Pozzuoli

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Pozzuoli
comune
Pozzuoli – Stemma Pozzuoli – Bandiera
Pozzuoli – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma.png Napoli
Sindaco Vincenzo Figliolia (PD) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°49′23″N 14°7′20″E / 40.82306°N 14.12222°E / 40.82306; 14.12222 (Pozzuoli)Coordinate: 40°49′23″N 14°7′20″E / 40.82306°N 14.12222°E / 40.82306; 14.12222 (Pozzuoli)
Altitudine 28 m s.l.m.
Superficie 43,21 km²
Abitanti 83 411[1] (31-03-2011)
Densità 1 930,36 ab./km²
Frazioni Arco Felice, Campana Annunziata, Cuma, Licola Centro, Licola Lido, Lucrino, Montenuovo, Monterusciello, Pisciarelli, Toiano
Comuni confinanti Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Quarto
Altre informazioni
Cod. postale 80078
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063060
Cod. catastale G964
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti puteolani
Patrono san Procolo
Giorno festivo 16 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pozzuoli
Posizione del comune di Pozzuoli nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Pozzuoli nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Pozzuoli (Pëzzulë[2] - P'zzuol in napoletano[3]) è un comune italiano di 83.411 abitanti[4] della provincia di Napoli in Campania.

È il quinto[5] comune della regione per popolazione, e il quarto non capoluogo di provincia più popoloso d'Italia.

Indice

Geografia fisica[modifica]

Il golfo di Pozzuoli visto dal satellite.
Pozzuoli visto dall'aereo.

Situata sull'omonimo golfo, Pozzuoli si trova in un'area vulcanica, i Campi Flegrei (cioè campi ardenti), che comprende un vulcano ancora in attività, la Solfatara. Fenomeno geosismico tipico di questa città e dell'intera area dei Campi Flegrei è il bradisismo, ossia il sollevamento e l'abbassamento della crosta terrestre a seguito dell'aumento della pressione sotterranea. Il rapido innalzamento del livello del mare coinvolse negli anni ottanta il porto, che fu riposizionato circa 50 metri più avanti rispetto alla collocazione precedente.

Storia[modifica]

Pozzuoli era in origine uno scalo commerciale greco cumano, la città vera e propria fu fondata nel 528 a.C. da un gruppo di esuli sami, con il nome di Diceàrchia (in greco Δικεάρχια cioè giusto governo[6]).

Nel 421 a.C. passò in mano ai sanniti. Dopo la conquista romana della Campania (228 a.C.), Puteoli (o Puteolos, in greco Πυτέολος) (così ribattezzata per via delle numerose sorgenti di acque termo-minerali) cominciò ad acquistare importanza e il suo porto divenne fondamentale per gli scambi commerciali dell'epoca. Nel 194 a.C. Pozzuoli divenne una colonia romana e da quel momento la sua importanza crebbe sempre più, perché i romani ne fecero il loro porto principale[7]. La collegarono con un'ottima rete stradale all'Urbe e alle città più importanti della Campania, mentre tutte le più fiorenti città marittime dell'Oriente vi impiantarono stazioni commerciali. Furono costruiti mirabili monumenti come l'Anfiteatro Flavio, il Tempio di Serapide, lo Stadio di Antonino Pio, l'Anfiteatro Minore e il Tempio di Augusto.

Portato come prigioniero a Roma (e dopo il suo naufragio a Malta) San Paolo vi sbarca circa 61 d.C. Vi è ricevuto da una piccola comunità cristiana (atti 28:13-14). Il declino della città iniziò nel 70 d.C. circa, con l'apertura del porto di Ostia, voluto da Claudio e terminato da Nerone.

Il graduale sprofondamento del litorale, causato dal bradisismo, costrinse gli abitanti a lasciare, verso la fine del V secolo, la parte bassa della città e a stabilirsi sull'altura (attuale Rione Terra), che fu cinta di mura e diventò così il castro puteolano. Agli inizi del XVI secolo, Pozzuoli fu sconvolta da scosse telluriche e dal bradisismo. I puteolani, atterriti da tale fenomeno, cominciarono a stabilirsi al di fuori delle mura, sino a formare presso il mare un borgo, costituito da piccole case di pescatori.

Nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1538, un terremoto distrusse, tra il lago d'Averno ed il monte Barbaro, il villaggio di Tripergole. La terra si aprì ed eruttò tanto materiale da formare una collinetta, che in seguito fu chiamata Monte Nuovo.

Durante la seconda guerra mondiale, la città fu presa particolarmente di mira dai bombardamenti alleati, a causa del porto (che riforniva di carburante le navi da guerra), dello stabilimento Ansaldo (che produceva artiglierie) e per l'importante linea ferroviaria Napoli-Roma (che l'attraversava).

La città antica, il cosiddetto Rione Terra è stato abbandonato a seguito dei moti bradisismici degli anni settanta ed è da ormai molti anni in fase di restauro. Oggi è possibile visitare gran parte dei sotterranei e una parte in superficie. Nel XVI secolo il viceré del Regno di Napoli, Don Pedro de Toledo vi costruì i suoi palazzi. La città è costruita intrecciando vecchio e nuovo. Fra i palazzi ricostruiti dopo il conflitto mondiale si possono trovare favolose strutture antiche.

Società[modifica]

Pozzuoli è tra i comuni della Campania più popolati:

Comune Provincia Abitanti[8] Maschi Femmine
Napoli NA 962.417 457.046 505.371
Salerno SA 139.585 64.552 75.033
Giugliano in Campania NA 114.225 56.168 58.057
Torre del Greco NA 87.511 42.411 45.100
Pozzuoli NA 83.390 40.715 42.675

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[9]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica]

È una delle poche città al mondo a possedere due anfiteatri romani, alla pari di Roma, Budapest, Metz e Petronell-Carnuntum.

Macellum (cd. Tempio di Serapide)[modifica]

Il cd. Tempio di Serapide
visto dal suo ingresso originario

Per il duplice interesse che esso ha, archeologico e scientifico, è il monumento più singolare di tutta la regione flegrea, ed uno dei più noti di tutto il mondo antico.

Le colonne del Serapeo

Invaso e sommerso dalle acque termominerali che scaturiscono dal sottosuolo in prossimità del litorale (già utilizzate in epoca medievale a fini terapeutici, chiamate Balneum Cantarellus), esso ha rappresentato per alcuni secoli l'indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Tre delle quattro grandi colonne di marmo cipollino che ancora fronteggiano, diritte sulle loro basi, la sala absidata al centro della parete di fondo, servivano come strumento di misurazione del fenomeno; infatti lungo il loro fusto, i fori dei litodomi (molluschi foraminiferi che vivono a pelo d'acqua, chiamati popolarmente "datteri di mare"), indicano chiaramente il livello più alto a cui è giunta in passato l'acqua del mare (m. 6,50 ca.), a testimonianza della sua massima sommersione marina avvenuta in epoca medievale (X secolo) quando il monumento risultava sepolto nelle parti basse, mentre superiormente era parzialmente sommerso dalle acque marine. A séguito della seconda crisi bradisismica e dell'intensa attività sismica del 1983, attualmente esso risulta ad una quota superiore rispetto al livello del mare (dunque non è più sommerso e quindi non è più utilizzabile per la misurazione del bradisismo).

Risalente all'epoca romana (I - II secolo d.C.), l'edificio è stato denominato impropriamente "Tempio di Serapide" per il rinvenimento di una statua del dio egizio all'epoca dei primi scavi. Invece altro non è che il Macellum, cioè il mercato pubblico della città romana. L'insieme si presenta come un cortile a pianta quadrata circondato da un porticato sul quale si affacciano le botteghe che si aprono alternativamente ora verso l'interno ora verso l'esterno; due latrine pubbliche sono dislocate ai lati dell'abside di fondo, mentre resti di scale che conducevano al piano superiore del porticato si conservano ai lati dell'ingresso monumentale che si apriva verso il porto; infine, al centro del cortile vi è una costruzione circolare sopraelevata, circondata un tempo da colonne (coperta forse da una cupola o da un tetto conico, chiamata tholos), sul quale podio si poteva salire tramite quattro scalinate disposte a croce: presentando al centro resti di condutture per una fontana, si ipotizza che fosse destinato al mercato del pesce.

