Differenze tra serbo, croato e bosniaco

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Le lingue standard bosniaco, croato e serbo sono molto simili, ma differiscono in vari aspetti come riportato in seguito. Le varie sfumature comunque non sono di ostacolo alla comunicazioni tra interlocutori di suddette lingue. In termini linguistici, queste tre lingue standard formano un gruppo linguistico all'interno dello slavo meridionale, ovvero un continuum dialettale.

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia, le lingue di croati e serbi tornarono a divergere, dopo essere state politicamente 'unite' dal 1918 secondo fonti e opinioni croate[1]. Tuttavia, anche molto prima della nascita della Jugoslavia, tutte le pubblicazioni uscite a Zagabria si riferiscono alla lingua come 'croata o serba' (un esempio è la pubblicazione 'Rječnik hrvatskoga ili srpskoga jezika', Zagabria 1881-1970). Secondo fonti serbe, invece, l'idea di lingua unificata emerse nel 1848, periodo del movimento illirico, e rimase tale da allora[2].

Nella Jugoslavia socialista la politica ufficiale insistette su una lingua con due forme standard ufficiali - quella orientale (parlata in Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina da qualunque nazionalità nei dialetti ekaviano o ijekaviano) e occidentale (parlata in Croazia da qualunque nazionalità nel solo dialetto ijekaviano). Comunque, dai tardi anni sessanta, a causa del malcontento nei circoli intellettuali croati, si cominciò a riferirsi alla propria lingua esclusivamente come 'croato', e solo talvolta con 'croato o serbo', com'era da consuetudine prima del periodo jugoslavo. Queste varie lingue venivano considerate come una lingua comune con diverse varianti e dialetti al suo interno. L'unità del linguaggio fu enfatizzata, non facendo delle differenze un indicatore di divisione linguistica, ma piuttosto un fattore di arricchimento della lingua comune. In aggiunta, la Jugoslavia aveva altre due lingue ufficiali a livello federale, lo sloveno e il macedone - riflettendo la tolleranza jugoslava verso la diversità linguistica e all'uso di tali lingue all'interno della federazione. Perciò nessun tentativo fu fatto per assimilare quest'ultime all'interno della lingua serbo-croata o croato-serba.

Dopo la dissoluzione della federazione, come nuovo simbolo delle indipendenti e separate identità nazionali, la lingua diventò uno strumento politico di distinzione per tutte le nuove repubbliche. Con un boom di neologismi in Croazia, con una maggiore enfatizzazione dei termini di origine turca nella Bosnia musulmana e con una privilegiata posizione dello scritto in cirillico fra la popolazione serba, ogni stato o entità mostrò una 'nazionalizzazione' della lingua.

In tal contesto la lingua bosniaca cominciò il suo sviluppo autonomo dopo l'indipendenza della Bosnia ed Erzegovina proclamata nel 1992. Lo sviluppo della lingua montenegrina diventò un argomento tra alcuni accademici montenegrini a partire dagli anni novanta.

Si nota nel corso della storia che il serbo e ultimamente il bosniaco tendono a essere lingue "inclusive", cioè accettano e assimilano un'ampia gamma di parole e prestiti di origine straniera, mentre il croato standard è più 'purista' e preferisce neologismi al posto di prestiti di origine straniera, come anche l'uso di vecchi termini ormai dimenticati. Questi differenti approcci sono dovuti alle differenze storico-culturali (serbi e bosniaci sotto dominazione ottomana, croati sotto dominazione austro-ungarica) delle tre lingue e delle tre società a cui queste lingue appartengono.

Sommario[modifica | modifica sorgente]

Ci sono opinioni discordanti tra i linguisti se le diversità delle tre o addirittura quattro lingue (se si include il montenegrino) sono tali da giustificare il loro trattamento come lingue separate.

Il linguista croato Miro Kačić ha dato la seguente visione delle differenze tra serbo e croato[3]. Questo parere può essere anche esteso, opportunamente modificato, alla lingua bosniaca.

"In questo libro ho provato a presentare alcune delle illusioni fondamentali e distorsioni che hanno portato al malinteso, ancor oggi presente tra i linguisti mondiali, che il croato e il serbo sono una lingua unica. Ho mostrato che croato e serbo differiscono in un grado più o meno ampio in ogni livello. Queste differenze esistono realmente e sono le seguenti:

  1. Il livello di lingua letteraria. Ci sono due tradizioni letterarie diverse nella scrittura che sono separate nello spazio e nel tempo a causa delle differenze della storia, della cultura e dello sviluppo letterario delle due nazioni.
  2. Il livello di lingua standard. Le due tradizioni di codifica linguistica sono completamente separate. Il periodo della convergenza normativa tra serbo e croato, dal tempo del croato "Vukoviano" alla'unificazione imposta di queste due lingue nell'ex-Jugoslavia, è solo un intervallo dello sviluppo delle norme linguistiche croate. Come punto di svolta, il periodo fu atipico per quanto riguarda i tre secoli di questo sviluppo.
  3. Il livello di correlazione genetica. Il croato è basato su tre macrodialetti, mentre il serbo da due. Le interferenze tra i tre dialetti croati che hanno gettato le basi per la lingua e la letteratura croata sono esistite ininterrottamente per secoli come una forza costitutiva nella codifica del croato standard.
  4. Il livello tipologico. Esistono differenze in ogni livello del sistema linguistico: fonetico/fonologico, accentuazione, morfologico, formazione delle parole, sintattico, semantico-pragmatico e lessicale. Sistemi linguistici che differiscono in tutti questi livelli non possono essere considerati come una sola lingua."

