Dinorah

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Il perdono di Ploërmel
Sainte-Foy in Meyerbeer's Le Pardon de Ploërmel.jpg
L'attore Sainte-Foy interpreta Corentin
Titolo originale Le pardon de Ploërmel
Lingua originale francese
Genere opéra comique
Musica Giacomo Meyerbeer
Libretto Jules Barbier, Michel Carré
Fonti letterarie Les chercheurs du trésor di Michel Carré
Atti 3
Epoca di composizione 1859
Prima rappr. 4 aprile 1859
Teatro Théâtre national de l'Opéra-Comique
Versioni successive
  • 26 luglio 1859, col titolo Dinorah
Personaggi
  • Dinorah (soprano)
  • Hoël (baritono)
  • Corentin (tenore)
  • Il capraio (soprano)
  • La capraia (soprano)
  • Un cacciatore (basso)
  • Un mietitore (tenore)

Le pardon de Ploërmel (Il perdono di Ploërmel), più nota come Dinorah, è un'opera di Giacomo Meyerbeer su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, ispirati da una piéce dello stesso Carré. L'opera, composta nei primi mesi del 1859, fu rappresentata per la prima volta il 4 aprile dello stesso anno, con buon successo.
Successivamente l'opera fu rappresentata a Londra, e per l'occasione Meyerbeer sostituì i dialoghi con i recitativi, traducendo tutta l'opera in italiano, cambiando anche titolo: "Dinorah". Dalle rappresentazioni londinesi l'opera è più nota con questo nome.
Se l'opera ebbe all'inizio grande fama nel corso dell'Ottocento (grazie alle interpretazioni di Adelina Patti, che dichiarava essere la sua opera preferita, e di Amelita Galli-Curci), l'opéra-comique non reggeva al paragone con le ben più famose grand-opéras, ed uscì dal repertorio. Estremamente famosa però è l'aria della protagonista del secondo atto, Ombre légère in cui Dinorah in preda alla pazzia parla con la propria ombra. L'aria è stata cantata e registrata da moltissimi soprani, per citarne alcuni: Maria Callas, Anna Moffo, Joan Sutherland, Sumi Jo, Natalie Dessay, June Anderson.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'opera, ambientata in Bretagna, si apre con un'ouverture accompagnata dal coro, che narra l'antefatto: il giorno delle nozze tra Hoël e Dinorah è stato rovinato da un temporale che ha distrutto la casa della ragazza. Hoël, per aiutarla, decide di andare in traccia di un favoloso tesoro che potrebbe restituirle l'agiatezza; ma prima deve vagare per un anno lontano dal paese per poi tornarci. Ma Dinorah è convinta che l'amato l'abbia abbandonata e impazzita vaga per il paese e nei boschi adiacenti in cerca dell'adorata capretta Bellah.
Hoël ritorna nel paese e viene a sapere che il tesoro degli gnomi è maledetto: chi lo toccherà per primo morirà. Allora, ossessionato più dall'oro che dall'amore per Dinorah, cerca di convincere il giovane e ingenuo Corentin a seguirlo nell'impresa e a prendere il tesoro. I due vanno nella valle, dove si trova anche Dinorah perché Bellah si trova proprio lì. Lì Hoël rivede la sua Dinorah, e dopo che ella ha rischiato quasi la vita, sopraffatto dal rimorso e dalla vergogna decide di abbandonare il progetto e di soccorrere l'amata. Quando Dinorah si risveglia, finalmente libera dal suo delirio, con l'amato e la capretta al suo fianco, Hoël dice che tutto quello che è avvenuto è stato solo un sogno: le nozze possono avere finalmente luogo, come se nulla fosse successo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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