L'edificio è simile ad altri mercati di epoca romana che ancora si conservano in tutta l'area mediterranea (Pompei, Morgantina, ecc.), solo che questo di Pozzuoli è senz'altro il più monumentale e sfarzoso di tutti. Le colonne rimaste in piedi ci fanno intuire che l'edificio doveva avere una notevole altezza.

Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Roma, Timgrad, Djemila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei più grandiosi ed integri, grazie anche alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha preservato da una più grande spoliazione dei suoi elementi architettonici. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno, fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

Anfiteatro Flavio[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anfiteatro Flavio (Pozzuoli).

Sorge a pochi passi dalla fermata della Linea 2 della metropolitana di Napoli, l'anfiteatro Flavio è uno dei maggiori anfiteatri in Italia. Secondo alcuni, fu edificato sotto Nerone (dato a sapere perché l'opera era in opus reticulatum, anche se la tecnica muraria comprende anche i laterizi); poteva contenere fino a 20.000 spettatori. Nei sotterranei sono tuttora visibili parti del sistema per sollevare le gabbie che portavano nell'arena le belve feroci. Nel perimetro dell'arena si aprivano botole, anche lungo la "fossa scenica", "asse mediano" o "media via", da dove le belve (tigri, leoni e giraffe) facevano la loro entrata. Durante lo spettacolo le botole e la media via venivano chiuse con tavole di legno. Nel 305 d.C. i martiri: Procolo, Gennaro, Eutichete, Aucuzio, Festo, Desiderio e Sossio vennero condannati ad essere sbranati nell'Anfiteatro, ma per miracolo, le belve non li sbranarono, però furono decapitati nella Solfatara.

Anfiteatro minore[modifica]

Prima della costruzione del grande anfiteatro di età flavia, Pozzuoli possedeva un Anfiteatro, di proporzioni minori, già vecchio e non più rispondente al maggiore sviluppo che avevano assunto i ludi gladiatori verso la metà del I secolo dell'Impero. Ne è testimonianza il vaso di vetro di Odemira, in cui, insieme con altri edifici puteolani, sono raffigurati due anfiteatri: l'uno inferiore contrassegnato dall'emblema del flagello, come se fosse destinato alle venationes; l'altro superiore contrassegnato da una palma, come se fosse più propriamente adatto a combattimenti fra gladiatori. Le rovine del minore e più antico anfiteatro puteolano, sono state riconosciute in seguito ai lavori dell'apertura del tronco della direttissima Roma - Napoli, che lo ha danneggiato, attraversandolo centralmente. Ad oggi si scorgono ancora dalla strada (ad altezza del cavalcavia della metropolitana) una decina di arcate in opera incerta che sostenevano la curva della cavea. Gli assi dell'ellisse misurerebbero rispettivamente 130 e 95 metri.

Lo stadio di Antonino Pio[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio di Antonino Pio (Pozzuoli).

Nell'ottobre 2008 è stato aperto al pubblico il sito dove sono stati riportati alla luce i resti dello Stadio realizzato sotto Antonino Pio, in onore di suo padre adottivo Adriano, edificandolo nel luogo ove fu sepolto in primo luogo.

Villa Avellino de Gemmis di Castel Foce

Era una costruzione di forma ellittica, che fu demolita in parte dalla costruzione della nuova Via Domiziana. Lo Stadio è inoltre l'unico che possiamo trovare in Italia, perché lo stadio di Roma è diventato la Piazza Navona. Antonino Pio, inoltre, istituì gare ginniche quinquennali, dove gli atleti accedevano con un trionfo e dopo iniziavano ad esibirsi. La cavea era divisa in: Ima, quella d'onore, Media, quella non molto importante, e Summa, di poco conto.

Altri resti romani[modifica]

Numerosissimi sono i resti del periodo romano, spesso situati all'interno delle aree abitate della città. In particolare, sono da notare la necropoli romana di via Celle, attualmente in stato di abbandono, e il cosiddetto tempio di Apollo sul lago d'Averno.

Villa de Gemmis[modifica]

La sontuosa villa fu edificata nel 1540 da Marcantonio Colonna Principe di Stigliano e Viceré di Sicilia. Passò poi di proprietà all'archeologo Francesco Maria Avellino e in seguito al Barone de Gemmis di Terlizzi. La villa contiene marmi antichi e diverse piscine ed è oggi una struttura ricettiva di alto livello, l'ampio parco costituisce i giardini pubblici di Pozzuoli.

