre 1631 - 14 settembre 1646 deceduto)
    • Sede vacante (1646-1689)
    • João Coelho † (18 ottobre 1650 - ?) (vescovo eletto, illegittimo)
    • Fernando de Incarnação de Menezes † (? - 1657 deceduto) (vescovo eletto, illegittimo)
    • Francisco Barreto, S.J. † (? - 26 ottobre 1663 deceduto) (vescovo eletto, illegittimo)
    • Fabio dos Reis Fernandes, O.Carm. † (1672 - 16 maggio 1672 nominato vescovo di Santiago di Capo Verde) (vescovo eletto, illegittimo)
  • Pedro da Silva, O.E.S.A. † (8 gennaio 1689 - 15 marzo 1691 deceduto)
  • Pedro Pacheco, O.P. † (4 gennaio 1694 - settembre 1714 deceduto)
    • Francesco Pedro dos Martyres † (? - 1715 deceduto) (vescovo eletto)
  • Francisco de Vasconcellos, S.J. † (12 febbraio 1721 - 30 marzo 1743 deceduto)
  • Clemente José Colaço Leitão, S.J. † (8 marzo 1745 - 31 gennaio 1771 deceduto)
  • Manoel da Santa Catalina Soares, O.C.D. † (20 luglio 1778 - 18 luglio 1783 nominato arcivescovo di Goa)
  • José de Soledad Marques da Silva, O.C.D. † (18 luglio 1783 - 1818 ?)
  • Tomás Manoel de Noronha e Brito, O.P. † (17 dicembre 1819 - 23 giugno 1828 nominato vescovo di Olinda)
    • Sede vacante (1828-1838)
    • Sede soppressa (1838-1886)
  • João Gomes Ferreira † (14 marzo 1887 - 4 maggio 1897 deceduto)
  • Matheus de Oliveira Xavier † (11 ottobre 1897 - 26 febbraio 1909 nominato arcivescovo di Goa)
  • José Bento Martins Ribeiro † (28 febbraio 1909 - 21 maggio 1931 deceduto)
  • Abílio Augusto Vaz das Neves † (4 dicembre 1933 - 8 dicembre 1938 nominato vescovo di Bragança e Miranda)
    • Sede vacante (1938-1941)
  • José Vieira Alvernaz † (13 agosto 1941 - 23 dicembre 1950 nominato arcivescovo coadiutore di Goa e Damão)
  • Alexander Edezath † (19 giugno 1952 - 29 agosto 1975 dimesso)
  • Joseph Kureethara † (29 agosto 1975 - 6 gennaio 1999 deceduto)
  • John Thattumkal, S.S.C. (10 maggio 2000 - 8 maggio 2009 dimesso)
  • Joseph Kariyil, dall'8 maggio 2009

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 562.746 persone contava 160.812 battezzati, corrispondenti al 28,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 236.365 500.000 47,3 112 96 16 2.110 23 181 53
1970 122.136 454.762 26,9 59 49 10 2.070 12 130 23
1980 143.000 587.500 24,3 65 53 12 2.200 16 155 29
1990 170.399 678.946 25,1 86 64 22 1.981 40 295 33
1999  ? 556.247  ? 91 66 25  ? 57 388 37
2000 166.861 567.371 29,4 104 70 34 1.604 95 434 37
2001 173.861 580.373 30,0 122 77 45 1.425 89 466 37
2002 176.423 584.635 30,2 116 76 40 1.520 151 460 37
2003 173.281 604.400 28,7 130 83 47 1.332 129 455 37
2004 162.188 537.293 30,2 126 87 39 1.287 79 515 37
2006 160.812 562.746 28,6 130 81 49 1.237 146 439 38

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il significato e le conseguenze del breve Multa praeclare sono dibattute: non è chiaro se il breve soppresse le diocesi tout court, oppure se sottrasse i territori, all'epoca sotto il dominio inglese, dalla giurisdizione delle diocesi del padroado attribuendone la giurisdizione ai vicariati apostolici. Vedi Giacomo Martina, Pio IX (1851-1866), Roma 1985, pp. 376-385 (in particolare p. 383). Già dal XVII secolo Roma e Lisbona avevano una visione diversa dell'applicazione dei diritti di patronato: per la Santa Sede il Portogallo poteva legittimamente esercitare i diritti di patronato solo sui territori che facevano parte, nella metà dell'Ottocento, del proprio impero coloniale; per Lisbona le antiche concessioni della fine del XV secolo avevano ancora valore giuridico, per cui il padroado si estendeva, in linea di principio, dal Brasile fino al Giappone, anche su quei territori che nel frattempo erano passati sotto i domini coloniali inglesi, francesi ed olandesi.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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