Al contrario Ivo Pranjković, autore di Grammatica della lingua croata, sostiene che "'a livello di standardizzazione, croato, serbo, bosniaco e anche montenegrino sono diverse varianti, ma di una stessa lingua. Quindi, nel puro livello linguistico, o nel livello genetico, nel livello tipologico, stiamo parlando di un'unica lingua e questo dev'essere detto chiaramente. Se qualcuno dovesse essere in disaccordo, che presenti le sue tesi."[4] Pranjković dichiarò in svariate occasioni (ad esempio nella rivista di lingua e cultura Vijenac, di cui è un regolare contributore) che "Ćorić (un oppositore alle sue teorie) naturalmente, non concorda con le tesi che ho esposto all'inizio del mio testo, sostenendo che le lingue standard croato e serbo, da quando esistono, funzionano come lingue standard separate."[5]

Scrittura[modifica | modifica sorgente]

Alfabeti[modifica | modifica sorgente]

Sebbene tutte le lingue potrebbero utilizzare entrambi, i sistemi di scrittura differiscono:

  • Il bosniaco usa entrambi gli alfabeti latino e l'alfabeto cirillico.
  • Il croato usa solamente l'alfabeto latino.
  • Il serbo standard usa entrambi gli alfabeti, sia il cirillico (ћирилица) che il latino (latinica). (Il cirillico è l'alfabeto ufficiale delle amministrazioni di Serbia e Republika Srpska. L'alfabeto latino (a volte accettato nei documenti ufficiali come definito dalla legge) viene usato da una parte di locutori come alfabeto principale, sebbene non esistano statistiche su ciò. È da sottolineare come l'alfabeto originario serbo è il cirillico, l'alfabeto latino viene introdotto successivamente e in tempi recenti con la creazione della Repubblica Popolare Jugoslava nel 1945. Bisognava infatti facilitare le comunicazioni all'interno della nuova repubblica e gettare le basi per una lingua standard serbo-croata.

Anticamente, i croati usarono il glagoljica, l'alfabeto glagolitico, per scrivere sia documenti della Chiesa Slava Croata (usato ancor oggi) e sia documenti in dialetto. Questo alfabeto è l'alfabeto originario dei popoli slavi che successivamente si evolse fino a diventare l'odierno alfabeto cirillico.

C'era un altro, meno standardizzato, alfabeto cirillico. Aveva varie versioni e nomi: arvacko pismo o arvatica, che indicava l'alfabeto usato dai croati: tale nome fu utilizzato in Povaljska listina; bosanica o bosančica, indica l'alfabeto cirillico utilizzato in Bosnia; begovica (usato dai bey); poljičica, indicando la regione di Poljica nella Croazia meridionale. In alcune regioni della Croazia, questa scrittura fu usato fino al 1860, quando il seminario cattolico-romano a Omiš insegnava ai nuovi sacerdoti a utilizzare tale scrittura ("arvacki šeminarij") .

Le popolazioni slave nelle aree oggi occupate da Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro che si convertirono all'Islam dopo la conquista ottomana dei Balcani del XV secolo usavano anche un alfabeto arabo modificato chiamato arabica. Esso rimase in uso dal XV secolo fino agli inizi del XX secolo, usato principalmente dalle classi più istruite della popolazione. L'ultimo testo conosciuto pubblicato in arabica è del 1941, dopo di che la riunificazione della Jugoslavia impose il cirillico e il latino come unici alfabeti ufficiali della neonata Jugoslavia comunista. Oggi è stato abbastanza dimenticato dalla popolazione musulmana dato che le persone letterate che conoscono questa scrittura sono molto poche.

Fonemi[modifica | modifica sorgente]

Tutte le lingue ufficiali hanno gli stessi medesimi fonemi, cosicché il bosniaco/croato/serbo scritti in latino e il bosniaco/serbo scritti in cirillico hanno una corrispondenza 1:1, cioè un fonema è rappresentato sempre dalla medesima lettera (o gruppo di lettere) sia in cirillico sia in latino. Comunque, queste lettere/fonemi non sono sconosciuti alle altre popolazioni slave meridionali.

In alcune zone della Croazia e della Bosnia, i suoni "č" e "ć" e anche "dž" e "đ" sono rispettivamente indistinguibili o pronunciati indistintamente come "č" e "đ" rispettivamente. Oppure, in altre zone della Croazia, i suoni "č" e "ć" sono pronunciati nella versione "più morbida" - "č" è pronunciata tra il "č" letterario e "ć", mentre "ć" è pronunciata ancora più morbida; talvolta questa varia quasi in un "tj", una "t" palatalizzata. Discorso simile viene fatto per "dž" e "đ", che sempre in certe regioni croate "dž" viene pronunciata come "đ" o "ž", mentre "đ" sembra avere le stesso suono che nello standard letterario, o come una "dj", cioè una "d" palatalizzata. Tutto ciò, comunque, non ha corrispondenze nella lingua ufficiale, discorso simile accade nell'italiano parlato dai siciliani, dove la "r" ha una pronuncia diversa e nel gruppo "tr" la "t" viene pronunciata come la "c" di ciao.