Chiese e santuari[modifica]

Nella città sono presenti diversi luoghi di culto di grande interesse artistico - religioso.

Santuario di San Gennaro[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di San Gennaro alla Solfatara.

Il santuario di San Gennaro è situato nei pressi del luogo dove il martire fu decapitato. Qui, come al duomo di Napoli, si liquefa, secondo la tradizione locale, il sangue che ancora è visibile sulla pietra del supplizio. Una prima basilica sorse nei pressi della Solfatara tra i secoli VI e VII, poi le eruzioni della Solfatara del 1198 e quella di Montenuovo del 1538 e i successivi terremoti cancellarono quasi completamente quella primitiva basilica, di cui rimane solo l'altare. il tempio fu ricostruito nel 1584 e ristrutturato su progetto del Sanfelice agli inizi del Settecento.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica]

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è la più antica parrocchia della diocesi di Pozzuoli edificata nel 1624. Anticamente aveva competenza su un vastissimo territorio, che comprendeva:Pozzuoli, Agnano, Bacoli, Bagnoli, Licola, Miseno e Monte di Procida. A seguito della creazione di altre parrocchie in queste zone, l'area di competenza di Santa Maria delle Grazie oggi si è ridotta solo ad una parte del centro della città.

Natura[modifica]

Il lago d'Averno

Lago d'Averno[modifica]

Il lago d'Averno, di origine vulcanica (dal greco "senza uccelli" perché il gas sulfureo uccideva gli uccelli), era molto famoso nell'antichità perché lo si credeva la porta degl'inferi (Ade). Lo specchio d'acqua colpisce per la plumbea, immota pesantezza delle sue acque, negre come acque infernali. Il carattere austero e solenne, quasi tenebroso del luogo, il colore delle acque scaturite dal fondo di un vecchio cratere, dense e limacciose, la presenza di una fonte termale lungo la riva del lago, considerata come acqua della Stige, e il ricordo di antiche esalazioni irrespirabili che ammorbavano l'aria e rendevano impossibile il volo degli uccelli, avevano circondato questo luogo di misteriose e paurose leggende e fatto sorgere sulle sue rive, la religione dell'oracolo. Gli antichi favoleggiavano che nel lago vivesse il popolo dei Cimmeri, condannati a vivere all'interno di grotte e cavità sotterranee, gli stessi Cimmeri, ai quali Omero fa giungere Ulisse per interrogare Tiresia, l'oracolo dei morti, prima del suo ingresso nell'Ade. Durante la lotta ingaggiata da Ottaviano per la conquista dell'Impero, il Lago d'Averno, sacro alla religione dell'oracolo e della morte, venne sconvolto dal tumulto bellico. La flotta di Sesto Pompeo, minacciava il litorale ed i ricchi porti della Campania; Agrippa, geniale stratega di Ottaviano, non esitò dinanzi a culti e superstizioni popolari. Vide nel Lago d'Averno un eccellente porto ed un sicuro e comodo cantiere di costruzione, e non esitò a fare quant'era necessario per trasformare il lago in un porto militare, il Portus Julius (37 a.C.)

Veduta del Lago Lucrino

Il lago pur essendo pregno di storia e di reperti archeologici di notevole interesse, è stato di proprietà di una società legata al clan dei Casalesi. Il 10 giugno 2009 nell'ambito di una operazione antimafia è stato posto sotto sequestro da parte della DIA[10].

Lago Lucrino[modifica]

Il lago di Lucrino deve il nome al termine Lucrum e cioè lucrare: infatti il senatore Sergio Orata nell'antica Roma lo aveva trasformato in un allevamento ittico, essendo lo stesso lago in comunicazione tramite un canale con il mare.

Nel 37 a.C., per opera di Marco Vipsanio Agrippa, il lago d'Averno ed il lago Lucrino furono collegati al mare attraverso un canale artificiale per la realizzazione di un colossale porto militare (Portus Julius).

Sul cono del vulcano Monte Nuovo si trova l'Oasi naturalistica di Monte Nuovo.

Nei pressi del lago Lucrino si trovano i resti delle terme Stufe di Nerone.

