Dichiarazione universale dei diritti dell'animale
La Dichiarazione universale dei diritti dell'animale è stata sottoscritta il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi, con lo scopo di fornire un codice etico per sancire i diritti che spettano ad ogni animale.
Il documento mira ad indicare, sul piano giuridico, un percorso verso il riconoscimento di diritti veri e propri all'animale, inteso come essere senziente, soggetto della propria vita e portatore di interessi. La dichiarazione assume infatti come concetto guida quello della richiesta di rinuncia, da parte dell'uomo, al biocidio, cioè ad «ogni atto che comporti l'uccisione di un animale senza necessità» (articolo 11). D'altro canto, il documento è stato sottoposto a critiche, da parte degli animalisti più rigorosi, per alcune sue deroghe alla rivendicazione senza compromessi dei diritti animali. Infatti l'articolo 9, pur marcando la necessità di evitare l'ansia ed il dolore inutili, contempla l'allevamento e l'uccisione di animali per l'alimentazione umana.
[modifica] Bibliografia
- Barbara de Mori, Che cos'è la bioetica animale, Carocci editore, Roma, 2007 (specialm. pag. 78).
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