Ortografia[modifica | modifica sorgente]

La lingua standard in Croazia non traslittera i nomi stranieri (e talvolta le parole), tranne che per le parole russe o di altre lingue che usano il cirillico, dove è impossibile non traslitterare. Invece la lingua serba fa il contrario, ogni parola straniera viene scritta in serbo come viene pronunciata, dove possibile ovviamente. Questo è dovuto al fatto che prima del 1945 i serbi usavano quasi esclusivamente il cirillico, quindi la traslitterazione era d'obbligo; dopo l'introduzione dell'alfabeto latino tale caratteristica è rimasta. Ufficialmente il bosniaco segue l'esempio croato, ma molti libri e giornali trascrivono foneticamente i nomi stranieri.

Poi, quando il soggetto è omesso in una frase al futuro, mettendo solamente il verbo all'infinito e l'ausiliare, nel caso "ću", solo la "i" finale dell'infinito viene tolta, mentre in serbo viene tolto in genere il "ti" dall'infinito e sostituito dall'ausiliare formando un'unica parola. Questa distinzione però esiste solamente nella lingua scritta, dato che nell'uno e nell'altro caso la pronuncia rimane identica. Il bosniaco invece accetta entrambi i modi. Es. Uraditi (fare) + ću (contrazione di hoću, per formare il futuro, prima persona singolare):

  • "Napravit ću to." (Croato)
  • "Uradiću to." (Serbo)

Parlato[modifica | modifica sorgente]

Accentuazione[modifica | modifica sorgente]

In generale, il dialetto štokavo, che rappresenta la base delle lingue standard prese in esame, ha quattro tipi di accenti (corto discendente, ı̏, corto ascendente ì, lungo discendente î, e lungo ascendente, í). In aggiunta, le vocali non accentate possono essere sia corte che lunghe (ī); quest'ultimo solitamente lo troviamo dopo la sillaba accentata. La declinazione dei nomi e la coniugazione dei verbi a volte possono cambiare l'accentuazione di un nome o di un verbo.

La distinzione tra i quattro accenti e la conservazione delle lunghezze dopo l'accento sono comuni nei dialetti del Montenegro occidentale, della Bosnia-Erzegovina (parlato sia da bosgnacchi che da serbi, e solo in parte da croati), in parti della Serbia, così come in parti della Croazia con forte immigrazione serba. In aggiunta, una caratteristica distinta di certi dialetti è l'accentuazione dei clitici. Ad esempio nella frase u Bosni (in Bosnia) sarà pronunciato /ȕbosni/ anziché /ubȍsni/ come ad esempio nella Serbia settentrionale.

Anche i dialetti della Serbia settentrionale preservano il sistema dei quattro accenti, ma la sillaba non accentata diventa più corta o sparisce del tutto in alcune posizioni. Comunque, l'accorciamento della lunghezza della sillaba dopo l'accento è diventata una caratteristica di molti dialetti štokavi, anche in quelli più conservatori del Montenegro. Lo spostamento dell'accento sul clitico, invece, in Serbia del nord è pressoché assente e solamente limitato alla costruzione dei verbi in frase negativa (ne znam = non so -> /nȅznām/).

La situazione in Croazia è ancora diversa. Una gran parte della popolazione croata, specialmente gli abitanti della zona di Zagabria, non fanno differenza tra accenti ascendenti e discendenti.[6][7] Questo è considerato più una caratteristica del dialetto di Zagabria che una caratteristica della lingua croata.[8]

Nella linguistica ufficiale in Croazia, la maggior parte della letteratura in circolazione promuove l'uso del sistema dei quattro accenti. Il Serbia, invece, la lingua standard è basata sul sistema dei quattro accenti, il quale è caratteristica comune alla maggior parte dei dialetti serbi. Infatti entrambi i dialetti principali considerati la base della lingua serba standard (Est-erzegovinese e i dialetti della Šumadija-Vojvodina), hanno i quattro accenti. Infine la lingua bosniaca è ufficialmente basata sul dialetto bosniaco orientale, che è di tipo štokavo antico; però in pratica le norme che regolano tale lingua sono di tipo štokavo moderno proprio come il serbo e il croato. La situazione perciò non è ben chiara e definita.

Fonetica[modifica | modifica sorgente]

Caratteristica Croato Serbo Italiano
Opposizione -u/e burza berza borsa
porculan porcelan porcellana
Opposizione -u/i tanjur tanjir piatto
Opposizione -l/-o sol so sale
vol vo bue
kolčić kočić paletto
Opposizione -t/-ć sretan srećan felice
Omissione della ‘h' in serbo čahura čaura cartuccia
hrvač rvač lottatore
hrđa rđa ruggine

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Ci sono tre varianti del dialetto štokavo dovute al diverso uso della vocale proto-slava Jat. A seconda di come viene trasformata questa vocale la variante prende nome. Ad esempio, se diventa "e", tale variante si chiamerà ekavo (ekavski in serbo-croato). Lo jat compare nelle varianti moderne come segue.