Geografia antropica[modifica]

Frazioni[modifica]

Lungomare
  • Arco Felice è una frazione situata tra Lucrino e Pozzuoli borgo, al confine con il capoluogo si trova l'ex comprensorio Olivetti, divenuto oggi un importante centro direzionale. Prende il nome dai resti di un acquedotto romano in laterizio, di cui rimane in piedi un grande arco, detto arco felice vecchio, sito in località Cuma.
  • Lucrino, dove si trova l'omonimo lago. Il suo nome deriva dalla parola lucrum (guadagno). Nel I secolo a.C., infatti, un tal Sergius Orata, nelle acque del lago impiantò una coltivazione di ostriche, ricavandone grandi ricchezze. Prima dell'eruzione del Monte Nuovo del 1538 dove ora c'è Lucrino c'era Tripergole, un villaggio termale. L'eruzione lo distrusse completamente.
  • Pisciarelli è quella parte della località di Agnano Terme ricompresa nel territorio del comune di Pozzuoli. La restante parte di Agnano fa parte dell'ex frazione Bagnoli del comune di Napoli.
  • Toiano, è un popolare quartiere sorto per dare una risposta abitativa ai cittadini di Pozzuoli, sfrattati dal Rione Terra e dal centro storico dopo il bradisismo del 1970, è posto al centro tra l'antica Pozzuoli e il “contemporaneo” megaquartiere di Monterusciello, ed è il centro dell'attività amministrativa, dove si trova la casa comunale, ci sono alcune scuole ed alcune attività commerciali.
  • Monterusciello o Monteruscello[11] è una frazione costruita a seguito del bradisismo avvenuto negli anni ottanta e oggi abitata da oltre 30.000 abitanti. La presenza di tanto spazio ha qui permesso uno sviluppo del tutto diverso rispetto a quello di molte altre zone della Campania. Se infatti queste si contraddistinguono per strade strette e per poco verde, Monterusciello può invece vantare ampi viali alberati, strade larghe e ben asfaltate, enormi parchi residenziali, diverse attività commerciali. Notevoli sono inoltre le infrastrutture presenti nel territorio, come la piscina olimpionica all'interno del moderno Palazzo dello Sport, che ha tra l'altro ospitato per alcune stagioni la squadra di basket di Napoli, la Scuola calcio Monterusciello con un campo regolamentare interamente costruito in erba sintetica ed una pista da jogging lunga 500 metri. Da non dimenticare infine i licei e gli istituti tecnici e professionali, con studenti provenienti sia dalle province di Napoli che da quelle di Caserta. Tuttavia sono presenti delle opere mai completate o realizzate anche a causa delle infiltrazioni camorristiche come il centro tennistico in Via De Curtis, ampi locali non utilizzati a ridosso dell'Ufficio Postale, l'ex scuola alberghiera e un Centro Commerciale in Via Modigliani mai messo in funzione ed ora distrutto dal tempo e dai vandalismi. Inoltre non vi sono luoghi di ritrovo, come cinema o teatro.[12]
  • Cuma, è una frazione alla periferia ovest della città di Pozzuoli, conosciuta per possedere i famosi siti archeologici: tempio di Apollo, tempio di Iside, tempio di Giove, Arco Felice, strade romane, antro della Sibilla, anfiteatro cumano e necropoli.
  • Licola, è la frazione a nord-ovest della città di Pozzuoli, confinante a sud con Cuma, ad est con Monterusciello.

Infrastrutture e trasporti[modifica]

Stazione di Pozzuoli-Solfatara

Pozzuoli è collegata a Napoli con tre linee ferroviarie:

È collegata a Napoli con le linee extraurbane della SEPSA che raggiungono Bacoli e Torregaveta e della CTP che raggiungono Mondragone e Baia Domitia. È collegata anche ma con arrivo a Piazzale Tecchio, zona Fuorigrotta, con autolinee dell'EAV (ex SEPSA),con partenze di ogni mezz'ora dal capolinea nella frazione di Monteruscello nei pressi della stazione Grotta del Sole della Circumflegrea e con percorso in Tangenziale,ingresso Monteruscello Sud uscita Agnano e viceversa;dallo stesso capolinea e sempre con autolinee EAV ogni ora un collegamento con Nisida,città della scienza, con passaggio nei pressi dell'Ospedale La Schiana e un percorso che attraversa Arco Felice e il centro cittadino per raggiungere il capolinea attraverso il lungomare. Trasporti all'interno del territorio di Pozzuoli sono gestiti dalla CTP, ma con cadenza non molto frequente[13]. Dalla stazione ferroviaria Pozzuoli-Solfatara partono anche treni diretti verso Villa Literno, Formia, Salerno. I treni per Villa literno effettuano le fermate nelle stazioni di Quarto e Giugliano Qualiano; i treni per Formia effettuano le fermate nelle stazioni di: Quarto, Giugliano Qualiano, Villa Literno, Cancello Arnone, Falciano Mondragone Carinola, Sessa Aurunca Roccamonfina e Minturno Scauri.

