Dinastia artasside

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La dinastia degli Artassidi governò l'Armenia dal 189 a.C. fino al loro rovesciamento da parte dell'Impero romano nel 16 d.C. Il loro regno comprese l'Armenia Maggiore, Sofene e in maniera irregolare l'Armenia Minore e parti della Mesopotamia.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Stendardo della Dinastia Artasside

Nel 201 a.C. il sovrano seleucide Antioco III il Grande conquistò l'Armenia maggiore e Sofene con i suoi generali armeni (strategoi) Artaxias e Zariadres sconfiggendo la dinastia orontide a cui rimase al controllo di Commagene, sebbene ridotto a stato vassallo. Antioco elesse Artaxias satrapo dell'Armenia Maggiore e Zariadres satrapo di Sofene. A seguito della sconfitta di Antioco da parte dei Romani nella battaglia di Magnesia nel 190 a.C., Artaxias e Zariadres si rivoltarono e, con il consenso di Roma, fondarono due regni autonomi; Artaxias sull'Armenia Maggiore e Zariadres sulla Sofene. Anche l'Armenia Minore e Commagene riguadagnarono la loro indipendenza.

Consolidamento del territorio armeno sotto gli Artassidi[modifica | modifica wikitesto]

Artaxias I d'Armenia è considerato uno dei sovrani più importanti nella storia armena. Egli si presentò come un discendente legittimo della dinastia degli Orontidi, sebbene non ci siano prove della sua connessione con questa famiglia. Al principio del suo regno, parti dell'Altopiano armeno abitate da popolazioni di lingua armena erano ancora sotto il dominio di nazioni straniere. Artaxias I pose l'unificazione di tutte le popolazioni di lingua armena come l'obiettivo primario del suo regno. Lo storico e geografo greco Strabone ci ha lasciato il racconto delle conquiste di Artaxias I:

« Secondo il racconto, l'Armenia, sebbene fosse un piccolo regno ai suoi primordi, si estese grazie ad Artaxias e Zariadris, prima generali di Antioco il Grande e, dopo la sua sconfitta, reggenti il primo della regione intorno ad Artaxata, il secondo di Sofene, Acisene, Odomantis e altre regioni, ed uniti espansero i loro regni aggiungendo alcuni territori delle nazioni circostanti--più precisamente i Caspiani, Fauniti e Basoropedi dalla nazione dei Medi, e la regione sul fianco del Monte Paryadres e Corsene e Gogarene, che si trova vicino al fiume Ciro dal regno degli Iberi; ed i Careniti e i Serseni che confinano con l'Armenia Minore dal regno dei Calibiani e dei Mosioneci, e gli Aciliseni e la regione intorno all'Antitauro dalla nazione dei Cataoniani; ed infine i Taroniti da quella dei Siriani; e costoro parlavano tutti la stessa lingua. »
(Strabone, Geografia, XI, 14.)

Artaxias fu anche il fondatore della capitale armena Artaxata grazie all'aiuto del generale cartaginese Annibale che ottenne rifugio nel suo esilio dai Romani nella corte di Artaxias. La popolazione della precedente capitale Orontide di Ervandashat venne interamente trasferita ad Artaxata. Sono state trovate oltre una dozzina di pietre miliari sul territorio della moderna Armenia risalenti al periodo di Artaxias contenenti iscrizioni in aramaico, prima della loro scoperta l'esistenza di queste pietre era già attestata dallo storico armeno Mosè di Chorene. In queste iscrizioni Artaxia si proclama discendente della dinastia degli Orontidi: Re Artaxias, figlio dell'Orontide Zariadres.

Impero armeno[modifica | modifica wikitesto]

Durante il regno di Tigrane il Grande (95 a.C. - 55 a.C.) l'Armenia raggiunse l'apice del suo potere e divenne rapidamente lo stato vivino orientale più potente. I suoi confini si estendevano dal Mar Caspio al Mar Mediterraneo. Tigrane fondò una capitale in una posizione più centrale del suo regno con il nome di Tigranocerta.

Larghe porzioni della regione vennero in seguito conquistate dai Parti, che costrinsero la dinastia a firmare un trattato di amicizia. L'Iberia caucasica, l'Albania, e l'Atropatene furono persi dagli Artassidi ed il resto del regno diventò vassallo. I Greci dell'Impero seleucida offrirono a Tigrane la corona del regno seleucida nell'83 a.C.

Sovrani artassidi d'Armenia[modifica | modifica wikitesto]

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