La parola bambino in antico slavo ecclesiastico, děte, diventa:

  • dete in ekavo
  • dite in ikavo
  • dijete in ijekavo

La lingua serba riconosce l'ekavo e l'ijekavo come sue varianti sullo stesso piano, mentre le lingue croata e bosniaca accettano come unica variante l'ijekavo, infatti in queste zone e in Montenegro si usa esclusivamente l'ijekavo.

L'ikavo è limitato solamente ad un uso dialettale in Dalmazia, nella Lika, in Istria, in Erzegovina occidentale, in Croazia turca (Bosanska Krajina), in Slavonia e nella Bačka settentrionale (Voivodina). Così, ad esempio:

Italiano ekavo ijekavo ikavo
vento vetar vjetar vitar
latte mleko mlijeko mliko
volere hteti htjeti htiti
freccia strela strijela strila
Invece:
freccetta strelica strelica
(talvolta:
strjelica)
strilica

Alcuni linguisti croati hanno provato a spiegare le differenze nella struttura morfologica di tali vocaboli, introducendo una nuova vocale, il "dittongo jat". Questa corrente di pensiero è minoritaria rispetto alla maggior parte dei linguisti.

A volte queste differenze possono creare confusione: in serbo poticati (provenire da) in croato significa "incoraggiare". Il verbo croato "provenire da" è potjecati, mentre in serbo "incoraggiare" si dice podsticati.

Italiano Croato Serbo
completare dolijevati dolivati
diarrea proljev proliv
golf, baia zaljev zaliv
influenzare utjecati uticati

La lingua ufficiale bosniaca ammette entrambe le varianti, e le ambiguità sono risolte preferendo la versione croata del vocabolo; questa è una regola generale per le ambiguità serbo-croate.

Un altro esempio di differenza fonetica che c'è in alcune parole è la presenza della v in parole serbe anziché della h come nei rispettivi vocaboli croati e bosniaci:

Italiano Serbo Bosniaco e croato
tabacco duvan duhan
cucinare kuvati kuhati
secco suvo suho
sordo gluvo gluho

Foneticamente e fonologicamente, il fonema "h" è stato reintegrato in molte parole come caratteristica distintiva della parlata bosniaca e della sua tradizione linguistica, volendosi distinguere dalla parlata e dalla terminologia prettamente serba. Tuttavia molte persone non la pensano in questo modo. Questo, come altro, è solamente un modo di parlare che varia a seconda della zona e delle persone.

Italiano Bosniaco Croato Serbo
facile lahko lako lako
soffice, molle mehko meko meko
caffè kahva kava kafa
storico historik povijesnik istoričar
storia(materia) historija povijest istorija

Dato che la variante ijekava è comunemente accettata in ogni lingua, questa verrà usata nella prossima tabella come confronto tra termini che differiscono nelle tre lingue.

Italiano Bosniaco Croato Serbo (ijekavo)
punto tačka točka tačka
corretto tačno točno tačno
municipalità općina općina opština
prete svećenik svećenik sveštenik
studente student student student
studentessa studentica studentica studentkinja
professore profesor profesor profesor
professoressa profesorica profesorica profesorka
scienziato naučnik znanstvenik naučnik
interprete prevodilac prevoditelj prevodilac
lettore čitalac čitatelj čitalac
tuffatore ronilac ronilac
(talvolta:
ronitelj)
ronilac
Invece:
assemblea skupština skupština skupština
presidente predsjednik predsjednik predsednik
presidentessa predsjednica predsjednica predsednica
Uomo di colore crnac crnac crnac
Donna di colore crnkinja crnkinja crnkinja
pensatore mislilac mislilac mislilac
insegnante učitelj učitelj učitelj

Prestiti linguistici[modifica | modifica sorgente]

Anche molti prestiti linguistici e conseguenti traslitterazioni sono dissimili:

Italiano Bosniaco Croato Serbo
organizzare organizirati
organizovati
organizirati organizovati
costruire konstruisati
konstruirati
konstruirati konstruisati
Invece:
analizzare analizirati analizirati analizirati

Storicamente, i prestiti linguistici in bosniaco e croato sono stati presi prevalentemente dal tedesco e dall'italiano, mentre il serbo li ha ricevuti più dal russo e dal francese, cosicché si ha una diversa localizzazione dell'origine di tali prestiti, diversi in origine e diversi nelle lingue di destinazione. Anche prestiti di origine greca sono presenti nel vocabolario serbo, invece in quello croato sono stati assimilati attraverso il latino:

Italiano Croato Serbo Note
Betlemme Betlehem Vitlejem in croato dal latino, in serbo dal greco
Atene Atena Atina
Europa Europa Evropa
Cipro Cipar Kipar
cloro klor hlor
impedenza impedanca impedansa in serbo dal francese
Invece:
licenza licenca licenca "dozvola" è più usato per entrambe

La maggior parte dei nomi degli elementi chimici sono differenti: per i nomi internazionali il bosniaco e il croato aggiungono -ij mentre il serbo -ijum (uranijuranijum). In alcuni nomi d’origine slava, il bosniaco e il croato hanno come finale -ik mentre il serbo ha -(o)nik (kisikkiseonik(ossigeno), vodikvodonik(idrogeno)). Altri ancora sono totalmente diversi (dušikazot (azoto), kositarkalaj (stagno)). Alcuni poi sono identici: srebro (argento), zlato (oro), bakar (rame).