Il porto di Pozzuoli ha collegamenti regolari con le isole di Capri, Ischia e Procida.

Cultura[modifica]

Tradizioni e feste[modifica]

Oltre ai festeggiamenti nella importante ricorrenza di San Gennaro il 19 settembre, il 15 agosto viene festeggiata l'Assunta con la competizione del cosiddetto palo di sapone. Un pennone in legno viene tenuto in posizione quasi orizzontale su un molo del porto e cosparso di sapone. I concorrenti locali provano a turno a raccogliere delle bandierine poste all'estremità del palo, cadendo, nella maggior parte dei casi, in mare. Di sera la ricorrenza viene festeggiata con una processione ed uno spettacolo di fuochi d'artificio. Il Santo Patrono di Pozzuoli, San Procolo, co-martire insieme a San Gennaro, viene festeggiato il 16 novembre; i festeggiamenti in suo onore si svolgono la seconda domenica di maggio. Il 13 giugno, inoltre, dalla chiesa di Sant'Antonio parte la celebre processione del santo padovano, nata in ambito marinaro e ancora oggi molto sentita dai puteolani, che attraversa gran parte della città.

Parlata locale[modifica]

La parlata locale di Pozzuoli è una variante della lingua napoletana con delle connotazioni proprie singolari riguardanti la fonetica, che risulta talvolta molto diversa dal napoletano e con analogie con quella di Torre Annunziata, situata specularmente sul mare rispetto a Napoli.

Raimondo Annecchino riportava, a proposito del dialetto puteolano[14].

« Spiccata è la sua tendenza al vocalismo, alla espansione delle vocali, all'iato. Abbonda nelle parole la pronunzia larga e prolungata di una vocale (maaa... : mamma; zuoi : zio) oppure di più vocali di seguito (nuoii : ninno, bambino) in una sola emissione di fiato, tenendo a lungo la bocca aperta senza contatto delle labbra. Viene così, con tono aspro e sgradevole, il suono confuso di varie inflessioni vocaliche, che stronca la sillaba finale; si tratta di cadenze difficilmente assimilabili da estranei. »

La parlata puteolana, comunque, nei modi riportati dall'Annecchino, è ormai raramente ancora riscontrabile nel territorio, e principalmente limitato al centro storico. Questo anche a seguito del trasferimento di molte famiglie dal Rione Terra ad altre località, principalmente Toiano e Monterusciello.

Le inflessioni puteolane sono talvolta utilizzate con connotazione comica da artisti campani, similmente alle inflessioni pugliesi di Lino Banfi. Tra le interpretazioni più note ed esilaranti, vi sono quella del personaggio di "Ciairo" Boccia, impersonato da Francesco Paolantoni, e l'uso del puteolano da parte del cantante comico-demenziale Tony Tammaro in alcune delle sue canzoni, come «'O Trerrote» e «'Puzzulan Rap». Il puteolano è stato anche utilizzato da Alessandro Siani per realizzare una parodia di Jeeg robot d'acciaio, chiamata "Giggig".

