Diego López Pacheco Cabrera y Bobadilla

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Diego López Pacheco Cabrera y Bobadilla

Diego López Pacheco Cabrera y Bobadilla marchese di Villena, conte di Xiquena e duca di Escalona (La Mancia, 16 agosto 1599Pamplona, 27 febbraio 1653) fu un nobile spagnolo che, tra il 28 agosto 1640 ed il 10 giugno 1642, fu viceré della Nuova Spagna.

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

López Pacheco nacque in una delle famiglie più aristocratiche di Spagna. Ricevette un'educazione presso l'Università di Salamanca, dove divenne rettore. Si fece un nome come letterato e come uomo d'armi. Servì l'esercito nei Tercios (fanteria spagnola), dove raggiunse il grado di colonnello.

Viceré della Nuova Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 gennaio 1640, López Pacheco fu nominato viceré da re Filippo IV di Spagna. Giunse a Veracruz il 24 giugno dello stesso anno, insieme a Juan de Palafox y Mendoza, vescovo di Puebla. Il vescovo era stato nominato visitador generale, col compito di procedere contro i due precedenti viceré, Rodrigo Pacheco y Osorio e Lope Díez de Armendáriz.

López Pacheco fu bloccato alcuni mesi presso il porto dalle festività che celebravano il suo arrivo. Fece l'entrata solenne a Città del Messico il 28 agosto. Divenne subito popolare, nonostante l'introduzione di nuove tasse e tributi.

Mentre si trovava ancora a Veracruz, fu informato dell'urgente necessità di rinforzare l'Armada de Barlovento, che pattugliava la costa contro le incursioni dei corsari. Si prese subito carico del problema, rinforzando sei navi da guerra, ed ordinando la costruzione di altre, ottenendone alcune da Cartagena e da L'Avana. Ordinò la costruzione di cannoni e la produzione di munizioni, polvere da sparo ed altra attrezzatura.

Nel 1641 Luis Cetin de Canas, governatore di Sinaloa, sollecitò ed ottenne l'approvazione del viceré per una spedizione volta alla colonizzazione della California con missionari gesuiti, che non si rivelò un successo. Sempre durante il governo di López Pacheco, vi fu un cambiamento nelle chiese della colonia; la maggior parte di loro divennero di proprietà del clero secolare, piuttosto che dei frati regolari.

Rivoluzione in Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

L'anno seguente (1642) scoppiò un'insurrezione in Portogallo, ed il duca di Braganza, primo cugino del viceré, re Giovanni IV. Questo naturalmente creò dubbi sulla lealtà del viceré. Per eliminare i sospetti, López Pacheco ordinò che tutti i portoghesi della Nuova Spagna fossero registrati, in modo da controllarne i movimenti, le proprietà e le attività. Nonostante questo il dubbio rimase.

Il visitador generale, il vescovo Palafox y Mendoza, già coinvolto nei procedimenti contro i precedenti viceré, ruppe i legami con Pacheco nel 1642, accusandolo di essere complice del Portogallo. Si trattò probabilmente di un ordine della corona (il vescovo Palafox dichiarò di aver ricevuto ordini, anche se non li mostrò mai). Il vescovo giunse nella capitale in segreto, e nella notte tra il 9 ed il 10 giugno si incontrò con l'Audiencia parlando dei propri sospetti. Ordinò alle guardie di circondare il palazzo del viceré. Il mattino seguente López Pacheco fu informato del fatto che il vescovo era stato nominato arcivescovo e nuovo viceré.

López Pacheco fu trasferito presso il convento di Churubusco come prigioniero, e pochi giorni dopo trasferito a San Martín Texmelucan. Le sue proprietà furono confiscate e vendute in un'asta pubblica.

Pochi mesi dopo tornò in Spagna dove, dopo un breve processo, fu giudicato innocente. Il re gli restituì parte dei soldi confiscati, offrendogli di nuovo il posto di viceré, ma López Pacheco scelse di non tornare in Messico. Il re lo nominò governatore della Sicilia e, nel 1649, viceré della Navarra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "López Pacheco Cabrera y Bobadilla, Diego", Enciclopedia de México, v. 8, Città del Messico, 1988
  • Manuel García Puron, México y sus gobernantes, v. 1, Città del Messico, Joaquín Porrua, 1984
  • Fernando Orozco Linares, Gobernantes de México, Città del Messico, Panorama Editorial, 1985, ISBN 968-38-0260-5
Predecessore Viceré della Nuova Spagna Successore
Lope Díez de Armendáriz 1640-1642 Juan de Palafox y Mendoza
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