Ancor oggi, è importante notare che ci sono parole d'origine russa che sono considerate essere "nello spirito della lingua croata", quindi sentite come croate, e non come parole straniere. Altri prestiti russi invece sono considerati come "serbismi".

Altre parole importate sono di genere maschile o femminile in serbo e bosniaco, invece in croato esclusivamente di genere femminile:

Italiano Bosniaco e Serbo Croato
minuto minut/minuta minuta
secondo sekund/sekunda sekunda
Invece:
pianeta planeta planet

Pronomi[modifica | modifica sorgente]

In serbo e bosniaco, il pronome che (che cosa) si traduce con što quando usato come relativo, ma con šta quando usato come interrogativo; quest'ultimo viene messo anche in frasi relative con significato interrogativo. Il croato invece usa što in ogni contesto.

Italiano Bosniaco e serbo Croato
Che ha detto? Šta je rekao? Što je rekao?
Chiedigli cosa ha detto. Pitaj ga šta je rekao. Pitaj ga što je rekao.
Ho visto cosa hai fatto. Video/Vidjeo sam šta si uradio. Vidio sam što si učinio.

Questa regola si applica soltanto al caso nominativo - negli altri casi, tutte le lingue hanno la medesima declinazione - čega, čemu ecc. per što.

In croato, il pronome chi si traduce con tko, mentre serbo e bosniaco usano ko. La declinazione però, come per što, è identica: kome, koga, ecc. In aggiunta, il croato usa komu come forma alternativa nel caso dativo.

In croato, solitamente, la forma di clitico accusativa del pronome personale personale ona (ella) più usata è ju (lei). In serbo e bosniaco, la forma je è preferita (anche se spesso in serbo si usa ju per non ripetere due volte je quando il primo significa è).

La frequenza di uso dei pronomi locativi gd(j)e, kuda i kamo differiscono in qualcosa tra serbo e croato:

Italiano Serbo (ekavo) Croato
Dove sarai? Gde ćeš biti? Gdje ćeš biti?
Dove andrai? Gde ćeš ići? Kamo ćeš ići?
Da che parte andrai? Kuda ćeš ići? Kuda ćeš ići?

Sintassi[modifica | modifica sorgente]

Infinito o congiuntivo[modifica | modifica sorgente]

Con i verbi modali come ht(j) eti (volere) o moći (potere), l'infinito è obbligatorio in croato, mentre la forma da + tempo presente è preferita in serbo. Questo è una traccia del congiuntivo, e probabilmente un'influenza della lega linguistica balcanica. Ancora, ambo le alternative sono presenti e consentite in bosniaco.

La frase "voglio farlo" può essere tradotta con le seguenti:

  • Hoću to da uradim (serbo, bosniaco)
  • Hoću to uraditi (croato, permesso in serbo e bosniaco)

Questa differenza si estende parzialmente al tempo futuro, che in serbo-croato è formato in maniera similare alla lingua inglese, usando (elidendo) il presente del verbo "ht(j)eti" -> "hoću"/"hoćeš"/... -> "ću"/"ćeš"/... come verbo ausiliare. Qui, l'infinito è formalmente richiesto in entrambe le varianti:

  • Ja ću to uraditi. (Lo farò)

Tuttavia, quando viene usata l'espressione da + presente, essa esprime in aggiunta la volontà del soggetto o l'intenzione di effettuare l'azione in questione:

  • Ja ću to da uradim. (Voglio farlo)

Questa forma è più frequentemente usata nel serbo e nel bosniaco. Le sfumature del significato tra le due forme possono essere minime o addirittura totalmente perse (specialmente nei dialetti serbi). L'uso ripetuto di da + presente è ritenuto come germanismo nei circoli linguistici serbi, e questo può occasionalmente portare a frasi goffe.

Comunque, il croato standard raramente usa la forma da + presente. Può invece essere usata una forma alternativa per esprimere volontà:

  • Ja hoću to uraditi. (Io voglio farlo.)

Frasi interrogative[modifica | modifica sorgente]

Nelle frasi interrogative il croato usa la particella interrogativa li dopo il verbo, mentre il serbo permette anche la forma con da li. (Situazione simile al francese, dove una domanda può essere formulata tramite inversione o usando est-ce que):

  • Možeš li? (Puoi?) (Croato)
  • Da li možeš? (Serbo)

In aggiunta, il non grammaticale je li ("È esso?"), di solito contratto in jel', è una forma dialettale per formare ogni tipo di domanda, ad esempio Jel' možeš?. Nella lingua standard si usa questa forma solamente nelle domande in cui si usa il verbo ausiliare essere alla terza persona singolare, cioè col je (="è"):

  • Je li moguće? (È possibile?) (Croato)
  • Da li je moguće? (Serbo)

Tirando le somme, la frase italiana "Voglio sapere se comincerò a lavorare" sarà tipicamente tradotta con:

  • Želim da znam hoću li početi da radim. (Serbo parlato)
  • Želim znati hoću li početi raditi (Croato parlato)

sebbene molte varianti possono essere incontrate nelle parlate dialettali.