Politica[modifica]

Nell'aprile del 2008 è stato eletto sindaco al primo turno il dott. Pasquale Giacobbe, a capo di una lista civica poi appoggiata da una coalizione di centrodestra, già vicesindaco della precedente giunta di centrosinistra, capeggiata dal Vincenzo Figliolia, e sciolta per presunte infiltrazioni di camorra nel dicembre del 2005[15]. Il comune era precedentemente guidato da una commissione straordinaria a partire dallo stesso anno dello scioglimento. Tuttavia, il governo Giacobbe resta in carica appena 2 anni, in quanto, a maggio del 2010, 16 consiglieri comunali, tra cui sette della maggioranza di centrodestra (quattro del Pdl e restanti appartenenti a liste civiche), si sono dimessi facendo così cadere il governo. Il 22 novembre 2011 il centro destra viene di nuovo spodestato. L'amministrazione, guidata dall'ingegnere Agostino Magliulo, eletto con le amministrative del 2011, viene sfiduciata da 9 consiglieri di opposizione congiuntamentente a 4 di maggioranza, per un totale di 13, facendo così cadere la giunta e consegnando la città ad un nuovo commissariamento straordinario. Alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012 è stato eletto sindaco Vincenzo Figliolia, rappresentante del PD.

Eventi[modifica]

  • A Corto di Donne: festival di cortometraggi che si tiene a Pozzuoli dal 2005. È organizzato dall'Associazione Culturale "Quicampiflegrei" e dal Coordinamento Donne Area Flegrea. La rassegna è dedicata alle filmmaker donne e ai loro cortometraggi, a tema libero, divisi in 4 sezioni: animazione, documentari, fiction e videoarte.

Persone legate a Pozzuoli[modifica]

Economia[modifica]

Pozzuoli è un rinomato centro gastronomico per la presenza di numerosi ristoranti che preparano specialità di mare.

È anche presente un'importante realtà industriale: gli stabilimenti meccanici.

Amministrazione[modifica]

Gemellaggi[modifica]

Patti Di Amicizia[modifica]

Sport[modifica]

Calcio[modifica]

Oggi a Pozzuoli esistono quattro squadre di calcio: la Società Sportiva Dilettantistica Puteolana 1902 Internapoli, la FC Puteolana 1909, il Rione Terra ed il Monteruscello Calcio. La prima squadra cittadina è la Puteolana 1902 - Internapoli, che partecipa al campionato di serie D. La Puteolana 1909 (fondata nel 1975) milita in Promozione, il Rione Terra (fondato nel 2002) ed il Monteruscello Calcio giocano nel campionato di Prima Categoria.

Basket[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi A.P.L. Puteoli.

A partire dalla metà degli anni novanta, Pozzuoli si è affacciata nel panorama della pallacanestro nazionale. Sotto la presidenza di Biagio Lubrano l'allora Serapide Pozzuoli, al termine della stagione 1995-1996, conquista la promozione nel campionato di serie A-2 dopo aver battuto Ragusa nei play-off promozione della serie B d'Eccellenza. L'anno successivo la squadra gialloblu raggiunge i play-off promozione, chiudendo la regular season al settimo posto. La stagione 97-98 porta poche soddisfazioni, 7 vittorie e 23 sconfitte, tanto che al termine della stagione, la squadra retrocede in serie B. In soccorso della Serapide viene però la Lega, che ripesca la squadra in A-2. L'anno successivo, non si ripetono gli errori della stagione precedente e la compagine flegrea conquista la salvezza. In estate però, il presidente Lubrano, decide di chiudere l'avventura a Pozzuoli e trasferire la squadra a Napoli (attualmente scomparsa), per allargarne il bacino d'utenza.

Nel 2011 la dirigenza della Nuova Dicearchia Basket Pozzuoli ha comunicato la non iscrizione ai campionati dilettantistici per problemi economici. Un'altra squadra locale, la Virtus Pozzuoli, disputa i campionati minori.

La squadra femminile di Pozzuoli, la Pallacanestro Napoli-Pozzuoli dopo vari anni in serie A2 ha ottenuto la promozione nell'anno 2006-07 e disputa tuttora il campionato di serie A1 femminile sponsorizzata dalla GMA srl. Nella stagione 2011-2012 si classifica nona. Disputa i play-out, vincendoli, contro il Basket Alcamo. L'allenatore è da svariati anni il puteolanissimo Fulvio Palumbo.

Taekwondo[modifica]

Alle Olimpiadi di Seoul del 1988, in cui tale sport venne introdotto a scopo dimostrativo, Luigi D'Oriano, Maestro puteolano di quest'arte marziale, vince la medaglia d'argento, il più alto piazzamento mai ottenuto fino alle Olimpiadi di Londra 2012 dall'Italia in tale disciplina. Inoltre D'Oriano insegna a Pozzuoli dal 1980, presso la palestra da lui fondata, nel periferico e popoloso quartiere di Monterusciello.

