Difficult to Cure

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Difficult to Cure
Artista Rainbow
Tipo album Studio
Pubblicazione 19 gennaio 1981
Durata 42 min : 53 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Heavy metal
Hard rock
Etichetta Polydor
Produttore Roger Glover
Certificazioni
Dischi d'oro 1 Regno Unito
Rainbow - cronologia
Album precedente
(1979)
Album successivo
(1981)

Difficult to Cure è il quinto album discografico del gruppo musicale inglese Rainbow, pubblicato nel 1981.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Anche in questo disco si registra un nuovo cambio di formazione con Cozy Powell e Graham Bonnet che vennero rimpiazzati; il primo all'indomani dell'Epico concerto tenuto al primo Monsters Of Rock di Castle Donington del 1979, agli inizi del 1980 decisero di lasciare a seguito dei soliti rapporti conflittuali con Blackmore (probabilmente simili a quelle che erano state alla base dell'addio di Ronnie James Dio), mentre Bonnett venne rimpiazzato per volontà di Blackmore poco dopo quando la band era già in studio. Già da tempo su Bonnett c'erano grosse perplessità e nonostante possedesse una voce potenzialmente molto buona e potente, non era riuscito a convincere e soddisfare i gusti difficili del leader, soprattutto per le performance live non all'altezza del disco da studio, ed un'ostinata pervicacia nel mantenere un look diverso dal resto del gruppo avevano creato molto malumore, accentuato definitivamente poi da un forte abuso di alcool che spinse definitivamente Blackmore a licenziarlo. La defezione di Bonnett aprì lo spazio perché Ritchie perseguisse libero il suo desiderio di completare la trasformazione della band in un gruppo che suonava Rock commerciale da USA FM come andava di moda all'epoca. Lo stile A.O.R. in quei tempi dominava le classifiche ed i concerti negli Stati Uniti e i sostituti che vennero prescelti sicuramente si attagliavano a questo disegno: Bobby Rondinelli era un batterista preciso e metronomico; Joe Lynn Turner, ex Fandango, cantante AOR di spiccata capacità vocale sia a livello fisico che tecnico. Una traccia in particolare, per quanto piuttosto banale, del passato delle origini della band fu la title track, basata sulla nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, di cui costituisce una versione Rock, che Blackmore ha voluto da lì in poi portar con sé sempre in tutti i concerti fino agli inizi del 1996, quando abbandonò la scena Rock/Hard Rock per la sua svolta Reinassance/Pop dei Blackmore's Night. Il resto dei pezzi si caratterizzano per una attitudine commerciale tanto spiccata (I Surrender di Russ Ballard, Magic di Brian Moran, e Freedom Fighter): da sottolineare anche brani Hard Rock: la opener Spotlight Kid, il cui riff e impostazione e costruzione hanno ispirato le composizioni di numerosissime altre hard bands ("l'esempio più famoso si ha nel 1984 con gli Alcatrazz di Graham Bonnett & Yngwie Malmsteen, con la loro Jet To Jet"), lo splendido Hard-Blues post-Hendrixiano di Midtown Tunnel Vision e il toccante strumentale Vielleicht Das Nachste Mal (Maybe Next Time), in cui Blackmore riesce a far riemergere la sua vera anima e background musicale, quasi fossero delle piccole enclave musicali in cui lasciar emergere la propria vera anima musicale, all'interno di contesti e scelte musicali programmati con l'occhio alle charts (ed al conto in banca) delle FM Radios.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. I Surrender – 4:10 (Russ Ballard)
  2. Spotlight Kid – 5:04 (Ritchie Blackmore, Roger Glover)
  3. No Release – 5:42 (Ritchie Blackmore, Roger Glover, Don Airey)
  4. Magic – 4:15 (Brian Moran)
  5. Vielleicht Das Nachste Mal (Maybe Next Time) – 3:23 (Ritchie Blackmore, Don Airey)
  6. Can't Happen Here – 5:09 (Ritchie Blackmore, Roger Glover)
  7. Freedom Fighter – 4:28 (Joe Lynn Turner, Ritchie Blackmore, Roger Glover)
  8. Midtown Tunnel Vision – 4:44 (Joe Lynn Turner, Ritchie Blackmore, Roger Glover)
  9. Difficult to Cure – 5:58 (Ludwig van Beethoven, arr. Ritchie Blackmore, Roger Glover, Don Airey)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

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