Trebati (servire)[modifica | modifica sorgente]

In croato il verbo trebati (occorrere o necessitare) è transitivo. In serbo e in bosniaco, è un verbo impersonale, (come in francese il faut, o in italiano la forma occorre...); il soggetto grammaticale è omesso (esso), o presenta l'oggetto della necessità; la persona a cui serve qualcosa è un oggetto grammaticale indiretto, e si mette al dativo:

Serbo e bosniaco Italiano Croato Italiano
Petru treba novac. I soldi [servono] a Pietro. Petar treba novac. A Pietro servono i soldi.
Ne trebam ti. Io [non servo] a te Ne trebaš me. Non mi servi.
Treba da radim. (Esso) [serve] che lavori. Trebam raditi. Ho bisogno di lavorare.

Vocabolario[modifica | modifica sorgente]

Esempi[modifica | modifica sorgente]

La maggiore differenza tra le lingue in questione sta nel vocabolario. Molte parole sono comunque conosciute da interlocutori di diversa provenienza, o anche magari usate di rado nelle altre lingue; nella maggior parte dei casi, l'uso comune favorisce una variante mentre le altre sono marchiate come "importate", arcaiche, dialettali o semplicemente, usate raramente. La preferenza per l'uso di certi vocaboli invece che altri è dovuta alla zona di origine dell'interlocutore più che dall'etnia di appartenenza; ad esempio, i serbi di Bosnia usano "mrkva" e "hlače" piuttosto che "šargarepa" e "pantalone".

Italiano In Serbia In Croazia In Bosnia
mille hiljada tisuća hiljada
Gennaio[9] januar siječanj januar
fabbrica fabrika tvornica fabrika
tvornica
riso pirinač/riža riža riža
carota šargarepa mrkva mrkva
pantaloni pantalone hlače hlače
olio ulje
zejtin
ulje ulje
pane hleb kruh hljeb
spinaci spanać špinat špinat
calcio fudbal nogomet fudbal
nogomet1
treno voz vlak voz
onda talas val val
talas
persona lice
osoba
osoba lice
osoba
maleducato nevaspitan neodgojen neodgojen
personale sopstveno
vlastito
osobno
vlastito
vlastito
sopstveno
strada[10] put
cesta
drum
džada
cesta
put
put
cesta
drum
džada
pedaggio putarina cestarina putarina
Invece:
papà tata tata tata
babo
pomodoro paradajz rajčica paradajz

1 I linguisti bosniaci dichiarano la parola "nogomet" come "usata in bosniaco" (come in croato); però la forma "fudbal" va ancora per la maggiore tra i bosgnacchi; notare come i club calcistici bosgnacchi FK Sarajevo, FK Velež hanno come denominazione sportiva "fudbalski klub" e non "nogometni klub" come i club croati.

Italiano Serbo Croato Bosniaco
accettare prihvatiti prihvaćati prihvatiti
felice, fortunato srećan sretan sretan
srećan
comprendere shvatiti shvaćati shvatiti
Invece:
prendere hvatati hvatati hvatati

Comunque ci sono non molte differenze che possono portare a fraintedimenti, ad esempio il verbo "ličiti" che significa "assomigliare" in serbo e bosniaco, in croato diventa "sličiti"; infatti "ličiti" significa "dipingere".

La parola "bilo" significa "bianco" in ikavo, "polso" in croato ufficiale e "ero/eri/era" in tutte e tre le lingue; questa non crea poi molta confusione a causa della diversa accentuazione (bîlo o bílo = bianco, bı̏lo = polso, bílo = era).

In serbo, la parola izvanredan (straordinario) ha solo significato positivo (eccellente), vanredan viene usato per "inusuale" or "fuori del normale"; in croato invece viene usato solo izvanredan in ogni contesto. Così, la frase croata izvanredno stanje (stato d'emergenza) suona divertente alle orecchie di un interlocutore serbo (i croati usano più naturalmente 'izvrsno' per eccellente).

Si noti nuovamente come il bosniaco ufficialmente permette tutte le varianti sopra elencate in nome della "ricchezza della lingua", mentre le ambiguità sono risolte preferendo la variante croata. Gli scrittori del vocabolario bosniaco giustificano tale decisione con l'uso di talune parole nella letteratura bosniaca.

Nomi dei mesi[modifica | modifica sorgente]

In lingua croata i mesi hanno nomi d'origine slava, mentre il serbo e il bosniaco usano i nomi derivati dal latino comunemente usati nella maggior parte dei paesi del mondo. Comunque anche i nomi slavi possono essere usati nella lingua bosniaca (sebbene molto raramente); i nomi derivati dal latino sono sempre preferiti.

Italiano Croato Serbo Bosniaco
Gennaio siječanj januar januar
Febbraio veljača februar februar
Marzo ožujak mart mart
Aprile travanj april april
Maggio svibanj maj maj
Giugno lipanj jun juni
Luglio srpanj jul juli
Agosto kolovoz avgust august
Settembre rujan septembar septembar
Ottobre listopad oktobar oktobar
Novembre studeni novembar novembar
Dicembre prosinac decembar decembar

I nomi internazionali dei mesi sono comunque conosciuti in Croazia e il mese in cui sono accaduti molti grandi eventi in ambito mondiale è tradotto col nome internazionale: "1. maj", "1. april", "oktobarska revolucija". Poi esiste un cantiere navale a Fiume, in Croazia, denominato "3. maj", traducendo "maggio" con "maj" e non "svibanj". Nel parlato della Bosanska Krajina (Bosnia nord-occidentale) è normale riferirsi ai mesi tramite il numero. Perciò alcuni interlocutori di tale zona spesso diranno "peti mjesec" ("il quinto mese").