Ginnastica artistica[modifica]

La squadra femminile di Pozzuoli di ginnastica artistica è formata da atlete del Centro Sportivo Mariella di Pozzuoli sito in via Marotta Monteruscello, presso la scuola media Pergolesi 2. Vincitrice di coppe e trofei nazionali dispone di atlete allenate da laureati in scienze motorie, e docenti specializzati all'insegnamento dell'educazione fisica in ambito nazionale quali Laura Cancellara, Maria Longobardi e Anna Volpe; partecipanti agli allenamenti presso la struttura olimpica del foro Italico in Roma. Le atlete di maggior rilievo agonistico del 2009 sono Francesca Uccello, Anna Trovato, Rosa Viola, Mirabella Antonia, Valentina Simonelli, Bimbo Costanza e Carmela, Ponticelli Simona e Deborah Dapice, Alessandra Ventrella e Rita Castiello (fonti endas 2009). La squadra maschile è tutt'ora in carica per l'anno 2009 come campione nazionale[senza fonte] con l'atleta puteolano Marco Della Ragione FGI 2009 Mare di Ginnastica italia; che si è classificato primo in nazionale Italia a Roma. Campioni nazionali della disciplina sono anche Francesco Della Ragione, Enzo Cavaliere e Luigi Avallone. Ricordiamo l'etoille, stella della danza puteolana e napoletana, Luca Giaccio che attualmente è impegnato nella compagnia Spagnola di Danza

Personalità sportive legate a Pozzuoli[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Dato Istat al 31/03/2011
  2. ^ Antonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 516.
  4. ^ Dato Istat al 31/03/2011
  5. ^ Comuni campani per popolazione
  6. ^ sull'attuale Rione Terra. Secondo altre fonti, che non menziona la fondazione da parte dei sami, Dicearchia sarebbe stata un porto cumano. In realtà si tratta solo di una contraddizione apparente. È infatti molto probabile che i cumani avessero fondato in quel luogo uno di quegli scali che gli garantivano il controllo del golfo di Napoli. I sami sarebbero invece giunti in un secondo momento, quando cioè, con l'ascesa del tiranno Policrate, molti aristocratici furono costretti ad abbandonare Samo e dirigersi in Italia meridionale. Del resto Cuma era all'epoca retta da un'oligarchia terriera. Ed è logico pensare che, pressati dagli etruschi, i cumani abbiano accettato con favore l'arrivo di altri aristocratici e che si siano avvalsi di loro per difendere quello che era uno dei punti chiave del loro sistema di stazioni costiere.
  7. ^ Immagine di Pozzuoli in epoca romana: si nota l'assenza del Monte Nuovo e di conseguenza la notevole ampiezza del Lago Lucrino, separato dal mare dall'istmo della via Herculea (che collegava Pozzuoli a Baia e Miseno), attualmente sommerso al largo della costa (plastico esposto nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello Aragonese di Baia).
  8. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/7/2009
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Articolo a cura di Irene De Arcangelis pubblicato su "La Repubblica" l'11 luglio 2010
  11. ^ Monterusciello o Monteruscello: origini del nome. Non è un equivoco né un errore chiamarlo Monteruscello o Monterusciello, il secondo non è altro che una pronuncia dialettale del primo, che a seguito è stato anche accettato dalla toponomastica. Inoltre, il toponimo Monterusciello deriva probabilmente dal tardo latino "Mons Rosellus", cioè "monte delle canne".
  12. ^ Articolo a cura di Francesca Pilla pubblicato su "Il Manifesto" il 18 aprile 2006
  13. ^ Ad esempio, il P9 che collega il porto con la Solfatara passa una volta l'ora. Vedi anche l'orario della CTP. URL consultato il 15-09-2008.
  14. ^ Annecchino, Raimondo, op. cit., p. 296
  15. ^ Pozzuoli, ingerenze mafiose Il governo scioglie il consiglio - Articolo del Corriere della Sera, 23 dicembre 2005

Bibliografia[modifica]

  • Raimondo Annecchino, comune di Pozzuoli (a cura di), Storia di Pozzuoli e della zona flegrea, Pozzuoli, Arti Grafiche D. Conte, 1960.

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