Dick Fulmine

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Dick Fulmine
fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Vincenzo Baggioli
Disegni Carlo Cossio
Editore Vittoria (casa editrice)
1ª edizione 1938
Collana 1ª ed. it. L'Audace[1]
Generi poliziesco, avventura, propaganda

Dick Fulmine è un personaggio del fumetto italiano creato dalla fantasia di Vincenzo Baggioli e dalla matita di Carlo Cossio. È considerata la più fortunata e celebre creazione del disegnatore[2].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il poliziotto italo-americano Dick Fulmine appare per la prima volta il 29 marzo 1938 nel secondo numero degli Albi dell'Audacia della casa editrice Vittoria ("La banda del pazzo"). Fu ideato, anche graficamente, dal disegnatore Carlo Cossio, mentre le sceneggiature erano del giornalista sportivo Vincenzo Baggioli.

A dire del suo disegnatore, Dick Fulmine era ispirato a Gary Cooper per la parte superiore del viso e alla stessa mascella del creatore, per la parte inferiore[3]. Rimane peraltro evidente anche il richiamo fisiognomico al pugile campione del mondo Primo Carnera, confermato dall'attitudine iperbolica al cazzotto facile e risolutivo[3]. Il suo aspetto generale ne fa uno dei "portabandiera dell'eroismo della virilità" da proporre al popolo italiano[4]. Tuttavia, nella mascella sporgente e volitiva ("mussoliniana"[5]) di Fulmine, personaggio "dichiaratamente fascista", è riconoscibile un riferimento fisiognomico all'iconografia popolare e propagandista del Duce[5].

La sua creazione avviene in una temperie culturale che vedeva l'embargo delle creazioni fumettistiche provenienti da oltreoceano.

Dick Fulmine è un agente in borghese della polizia di Chicago, oriundo italiano, smargiasso e dal cazzotto pronto. I suoi antagonisti assecondano i pregiudizi razziali cari al fascismo italiano[1]; combatte soprattutto contro personaggi connotati razzialmente, ebrei, neri, asiatici orientali, sudamericani, tratteggiati come esseri meschini, vigliacchi e traditori: il grosso e brutto nero Zambo, il "sordido ebreo Abramo Levi". Spesso l'intervento di Fulmine è finalizzato a difendere, dalle persecuzioni dei nemici, italiani e italiane in difficoltà, personaggi questi descritti sempre come fieri e onesti[1].

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Dick Fulmine subirà una decisa evoluzione, per assecondare le mutate esigenze politiche: da investigatore smargiasso si trasformerà in un bellicoso soldato italiano[6][7]. Nelle storie di questo periodo anche il nome di battesimo "Dick", di origine anglosassone, sarà abbandonato, preferendo chiamare l'eroe con il solo italianissimo cognome, "Fulmine".[8]

La pubblicazione delle sue avventure proseguirà anche dopo la guerra, fino al 1955.

Caratteristiche del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il possente eroe assomiglia, come già ricordato, al pugile Primo Carnera, campione mondiale di quegli anni e orgoglio nazionale italiano. Gli abiti usualmente indossati nelle prime serie delle avventure erano un maglione a girocollo giallo e dei pantaloni alla zuava. I suoi pugni risolutivi erano le sue armi esclusive e i suoi nemici, alcuni dei quali ricorrenti, erano sconfitti dalla sua forza inarrestabile. Tra gli avversari si ricordano il nero cubano Zambo, il mago e illusionista Flattavion, dotato anche di capacità ipnotiche e Maschera Bianca, fuorilegge armato di pistola a gas soporifero.[8]

Quando la lotta contro gli avversari si faceva più accesa, prorompeva il suo famoso urlo di battaglia:[8]

« Fatevi sotto, piccioncini miei! »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Claudio Carabba, Il fascismo a fumetti, Editore Guaraldi, 1973, p. 53
  2. ^ Maurice Horn (a cura di), The World encyclopedia of comics, Volume 6, 1983, p. 180
  3. ^ a b Claudio Carabba, Il fascismo a fumetti, Editore Guaraldi, 1973, p. 54
  4. ^ Claudio Carabba, Il fascismo a fumetti, Editore Guaraldi, 1973, p. 69
  5. ^ a b Pietro Favari, Le nuvole parlanti: un secolo di fumetti tra arte e mass media, 1996, p. 214
  6. ^ Maurice Horn (a cura di), The World encyclopedia of comics, Volume 6, 1983, p. 205
  7. ^ Claudio Carabba, Il fascismo a fumetti, Editore Guaraldi, 1973, p. 93
  8. ^ a b c B. P. Boschesi, Manuale dei fumetti, Arnoldo Mondadori Editore, 1976, p. 118.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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