Note sulla comprensione[modifica | modifica sorgente]

È importante dire alcune cose:

  • La pronuncia e il vocabolario differiscono nei vari dialetti all'interno della Serbia, della Croazia e della Bosnia stesse. Ogni grande regione ha la sua propria pronuncia ed è ragionevolmente facile capire da dove proviene una persona dal suo accento e dalle parole che utilizza. Il vocabolario colloquiale può essere molto diverso da quello ufficiale standard.
    C'è una tesi per dichiarare tutte queste lingue come un'unica lingua: ci sono molte più differenze all'interno dei territori dove si parla la lingua ufficiale di quante ce ne siano fra le lingue standard (differenze ereditate dagli standard presenti ai tempi della Jugoslavia, quando il serbocroato era la lingua ufficiale). Se i confini tra le lingue sono tracciati non politicamente ma linguisticamente, come qualcuno sostiene, non dovrebbero esserci proprio confini. Come spiega Pavle Ivić, il continuo spostamento di intere popolazioni di slavi durante i cinque secoli di dominazione ottomana ha sparso i vari dialetti locali nei luoghi vicini.
  • Quando bosniaci, croati e serbi parlano tra di loro si capiscono sempre in modo completo, eccezion fatta per le parole ambigue, che molto spesso, sono comunque conosciute. Tuttavia, quando comunicano tra loro, c'è l'abitudine di usare termini familiari per ognuno, con l'intento di non creare confusione o fraintendimenti.
    Ad esempio, per evitare confusione col nome dei mesi, si possono chiamare come "primo mese", "secondo mese" e così via rendendo comprensibile perfettamente a ognuno a che mese ci si riferisce. In Serbia e in Bosnia i nomi dei mesi sono internazionali quindi sono comprensibili anche a chi conosce una lingua straniera.
  • Anche durante il periodo jugoslavo era comune per gli editori creare degli adattamenti per gli standard "orientale". Specialmente la traduzione di alcuni termini era ed è diversa. Bisogna ricordarsi che il serbo e il croato standard hanno nomi scientifici a volte molto diversi tra loro. Il capolavoro di Jung's "Psicologia e alchimia" fu tradotto in croato nel 1986, e adattato nei tardi anni novanta in serbo. Ivo Andrić ha avuto un po' di problemi in Croazia con le sue pubblicazioni, dovendo cambiare le costruzioni all'infinito ed altre espressioni. Alla fine, cercò di proibire questo tipo di interventi. In Montenegro, l'editore CID cambiò impostazione dall'indipendenza, traducendo tutte le pubblicazioni dall'ekavo in ijekavo.
  • In Croazia negli ultimi anni si è accentuata la politica linguistica, non solo nelle ambizioni puristiche slave, bensì anche nell'isolazionismo rispetto agli stati meridionali dell'Ex-Iugoslavia e alle rispettive varianti linguistiche: per esempio, la lingua slovena, nonostante una mutua intelligibilità minore, è preferita come modello alla variante dello štokavo parlata in Serbia.

In Croazia, interi film furono "tradotti" da una lingua all'altra. Comunque, la traduzione del film serbo La ferita in croato per esempio portò alla trasformazione di una tragedia in una commedia, perché tutti gli spettatori ridevano alla "traduzione" fatta. Queste traduzioni andavano molto di moda durante e appena dopo la campagna militare serba in Croazia, essendo questo un estremo tentativo per far divergere ulteriormente le lingue. Un giorno, più recentemente, una ditta croata piazzò un annuncio in alcuni giornali di Belgrado e Podgorica, cercando di assumere dei traduttori indipendenti e interpreti dal serbo a varie lingue straniere e viceversa. Tra loro, la ditta cercava 10 traduttori per il bosniaco e il montenegrino.

Esempio linguistico[modifica | modifica sorgente]

Il seguente esempio, prendendo gli articoli dal primo al sesto della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, fatto con "testi sinonimi, tradotti più letteralmente possibile" nello spirito di Ammon[11] è stato scelto per far vedere le differenze tra le varietà standard trattate in questo testo.

