Dillo Lombardi

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Dillo Lombardi (Parma, 10 gennaio 1858Civita Castellana, 15 luglio 1935) è stato un attore italiano del teatro e del cinema muto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò a recitare giovanissimo, e iniziò l’attività drammatica nella compagnia teatrale di Ernesto Rossi dove fu scritturato come «primo attore giovane». Passò in seguito alla compagnia di Luigi Bellotti Bon, con il quale compì una tournée in America, e dove ottenne molti successi personali.

Fu «primo attore» nelle compagnie di Giacinta Pezzana e Cesare Rossi, e passò alla fine degli anni ottanta al Teatro Manzoni di Roma, del quale assunse successivamente la direzione. Nella capitale, l'attore emiliano riscosse ampi successi personali con le interpretazioni dell'Amleto e dell'Otello di Shakespeare, divenendo un vero e proprio divo della piccola borghesia impiegatizia[1].

Attore cinematografico dal 1911, in tale anno debuttò con il film Bonifacio VIII della Film d'Arte Italiana. L'anno seguente passò prima alla Latium Film e poi alla torinese Savoia Film. In quest'ultima casa, Lombardi fu uno dei maggiori interpreti e fu presente in quasi tutte le sue prime produzioni, tra queste vanno citate Il giglio della palude (1912) , La fuggitiva (1912), In hoc signo vinces (1913), Il cadavere vivente (1913), dove ebbe come partner femminile, Maria Jacobini prima, e Adriana Costamagna poi.

Dopo l'esperienza alla Savoia, passò alla Morgana Film di Catania - dove girò i film Sperduti nel buio (1914) e Teresa Raquin (1915) - alla Gladiator Film, alla Celio Film, alla Caesar Film, alla Lombardo Film (dove nel 1918 girò il suo unico film da regista dal titolo Malacarne), alla Flegrea Film, ed altre case minori.

Alla seconda metà degli anni venti, Lombardi fu in Germania dove girò alcune pellicole, l'ultima delle quali nel 1928, Le rouge et le noir, a seguito della quale, ormai settantenne, si ritirò dalle scene.

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Calendoli, L'attore: storia di un'arte, Edizioni dell'Ateneo, 1959, p. 575

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Bianco e Nero - Roma, Centro sperimentale di cinematografia, ed. varie.
  • AA. VV. - Enciclopedia dello Spettacolo vol. 6 - ed. varie.
  • N. Leonelli - Attori tragici, attori comici - Ferrara, Tosi editore, 1944.
  • F. Possenti - I teatri del primo Novecento - Settimo Milanese, Orsa Maggiore, 1984, ISBN 8870330184.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]