Diocesi di Ávila

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Diocesi di Ávila
Dioecesis Abulensis
Chiesa latina
Fachada principal de la Catedral de Ávila.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Valladolid
Vescovo Jesús García Burillo
Sacerdoti 230 di cui 181 secolari e 49 regolari
719 battezzati per sacerdote
Religiosi 125 uomini, 494 donne
Diaconi 2 permanenti
Abitanti 167.032
Battezzati 165.539 (99,1% del totale)
Superficie 8.047 km² in Spagna
Parrocchie 254
Erezione IV secolo
Rito romano
Indirizzo Calle Cardinal Pla y Deniel 1, 05001 Ávila, España
Sito web www.obav.es
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Spagna

La diocesi di Ávila (in latino: Dioecesis Abulensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Valladolid. Nel 2006 contava 165.539 battezzati su 167.032 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Jesús García Burillo.

Indice

Territorio [modifica]

La diocesi comprende la provincia di Ávila.

Sede vescovile è la città di Ávila, dove si trova la cattedrale del Salvatore.

Il territorio è suddiviso in 254 parrocchie, raggruppate in 12 arcipresbiterati.

Storia [modifica]

La diocesi fu eretta probabilmente nell'ultimo quarto del IV secolo, quando troviamo traccia del vescovo eretico Priscilliano, giustiziato a Treviri nel 385. Dopo questo vescovo, i riscontri storici riprendono dal VII secolo, epoca in cui i vescovi partecipano ai Concili di Toledo. Anticamente la sede di Ávila era suffraganea dell'arcidiocesi di Mérida.

Probabilmente già alla fine del VII secolo, la sede fu abbandonata a causa dell'invasione araba. Fino alla Reconquista si perdono le tracce della presenza cristiana nella regione.

Nel 1100 la diocesi è affidata, con quelle di Zamora e di Salamanca, al vescovo di Valencia, perché ne curi la riorganizzazione ecclesiastica.

Il 27 febbraio 1120 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Santiago di Compostela.

Nel XII secolo fu terminata la costruzione del modesto edificio della primitiva cattedrale, vengono successivamente costruite alcune grandi chiese romaniche e i primi monasteri. Nello stesso periodo viene delimitato il confine diocesano.

Nel 1568, nell'epoca di massimo splendore per la diocesi, fu istituito il seminario diocesano.

Una grave crisi colpì la diocesi nella prima metà del XIX secolo. Dopo aver subito i danni delle guerre napoleoniche, fu privata della presenza di tutti gli ordini religiosi maschili, i cui beni furono espropriati dallo stato e si vide spogliata di gran parte del suo patrimonio economico, artistico e culturale.

Il 4 luglio 1857 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Valladolid.

Durante la guerra civile del 1936 furono distrutti edifici e archivi religiosi e morirono di morte violenta trenta sacerdoti diocesani: per cinque di questi è in corso il processo di canonizzazione. Negli anni successivi la ricostruzione della diocesi fu abbastanza rapida.

Nel 1955 la diocesi cedette alcune parrocchie alle arcidiocesi di Valladolid e di Toledo e alle diocesi di Segovia e di Salamanca.

Cronotassi dei vescovi [modifica]

Statistiche [modifica]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 167.032 persone contava 165.539 battezzati, corrispondenti al 99,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 296.347 296.347 100,0 345 291 54 858 130 553 393
1959 268.790 268.790 100,0 330 294 36 814 120 515 253
1970 217.956 218.147 99,9 308 252 56 707 101 692 256
1980 193.000 194.913 99,0 290 230 60 665 1 96 603 258
1990 178.110 183.600 97,0 272 217 55 654 89 590 260
1999 166.550 170.550 97,7 258 200 58 645 80 557 261
2000 163.178 167.132 97,6 255 197 58 639 80 521 261
2001 162.020 166.259 97,5 241 182 59 672 78 544 259
2002 160.008 163.885 97,6 264 187 77 606 152 524 254
2003 162.014 165.138 98,1 254 182 72 637 146 518 254
2004 163.466 165.480 98,8 253 184 69 646 2 147 519 254
2006 165.539 167.032 99,1 230 181 49 719 2 125 494 254

Note [modifica]

  1. ^ Quando fu nominato dalla Santa Sede, era già deceduto da cinque giorni.

Fonti [modifica]

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