Croato Bosniaco Serbo Italiano
Opća deklaracija o pravima čovjeka Opća deklaracija o pravima čovjeka Opšta deklaracija o pravima čoveka Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
Članak 1. Sva ljudska bića rađaju se slobodna i jednaka u dostojanstvu i pravima. Ona su obdarena razumom i sviješću i trebaju jedno prema drugome postupati u duhu bratstva. Član 1. Sva ljudska bića rađaju se slobodna i jednaka u dostojanstvu i pravima. Ona su obdarena razumom i sviješću i treba da jedno prema drugome postupaju u duhu bratstva. Član 1. Sva ljudska bića rađaju se slobodna i jednaka u dostojanstvu i pravima. Ona su obdarena razumom i svešću i treba da jedno prema drugome postupaju u duhu bratstva. Articolo 1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Članak 2. Svakome su dostupna sva prava i slobode navedene u ovoj Deklaraciji bez razlike bilo koje vrste, kao što su rasa, boja, spol, jezik, vjera, političko ili drugo mišljenje, narodnosno ili društveno podrijetlo, imovina, rođenje ili drugi pravni položaj.
Nadalje, ne smije se činiti bilo kakva razlika temeljem političkog, pravnog ili međunarodnog položaja zemlje ili područja kojima neka osoba pripada, bilo da je ovo područje nezavisno, pod skrbništvom, nesamoupravno, ili da se nalazi ma pod kojim drugim ograničenjima suverenosti.
Član 2. Svakome su dostupna sva prava i slobode navedene u ovoj Deklaraciji bez razlike bilo koje vrste, kao što su rasa, boja, spol, jezik, vjera, političko ili drugo mišljenje, narodnosno ili društveno porijeklo, imovina, rođenje ili drugi pravni položaj.
Nadalje, ne smije da se čini bilo kakva razlika na osnovu političkog, pravnog ili međunarodnog položaja zemlje ili područja kojima neka osoba pripada, bilo da je ovo područje nezavisno, pod starateljstvom, nesamoupravno, ili da se nalazi ma pod kojim drugim ograničenjima suverenosti.
Član 2. Svakome su dostupna sva prava i slobode navedene u ovoj Deklaraciji bez razlike bilo koje vrste, kao što su rasa, boja, pol, jezik, vera, političko ili drugo mišljenje, narodnosno ili društveno poreklo, imovina, rođenje ili drugi pravni položaj.
Nadalje, ne sme da se čini bilo kakva razlika na osnovu političkog, pravnog ili međunarodnog položaja zemlje ili područja kojima neko lice pripada, bilo da je ovo područje nezavisno, pod starateljstvom, nesamoupravno, ili da se nalazi ma pod kojim drugim ograničenjima suverenosti.
Articolo 2. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.
Članak 3. Svatko ima pravo na život, slobodu i osobnu sigurnost. Član 3. Svako ima pravo na život, slobodu i ličnu sigurnost. Član 3. Svako ima pravo na život, slobodu i ličnu bezbednost. Articolo 3. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Članak 4. Nitko ne smije biti držan u ropstvu ili ropskom odnosu; ropstvo i trgovina robljem zabranjuje se u svim njihovim oblicima. Član 4. Niko ne smije biti držan u ropstvu ili ropskom odnosu; ropstvo i trgovina robljem zabranjuje se u svim njihovim oblicima. Član 4. Niko ne sme da bude držan u ropstvu ili ropskom odnosu; ropstvo i trgovina robljem zabranjuje se u svim njihovim formama. Articolo 4. Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Članak 5. Nitko ne smije biti podvrgnut mučenju ili okrutnom, nečovječnom ili ponižavajućem postupku ili kažnjavanju. Član 5. Niko ne smije biti podvrgnut mučenju ili okrutnom, nečovječnom ili ponižavajućem postupku ili kažnjavanju. Član 5. Niko ne sme da bude podvrgnut mučenju ili okrutnom, nečovečnom ili ponižavajućem postupku ili kažnjavanju. Articolo 5. Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.
Članak 6. Svatko ima pravo svugdje se pred zakonom priznavati kao osoba. Član 6. Svako ima pravo da se svagdje pred zakonom priznaje kao osoba. Član 6. Svako ima pravo da se svuda pred zakonom priznaje kao lice. Articolo 6. Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
Fonti: Il testo bosniaco è preso da official translation del UNHCR (come in inglese originale). Questa versione bosniaca fu tradotta in serbo e in croato nel corso di un seminario all'università di Bonn. Le ufficiali in serbo and croato traduzioni sono fatte indipendentemente così includono maggiormente le differenze individuali, piuttosto che linguistiche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Institut za hrvatski jezik i jezikoslovlje
  2. ^ Ludevit Gaj
  3. ^ Croatian and Serbian: Delusions and Distortions, Miro Kačić, Novi Most, Zagreb 1997
  4. ^ (HR) Intervista con Ivo Pranjković, Slobodna Dalmacija, 7 febbraio 2006
  5. ^ (HR) "La lingua croata e la politica di unità linguistica", Vijenac, 1998
  6. ^ A Handbook of Bosnian, Serbian and Croatian, Wayles Brown and Theresa Alt, SEELRC 2004
  7. ^ Lexical, Pragmatic, and Positional Effects on Prosody in Two Dialects of Croatian and Serbian, Rajka Smiljanic, Routledge, ISBN 0-415-97117-9
  8. ^ Review of Lexical, Pragmatic, and Positional Effects on Prosody in Two Dialects of Croatian and Serbian, Rajka Smiljanic, Routledge, ISBN 0-415-97117-9
  9. ^ 1) Tutti i mesi hanno nomi diversi. Si veda sotto per la tabella completa.
  10. ^ 2) Questo è un ottimo esempio di influenza straniera. "Put" e "cesta" sono di origine slava, "drum" è di origine greca e "džada" turca. Da ciò si vede che il croato, diversamente dal serbo o dal bosniaco, ha una tradizione di 'purismo' (non accetta termini stranieri), come nel caso del ceco, dello slovacco dell'ungherese e del tedesco.
  11. ^ Ulrich Ammon, Die deutsche Sprache in Deutschland, Österreich und der Schweiz. Das Problem der nationalen Varietäten. Berlin, New York 1995, p. 6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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